IL CHIAPAS VISTO COL PASSAMONTAGNA

villagio zapatista

Da domani la mostra fotografica che racconta i viaggi nei villaggi zapatisti organizzati dal collettivo 20ZLN

 Da domani fino a domenica 13 gennaio a Milano presso la sede di Radio Popolare (via Ollearo, 5 – ingresso gratuito) partirà la mostra “Il Chiapas visto col passamontagna”, organizzata da Inter Campus, Lo Stato Sociale/Garrincha Dischi, Radio Popolare e il collettivo 20ZLN.

All’inaugurazione di venerdì 11 gennaio, alle ore 18.00, saranno presenti Carlotta Moratti, Enrico Roberto de Lo Stato Sociale, Matteo Romagnoli di Garrincha Dischi, Claudio Agostoni di Radio Popolare e Andrea Cegna, membro del collettivo 20ZLN.

Il 1 gennaio del 1994 in Messico entrava in vigore il Trattato di Libero Commercio del Nord America. Messico, USA e Canada sperimentavano la prima esperienza di mercato unico. Contadine e contadini indigeni del Chiapas, in quello stesso giorno, con il viso coperto dal passamontagna entravano in diverse città per dire no a quell’accordo e al mondo che andava a determinare.

25 anni dopo quelle contadine e quei contadini sono ancora ai loro posti, la loro critica al neoliberismo si è trasformata in una società libera e autorganizzata. L’esperienza zapatista ha dapprima stupito e meravigliato, e poi attirato il mondo intero. E così è successo che storie sportive e culturali si intrecciassero e si incontrassero proprio in quel territorio diverso e vivo.

Inter Campus, il progetto sociale di F.C. Internazionale, opera in Chiapas dal 2011. Nato da uno scambio epistolare tra il Presidente Massimo Moratti e il SubComandante Marcos, il progetto Chiapas è oggi un programma di cooperazione per lo sviluppo sostenibile del sistema educativo autonomo delle comunità indigene zapatiste e coinvolge ogni anno 300 bambini e bambine e oltre 150 “promotori dell’educazione”.

 Lo Stato Sociale ha conosciuto da vicino zapatiste e zapatisti e ha coinvolto l’intera etichetta Garrincha Dischi nel progetto Garrincha Loves Chiapas.

 Radio Popolare organizza un viaggio di ascoltatrici-tori annuale in Chiapas, e tra le varie tappe non manca la visita al Caracol di Oventik.

Queste tre realtà, assieme al collettivo 20ZLN, organizzano una mostra fotografica per raccontare la loro esperienza in terra zapatista, e in Messico, dall’11 al 13 gennaio 2019, nella 25esima ricorrenza della marcia per la pace (il 12 gennaio 1994, 1 milione di persone manifestò a Città del Messico, per chiedere che il governo messicano iniziasse a dialogare con gli indigeni zapatisti).

La mostra si svolgerà presso l’auditorium di Radio Popolare, Via Ollearo 5 Milano, con i seguenti orari e appuntamenti:

Sabato 12 gennaio – Apertura ore 11.00 e chiusura ore 19.00

Domenica 13 gennaio – Apertura ore ore 11.00 e chiusura ore 19.00

Per tutti i tre i giorni saranno presenti i banchetti informativi di Ya Basta! Milano e 20ZLN

https://20zln.noblogs.org/
Collettivo 20ZLN

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I Walk Alone Project Fotografie in Mostra di Ivan Urban Gobbo

Ivan Urban Gobbo - I walk alone Project, Lisbona 1I Walk Alone Project. Fotografie di Ivan Urban Gobbo

 Le Tartarughe Eat & Drink, Piazza Mattei 7/8, Roma

Giovedì 29 novembre ore 19.00

Inaugura giovedì 29 novembre, ore 19, presso Le Tartarughe Eat & Drink di Roma, la mostra I walk alone di Ivan Urban Gobbo: un progetto in divenire nato nel 2016; una narrazione di solitudini e città in più tappe e serie. Per l’occasione sono presentati i lavori su Amburgo e Lisbona, il primo a colori e il secondo in bianco e nero, cui si aggiunge un piccolo omaggio alla capitale: quindici fotografie che raccontano il rapporto dell’uomo con l’ambiente contemporaneo.

Ivan Urban Gobbo - I walk alone Project, Amburgo 1Siamo nell’ambito della street photography, con ampie vedute metropolitane e una quotidianità senza celebrazioni, incoerente, spontanea: se è vero che lo spazio condiziona il nostro stare al mondo, che il corpo si muove tra i pieni e i vuoti delle architetture proiettando e misurando su di esse se stesso, Ivan sceglie di inquadrare zone liminari, interstizi dove tradizione e nuovi assetti negoziano ogni giorno le proprie ragioni, confrontandosi tra mille contraddizioni. Esclusi i paesaggi da cartolina, è la parte urbana in via di cambiamento che lo interessa. È così che di Lisbona predilige le aree che portano al centro, quelle non ancora restaurate, che stanno affrontando solo adesso problematiche legate alla modernità. Strade in decadenza, spesso abitate da emarginati, dove gioia e tristezza sono l’una componente dell’altra. Di Amburgo sottolinea invece le strutture di transito o il vecchio mercato, in cui la mattina suonano gruppi rock e i ragazzi usciti dai locali condividono i loro riti con famiglie e bambini. Città di porto, di frontiera, gotica e recente, lattiginosa e cupa, è ripresa durante il lungo inverno, la neve che cade, semideserta.

Ivan Urban Gobbo - I walk alone Project, Lisbona 2Non si tratta di descrivere la città, ma di restituirne la particolare percezione; di osservarne i mutamenti e gli effetti che produce su chi vive. Di frequente sembra che gli edifici, il costruito, incombano sulle persone; in alcuni casi una sottile indifferenza, distanza, permea uomini e cose. In tutte le immagini bello e brutto sono sospesi: addentrandosi nelle viscere di un’umanità fragile, l’unico approccio possibile è di empatia, poesia e partecipazione.

Ivan Urban Gobbo viene dalla musica, dal teatro. E dalla tela, con gli studi all’Accademia di Belle Arti. Non stupisce, dunque, che le modalità di narrazione trovino affinità con altri linguaggi. Le contaminazioni con la pittura, dalle atmosfere solitarie e di attesa a un certo uso di composizione e colore, si fondono con un taglio cinematografico. Di fermo-immagine, hanno parlato, definendo il suo lavoro; palese tanto nelle inquadrature larghe, dove la scena si disperde nei particolari, che nei campi stretti, in cui la figura, al centro, lascia intendere una sospensione tra un prima e un poi. Anche i ritratti dichiarano una precisa temporalità: che siano rubati o meno, nell’immediatezza che li contraddistingue – sono realizzati quando il soggetto perde il controllo, cioè nel passaggio tra l’emozione autentica e l’atteggiamento/maschera – hanno la capacità di ricostruire un mondo (privato), una storia. Infine, è ancora lo schermo (dal neorealismo alle pellicole odierne, impegnate) a tracciarne l’obiettivo: la descrizione, scevra di retorica, dell’affanno quotidiano. Per Ivan la fotografia deve «riportare coi piedi per terra, metter di fronte a disagio e lotta, perché senza di questo, la cura formale, non ha senso».

Ivan Urban Gobbo - I walk alone Project, Amburgo 2

Info:

I Walk Alone Project di Ivan Urban Gobbo

Mostra personale di fotografia

Inaugurazione: giovedì 29 novembre ore 19.00

Fino al 7 gennaio 2019

Dal lunedì alla domenica ore 15.00-23.30

Le Tartarughe Eat & Drink

Piazza Mattei 7/8, Roma | 06 6476 0520

Ingresso gratuito

Contatti: box11studio@gmail.com

https://www.facebook.com/events/555859411533591/

FOTOGRAFIA, MODA E BELLEZZA A ROMA HANNO UN NUOVO INDIRIZZO: EFFETTI VISIVI È IL NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO DELLA CAPITALE

Invito Effetti Visivi

 Unire conoscenze, esperienze e percorsi professionali diversi e prestigiosi in un contenitore elegante che possa soddisfare ogni esigenza di chi si occupa di immagine a Roma.

Questa la mission di Effetti Visivi, creative factory capitanata da Pietro Piacenti, brillante fotografo romano e docente all’Accademia di Fotografia di Terni e Perugia, che ha raccolto, in uno spazio funzionale e raffinato, le migliori professionalità della comunicazione visiva, della moda, della bellezza e della creatività al servizio dell’immagine in tutti gli ambiti professionali: dal food, al content creator, dagli still life alle cerimonie, dall’automotive alla moda, settore di particolare eccellenza.

A Roma mancava una realtà come Effetti visivi capace di offrire, in un unico studio, tutto quanto necessario per realizzare una campagna di comunicazione, per uno shooting professionale o, semplicemente, per costruire piccoli progetti visivi personali, uno spazio accogliente e razionale, in stile loft milanese, in cui ci si sente immediatamente a proprio agio, potendo condividere esperienze tanto diverse dalle quali attingere per la realizzazione di qualsiasi progetto di comunicazione. Ideale per fotografi che vogliano ambientare i loro scatti nelle due sale di posa o per eleganti showroom ed eventi espostivi.

Grande attenzione viene dedicata da Effetti Visivi ad ogni aspetto del processo creativo, grazie alle importanti partnership attive nello studio:

Ph. Pietro PIacenti - Mua Donatella Alberino (2)

MUSE MAKE UP, realtà che nasce dall’idea di Donatella Alberino e Simona Pesciaioli, due truccatrici professioniste che hanno unito le loro diverse personalità in una comune passione artistica, condividendo le proprie competenze con altri professionisti che hanno arricchito lo staff con la loro esperienza nel cinema, nella fotografia e nella moda. A partire dal mese di ottobre 2018, Muse Make Up Academy entrerà ufficialmente a far parte di V)OR Academy, aderendo in pieno alla filosofia e al programma messo a punto da Valeria Orlando, guru della bellezza e titolare del brand V)OR Makeup.

NEXT BEST MODEL AGENCY, giovane agenzia di moda, si occupa di scouting, casting e management di modelle, modelli ed influencer. Propone corsi di portamento, posa fotografica, realizzazione di book professionali e presentazione video dei modelli, corsi di self makeup e di social media marketing.

CUSTOMPRO LAB, importante realtà creativa che gestisce tutto il processo comunicativo di ogni azienda. Dotata di modernissime attrezzature che spaziano dal ricamo alla stampa, opera nella  customizzazione e personalizzazione di prodotti e gadget, garantendo ogni fase del percorso visivo: dalla realizzazione dei loghi fino alla stampa dei materiali coordinati istituzionali, su ogni formato e su qualsiasi materiale e supporto.

Lo spazio, situato al civico 11 di Via Ottavio Gasparri a Roma, si presta splendidamente all’individuazione ed alla crescita di nuovi talenti sotto la guida esperta dei professionisti che, in appositi programmi formativi, sapranno farne emergere le potenzialità, trasmettendogli il loro grande bagaglio di professionalità e le esperienze acquisite che li hanno consacrati come gli importanti nomi nel mondo della moda, che sono diventati nel tempo.

La data da segnare in agenda per ogni operatore creativo della Capitale è quindi il 12 ottobre 2018, giornata dell’opening che si articolerà su diversi momenti in cui gli staff operativi daranno dimostrazione delle grandi potenzialità dello spazio attraverso coinvolgenti sessioni di shooting on stage e di trucco con tutor d’eccezione.

Un’opening day in cui la creatività sarà il fil rouge che legherà la scoperta di ogni singolo corner in cui poter conoscere interessanti aspetti di tante professionalità diverse che si esprimono in una proficua coralità, lasciandosi suggestionare da quelle grandi capacità che rendono semplice la realizzazione anche di progetti complessi, immaginando la soddisfazione di portare a termine i propri sogni nelle forme desiderate, con immagini curate in ogni dettaglio, che ne rappresentino il respiro vitale, stampate e confezionate con quell’eleganza che ognuno desidera per proporre le proprie idee creative al pubblico.

India Blake, fotografa statunitense a livello mondiale, in Italia per promuovere la sua arte

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di Ester M. Campese

Abbiamo ospite con noi oggi per la nostra intervista la nota fotografa americana India Blake, che ha esposto in tutto il mondo, in varie gallerie sia negli Stati Uniti che in Europa. Le sue fotografie pubblicate in diverse riviste. India Blake ha ricevuto diversi premi tra cui il premio Internazionale Loupe, il Premio Windland ed il Premio New Jersey Federation of Camera Clubs.  In luglio è stata Italia per una serie di importanti appuntamenti artistici che l’hanno vista protagonista tra Roma con la sua personale “Light and Space” e poi a Spoleto nell’ambito del noto Festival dei Due Mondi. 

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Figlia d’arte, India Blake, è cresciuta in un ambiente creativo in cui ha potuto sperimentare e spaziare in diverse discipline artistiche ad esempio, l’arte orafa. India Blake artista dall’animo sensibile è anche scrittrice e poetessa, non da meno una bravissima scultrice che ha sviluppato l’arte a tre dimensioni, la “Mood Stone”.  Una sua opera è conservata in esposizione permanente al “Grounds for Sculpture”, letteralmente “Terre per la scultura”, un parco-museo artistico nella città di Hamilton, nel New Jersey (Stati Uniti), fondato dal padre Seward Johnson.

Dusk Settles InNel tempo India si è indirizzata verso le arti visive ed in particolare quella fotografica. Lei stessa dice che fin da adolescente amava riprendere con la sua Minolta (a pellicola, non era certo l’epoca delle digitali) i panorami che la attorniavano che poi l’hanno spinta a viaggiare nel mondo. Possiamo senza dubbio definire India Blake una paesaggista, ma prima di osservare attentamente i suoi scatti è necessario capire meglio il suo approccio. India affronta il mondo che la circonda osservandolo e proponendolo quasi come foto di viaggio in una sorta di diario biografico. Immortala con il suo obiettivo ciò che la colpisce maggiormente e le suscita emozioni. Cattura il momento, la luce, che poi consegna al suo osservatore, attraverso le sue splendide foto.

Swiftly Into The LightOgnuna delle sue opere, ogni suo scatto è come rappresentasse un puzzle che va proprio a comporre questo “diario di viaggio”, in cui i particolari ci narrano una storia vera che lei stessa ha visto e vissuto e che sono assurti ad un ruolo proprio, da protagonisti essi stessi. Conosciamo più da vicino India Blake che ringraziamo di aver accettato l’intervista e di essere oggi qui con noi, prima di ripartire per l’America.

Una prima domanda che vorrei farti è come mai ti concentri maggiormente sulla natura e sugli animali, anche se non escludi la ritrattistica?

Mi piace ancora, soprattutto, fotografare animali e paesaggi. C’è così tanto caos oggi nel mondo, la natura è invece la mia tregua. Inoltre, con tutto il riscaldamento globale, dobbiamo prestare attenzione a ciò che sta accadendo. Il mondo sta cambiando in modi sconosciuti. C’è un’intuizione istintiva negli animali e nella natura che mi affascina, oltre alla comprensione del clima e di come esso stia cambiando. Le persone inoltre tendono a pensare troppo ed a sovrapporsi tra loro. Essere nella natura, con gli animali, è un modo per riconnettersi con chi siamo e su quale è il nostro posto nel mondo. Ci sono così tante difficoltà e conflitti in questo momento che, come contrapposizione a tutto ciò, la mia fotografia si concentra sulla bellezza e sulla luce, anche perché non sappiamo cosa accadrà nei prossimi dieci o quindici anni.

india blake espone i suoi scatti al piram hotel nel cuore di romaHo fatto anche un bel po’ di ritratti di persone, in effetti, il mio prossimo progetto, il libro, “Before The Curtain Goes Up”, è proprio un viaggio fotografico del dietro le quinte dei teatri, mentre gli attori si trasformano nel personaggio, prima della performance.

Hai mai fotografato qualcosa che poi hai deciso di non pubblicare, per un motivo “sentimentale”, di rispetto, anche se l’immagine era bella e sorprendente?

Sì! Grande domanda, ma non voglio svelarlo, ma tenerlo segreto, per me, in questo momento o non avrà più quel fascino!

L’arte visiva, in particolare quella della fotografia, è un racconto di una storia, è un modo per raggiungere le persone ed i loro cuori. È importante per te come artista?

Raccontare una storia è ciò che mi spinge a creare e condividere la mia arte. Se una fotografia ha una storia da raccontare, hai raggiunto l’obiettivo. Assumerà significati diversi per ogni persona ed è questo che rende così bella l’arte.

India le tue foto sono riconoscibili, hanno tratti in comune tra loro e ti connotano in modo chiaro. L’equilibrio degli spazi, il gusto estetico e narrativo sembrano creare sospensioni all’interno della “storia” dell’immagine, è così?

Grazie mille Ester per questa domanda. Sì, è qualcosa a cui ho pensato molto. L’interazione e il posizionamento degli elementi, ciò che vedi e ciò che non vedi, sono tutti parte del racconto. Quando realizzo il progetto di una mostra faccio del mio meglio per trovare fotografie che raccontino una storia singolarmente, ma anche nel suo insieme. L’ordine in cui vengono visualizzati, può costruire una nuova narrativa che trovo ancora di più affascinante.

Cosa è importante per te e cosa ti piace raccontare attraverso le tue fotografie?

The Light AheadCome accennato prima, la storia viene prima di tutto. Spero che le mie fotografie consentano di dare alle persone lo spazio per una riflessione, per meditare e riconnettersi con sé stessi.

Che cosa ha a che fare la fotografia con la verità, secondo il tuo modo di vedere il mondo, attraverso le lenti?

Vedo il mondo come un luogo bello e stimolante nonostante alcune delle maggiori difficoltà che affrontiamo come “esseri umani”. È facile dimenticarlo nel mondo di oggi e includo anche me stessa, come qualcuno che ne ha bisogno di un “check-in” ed è importante ricordarlo. E’ per questo che scatto fotografie. Spero di riuscire a trasmettere il messaggio che la terra è così meravigliosa, in chi si imbatte nelle mie fotografie.

Puoi parlarci di qualche tuo progetto futuro dopo questo tour italiano?

Il mio lavoro verrà portato come parte della mostra collettiva per la quinta Biennale di Gala Awards a Barcellona a novembre. Sono anche nelle prime fasi di pianificazione per alcune mostre negli Stati Uniti ed il mio libro “Before The Curtain Goes Up”, uscirà presto.

Grazie mille a India Blake per essere qui con noi. Ti auguro un buon viaggio di ritorno negli Stati Uniti e tanti meritatissimi successi per i progetti futuri, che hai in animo di realizzare.

Grazie a te cara Ester!

“Incontriamoci” al Photofestival!

Anthony Peth e Lisa Bernardini

Anthony Peth e Lisa Bernardini

Serata di successo a fine giugno ad Anzio fra  charity, bellezza, cinema, informazione e spettacolo. L’imprenditore Mauro Boccuccia ha accolto anche la terza edizione di “INCONTRIAMOCI”,  serata tra Giornalismo, Spettacolo e Solidarietà, all’interno della ottava edizione del Photofestival Attraverso le pieghe del tempo. A condurre, il regista e presentatore radiofonico e televisivo (La7)  Anthony Peth, coadiuvato dalla scrivente in qualità di Presidente dell’Occhio dell’Arte. Durante la serata si sono svolti anche  due momenti Bellezza, valevoli per la selezione regionale del contest “Una Ragazza per il Cinema” ed. 2018, sotto la guida di Massimo Meschino responsabile regionale del concorso. Presidente della giuria beauty  l’attore George Hilton.
Miss Solidarieta' 2018

Miss Solidarieta’ 2018

Il via é stato dato dall’assessore della Città di Anzio, Giulia Molinari, con delega alle Politiche Giovanili e alle Pari Opportunità. Giovanissime fanciulle anche sfilato due volte per contendersi le fasce in palio. Le prime due classificate che hanno avuto accesso diretto alla finale regionale del Concorso sono state Aurora D’Ambrosio e Noa Planas.
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Deborah Xhako

La fascia di “Miss Occhio dell’Arte” è andata a Michela D’Antonio; la fascia di “Miss Ristorante Boccuccia” a Rosaria Iurato; la fascia di “Miss Solidarietà 2018”, ovvero la ragazza più votata della serata, a Ludovica Gentile (queste ultime tre accedono di diritto anche loro alla finale regionale del concorso ). Infine, la fascia di “Ragazza Inciucio.it” l’ha conquistata Vanessa Angelici; quella di “Ragazza Cinema Young” Dalila Combi e quella del “Premio Nazionale Modella per l’Arte”, curata dal Dott. Paolo Vassallo, è andata a Beatrice Verdi. Alla bellissima Elisa Pepè Sciarria è stata consegnata la fascia “Miss Incontriamoci 2018”. Giovane promessa del nostro cinema, Elisa è stata già nel 2015 la vincitrice nazionale di “Una Ragazza per il Cinema”.
Steven B

Steven B

Per la parte musicale, ad allietare la serata,  Deborah Xhako, giovane e bella, reduce dal grande successo raccolto a “The Voice of Italy” su Raidue. E l’artista Sport-Pop Steven B., al secolo Stefano Bontempi. Premiato anche lui col riconoscimento “Artista e Spettacolo”, firmato dallo scultore Tonino Santeusanio, dopo aver cantato il suo pezzo dedicato alla tennista Roberta Vinci, “Put the Ball and… Run!”, trasformato grazie al Comitato Italiano Nazionale Fair Play e al suo Presidente Ruggero Alcanterini in un inno dedicato ai giovani che rincorrono un sogno e a tutti i campioni che hanno fatto in positivo la storia dello Sport. L’operazione musicale, totalmente no profit,è stata dedicata da Steven B. alla raccolta fondi a favore di questa Associazione benemerita del CONI.
In serata,  ricevute  le telefonate  in vivavoce di Fabio Frizzi e Lorenza Mario.
Non è mancato nulla, neanche una mega torta di compleanno, a festeggiare i 40 di Fabiana Vicarionota pierre della night-life romana col nome d’arte di Lady Oscar. 
MarinaCastelnuovo

Marina Castelnuovo

Tra gli ospiti:  Franco Micalizzi, Marco Tullio Barboni, Giovanni Brusatori; Carlotta Bolognini, Olga Bisera,Toni Malco, Vassilli Karis, Lucia Aparo,  Mario Orfei, Vincenzo Merli, Gio’ Di Giorgio, Naira e Connie Caracciolo; ad applaudire

per gran parte della serata anche i premiati della categoria Informazione intervenuti: Roberto Blasi, Lady Gossip Gabriella Sassone, Camilla Nata, Pier Paolo Segneri, Silvana Lazzarino, Francesco De Angelis. Madrina solidale della serata è stata  Marina Castelnuovo, attrice, conduttrice, scrittrice, imprenditrice e sosia “ufficiale” di Liz Taylor.
Staff Occhio dell’Arte
Foto di Giancarlo Sirolesi

“Obiettivo No Violence” in mostra al Radisson Blu Hotel contro la violenza sulle donne

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Pubblico attento e partecipe sabato 26 maggio per l’evento “Obiettivo No Violence”, il progetto di Michele Simolo volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza contro le donne, svoltosi nella bellissima terrazza del Radisson Blue Hotel grazie alla disponibilità del direttore  Mauro Gambella.

Il progetto fotografico “Obiettivo No Violence” è nato 6 anni fa da un’idea del fotografo romano Michele Simolo, e attraverso i suoi scatti, è riuscito a dare voce alle vittime di violenza. Le testimonial di questa importante iniziativa sono attrici e donne del mondo dello spettacolo che hanno prestato il loro volto in maniera gratuita per dare un forte messaggio di solidarietà.

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L’interessante conferenza della prima parte della serata è stata presentata dalla bellissima Georgia Viero, in un elegantissimo abito di Giuliana Guidotti, ed ha dato inizio all’evento introducendo proprio Michele Simolo che ha raccontato alla platea: “Sono molto orgoglioso del fatto che il progetto, in questi anni,  abbia raggiunto una grande popolarità, tanto che mi hanno invitato a presentarlo durante la serata della notte bianca a Roma che si terrà il 23 giugno.

33657786_1644879882247452_6867148017581948928_nIl progetto anno dopo anno si è arricchito di nuove collaborazioni, di nuove foto ma anche di video che ho utilizzato, per esempio, per rappresentare una problematica di cui si parla meno all’interno della più generale violenza contro le donne: la violenza contro le persone sordomute che sono ancora più vulnerabili e non sono in grade di sentire l’arrivo del loro aggressore. Insieme ad Elisabetta Viaggi, sorda dalla nascita, modella e artista che si è prestata volentieri alla realizzazione di questo filmato abbiamo realizzato il video Senza parole.

E’ stato successivamente proiettato il video con protagonista Elisabetta  e, a seguire, il video dal titolo “Il tunnel maledetto” con protagonisti Chiara Berardo e Luca Buongiorno, entrambi molto intensi e commoventi.

Molti gli esperti illustri che sono intervenuti per spiegare come riconoscere i segnali di violenza in una relazione, quali nuovi strumenti la legge ha messo in atto per contrastare questo pericolo, ma anche come capire le dinamiche malate che portano alla violenza; molto interessanti gli  interventi  dello psichiatra il Prof. Marco Cannavicci, della Professoressa Maria Gaia Pensieri criminologa, dello psicologo Dott. Francesco Cifariello  e del Prof. Giovanni Neri. 

La psicologa criminologa Maria Gaia Pensieri ha anticipato una buona notizia, ovvero che a Milano il mese scorso è stato firmato il Protocollo Zeus con il quale, prima di procedere alla denuncia, la donna può far richiamare l’aggressore dal Questore. In alcuni casi può essere un modo migliore per approcciare il problema. Insieme all’ammonimento il Questore può procedere all’ingiunzione trattamentale, una vera novità in questo settore, che può essere applicata per esempio agli stalker e ai bulli.

Tantissimi i personaggi del mondo dello spettacolo e del giornalismo che hanno preso parte alla serata e molti di loro hanno prestato il loro volto al progetto fotografico e video dalla testimonial del progetto Simona Martins, Demetra Lisa Ann Hampton, Mihaela Mitrut, Barbara Nadolska, Barbara Lolli,  Mihaela Diaconita, Floriana Rignanese, Rossella Ambrosini, l’ufficio stampa ed autrice Sara Lauricella, Luciana Frazzetto, la cantautrice Star Elaiza,  la giornalista Rai Antonietta Di Vizia, la blogger Elenia Scarsella, Illian Rakov, Ella Grimaldi, Chiara K Pavoni, Marianna Petronzi,  Alessia Casiere, Mariangela Pullella, Conny Caracciolo, Resy Kisha,  Sabrina Tutone,  Emilia Clementi, Aline Pilato, Maria Monsè, Kasia Klo, il regista Pierfrancesco Campanella . 33846168_1761050947251249_1677130247427850240_n

L’evento è stato possibile grazie a sponsor come Acqua Salis, un prodotto innovativo per ridurre la quantità di sodio che ingeriamo ogni giorno, Es.sere Spa by Iolanda Cipriani, l’elegantissima Spa dell’Hotel Radisson Blue, via Roma 34 Gioielli, Care in love Il forno degli Amici.

La serata si è poi conclusa sulla terrazza con cena a cura del Forno degli Amici e torta per festeggiare anche il compleanno di Nadia Bengala, bellissima ex Miss Italia, una delle prime testimonial di Obiettivo No Violence, che ha ispirato Michele Simolo a iniziare il suo percorso.33540580_1761168657239478_2946975154267226112_n

Si ringraziano il video Maker Angelo Polito e la fotografa Renata Marzeda

 

 

 

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Compleanno della SIAE nella Giornata Mondiale del Diritto d’Autore

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IL DIRITTO D’AUTORE FA VIVERE CHI CI FA SOGNARE #SIAE136

Abbiamo liberato la creatività: è la Giornata Mondiale del Diritto d’Autore e il 136° compleanno di SIAE

Roma, 23 aprile 2018. Questa mattina migliaia di palloncini* sono stati liberati nel cielo dell’Eur dal palazzo della Direzione Generale SIAE, in viale della Letteratura. È il modo con cui la Società Italiana degli Autori ed Editori ha scelto di celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, che coincide con la data di nascita di SIAE, che oggi compie 136 anni.

“Abbiamo scelto il palloncino come simbolo perché vola alto, come le emozioni – commenta Filippo Sugar, Presidente di SIAE. – È un oggetto semplice eppure capace di evocare la spensieratezza e la creatività. Ma anche un simbolo di fragilità, perché basta uno spillo per renderlo un involucro privo di vita. Così il diritto d’autore, che tutela tutti coloro che ogni giorno ci regalano emozioni, è messo a rischio dagli ‘spilli’ di chi non riconosce il lavoro degli autori”.

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Oggi come non mai è di importanza cruciale celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore. Il rischio, infatti, è di assistere alla incredibile affermazione del paradosso per cui corrispondendo meno diritti agli autori e agli editori si otterrebbe un aumento della produzione culturale.

Hanno ricordato l’importanza della creatività con la loro presenza premi Oscar come Ennio Morricone e Nicola Piovani, autori che hanno fatto la storia della canzone italiana come Mogol, e tanti autori e artisti tra i più amati, da Luca Barbarossa a Dori Ghezzi, da Paolo Fresu a Paolo Damiani, Mario Lavezzi, Riccardo Sinigallia, Franco Mussida, Piero Cassano in rappresentanza degli oltre ottantacinquemila associati SIAE che fanno grande ogni giorno la cultura italiana.

Con loro il Presidente di SIAE Filippo Sugar, il Direttore Generale Gaetano Blandini e il Presidente del Consiglio di Sorveglianza Franco Micalizzi, per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore e il 136° compleanno di SIAE, fondata a Milano il 23 aprile 1882, e numerosi autori, rappresentanti di tutte le generazioni della creatività italiana, per ricordare che il diritto d’autore fa vivere chi ci fa sognare.

Sono intervenuti al festeggiamento dando prova del loro entusiasmo e del loro talento anche i ragazzi del Dipartimento di jazz presso il Conservatorio romano di Santa Cecilia diretto dal M° Paolo Damiani.

Sono Vittorio Gervasi (sax tenore), Stefano Di Grigoli (sax tenore), Daniele Dominici (sax baritono), Vittorio Solimene (pianoforte), Fabio De Vincenti (chitarra acustica), Giordano Panizza (contrabbasso), Fabrizio Ferrazzoli (percussioni), Daphne Nisi (voce), Marta Alquati (voce), Laura Sciocchetti (voce) e Daniela Troilo (voce), che hanno omaggiato il Maestro Morricone e il Maestro Piovani eseguendo alcune delle loro più celebri colonne sonore, da C’era una volta un film a La vita è bella.

Fotografo ufficiale dell’evento è stato Massimo Sestini, vincitore del World Press Photo 2015.

Tutte le immagini e il video dell’evento sono scaricabili a questo link: http://www.massimosestini.it/archive/Slate.aspx?id=c33505dc-4235-4567-98d3-3c108f11547d

*tutti i palloncini utilizzati per realizzare l’evento sono ecologici e biodegradabili

Maria Rosaria Grifone

UFFICIO STAMPA

 SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori