Successo della Giornata della Critica Sociale alla Festa del Cinema di Roma

WEBPAGE_20151029_190341La nostra visione della Giornata della Critica Sociale

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evanoDuermeSPAZIO RECENSIONE

EVA NO DUERME – Recensione di Paola Dei

Suggestivo e a tratti metafisico racconto del regista argentino Pablo Aguero, Eva no duerme, ripercorre le orme della travagliata sepoltura di Evita Peron, che, dopo aver sposato il politico  sudamericano da cui prese il cognome, divenne essa stessa attivista, simbolo di salvezza per alcuni e di manipolazione per altri, controversa nelle sue molteplici rappresentazioni ma pur sempre sorprendentemente ricordata e passata alla storia come capo spirituale di un popolo divenuto poi immagine di culto.

Aguero racconta l’inenarrabile e lo fa attraverso il corpo della donna morta di cancro nel 1952 e rimasta esposta a tutti fino al 1955, momento in cui un nuovo colpo di stato militare destituì il presidente e fece sparire la sua salma ritrovata 19 anni dopo.

Molte delle complicate vicende legate alla sua sepoltura restano ancora ignote in mezzo a trame di fitte possibilità che il cineasta lascia intuire, dedurre,  senza mai imporci una storia delineata. La prima parte dell’opera, stupendamente costruita ci mostra l’imbalsamatore, lo stesso che ebbe in cura il corpo di Lenin,  che attraverso un sofisticato processo di lavorazione cerca di modificare alcune caratteristiche fisiche di Evita, segni impressi dalla psiche sul corpo. Le suggestioni che il cineasta ci regala avvincono e convincono mentre ci avviamo a scoprire le parti più umane della donna sotto un incarnato azzurrato che sembra conferirle quel ruolo di culto e mistero nel quale è ancora avvolta. Si dice che l’imbalsamatore prese in carico Evita due mesi prima della morte per poterla studiare meglio e cogliere quelle caratteristiche che avrebbe dovuto modificare o mettere in evidenza attraverso sofisticate tecniche con le quali é riuscito a restituirle fascino e carisma.

La seconda parte più frammentata resta avvolta da un alone di fitto mistero, di trame sospese che lascia peró accesa la curiosità negli spettatori.

Si mormora che colui che aveva in custodia il corpo di Eva dopo il colpo di stato, una notte sentì strani rumori in casa, pensando ad un ladro sparò ma in realtà uccise la moglie e questo permise di trasportare il corpo della Peron senza destare sospetti.

Fu portata in Italia, si mormorava che fosse in Vaticano, in realtà la sua tomba era in un cimitero di Milano dove è rimasta per molti anni per poi essere riconsegnata al marito che a sua volta, sposatosi con un’altra donna, tenne il corpo per altri due anni per poi seppellirla finalmente nella cappella della famiglia Duarte, questo il vero nome di Eva, nel cimitero di Recoleta, a Buenos Aires.

Le vicende di Evita sono raccontate nel libro “Santa Evita” di Tomás Eloy Martínez

Sappiamo che in Argentina il sessantesimo anniversario dalla sua morte verrà celebrato con la stampa di 20 milioni di copie di una banconota da 100 pesos che avrà impressa la sua immagine.

Giornata della critica sociale al Festival del Cinema di Roma

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Si svolgerà il 24 ottobre 2015 dalle ore 11.00 durante il Festival del Cinema di Roma la Giornata della Critica Sociale a cura di Tulipani di Seta Nera. Per leggere l’articolo clicca sul link:
http://www.sorrisodiverso.com/#!IL-CINEMA-INCONTRA-IL-SOCIALE/cu6k/5629fc2c0cf258da0e90092c

La Ferrari di Gattuso vince il Campionato Italiano GT3 2015

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La FERRARI DELLA Scuderia Baldini 27 VINCE Il Campionato Italiano GT3 CON STEFANO GATTUSO … SECONDO ANNO CONSECUTIVO – di Sara Lauricella – video di Scuderia Baldini 27 Network

Stefano Gattuso conquista in solitaria il campionato italiano GT3 2015 con la sua rossa Ferrari. Secondo anno di vincita per la Scuderia Baldini 27 dopo quella del 2014 conquistata con Lorenzo Casè. La forza di un team che non si arrende mai e che ha sempre il coraggio di migliorarsi e guardare avanti: quello di Matteo Malucelli che ha affiancato Gattuso da Misano in poi ottenendo due vittorie su quattro. La vittoria domenicale non è stata scontata, soprattutto dopo il sabato difficile che l’aveva preceduta in cui il pilota ne era uscito senza punti per contatto con la vettura di Di Amato. La gara del sabato aveva aperto la possibilità di vittoria per diversi team. Ma la domenica è stata un’altra storia: il coraggio e la concentrazione di Gattuso e la forza del team hanno permesso la volata di rimonta. E degli otto combattenti è rimasto solo lui vincendo il Campionato italiano GT con 130 punti, a fronte dei 116 di Mapelli e Amici, e dei 113 di Bortolotti, Berton e Schirò. Noi li abbiamo seguiti e vissuti anche nella tappa romana di Vallelunga. E se è vero che “non c’è due senza tre” … iniziamo il conto alla rovescia. Il video linkato è di Scuderia Baldini 27 Network

SUBURRA RACCONTA ROMA, CITTA’ DALLA “POLITICA ETERNA” – recensione Raffaella Marzi

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SPAZIO RECENSIONE

Suburra, diretto da Stefano Sollima (già regista di Romanzo Criminale e Gomorra per intenderci) è un film crudo che mostra la corruzione della politica e le infiltrazioni di un clan di zingari (lampante riferimento ai Casamonica) all’interno di quest’ultima nella vita socio politica della Roma Capitale. Film cronologicamente ambientato a pochi anni or sono ma anche fortemente anticipatorio di scandali recentemente venuti a galla con “Mafia Capitale” in un ciclo di “politica eternamente ripetitiva”. Distribuito da 01 Distribution.
Politica, voti di scambio, appalti, droga e sesso. La trama si apre con le imminenti dimissioni del Papa ed un’orgia a base di droga del politico Malgradi e che finirà con la morte di una delle due escort. Nel ruolo del politico corrotto vediamo un Pierfrancesco Favino in stato di grazia con un’interpretazione da Actor’s Studio. Dall’episodio iniziale si dipaneranno una serie di altri eventi che culmineranno in una guerra tra bande allo scopo di controllare gli appalti del territorio di Ostia. Al centro di questa guerra e nel tentativo di sedarla troviamo “Il Samurai” ex componente della Banda della Magliana interpretato da un insolito Claudio Amendola con una recitazione dai toni pacati e controllati ben diversa dai ruoli ai quali siamo abituati. Forti tutti gli interpreti: nel ruolo della escort Giulia Elettra Gorietti, bella e bravissima nel rendere il lato buio e maledetto di “Sabrina” e che vedremo in una scena di sesso piuttosto impegnativa. Altro pesante ruolo femminile è quello di Greta Scarano donna fedele del boss “Numero 8” (interpretato dal “crudele” Alessandro Borghi) e che darà vita ad un importante colpo di scena.
Elio Germano, efficace come sempre, dà corpo a Sebastiano, un organizzatore di eventi, personaggio senza spina dorsale vittima del clan di zingari che reclamano la restituzione di un debito contratto dal padre suicida. Suburra è un film che lascia senza speranza mostrando un’Italia spregiudicata e corrotta, ispirandosi a fatti di cronaca e politica recenti: il crollo del governo Berlusconi e le dimissioni di Papa Ratzinger. Il ritmo è serrato ed i suoi personaggi non hanno un particolare spessore psicologico. Sono freddi e distaccati come la violenza che pervade tutto il film.
Nel complesso, da vedere: 9/10.