Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti alla Roma Tre

unnamed(11)EVENTO SPECIALE

Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti

Università Roma Tre – Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo
via Ostiense 139, Aula 1, 00154 – Roma
ore 17:00 – 20:00
Ingresso libero


Lunedì 12 novembre 2018

Saluto di Paolo D’Angelo (Direttore Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo)
e Luca Aversano (Coordinartore DAMS, Presidente Fondazione Teatro Palladium)

Incontro con gli artisti
Tomaso Binga/Bianca Menna, Giovanni Fontana, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Carlo Quartucci, Mario Sasso, Romano Scavolini, Carla Tatò
in contrappunto con
Adriana Amodei, Antonio Poce, Giacomo Verde
e il filosofo Giacomo Marramao
coordina
Marco Maria Gazzano

Proiezione di documenti audiovisivi degli Autori e dell’omaggio al Living Theatre di Nam June Paik

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Martedì 13 novembre 2018

in collaborazione con KINEMA

Presentazione di Marco Maria Gazzano

proiezione di:
Zavattini e la contestazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1968 
e, dieci anni dopo
Anna di Alberto Grifi (Italia 1975, 1h 50’)
Borgatacamion di Carlo Quartucci con Carla Tatò (Italia 1978, 60’)

A chiusura delle celebrazioni de IL SESSANTOTTO  nel rapporto con il cinema e le arti visive, manifestazione promossa dalla Fondazione AAMOD e la Fondazione GRAMSCI in collaborazione con Casa del Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia, Cineteca Nazionale, La Galleria nazionale d’Arte Moderna, e Contemporanea, Sapienza Università di Roma, Università di Roma Tor Vergata e Università Roma Tre, il calendario propone due giornate di incontri, proiezioni e testimonianze all’interno del Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Univerità Roma Tre. A cura del prof. Marco Maria Gazzano, lunedì 12 e martedì 13 novembre (ore 17-20) si svolgerà infatti l’iniziativa Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti che vedrà dialogare il primo giorno alcuni importanti artisti dell’epoca (Bianca Menna, Giovanni Fontana, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Carlo Quartucci, Mario Sasso, Romano Scavolini, Carla Tatò) con filosofi e docenti, integrando le testimonianze con documenti audiovisivi degli Autori e dell’omaggio al Living Theatre di Nam June Paik; il secondo giorno sarà invece la volta di significative proiezioni, in collaborazione con Kinema che vedranno in programma il documentario Zavattini e la contestazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1968 e i film di un decennio successivo Anna di Alberto Grifi (Italia 1975, 1h 50’) e Borgatacamion di Carlo Quartucci con Carla Tatò (Italia 1978, 60’).

Il Sessantotto – come afferma il gruppo di lavoro della manifestazione composto da Dario Cecchi, Marco Maria Gazzano, Antonio Medici, Domenico Monetti, Pietro Montani, Claudio Olivieri, Paola Scarnati, Giovanni Spagnoletti ed Ermanno Taviani – è una stagione che merita oggi di essere “rivisitata” alla luce degli sviluppi successivi, nel cinema e non solo, ed il cui dirimente passaggio politico e culturale verrà inquadrato alla luce del recente, e ricco, dibattito storiografico su questi temi.

Sito ufficiale: https://www.aamod.it/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
info@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

NOTE DEL CURATORE

Una straordinaria esplosione di energia – giovanile, mondiale: i suoi tratti salienti – il Sessantotto.
Un accumulo, una sovrapposizione di desideri e di istanze anche contraddittorie: di liberazione, comunicazione,  nuovi comportamenti,  politica. Un motore: del quale agli studenti, dai licei alle università, si sono fatti protagonisti: “movimentando” l’entusiasmo per la democrazia diretta e dei Consigli, l’anticonformismo, l’esperienza del nuovo e addirittura dell’impensabile – “immaginazione al potere”, “siate realisti, chiedete l’impossibile!” – l’afflato con la classe operaia e le sue lotte. Ha sostenuto l’ascesa della sinistra e delle sue conquiste sociali, ha liberato al suo interno la nascita del femminismo, la consapevolezza della subalternità di genere, di classe, di cultura: ma non ha evitato la pervasiva corrente di intolleranza che, accanto ai desideri eutopici e alle pratiche libertarie, ha accompagnato la sua metamorfosi nel decennio successivo. Il Sessantotto, esplosione inattesa di radicalità, diffusione, partecipazione, è tuttavia da considerarsi approdo e culmine delle “insoddisfazioni per lo stato delle cose esistenti “maturate fin dalla fine degli anni Cinquanta. Nell’ambito delle arti – ma anche in quello della politica – nel nostro Paese questo processo è evidente. Tutti gli anni Sessanta, in particolare i primi, hanno contribuito, inconsapevolmente, a preparare il Sessantotto: il quale ha fornito alla varie linee di tensione accumulatesi una cornice ideologica e una serie di obbiettivi: non tutti realistici né praticabili, ma che sono riusciti a modificare, permanentemente, costumi individuali e comportamenti sociali. E anche la moda e il design.
Se il Sessantotto della contestazione e del Movimento studentesco inizia nel ’67 con l’occupazione dell’Università a Pisa, e a Torino qualche mese prima del Maggio parigino, è il 1960 l’anno che inaugura il decennio delle svolte.
Nelle arti plastiche, dalla crisi dell’Informale l’Arte Povera e la Land Art, aprono una fase di vera e propria guerriglia semiologica su materiali espressivi, modalità compositive, luoghi e spazi dell’esposizione che ha profondamente modificato le pratiche della scultura e della pittura: e il mestiere stesso del curatore o del critico. Nel cinema, dall’esaurirsi del neorealismo che vira in commedia, crescono prepotentemente le nuove autorialità, il racconto non lineare e il montaggio moderno inaugurati da Antonioni, il cinema sperimentale, le nuove medialità, l’esplorazione dei linguaggi inediti delle cineprese e delle videocamere leggere. Nella radio e nella tv inizia a modificarsi la stessa comunicazione istituzionale: dal nuovo sound di Bandiera gialla al minimalismo scenografico e attoriale di Studio Uno. Il teatro (riallestito in installazioni: e in radio, tv, video, fotografia, film) di Quartucci e Tatò, Bene, Fo, Barba, Ronconi, trasforma la scena annientandola, riposiziona il personaggio e il testo, si mette “in viaggio” con Compagnie mutate in Laboratori. In letteratura e in poesia la ricerca di nuove espressività è altrettanto effervescente: dal decostruzionismo del Gruppo 63 di Balestrini, Sanguineti e Pignotti alla “sfida al labirinto” di Calvino; dalle esperienze italiane di nouveau roman alla neolingua e all’aspirazione sinestetica di Gianni Toti. E così la musica, vivacemente orientata alla scoperta dell’arcaicità popolare come autenticità, all’entusiasmo per il “live”, alla scoperta dell’elettronica e dell’elettroacustica. Einaudi e Feltrinelli traducono i filosofi, i sociologi e gli psicoanalisti della Scuola di Francoforte e del pensiero dissidente: ma sono il ciclostilato e le fotocopie le pratiche inedite di editoria diffusa: e “no logo” per scelta.
Tante correnti, trasversali a tutte le arti, sempre meno sperimentali e sempre più avviate alla conquista degli spazi istituzionali, che avviano pratiche diffuse di spostamento semantico, critica alle ideologie dominanti, nuove attorialità, riposizionamento dei materiali espressivi, spiazzamento del crocianesimo dominante. Tutto questo approda al Sessantotto degli studenti, che divenne immediatamente anche quello degli artisti e con più resistenze quello degli operai; che riscopre Marx fuori dai canoni a partire dai “Quaderni Rossi” di Panzieri, Gramsci nella sua radicalità e modernità, il pensiero critico quale antidoto alla società dello spettacolo e alla medializzazione del capitalismo. Pratiche di dis-locazione dei linguaggi e delle modalità comunicative; e di ri-locazione in inedite relazioni espressive: affiches, manifesti murali, fotografia, cinema militante, videotape, installazioni, collages… Tutto ciò, allora, si diceva “controinformazione”. E tuttavia ha segnato l’alba di quell’intreccio creativo tra le arti e i linguaggi della comunicazione che proprio negli anni Sessanta venne chiamata “intermedialità”: segnando un ponte verso il secolo successivo e l’inizio della crisi del ‘900.

Marco Maria Gazzano

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KEKKO FORNARELLI e ROBERTO CHERILLO ESCONO CON MATTER OF TIME

Kekko Fornarelli_bSHINE

 Il 16 novembre esce

MATTER OF TIME

IL NUOVO DISCO NATO DALL’INCONTRO TRA IL JAZZ CROSSOVER DI KEKKO FORNARELLI E LA SENSIBILITÀ INDIE DI ROBERTO CHERILLO

 

www.youtube.com/watch?v=p725J53Im5k  

 

IL 12 NOVEMBRE IN ANTEPRIMA ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI ISTANBUL

DAL 18 NOVEMBRE IN TOUR IN TUTTA ITALIA

 Da venerdì 16 novembre sarà disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming “Matter of Time” (Eskape/IRD), il nuovo disco di Shine, il duo composto dal pianista, compositore e produttore jazz Kekko Fornarelli e il cantante Roberto Cherillo.

”Matter of Time”, scritto e interpretato da due artisti dagli stili unici – Kekko Fornarelli e Roberto Cherillo – testimonia il connubio di due rare personalità. Dieci tracce in cui è possibile ascoltare un mix di suggestioni sonore che spaziano dal puro piano jazz all’elettronica, passando per le contaminazioni nordeuropee, il trip-hop anglosassone e i richiami alla musica orientale. La voce di Roberto Cherillo ed il piano di Kekko Fornarelli, uniti all’elettronica, si armonizzano e si supportano a vicenda, amalgamandosi alle distorsioni create dai synth, dando vita ad atmosfere nuove dalla forza evocativa esclusiva.

Dal 19 novembre, dopo l’anteprima a Istanbul, partirà il tour, prodotto con il supporto di Puglia Sounds, che porterà il duo ad esibirsi in tutta Italia:

SHINE

12 novembre – Istituto Italiano di Cultura – Istanbul; anteprima

18 novembre – Perbacco – Taranto;

21 novembre – Bistrock – Padova;

23 novembre – Bistrot Caffeina – Viterbo;

25 novembre – Pop & Low – Torino;

26 novembre – Club Kristalia – Pordenone;

27 novembre – Le Mura – Roma;

29 novembre – Anche Cinema – Bari;

30 novembre – Live 28 – Castrovillari (Cs);

info su www.eskapemusic.com

Ecco la tracklist del disco: Intro MOT” (K. Fornarelli / R. Cherillo) – “Matter of Time” (K. Fornarelli / R. Cherillo / P. Gadaleta) – “Leaf” (K. Fornarelli / R. Cherillo) – “All These Things” (K. Fornarelli / R. Cherillo) – “Inter MOT” (K. Fornarelli / R. Cherillo) – “Sometines a Smile” (K. Fornarelli / R. Cherillo) – “Parasite” (N. Drake) – “The Man Who Plays Your Blue” (K. Fornarelli / R. Cherillo) – “Room of Mirrors” (K. Fornarelli) –  “Outro MOT” (K. Fornarelli / R. Cherillo).

 Una delle voci maschili più importanti e apprezzate in Italia, Roberto Cherillo è un talento fuori dall’ordinario. Pianista, compositore e cantautore, la sua ricerca musicale è una costante sperimentazione, che nel corso del tempo ha identificato il canto quale passione principale. Di qui gli studi d’avanguardia sui timbri e sulla voce, passando dal cantautorato anglosassone alle influenze orientali per il canto armonico e non solo.

 Kekko Fornarelli (all’anagrafe Francesco – Bari, 1978) è un pianista, compositore e produttore. Con cinque album pubblicati e oltre 250 concerti in quasi 50 Paesi nel mondo negli ultimi sei anni, Kekko Fornarelli è attualmente uno degli artisti italiani più apprezzati nel mondo. Ha sviluppato uno stile unico caratterizzato dal tentativo di creare musica da osservare, più che da ascoltare. Un modo particolare e tutto personale per raccontare storie, esprimere emozioni e ‘dipingere’ situazioni. La sua musica è una morbida combinazione tra le più moderne idee nordeuropee e il lirismo neoclassico, filtrata dal suo caldo background mediterraneo.

www.eskapemusic.com

VALERIO SCANU LIVE in “A CHRISTMAS CAROL”

Locandina VALERIO SCANU_Dicembre 2018VALERIO SCANU

“A CHRISTMAS CAROL”

SABATO 15 DICEMBRE ORE 21.00

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Valerio Scanu sempre più vicino ai suoi fans con i quali quest’anno, come tutti gli anni a partire dal  2012,  festeggierà  il Natale … e non solo!  “Le tradizioni vanno onorate e rispettate, a maggior ragione quest’anno che sono esattamente 10 anni di carriera; non posso non festeggiarli con chi, per ogni estate… per ogni inverno, è sempre stato accanto al passo mio“, spiega Valerio.

VALERIO SCANU (© Fabrizio Cestari)Doppio appuntamento quindi con il nostro Valerio per questo live show che inonderà di musica e di allegria l’Auditorium Parco della Musica il 15 dicembre a partire dalle ore 21.00 e durante il quale sarà presentato anche il suo primo cortometraggio.

Foto Pierdavide CARONETrapelano i primi nomi degli ospiti tra i quali Gessica Notaro e Pierdavide Carone per la tappa romana. A Christmas Carol, però, quest’anno andrà in tour e lo potremo vedere anche in Sardegna. “Il Natale per me – racconta Scanu – è uno stato d’animo e le mie emozioni voglio trasmetterle e viverle con il mio pubblico, ecco perché, anche quest’anno, ci ritroveremo nella splendida cornice dell’Auditorium Parco della musica di Roma. Ma la magia del Natale continua e non può non raggiungere la mia terra, l’isola nella quale sono nato e dalla quale sono partito per inseguire i miei sogni. A Christmas Carol quindi raddoppia e sabato 22 dicembre dopo la Capitale, sbarca a La Maddalena per un concerto gratuito per e con la mia gente”.

I biglietti sono disponibili su TicketOne.

JACK JASELLI E’ USCITO IL NUOVO SINGOLO “BALLA”

Cover album_bJACK JASELLI

 DA OGGI IN RADIO E ONLINE

“BALLA”

 IL NUOVO SINGOLO PRODOTTO DA MAX CASACCI CHE ANTICIPA IL L’USCITA DEL NUOVO DISCO “TORNO A CASA”

 IL 22 NOVEMBRE IL VIDEO IN ESCLUSIVA SU REAL TIME

 Da oggi, venerdì 9 novembre, sarà in rotazione radiofonica e disponibile online “Balla”, il nuovo singolo che anticipa l’uscita di “Torno a casa” (distribuito da Universal) il nuovo disco di Jack Jaselli, prodotto da Max Casacci dei Subsonica.

Jack Jaselli @ Chiara Mirelli 2

Il videoclip del nuovo singolo verrà trasmesso il prossimo giovedì 22 novembre, alle ore 22.10, in esclusiva su Real Time (canale 31 del digitale terrestre). Si rinnova così, dopo la messa in onda della scorsa primavera del documentario “Nonostante tutto”, la collaborazione tra Jack Jaselli e il canale del gruppo Discovery Italia, che continuerà anche con un nuovo progetto televisivo che vedrà la luce nel 2019.

“Balla” è un brano ricco di groove dove le chitarre funky si alternano a bassi profondi e incisivi che fanno da sfondo a parole nostalgiche, incalzanti e sensuali. È impossibile rimanere fermi ascoltando un brano come “Balla”.

Torno a casa” è il primo disco di Jack Jaselli cantato completamente in italiano; nato tra le dita del cantautore milanese, ha poi preso forma nelle trame elettroniche del produttore torinese Max Casacci. Otto tracce che dimostrano come il cambio di lingua non abbia minimamente intaccato l’ispirazione di Jack Jaselli ma, al contrario, lo abbia portato su direzioni nuove e inaspettate.

JACK JASELLI è un cantante, chitarrista e autore nato a Milano e cresciuto girando il mondo. Nel 2010 esce “It’s Gonna Be Rude, Funky, Hard” registrato in una cantina e promosso dal vivo con più di 80 date l’anno, entrando con ben tre singoli nella classifica Ear one dei brani più trasmessi dalle radio. Nel 2013 esce “I Need The Sea Beacuse It Teaches Me”, minialbum acustico registrato in trio interamente dal vivo, in una casa scavata negli scogli a picco sul Mar Ligure.  Nel luglio 2013 Jack Jaselli vince il Cornetto Summer Of Music Tour Negramaro Contest, che gli ha dato l’opportunità di aprire i concerti della band salentina negli stadi di San Siro e dell’Olimpico, davanti a 80.000 persone. Nel 2016 esce “Monster Moon” disco registrato ai Fonogenic Studios di Los Angeles, prodotto da Ran Pink e preceduto dal singolo “The End” con un ottimo riscontro nelle radio. Nello stesso anno Jack Jaselli lavora insieme a Lorenzo Jovanotti a due brani che faranno parte della colonna sonora de “L’Estate Addosso” di Gabriele Muccino. Uno di questi è “Welcome To The World” scelto come singolo per rappresentare la colonna sonora del film e incluso nel repack di “Monster Moon”. Il video del singolo viene girato in California dallo stesso Gabriele Muccino. Tra il 2016 e il 2017 collabora con Gue Pequeno a una sessione acustica di alcuni brani che verranno pubblicati nella versione bonus del suo album e nello stesso anno con Elodie per cui scrive il brano “La Differenza” e Danti con cui compone e interpreta il singolo “Solo Per Te”. Il cantautore milanese ha suonato al fianco di artisti del calibro di Ben Harper, Gavin DeGraw, Xavier Rudd, Lee Ranaldo, Fink, Lewis Floyd Henry, The Heavy, Giusy Ferreri, Alberto Camerini e Jack Savoretti. Inoltre, dato il suo interesse alle contaminazioni con la musica elettronica, Jack Jaselli ha collaborato con artisti e produttori come Dj Aladyn e Pink Is Punk. Nel 2017 iniziano le registrazioni del primo album in italiano prodotto da Max Casacci e ad ottobre dello stesso anno esce il primo singolo “In Fondo Alla Notte”. Nel dicembre 2017 partecipa al format “Due Di Uno” su Fox Sports insieme a Michele Dalai facendo da controparte musicale alla narrazione. Nel marzo 2018 esce il secondo singolo “Nonostante Tutto” il secondo singolo in italiano di Jack Jaselli, composto a 76 mani insieme alle detenute del carcere femminile della Giudecca di Venezia. “Nonostante Tutto” non è solo un brano ma è anche un documentario scritto, interpretato e narrato dal cantautore milanesse trasmesso sul canale televisivo Real Time (ora disponibile on line) che racconta la peculiare genesi della canzone e documenta le registrazioni dei cori delle ragazze effettuate all’intero del carcere insieme a Max Casacci. L’estate del 2018 viene dedicata al tour e a luglio Jack Jaselli partecipa al Premio Bindi ricevendo la “Targa Giorgio Calabrese” come Migliore Autore. L’autunno del 2018 segna l’uscita di “Torno A Casa”, il primo lavoro in italiano di Jack Jaselli, prodotto da Max Casacci e registrato agli Andromeda Studios di Torino.

www.jaselli.com; www.facebook.com/jackjaselliofficial; www.twitter.com/jackjaselli; www.youtube.com/jackjaselli

LE POESIE DI LAURA: INCESSANTE BISOGNO DI TE

Screenshot_20181109-211428.jpgINCESSANTE BISOGNO DI TE

Un incessante bisogno di te,
appeso alle nuvole,
come anima di pioggia.
Incessante desio,
carezze incatenate,
sussurrano sulla pelle calda.
Le nostre ore bendate,
i nostri passi sconosciuti.
Cosa rimane dell’Amore solo,
vaga distante come barca senza remi,
sempre più piccola, oltre l’orizzonte.
Stringiamo forte i pugni,
piove senza tregua,
ovunque lucidato di melanconia.
Fuori è notte fonda,
ma non chiudiamo occhi,
scorrono le ore,
rimbombano nei cuori,
ma non è mai pace.
Pezzi di noi, come farfalle al vento.
Incessantemente…
Un incessante bisogno di te.

Laura Pingiori
Diritti riservati

The Conductor all’Off/Off Theatre

Lunedì 12 Novembre, ore 21.00

 

VIA GIULIA, 19, 20, 21 – ROMA

 

 

DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA

 

Produzione AT/Associazione Babele

presenta

THE CONDUCTOR

basato sul romanzo The Conductor di Sarah Quigley

 

adattamento di Mark Wallington e Jared McNeill

con Joe Skelton e Deborah Wastell

 

musica Dmitrij Šostakovič, arrangiata e suonata da Daniel Wallington

 

Regia Jared McNeillo

 

Spettacolo in lingua inglese con sopratitoli in italiano, diretto da Jared McNeill, attore preferito di Peter Brook

 

Lunedì 12 Novembre alle ore 21.00 va in scena The Conductor, unica replica all’OFF/OFF Theatre, con serata dedicata allo spettacolo basato sul romanzo omonimo di Sarah Quigley, adattato da Mark Wallington e Jared McNeill, quest’ultimo attore prediletto di Peter Brook, impegnato nella direzione degli attori Joe Skelton e Deborah Wastell. Le musiche di Dmitrij Šostakovič, sono arrangiate e suonate da Daniel Wallington, per una piéce in lingua inglese con sopratitoli in italiano.

 

SINOSSI: Nel 1941 le truppe naziste circondarono la città di Leningrado: un assedio durato più di due anni e che costò la vita a più di un milione di uomini, donne e bambini. Nel mezzo di questa devastazione Dmitrij Šostakovič compose la sua immortale Sinfonia n.7.

La Sinfonia fu fatta risuonare fino alle linee della Resistenza russa e la sua musica sollevò un’intera città. Questo episodio storico si rivolge al mondo presente e appartiene a chiunque, perché ci sono tempi, e noi ne stiamo vivendo uno, in cui l’arte, la musica e la storia possono servire ad elevare tutti ispirando una nuova fiducia negli individui.

 

E questa non è solo una storia di guerra, ma la storia del diritto alla vita di ognuno.

 

Afferma Nina Šostakovič, moglie di Dmitrij Šostakovič:

“Questa sinfonia racconta la brutalità e la paura, ma non è stato solo Hitler e il suo nazismo a ispirare mio marito. È stato Stalin. Mio marito viveva nella paura non soltanto del fischio di una bomba, ma del bussare alla porta di notte per essere portato lontano per sempre.”

Ufficio Stampa Carla Fabi Roberta Savona

SUNDIALS’ TIME IL NUOVO DISCO DOVE CLASSICA E JAZZ SI INCONTRANO

OLYMPUS DIGITAL CAMERACORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO REGIO E DEL CONSERVATORIO “G.VERDI” DI TORINO DIRETTO DA CLAUDIO FENOGLIO

&

LUIGI MARTINALE TRIO

 

Il 16 novembre esce

 

SUNDIALS’ TIME 

Sundials' Time @ ph Giorgio Vergnano_b

IL NUOVO DISCO DOVE CLASSICA E JAZZ SI INCONTRANO TRA ATMOSFERE ETEREE ED ONIRICHE

Da venerdì 16 novembre sarà disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming “Sundials’ Time” (Abeat Records) il nuovo disco del Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Torino diretto dal M° Claudio Fenoglio insieme al trio del pianista torinese Luigi Martinale.

I brani, scritti a quattro mani da Luigi Martinale e dal M° Claudio Fenoglio, si basano sul continuo incontro e contrasto tra l’estetica del jazz, rappresentata dal trio del pianista torinese, e quella della musica sinfonica che qui si affianca con le voci bianche del Coro del Teatro Regio e del Conservatorio di Torino. “Sundials’ Time” commuove per l’intensità, la bellezza delle composizioni, l’intensità espressiva e un coro di giovani voci che riesce a creare un’atmosfera densa e profonda dalle sfumature non scontate.

 “Sundials’ Time” descrive il trascorrere del tempo con un sincretismo poetico dove la lingua del Jazz, più comunemente l’inglese, si giustappone alla lingua latina, molto presente e viva nella musica sinfonica di ogni epoca. Nella scelta dei contenuti ispirati alla linea del tempo che trasforma, “Sundials’ Time” ha dedicato particolare attenzione alla complessità della trasformazione adolescenziale perché essa rappresenta una grande prova di abilità al transito e al cambiamento.

Il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Torino è nato alla fine del 1997 dalla collaborazione delle due istituzioni torinesi ed è stato diretto fin dalla fondazione dal Maestro Claudio Marino Moretti, avvicendatosi nel luglio 2008 con il Maestro Claudio Fenoglio. Si è esibito per la prima volta al Regio nel Concerto di Natale del 1997 e, nel 1998, nella Turandot con la regia di Zhang Yimou e nello Schiaccianoci su coreografia di Maurice Béjart. Dal 1999 si esibisce come formazione autonoma in numerosi concerti realizzati in Regione per conto di associazioni concertistiche e di volontariato. Nel 2000 ha preso parte al concerto per il Children’s Day at the World Summit di Ginevra, presenti i Capi di Stato e i delegati ONU, nell’ambito del programma delle Nazioni Unite per l’eliminazione del lavoro minorile, e nel 2002 al Concerto di Natale presso la Basilica di Assisi. Dal 2000 collabora con le principali istituzioni concertistiche piemontesi, tra cui l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, MITO Settembre Musica, l’Unione Musicale, le Settimane Musicali di Stresa e Torinodanza. Nell’ottobre 2005 ha preso parte al Festival Internazionale di Voci Bianche svoltosi a Torino nella Chiesa di Santa Pelagia. Nell’ambito delle Stagioni d’Opera del Teatro Regio partecipa ad almeno una produzione lirica all’anno, così come intensa è la partecipazione negli spettacoli della Scuola all’Opera, in cui è stato protagonista di numerose opere da camera per bambini: Il piccolo spazzacamino di Benjamin Britten (2002, 2003, 2005), Ciottolino di Luigi Ferrari Trecate (2004 e 2010), La nave a tre piani di Carlo Boccadoro (2005), C’era una volta un flauto magico dal Singspiel di Mozart, Cenerentola, ovvero Angelina e la magia del cuore dall’opera di Gioachino Rossini (2008), oltre a titoli messi in scena per il “Giorno della Memoria”: Brundibár di Hans Krása (2006, 2007) e Anna, o Il percorso della memoria di Enrico Maria Ferrando (2008, 2009).

 

Luigi Martinale entra nel mondo del jazz facendo parte del quartetto “Trane’s Memory” diretto dal sassofonista Alfredo Ponissi, con cui per diversi anni è stata riletta l’opera di John Coltrane, realizzando inoltre il disco “A Love Supreme” (JMR, 1995). L’incontro con Fabrizio Bosso è lo stimolo per fondare un quartetto, completato da Alessandro Minetto alla batteria e Nicola Muresu al contrabbasso, con cui realizzerà due dischi: “Eyes and Stripes” (DDQ Soul Note, 2000) e “Urka” (DDQ Soul Note, 2003), entrambi costituiti interamente da composizioni originali. Nel 1997 entra a far parte del gruppo Jazzinaria, dedicato alla canzone italiana d’epoca, per cui scriverà tutti gli arrangiamenti, con freschezza e originalità, senza intenti nostalgici. Il gruppo, oltre a una intensità attività concertistica, registrerà tre CD: “Grazie dei Fior” (Splasc(h) Records, 1998), “Camminando” with Emanuele Cisi: (Splasc(h) Records, 2000) e infine “Dipinto di Blu” (Splasc(H) Records, 2004), un vero e proprio concept album cui si affiancano il quintetto d’archi Architorti, Fabrizio Bosso e Emanuele Cisi. In occasione dell’EuroJazz Festival di Ivrea ’98 suona in tornèe con la cantante americana Amanda Carr e l’anno successivo verrà invitato a partecipare alla realizzazione del disco Amanda Carr Quartet: “Live in San Giorgio” (OMS, 1999). Nel 2001 inizia la collaborazione con il noto bassista americano Drew Gress con cui inciderà due dischi: “Sweet Marta” (DDQ Soul Note, 2001) e “Le Sue Ali” (Albòre Jazz, Japan 2009), disco che viene scelto dal produttore giapponese Satoshi Toyoda per dare vita ad una nuova etichetta discografica. Dal 2009 è direttore artistico di Jazz Visions, rassegna di musica e arte contemporanea, sul territorio tra le provincie di Torino e Cuneo, che vede la partecipazione di artisti di livello nazionale e internazionale. Nel 2011 crea il Luigi Martinale Sextet, che vede la presenza di Tino Tracanna, Alberto Mandarini, Giancarlo Maurino, Mauro Battisti e Paolo Franciscone, scrivendo e arrangiando un repertorio di brani originali. Nel 2012 si esibisce per alcuni concerti a fianco di Anne Ducros, una delle migliori cantanti europee. Sempre nel 2012 suona in concerto con il celebre bassista americano Reuben Rogers, con cui registra ”Strange Days“ lavoro discografico di prossima pubblicazione. Prosegue la collaborazione con la etichetta giapponese Albòre Jazz, registrando nel 2012 un disco in piano solo intitolato “Arietis Aetas” (ALBCD 019). A settembre 2012 ha tenuto alcuni concerti in Giappone, per la presentazione di questo ultimo lavoro, esibendosi a Suzuka (Civic Auditorium); Hiroshima (Studio 1 del Centro Comunale di Higashi) e Tokyo (Apple Jump Club, Ikebukuro), avendo il patrocinio dell’ambasciata italiana e l’Istituto Italiano di Cultura.

 

www.abeatrecords.com