Intervista Giacomo Eva coautore per Renga a Sanremo

51205029_2850688311614837_5562453028843290624_nGiacomo Eva, giovanissimo cantautore che, per il festival di Sanremo, è stato coautore, insieme alla grande penna di Tony Bungaro, del brano “Aspetto che torni” cantato da Francesco Renga sul palco del 69mo Festival della Canzone Italiana. Lo incontriamo a Casa Sanremo e l’intervista parte immediata. Un ragazzo che oltre la passione per la musica ci parlerà anche dell’amore per la sua terra. Bravissimo ed ammirevole.

Intro di Max Angotti – Intervista di Sara Lauricella

 

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Vincenzo Russolillo intervista esclusiva a Casa Sanremo

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Vincenzo Russolillo, cuore pulsante e presidente di  Gruppo Eventi, organizzazione che cura Casa Sanremo. Intervista esclusiva della nostra Sara Lauricella ad un personaggio che muove l’economia non solo del mondo della musica ma anche di diversi settori del mondo dello spettacolo. Scoprite tutto nel nostro video

 

POESIA: PARTE ESSENZIALE di Laura Pingiori

ABBANDONIAMOCI ALLA POESIA20. DI PINTO L_alba dalle dita rosa - Copia

PARTE ESSENZIALE

 

In quei giorni abitavo fuori,

sui campi profumati d”erba

Conoscevo tutti i sentieri

e nel mio viso sorgeva il sole

Respiravo l’anima dei fiori

Parlavo con le api

Seguivo il corso dei fiumi

Sapevo cos’era il volo

Dal monte guardavo il cielo stellato,

coperta di foglie, ascoltando le storie della Luna.

In quei giorni ero figlia devota.

Piccola parte essenziale del tutto

Autrice Laura Pingiori @Diritti riservati

immagine: grafite su carta di Lorenzo Di Pinto

L’Alba dalle dita Rosa

esposta con MoWi Art Communication

 

 

La satira di Grazia Scuccimarra al Teatro degli Audaci

IMG_9538La maestra della satira Grazia Scuccimarra al Teatro degli Audaci dal 31 gennaio al 24 febbraio 2019 con “Così impari”
Dal 31 gennaio al 24 febbraio 2019 – Teatro degli Audaci – Via Giuseppe De Santis 29 Roma

COSì22Non ci sarebbe niente da ridere con i tempi che corrono, ma con lei si ride comunque. Una donna multitasking: docente, scrittrice, attrice teatrale e regista, che guarda al futuro senza mai perdere di vista il passato, prezioso bagaglio di esperienze e di vita vissuta. Da 40 anni sulla scena Grazia Scuccimarra torna con un nuovo spettacolo al Teatro degli Audaci, “Così impari”, scritto e diretto dalla stessa artista, dal 31 gennaio al 24 febbraio. I tempi peggiorano, così sembra, la protagonista invecchia, e non solo sembra, è così: sarà per queste circostanze che, più velocemente del solito, la Scuccimarra organizza le sue scorribande, da vera malandrina impenitente, tra visuali sospette, insospettate e insospettabili della nostra quotidiana vita privata, sociale e politica.

_DSC5954Da quarant’anni Grazia Scuccimarra, sagace e comica, continua a lanciare strali con una satira pungente che non fa sconti, con l’intento di cogliere i paradossi della nostra esistenza e della società.Più scorrono gli anni, più il suo sguardo si fa affilato e irriverente, ma anche leggero, come se il pensiero sull’umana società si fosse ormai cristallizzato e solo un miracolo potesse rimetterlo in moto. Il bersaglio preferito continua ad essere la persona a tutto tondo: uomo e donna, eterni interlocutori della Scuccimarra, offrono, ancora una volta, motivi e argomenti su cui confrontarsi e scontrarsi. In “Così impari”, sua ultima esilarante fatica, l’interprete, coinvolgente e distaccata, ironica e spietata, consegna al pubblico le sue brillanti riflessioni, le sue critiche alla vita civile, alla classe politica, al mondo del lavoro, alla funzione del giornalismo, alla scuola, al consumismo.

Grazia ScuccimarraIl pubblico le accoglie con grandi risate, un applauso dopo l’altro, contagiato dalla sferzante sincerità che sempre è stata la sua nota speciale.Con comicità intelligente ed energia dirompente, la Scuccimarra conduce uno show scoppiettante: non un attimo di noia per il pubblico, non un attimo di riposo per una attrice col teatro nel sangue. Come sempre, l’obiettivo è quello di poter condividere con il pubblico pregi e difetti di quell’essere umano, sociale e politico, con cui abbiamo continuamente a che fare e che fedelmente ci riflette, buono e malvagio com’è. Lo spettacolo è un turbine affascinante, caustico e divertente di pensieri collegati e ribaltati come una vera maestra della satira sa fare.

Scritto e diretto da
Grazia Scuccimarra –
Musiche di
Pino Cangialosi –
Luci di Flavio Bruno
Vi invitiamo a visitare il sito
http://www.teatrodegliaudaci.it
ed a prenotare il “vostro” posto telefonando al
numero 06 94376057.
PER INFO
http://www.teatrodegliaudaci.it
Telefono 06 94376057
PER RITIRARE I BIGLIETTI
Dal lunedì al venerdì e la domenica 16:00 – 20:00
Sabato 10:00 – 13:30 e 16:00 – 20:00                         
PER PRENOTAZIONI E INFO
Dal lunedì al sabato 10:00 – 13:30 – Domenica 16:00 – 20:00
COSTO dei BIGLIETTI
: intero € 16,00 – ridotto € 13,00
Ufficio stampa Grazia Scuccimarra Federica Rinaudo
Mobile 3277851570
Ufficio Stampa Teatro degli Audaci Giusy Montera
Mobile 345 1622071
Federica Rinaudo
Giornalista
Ufficio stampa e comunicazione
Mobile +39 327 7851570
www.federicarinaudo.it

COCKTAIL BAR Storie jazz di Roma, di note, di amori alla Casa del Cinema

Lunedì 4 Febbraio 2019
Ore 17:30

COCKTAIL BAR
Storie jazz di Roma, di note, di amori

Un documentario di Stefano Landini Toni Lama 

Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1 (Villa Borghese) – Roma
Ingresso da Piazzale del Brasile, Parcheggio di Villa Borghese

Ingresso gratuito

A seguire concerto jazz con:
Alessandro Marzi – batteria
Luca Pirozzi  – contrabbasso
Aldo Bassi – tromba
Gianni Savelli – sax tenore
Massimo Fedeli  – pianoforte
Nel 1971 il principe Pepito Pignatelli, malato di jazz ed eccentrico personaggio, assieme alla bellissima moglie Picchi aprì uno dei più importanti locali europei, ritrovo internazionale di musicisti che poi scrissero la storia del jazz, nonché luogo-fucina di fermenti letterari, sociali e musicali che segnarono il costume degli appassionati e non solo: il Music Inn.
In questa cantina umida passarono i più grandi, come in nessun altro jazz club in Italia: da Chet Baker a Bill Evans, da Charlie Mingus a Dexter Gordon, da McCoy Tyner a Philly Joe Jones e Max Roach, in un elenco infinito che ha cambiato intere generazioni.
La sua storia, unica alla pari dei suoi proprietari, viene ora raccontata in Cocktail Bar – Storie jazz di Roma, di note, di amori, un documentario con la regia di Stefano Landini e Toni Lama, che ne ripercorre, insieme a numerosi testimoni di quel tempo, le vicende e i percorsi contestualizzati. Artisti come Giovanni Tommaso, Renzo Arbore, Pupi Avati, Bruno Biriaco, Franco D’Andrea, Antonello Salis, Roberto Gatto, Adriano Mazzoletti, Amedeo Tommasi, e molti altri che parteciparono attivamente a quel vissuto, rappresentano – grazie ai loro vivi ed affettuosi ricordi – le complesse trame di uno spaccato d’epoca, qui condito dalla colonna sonora originale firmata da Massimo Fedeli ed intriso di passione e nostalgia per un’affascinante avventura musicale che sfortunatamente ebbe un triste e tragico epilogo, ma che resta sempre e comunque viva nella memoria di quanti hanno amato ed assaporato la musica jazz del periodo d’oro.
Dopo la preview alla  Festa del Cinema di Roma 2018, il dcumentario sarà riproposto il 4 febbraio alle ore 17,30 alla Casa del Cinema di Roma, seguito da un concerto dell’ensemble jazz guidato da Massimo Fedeli che interpreterà dal vivo le atmosfere musicali del periodo, con Alessandro Marzi alla batteria, Luca Pirozzi al contrabbasso, Aldo Bassi alla tromba, Gianni Savelli al sax tenore e Massimo Fedeli al pianoforte.
COCKTAIL BAR
Storie jazz di Roma, di note, di amori
Durata:1h18min
Un documentario di Stefano Landini e Toni Lama
Prodotto da Stefano Landini e Roberto Gambacorta
per LCN srl
Montaggio: Stefano Landini
Musica originale: Massimo Fedeli

FB: https://www.facebook.com/docjazz.it/

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

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Il Principe Pepito Pignatelli e il Jazz
Principe del S.R.I.,  XVI  principe di Castelvetrano,  XVI principe di Noja,  XVIII duca di Monteleone,  XVI duca di Terranova,  XVIII marchese di Cerchiara,  XVI marchese di Avola  e marchese di Caronia: questi i titoli ereditati da Giuseppe Pignatelli e Molyneux , detto Pepito, nato a Città del Messico il 9 ottobre 1931 e meglio conosciuto come pianista e batterista jazz, nonché fondatore dello storico “Music Inn” di Roma.
Mecenate senza quattrini che ai suoi titoli tuttavia preferiva Charlie Parker e Dizzy Gillespie, Pepito coltivò fin da bambino la sua passione per la musica, alimentandola in modo fin quasi estremo, ma comunque coraggioso e intraprendente e realizzando alla fine degli anni Sessanta il suo sogno di aprire un locale dove poter ascoltare i suoi musicisti preferiti, all’interno di uno scenario jazzistico romano ancora acerbo.In sua compagnia c’era la moglie Maria Giulia Gallarati, detta Picchi, sposata nel 1959 e anch’essa appassionata di musica jazz.
Su modello del FolkStudio nacque così nel 1969 il Blue note, in via dei Cappellari, che, privo di licenza per somministrare alcolici, non ebbe lunga vita ma riuscì in poco tempo ad ospitare musicisti come  Jean Luc Ponty, Phil Woods, Johnny Griffin e Dexter Gordon.
Due anni dopo, Pepito individuò un altro locale, in largo dei Fiorentini, alle spalle di via Giulia: si trattava di una cantina abbandonata che rilevò dall’Arciconfraternita e che inaugurò, dopo molte vicissitudini e ritardi burocratici, diventando in poco tempo il luogo di riferimento del jazz romano e la palestra per un’intera generazione di jazzisti italiani. Qui suonarono i giovani Massimo Urbani,  Maurizio Giammarco, Danilo Rea, Roberto Gatto, Enrico Pieranunzi, Antonello Salis, e i colleghi più maturi Giovanni Tommaso, Franco D’Andrea, Gegè Munari, insieme a mostri sacri internazionali quali Dexter Gordopn, Johnny Griffin, Chet Baker, Mal Waldron, Charles Mingus, Bill Evans, Elvin Jones, Ornette Coleman, Steve Lacy, Mal Waldron, Gato Barbieri.
Tra sacrifici ed amore, con un entusiasmo capace di superare ogni difficoltà, la coppia principesca mise in carreggiata un locale fumoso, con le salette scavate nel tufo e le panche di cemento armato, che non rappresentava un semplice jazz club ma  un cenacolo di artisti che regalava profondi momenti di rispetto, fascino e insegnamento per chi la musica, oltre a masticarla, la voleva vivere da vicino. Una casa ricca di aneddoti che ha ispirato la ripresa musicale di Chet Baker ed ha ospitato il giovane e squattrinato Gato Barbieri; che è stata testimone di memorabili nottate regalate alla inquieta generazione romana degli anni ‘ 70 con le performance dal vivo di Miles Davis, Charles Mingus ed Elvin Jones, tanto per ricordarne alcuni…
Alla tragica e prematura morte dei due proprietari, avvenuta rispettivamente nel 1981 per infarto (Pepito) e 1992 per volontario soffocamento (Picchi),  il locale – nonostante molteplici gestioni e tentativi – non è mai riuscito a tornare ai livelli dell’eta d’oro del jazz ed è diventato – come proclama il titolo del documentario di Stefano Landini e Toni Lama, un tradizionale “cocktail bar”.

YAMATT CONTINUA IL SUCCESSO DELLA HIT LEONE

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CONTINUA IL SUCCESSO DELLA HIT

LEONE

IL 22 FEBBRAIO DAL VIVO DURANTE LA SERATA LINOLEUM AL ROCKET CLUB DI MILANO

 Venerdì 22 febbraio, alle ore 23.00, al Rocket Club di Milano (Alzaia Naviglio Grande, 98 – ingresso 10 euro con consumazione previo inserimento in lista) nell’ambito della serata Linoleum YaMatt si esibirà in apertura del concerto della rapper italiana Priestess. Nel frattempo, il giovane talento è rientrato in studio con il produttore Riccardo Sciré (già al fianco di Riki) per produrre quattro nuovi inediti.

Intanto, il singolo “Leone” – presentato durante il talent “Amici” condotto da Maria De Filippi – è ad oggi a più di 36.000 stream su Spotify e a più di 65.000 visualizzazioni su YouTube e dimostra essere ogni giorno di più una hit che sta lasciando il segno nell’attuale panorama musicale. Come dice il ritornello, questo giovane talento sta già conquistando la savana:

yamatt6Sono un leone se

un leone se

conquisto la savana

sono un leone se

un leone se

conquisto la corona

 

Matteo Galvani, in arte YaMatt, avvia la sua carriera musicale con la fondazione del gruppo Mad&Bros nel 2013. Con la produzione del primo video della band, di cui si è occupato in prima persona, ha potuto sperimentare le sue abilità nel video-making. Tre anni dopo ha svolto la sua prima esperienza come Assistente alla Regia per YouNuts!, sui set di Jovanotti, Salmo, Marco Mengoni, Nitro, Maneskin e molti altri. Nel 2016 ha recitato insieme ai Mad&Bros nel film Disney “Come diventare grandi nonostante i genitori“. Nel 2017 ha preso parte, in veste di attore, alle riprese del video Fenomeno di Fabri Fibra. Nel 2018 avvia la sua carriera da solista con lo pseudonimo di YaMatt e pubblica tre video: Selvaggi, Leone e Fuorilegge, interamente scritti e diretti da Matt.

www.facebook.com/wowmanagement/

 Ufficio Stampa YaMatt: Ufficio Stampa GPC

PCP PIANO CHE PIOVE esce IL TRAM E LA LUNA

piano che piove_il tram e la lunaPCP

PIANO CHE PIOVE

Dopo l’apprezzato “In viaggio con Alice” il nuovo album di inediti 

“IL TRAM E LA LUNA” 

Venerdi 16 febbraio

In concerto

AUDITORIUM CASA DELLE ARTI
via De Gasperi 12, Cernusco sul Naviglio (MI)

inizio: ore 21 – ingresso: libero

Sabato 16 febbraio i PCP Piano Che Piove  si esibiranno live a Cernusco sul Naviglio presso l’Auditorium Casa delle Arti (via De Gasperi, 12, a 100 m dalla fermata MM2 di Cernusco S.N.) alle ore 21.00, ingresso libero, fino ad esaurimento posti.
La line up per l’occasione sarà formata da Sabrina Botti alla voce, Claudio Resentini al basso e il chitarrista Ruggero Marazzi accanto a due special guest: Alessandro “Pacho” Rossi alla batteria e percussioni e Marta Mazzocchi alla fisarmonica e piano elettrico.

pcp live w (1)Il concerto è incentrato sul nuovo disco di inediti Il Tram e La Luna, da cui è tratto il nuovo singolo ACQUA (ascoltalo su Spotify), ma la scaletta prevede anche alcuni brani del disco di debutto In Viaggio con Alice ed alcune cover, in un percorso musicale dalle atmosfere soffuse e raffinate.

La band propone, infatti, una miscela di melodia cantautoriale e arie latin-jazz che si accostano volentieri a location intimiste, particolari, o ad altre forme d’arte. Una musica “slow pop” come a loro piace definirla, una collezione di brani che fotografa emozioni, sensazioni e frammenti di vita in cui tutti si possono immedesimare.

“Non è un genere, è un’intenzione.. qualcosa che da sempre esiste. É l’attitudine a scegliere un passo che consenta di osservare i lati della strada, curiosare dietro portoni semi aperti, anche senza sapere se scopriremo tesori o se perderemo tempo.” – spiega Ruggero Marazzi. – “Sono trucioli di legno, parole e suoni che sorridono a sé stessi e a chi li guarda. É un prodotto di lusso perché libero dalla necessità di essere sicuro. É l’elogio della curiosità. Parlami della tua anima, poi deciderò se quello che fai mi piace, ma intanto fammi sentire…”

L’ultimo singolo tratto da Il Tram e La Luna è Acqua, una canzone d’amore dedicata alla terra e alla loro città, Milano.  Milano è una città d’acqua. L’immensa opera dei fontanili attraverso la quale, più di mille anni fa, i monaci cistercensi hanno trasformato le paludi in terreno asciutto e fertile; la rete dei navigli e la darsena che per secoli è stata uno dei porti commerciali più importanti d’Italia. Ogni angolo della cerchia antica di Milano parla di acqua e di lavoro con l’acqua, anche se oggi, purtroppo, non ne parla quasi più nessuno. E per fare che la memoria rimanga bisogna nutrirla. Con le raccolte, con lo studio, con l’arte, con una canzone. Una canzone che parla di storia e di suggestioni scaturite dai racconti, di luoghi progressivamente inglobati in un tessuto che senza memoria cesserà progressivamente di riconoscerli. Una canzone che parla di barche e fatica, di macchine e di ingegno, di tutto ciò che ha fatto la città di oggi, la città che ha convissuto palmo a palmo con l’acqua finché ha deciso che non le serviva più. E l’ha nascosta” racconta l’autore Ruggero Marazzi

L’album Il Tram e La Luna – già disponibile in formato CD, in digital download e su tutte le piattaforme di streaming – è stato anticipato dal singolo Tango Sbagliato e ora dal nuovo singolo Acqua, i cui video sono disponibili sul loro canale Youtube.

La tracklist:  01. Jack  02. La bellezza e la fortuna 03. Il turno di notte 04. Acqua 05. Tango Sbagliato 06. Non è così 07. Elogio della fabula 08. Angelina 09. Salvami
Il nome PCP Piano Che Piove è uno scherzo, un gioco di parole, un invito alla calma.
La band guidata da Ruggero Marazzi, anche autore dei brani, passando per rock, country e sonorità jazz, ha raggiunto ora un’identità acustica, coltivando il gusto della sintesi e delle armonie leggere, in antitesi al sensazionalismo sempre più presente nelle forme della comunicazione contemporanea. Ruggero Marazzi, Sabrina Botti, Claudio Resentini, sono musicisti con un lungo cammino live in Italia e non solo, con la voglia di portare le canzoni ovunque, a coloro che almeno una volta si sono emozionati per un ricordo associato ad una musica o un testo.  Nel 2015 è uscito l’album “In Viaggio con Alice”, apprezzato dalla critica e tra i 50 candidati al Premio Tenco, un bel riconoscimento per un disco d’esordio.

Youtube: https://www.youtube.com/user/pianochepiove

FB: www.facebook.com/pianochepiove

Instagram: www.instagram.com/pianochepiove

Sito: www.pianochepiove.it

Canzoni di tracce, figure, codici, luoghi. Canzoni di permanenze e di integrazioni. Canzoni leggere, d’istinto e di pensiero.

Canzoni per celebrare il qui e ora, l’esistenza e la socialità. Canzoni di soprattutto, e di sottofondo.” – PCP