Proiezione film e lezione di cinema con la regista Margarethe von Trotta

 

Lunedì 21 gennaio 2019 – Ore 16,00

Proiezione del film e lezione di cinema con la regista Margarethe von Trotta in occasione del centenario dal tragico assassinio della teorica del socialismo rivoluzionario

Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni 1 – Roma

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Introducono e intervengono:
Vincenzo Vita
presidente Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Felice Laudadio 
presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia

Con la straordinaria partecipazione della regista
Margarethe von Trotta
In dialogo con Pietro Montani 
professore Emerito di Estetica alla Sapienza Università di Roma
In occasione dei 100 anni dell’assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico promuove un’iniziativa che al suo centro prevede la proiezione del film Rosa Luxemburg di Margarethe von Trotta e una “lezione di cinema” nella quale la regista parlerà della sua opera insieme al Prof. Pietro Montani. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione e il sostegno del Centro Sperimentale di Cinematografia, Goethe Institut, Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté e Casa del Cinema. Ad introdurre la serata saranno proprio Vincenzo Vita, presidente della Fondazione AAMOD e Felice Laudadio, presidente della fondazione CSC.

Il pluripremiato film di Margarethe von Trotta è un ritratto della coraggiosa rivoluzionaria, attivista politica, filosofa, esempio tuttora di un socialismo dal volto umano e icona del movimento operaio  internazionale e antimilitarista.

La ricerca di Rosa Luxemburg per la von Trotta è stata la scoperta di una donna per la quale non c’era stato mai un tempo né uno spazio. Una donna poco amata, sia dal suo partito, la socialdemocrazia tedesca, sia dall’Internazionale, accusata di aver precipitato per avventurismo il fallimento della rivoluzione tedesca. Una donna di cui l’ultimo degli interessi fu la nazionalità e il primo la lotta contro la burocrazia, il potere, la guerra.

“Ci sono due  tipi di film per me – dichiara Margarethe von Trotta – quelli che vengono dall’interno e sono un viaggio nell’inconscio, e quelli che guardano al  mondo, come è il caso di Rosa Luxemburg che era una rivoluzionaria radicale, non sopportava di vedere sangue e ha lottato per tutta una vita contro la guerra, con il sogno di poter creare una società migliore. Per il mio lavoro cinematografico è fondamentale comprendere che significa  confrontarsi  con la realtà, qualunque essa sia, e concepire trame in cui gli spettatori possano identificarsi con le situazioni e con i personaggi. Ma il personaggio ritratto dalla regista in questa opera, peraltro recentemente restaurata e ripresentata a Berlino proprio pochi giorni fa, va aldilà di un messaggio politico e ideologico preciso:  “Non faccio film per politica o per comunicare un mio preciso messaggio politico – continua  von Trotta – benché la politica interessi ed influenzi spesso anche la vita dei miei personaggi.
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ROSA LUXEMBURG nasce nel 1871 in Polonia, ebrea della Galizia. Nel 1898 sposa un tedesco per ottenere la cittadinanza, con l’obiettivo di militare nel Partito Socialdemocratico  Tedesco (SPD), allora il più grande in Europa. Per lei è la scelta giusta, al fine di realizzare il sogno di una rivoluzione.
Nel 1914, con l’avvento della Prima Guerra Mondiale, Rosa avvia una campagna, con comizi e manifestazioni di  massa, contro il coinvolgimento della Germania nel conflitto e a favore della pace. Ma si vede tradita dai suoi stessi compagni che sposano il Nazionalismo a favore della  Guerra.
Per impedirle di continuare di lottare contro il Militarismo e per l’internazionalismo pacifista, Rosa, accusata di disfattismo, subisce vari periodi di detenzione in diverse prigioni fino al 1918. Neanche un anno dopo, partecipa alla rivolta operaia, ma viene brutalmente massacrata dai soldati inviati dal governo socialdemocratico a soffocare tale insurrezione.

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Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni

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IL 1° FESTIVAL DEGLI EFFETTI VISIVI il 12 gennaio a ROMA

effetti visivi posterAL VIA IL 12 GENNAIO 2019 A ROMA
IL 1° FESTIVAL DEGLI EFFETTI VISIVI
Vittorio Storaro, Gabriele Salvatores, Sam Nicholson ospiti d’eccezione

AVFX e Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello curano le prima edizione del Festival degli Effetti Visivi, una giornata dedicata agli ai addetti lavori, alle produzioni cinematografiche e televisive e agli studenti di cinema e arti visive, presso la Casa del Cinema di Roma il 12 gennaio 2019.
Un festival nuovo, che svela i segreti della narrazione visiva dell’impossibile,  ostrandone i processi creativi e realizzativi. Gli ospiti di eccellenza Vittorio Storaro, autore della fotografia e vincitore di tre premi Oscar, e Gabriele Salvatores, regista premio Oscar e autore di alcuni dei più importanti film italiani con effetti visivi, Sam Nicholson, supervisore degli effetti visivi di celebri serie tv americane, racconteranno la loro esperienza al fianco dei più importanti supervisori e artisti italiani e agli ospiti
internazionali. Il Festival degli Effetti Visivi è un momento di incontro e dialogo dove tecnica e immaginazione si legano per raccontare un lavoro creativo in continua evoluzione e in crescita esponenziale in Italia e nel mondo. Un’occasione imperdibile per conoscere le più importanti aziende italiane, che racconteranno la loro esperienza attraverso la presentazione di materiali originali esclusivi dei making of dei film e delle serie tv.

effetti visiviI supervisori, le aziende e gli sponsor tecnici saranno protagonisti di masterclass di
approfondimento tecnico e artistico. Professionisti e studenti avranno l’occasione di partecipare a workshop e di mostrare le proprie competenze nelle gare di abilità tecnica
Una mostra e una rassegna cinematografica illustreranno agli appassionati i film che hanno segnato la storia degli effetti visivi, il lavoro delle aziende italiane e le principali tecniche realizzative. Il festival si svolgerà sabato 12 gennaio presso la Casa del Cinema di Roma dalle 10 alle 22, ingresso libero.

Luca Guadagnino e il suo INCONSCIO ITALIANO inaugurano la rassegna LA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI

unnamed(3)Martedì 4 dicembre 2018
Ore 20

Inaugurazione della rassegna
LA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI 

Proiezione speciale del film
INCONSCIO ITALIANO
di Luca Guadagnino
(1h40’ – Istituto Luce, 2012)

Sarà presente il regista
Introducono Enrico Bufalini, Alessandro Triulzi, Vincenzo Maria Vita

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Sarà Inconscio italiano, film documentario diretto da Luca Guadagnino e scritto da Giuppy d’Aura, ad aprire la rassegna LA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI che la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, CSC- Cineteca Nazionale e Casa del Cinema promuovono ed organizzano a Roma dal 4 al 7 dicembre p.v. alla Casa del Cinema, con un’appendice, l’11 dicembre, all’Università di Roma Tor Vergata. La proiezione, in programma il 4 dicembre alle ore 20 alla Casa del Cinema di Roma, sarà introdotta da Enrico Bufalini, Alessandro Triulzi e Vincenzo Maria Vita alla presenza dello stesso regista.
INCONSCIO ITALIANO

Regia: Luca Guadagnino
Con: Angelo del Boca, Michela Fusaschi, Lucia Ceci, Iain Chambers,  Alberto Burgio,  Ida Dominijanni
Sceneggiatura: Giuppy d’Aura
Fotografia: Luca Ranzato
Montaggio: Ferdinando Cito Filomarino

Film-saggio che, partendo dalla drammatica esperienza dell’occupazione in Etiopia, riflette sulle origini stesse dell’identità italiana. Diviso in due parti il film dà voce a sei intellettuali che analizzano attraverso le loro riflessioni il passato coloniale dell’Italia fascista e il presente italiano. La seconda è invece composta da una suite di montaggio che, destrutturando l’idea del documentario di propaganda del regime, indaga su ciò che in quelle immagini rimaneva velato.

Hanno detto del film:
“Dall’invasione con i gas letali alla promessa di terra per un milione di disoccupati, dalla vendetta orrorifica di Graziani (…) dopo il tentativo d’attentato, alla radice razzista della conquista fino al ritorno di Hailè Selassiè (…), si riprende in mano la dolorosa vicenda coloniale del regime fascista in Etiopia con ‘Inconscio italiano’, di Luca Guadagnino, fuori concorso a Locarno 64, uno dei due film di rilievo del drappello italiano. (…) Con qualche assaggio delle preziosissime, rare immagini dei documentari storici e dei cinegiornali Luce che invadono la seconda parte del film di Guadagnino, la prima parte raccoglie gli incontri con sei studiosi.” (Silvio Danese, ‘Nazione, Carlino, Giorno’, 5 agosto 2011)

“Un film imperniato sulla colonizzazione dell’Etiopia, ma per parlare soprattutto del presente. Alternate a brani di cinegiornali Luce e a materiali d’epoca, infatti, lo compongono interviste a studiosi e storici contemporanei, che analizzano il colonialismo nei suoi rilessi sull’oggi. Ne esce che il razzismo, connaturato, alle ‘imprese’ coloniali, ha svolto un ruolo costitutivo quanto imbarazzante nella definizione dell’identità italiana, risorgendo di recente nelle parole d’ordine della Lega e della destra in genere.”(Roberto Nepoti, ‘La Repubblica’, 5 agosto 2011)

“Oggi è il giorno di ‘Inconscio italiano’, il film del regista Luca Guadagnino che ripercorre la storia coloniale italiana, quel rimosso dal nostro immaginario collettivo che, come altri tabù del passato del Belpaese, costituisce un fondamento chiave per capire le ragioni del nostro presente. (…) Il film decostruisce la propaganda dell’epoca e i silenzi complici dell’analisi storica postuma. Guadagnino, con la complicità del suo intervistatore armato di i-pad, Giuppy d’Aura, anche autore della sceneggiatura, ci mostra pian piano come quel rimosso sia alle origini anche delle tematiche politiche di oggi, in una preziosa e implacabile lezione di storia.” (Cristina Piccino, ‘Il Manifesto’, 5 agosto 2011)

“A scavare nell”Inconscio Italiano’ si scoprono le radici del razzismo del nostro popolo, che in buona parte risalgono al passato colonialista del regime fascista e che, a causa di una lunga e pigra rimozione, hanno esteso le loro metastasi sino all’identità italiana del nostro tempo.” (Alberto Crespi, ‘L’Unità’, 6 agosto 2011)

(Fonte: https://www.cinematografo.it)

Sito ufficiale: https://www.aamod.it/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
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Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni

LA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI Rassegna cinematografica e giornata di studi

unnamedLA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI 
Rassegna cinematografica e giornata di studi

4/5/6/7 dicembre 2018

Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1, 00197 – Roma
Nell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali, registi, storici contemporanei, critici cinematografici e studiosi intendono analizzare attraverso il cinema documentario e di finzione la memoria dell’Impero africano e delle discriminazioni razziali operate in Italia e in colonia fino alla caduta del Fascismo e oltre. Nasce così una rassegna cinematografica e una giornata di studi che la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, CSC- Cineteca Nazionale e Casa del Cinema promuovono ed organizzano a Roma dal 4 al 7 dicembre p.v. alla Casa del Cinema, con un’appendice, il 12 dicembre, all’Università di Roma Tor Vergata.
La conquista violenta dell’Etiopia, la dichiarazione dell’Impero, e la promulgazione delle leggi razziali sono eventi strettamente collegati tra loro: eventi che, nell’ottica del regime all’apice delle sue strutture di potere (e consenso), dovevano assicurare all’Italia un impero e alle sue genti di ‘razza’ bianca la supremazia in patria e in colonia…
Se gli anni Trenta riflettono la forte discontinuità impressa allo Stato unitario dal regime fascista, essi sono un osservatorio di straordinaria importanza per cogliere le rimozioni dell’Italia contemporanea rispetto al suo passato e alle molteplici eredità e chiusure verso l’alterità nelle sue diverse forme, ieri e oggi.

IL PROGRAMMA

CASA DEL CINEMA

Rassegna cinematografica

Martedì 4 dicembre – Sala Deluxe

Ore 20,00
Proiezione speciale del film
Inconscio italiano, di Luca Guadagnino (1h40’ – Istituto Luce, 2012)
Sarà presente il regista
Introducono Enrico Bufalini, Alessandro Triulzi, Vincenzo Maria Vita
Proiezione a inviti

Mercoledì 5 dicembre – Sala Kodak

Ore 16,00 – Italia vittoriosa (50’ – 1937) regia sconosciuta – presenta Claudio Olivieri (Aamod)
17,00 – Stadio, di Carlo Campogalliani (62′- 1934) presenta Alessio Argentieri
18,30 – Oltremare, di Loredana Bianconi (1h 24’- 2017) presenta Dagmawi Yimer/Alessandro Triulzi
20,00 – Abuna Messias (1h 36’ – 1939) di Goffredo Alessandrini – presenta Lucia Ceci

Giovedì 6 dicembre – Sala Kodak

Ore 16,00 – Sotto la croce del sud, di Guido Brignone – presenta Maria Coletti
Ore 18,00 – Porrajmos, parole in musica (46’ – 2010) di Fabio Parente, Luca Ricciardi, Matteo Parisini- presenta Santino Spinelli
Ore 19,00 – Pagine nascoste, di Sabrina Varani (1h 9’– 2018) presentano la regista e Luca Ricciardi 
Ore 21,00 – Il cavaliere di Kruja, di Carlo Campogalliani (1h18’ – 1938) presenta Roland Sejko

Venerdì 7 dicembre – Sala Deluxe

Ore 18,00  –1938. Diversi (65’ -) Introduce Giorgio Treves
Ore 19,30 – Concorrenza sleale (1h 50’ – 2001) di Ettore Scola – presenta Silvia Scola 

Giornata di Studi

Venerdì 7 dicembre – Sala Kodak

9,30   Saluti Roberto Cicutto  (Istituto Luce Cinecittà) e Vincenzo Maria Vita (Fondazione AAMOD)

10,00  Presiede e introduce Alessandro Triulzi

Intervengono:
Gianmarco Mancosu 
Quando il cinema si fa regime
Gian Luca Gabrielli 
Razza e impero visti dai banchi di scuola
Lucia Ceci
“Pulizia della razza”: una genealogia?
Paolo Bertella Farnetti
Returning & sharing: la memora coloniale
Dagmawi Yimer
L’esperienza di un film maker etiopico in Italia

12,00Dibattito

13,00-15,00 Pausa pranzo

15,00-17,30

Presiede Carlo Felice Casula

Intervengono:
Giulia Barrera 
Donne imperiali e donne suddite in colonia
Alessandro Volterra
Le truppe coloniali tra mito e razzismo
Leonardo De Franceschi 
Cinema italiano di oggi fra colonialismo e razzismo: memorie in conflitto
Maurizio Zinni
Razzismo e spettacolo nel cinema coloniale post-1936
Nadia Pizzuti 
Il colonialismo italiano raccontato dalle donne   

17,00 Dibattito
Intervento conclusivo

18,00 Ripresa rassegna Sala Deluxe (vedi sopra)

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Martedì 12 dicembre 2018
Università di Roma Tor Vergata
Sala Cinema, Macroarea di Lettere e Filosofia

via Columbia 1 – Roma
Ore 10,00

Proiezione del film documentario 1938.Diversi, di Giorgio Treves (65′ – 2018).
Sarà presente il regista. Interverranno Lucia Ceci, Claudia Hassan, Giovanni Spagnoletti.
Un’iniziativa promossa dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e dall’Istituto Luce-Cinecittà, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, CSC- Cineteca Nazionale, Casa del Cinema

Sito ufficiale: https://www.aamod.it/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
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+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti alla Roma Tre

unnamed(11)EVENTO SPECIALE

Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti

Università Roma Tre – Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo
via Ostiense 139, Aula 1, 00154 – Roma
ore 17:00 – 20:00
Ingresso libero


Lunedì 12 novembre 2018

Saluto di Paolo D’Angelo (Direttore Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo)
e Luca Aversano (Coordinartore DAMS, Presidente Fondazione Teatro Palladium)

Incontro con gli artisti
Tomaso Binga/Bianca Menna, Giovanni Fontana, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Carlo Quartucci, Mario Sasso, Romano Scavolini, Carla Tatò
in contrappunto con
Adriana Amodei, Antonio Poce, Giacomo Verde
e il filosofo Giacomo Marramao
coordina
Marco Maria Gazzano

Proiezione di documenti audiovisivi degli Autori e dell’omaggio al Living Theatre di Nam June Paik

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Martedì 13 novembre 2018

in collaborazione con KINEMA

Presentazione di Marco Maria Gazzano

proiezione di:
Zavattini e la contestazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1968 
e, dieci anni dopo
Anna di Alberto Grifi (Italia 1975, 1h 50’)
Borgatacamion di Carlo Quartucci con Carla Tatò (Italia 1978, 60’)

A chiusura delle celebrazioni de IL SESSANTOTTO  nel rapporto con il cinema e le arti visive, manifestazione promossa dalla Fondazione AAMOD e la Fondazione GRAMSCI in collaborazione con Casa del Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia, Cineteca Nazionale, La Galleria nazionale d’Arte Moderna, e Contemporanea, Sapienza Università di Roma, Università di Roma Tor Vergata e Università Roma Tre, il calendario propone due giornate di incontri, proiezioni e testimonianze all’interno del Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Univerità Roma Tre. A cura del prof. Marco Maria Gazzano, lunedì 12 e martedì 13 novembre (ore 17-20) si svolgerà infatti l’iniziativa Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti che vedrà dialogare il primo giorno alcuni importanti artisti dell’epoca (Bianca Menna, Giovanni Fontana, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Carlo Quartucci, Mario Sasso, Romano Scavolini, Carla Tatò) con filosofi e docenti, integrando le testimonianze con documenti audiovisivi degli Autori e dell’omaggio al Living Theatre di Nam June Paik; il secondo giorno sarà invece la volta di significative proiezioni, in collaborazione con Kinema che vedranno in programma il documentario Zavattini e la contestazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1968 e i film di un decennio successivo Anna di Alberto Grifi (Italia 1975, 1h 50’) e Borgatacamion di Carlo Quartucci con Carla Tatò (Italia 1978, 60’).

Il Sessantotto – come afferma il gruppo di lavoro della manifestazione composto da Dario Cecchi, Marco Maria Gazzano, Antonio Medici, Domenico Monetti, Pietro Montani, Claudio Olivieri, Paola Scarnati, Giovanni Spagnoletti ed Ermanno Taviani – è una stagione che merita oggi di essere “rivisitata” alla luce degli sviluppi successivi, nel cinema e non solo, ed il cui dirimente passaggio politico e culturale verrà inquadrato alla luce del recente, e ricco, dibattito storiografico su questi temi.

Sito ufficiale: https://www.aamod.it/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
info@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
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NOTE DEL CURATORE

Una straordinaria esplosione di energia – giovanile, mondiale: i suoi tratti salienti – il Sessantotto.
Un accumulo, una sovrapposizione di desideri e di istanze anche contraddittorie: di liberazione, comunicazione,  nuovi comportamenti,  politica. Un motore: del quale agli studenti, dai licei alle università, si sono fatti protagonisti: “movimentando” l’entusiasmo per la democrazia diretta e dei Consigli, l’anticonformismo, l’esperienza del nuovo e addirittura dell’impensabile – “immaginazione al potere”, “siate realisti, chiedete l’impossibile!” – l’afflato con la classe operaia e le sue lotte. Ha sostenuto l’ascesa della sinistra e delle sue conquiste sociali, ha liberato al suo interno la nascita del femminismo, la consapevolezza della subalternità di genere, di classe, di cultura: ma non ha evitato la pervasiva corrente di intolleranza che, accanto ai desideri eutopici e alle pratiche libertarie, ha accompagnato la sua metamorfosi nel decennio successivo. Il Sessantotto, esplosione inattesa di radicalità, diffusione, partecipazione, è tuttavia da considerarsi approdo e culmine delle “insoddisfazioni per lo stato delle cose esistenti “maturate fin dalla fine degli anni Cinquanta. Nell’ambito delle arti – ma anche in quello della politica – nel nostro Paese questo processo è evidente. Tutti gli anni Sessanta, in particolare i primi, hanno contribuito, inconsapevolmente, a preparare il Sessantotto: il quale ha fornito alla varie linee di tensione accumulatesi una cornice ideologica e una serie di obbiettivi: non tutti realistici né praticabili, ma che sono riusciti a modificare, permanentemente, costumi individuali e comportamenti sociali. E anche la moda e il design.
Se il Sessantotto della contestazione e del Movimento studentesco inizia nel ’67 con l’occupazione dell’Università a Pisa, e a Torino qualche mese prima del Maggio parigino, è il 1960 l’anno che inaugura il decennio delle svolte.
Nelle arti plastiche, dalla crisi dell’Informale l’Arte Povera e la Land Art, aprono una fase di vera e propria guerriglia semiologica su materiali espressivi, modalità compositive, luoghi e spazi dell’esposizione che ha profondamente modificato le pratiche della scultura e della pittura: e il mestiere stesso del curatore o del critico. Nel cinema, dall’esaurirsi del neorealismo che vira in commedia, crescono prepotentemente le nuove autorialità, il racconto non lineare e il montaggio moderno inaugurati da Antonioni, il cinema sperimentale, le nuove medialità, l’esplorazione dei linguaggi inediti delle cineprese e delle videocamere leggere. Nella radio e nella tv inizia a modificarsi la stessa comunicazione istituzionale: dal nuovo sound di Bandiera gialla al minimalismo scenografico e attoriale di Studio Uno. Il teatro (riallestito in installazioni: e in radio, tv, video, fotografia, film) di Quartucci e Tatò, Bene, Fo, Barba, Ronconi, trasforma la scena annientandola, riposiziona il personaggio e il testo, si mette “in viaggio” con Compagnie mutate in Laboratori. In letteratura e in poesia la ricerca di nuove espressività è altrettanto effervescente: dal decostruzionismo del Gruppo 63 di Balestrini, Sanguineti e Pignotti alla “sfida al labirinto” di Calvino; dalle esperienze italiane di nouveau roman alla neolingua e all’aspirazione sinestetica di Gianni Toti. E così la musica, vivacemente orientata alla scoperta dell’arcaicità popolare come autenticità, all’entusiasmo per il “live”, alla scoperta dell’elettronica e dell’elettroacustica. Einaudi e Feltrinelli traducono i filosofi, i sociologi e gli psicoanalisti della Scuola di Francoforte e del pensiero dissidente: ma sono il ciclostilato e le fotocopie le pratiche inedite di editoria diffusa: e “no logo” per scelta.
Tante correnti, trasversali a tutte le arti, sempre meno sperimentali e sempre più avviate alla conquista degli spazi istituzionali, che avviano pratiche diffuse di spostamento semantico, critica alle ideologie dominanti, nuove attorialità, riposizionamento dei materiali espressivi, spiazzamento del crocianesimo dominante. Tutto questo approda al Sessantotto degli studenti, che divenne immediatamente anche quello degli artisti e con più resistenze quello degli operai; che riscopre Marx fuori dai canoni a partire dai “Quaderni Rossi” di Panzieri, Gramsci nella sua radicalità e modernità, il pensiero critico quale antidoto alla società dello spettacolo e alla medializzazione del capitalismo. Pratiche di dis-locazione dei linguaggi e delle modalità comunicative; e di ri-locazione in inedite relazioni espressive: affiches, manifesti murali, fotografia, cinema militante, videotape, installazioni, collages… Tutto ciò, allora, si diceva “controinformazione”. E tuttavia ha segnato l’alba di quell’intreccio creativo tra le arti e i linguaggi della comunicazione che proprio negli anni Sessanta venne chiamata “intermedialità”: segnando un ponte verso il secolo successivo e l’inizio della crisi del ‘900.

Marco Maria Gazzano

VerticalMovie, il Festival del Nuovo Linguaggio a piazza del Popolo

VerticalMovie_Salvatore Marino_Cinzia Mascoli_Maurizio NinfaVerticalMovie, il Festival del Nuovo Linguaggio

Artisti 7607 sostiene il primo festival internazionale di ripresa in verticale. Dal 20 al 23 Settembre a Piazza del Popolo.

 “Quasi una necessità” la creazione del VerticalMovie, il primo festival internazionale di ripresa in verticale, ideato e diretto artisticamente da Salvatore Marino, annunciato in conferenza stampa alla Casa del Cinema, con l’invito per tutti a non perder di vista i numeri che parlano chiaro: oltre il 70% dei video caricati sulla rete sono fatti in verticale. E’ dalla nascita di un vero e proprio nuovo linguaggio che proviene l’idea di Marino, messa in piedi insieme a Maurizio Ninfa amministratore della Interproject Event, azienda organizzatrice dell’evento che dal 20 al 23 Settembre riempirà Piazza del Popolo con le videoproiezioni sui maxi schermi (verticali per l’appunto).

Una gara di video sostenuta tra i tanti da Artisti 7607, Rai Com, Rai Italia, Rai Radio 2, FIDAL, Comingsoon.it, Frecciarossa Trenitalia, Run Fest, Video Bank, Web Magistri, Audio Visual Service, E20 Music – Live, Sidief, S.T.I. Srl, Diamo il Meglio di Noi e tra cui saranno elette otto sezioni in gara: VerticalOpen (tema aperto), VerticalWoman (dedicata alle donne sia come autrici, che come tematica), VerticalComedy (comicità), VerticalDoc (documentari e docufiction a tema MyItaly e Ri-cycle), VerticalHome (dedicata a chi cerca casa e promossa dalla Sidief che premierà l’opera migliore), Vertical2K (rivolta ai nati dall’anno 2000 in poi), VerticalTrain (dedicata ai treni e premiata da Frecciarossa) e VerticalSport (a tema sportivo), a cui si aggiungono le quattro sezioni fuori concorso: VerticalNews (produzione di un notiziario in verticale), VerticalArt (audiovisivo come nuova forma di espressione artistica), ViralWeb (trend virali e di intrattenimento) e infine Maestri Verticali, che offre in anteprima mondiale le prime opere dei grandi maestri del cinema.

Una kermesse a cui non poteva mancare il sostegno di Artisti 7607, la collecting degli artisti che cura i diritti connessi al diritto d’autore, partecipe alla presentazione stampa con la sua presidente Cinzia Mascoli, che ha sottolineato quanto gli artisti siano attenti e sensibili al cambiamento e ai nuovi linguaggi audiovisivi. “Una delle mission che abbiamo, oltre a quella di raccogliere e distribuire i diritti degli artisti, è quella di promuovere, con un occhio ai nuovi linguaggi, le attività degli artisti stessi, come quella di immaginare, creare, sognare, inventare progetti. E’ per questo che sosteniamo il Vertical Movie, come un nuovo modo per immaginare e creare nuove possibili visioni”. Una partecipazione quella di Artisti 7607, legata anche ad un mirato invito a tutti quei giovani attori che verranno accolti presso un stand apposito, dagli operatori della collecting, pronti a dispensare i migliori consigli per affrontare insieme il difficile lavoro d’artista.

Non solo competizione, ma anche tanto divertimento con un ricco programma che prevede videoproieizioni, workshop come quello con Stefano Reali, oppure quelli di cameraworks o dizione e recitazione, musica dal vivo con Federica Pento seguita l’indomani dai Delta Machine, djset con i djs Efèe il giovedì e Tatù il venerdì, realizzazione di storyboard e disegno dal vivo con la Scuola Romana dei Fumetti, teatro, ospiti, danza con la coreografia di Alex La Rosa che dirige Emanuela Mastrandrea, e il corpo di ballo New Ballet. E poi ancora la magia di Mariano Navetta e i concerti con Mario Venuti, Ainè e Mahmood, trasmessi in diretta su Rai Radio2 Indie dalla voce di Sara Del Caldo. A condurre le serate del primo Vertical Movie ci saranno Karin Proia, Marco Capretti, Nathalie Caldonazzo e Salvatore Marino. Domenica 23 Settembre grande conclusione con la premiazione condotta da Andrea Delogu insieme a Salvatore Marino. Una giornata particolare quella di domenica, che avrà inizio con la videocronaca in verticale della Rome Half Marathon Via Pacis, la mezza maratona multi religiosa per la pace, organizzata dalla FIDAL e promossa da Roma Capitale e dal Pontificio Consiglio della Cultura. Si proseguirà con le attese esibizioni musicali dei LaceBlack, Grace Cambria e il seguitissimo Nesli.