India Blake, fotografa statunitense a livello mondiale, in Italia per promuovere la sua arte

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di Ester M. Campese

Abbiamo ospite con noi oggi per la nostra intervista la nota fotografa americana India Blake, che ha esposto in tutto il mondo, in varie gallerie sia negli Stati Uniti che in Europa. Le sue fotografie pubblicate in diverse riviste. India Blake ha ricevuto diversi premi tra cui il premio Internazionale Loupe, il Premio Windland ed il Premio New Jersey Federation of Camera Clubs.  In luglio è stata Italia per una serie di importanti appuntamenti artistici che l’hanno vista protagonista tra Roma con la sua personale “Light and Space” e poi a Spoleto nell’ambito del noto Festival dei Due Mondi. 

Afternoon Peace

Figlia d’arte, India Blake, è cresciuta in un ambiente creativo in cui ha potuto sperimentare e spaziare in diverse discipline artistiche ad esempio, l’arte orafa. India Blake artista dall’animo sensibile è anche scrittrice e poetessa, non da meno una bravissima scultrice che ha sviluppato l’arte a tre dimensioni, la “Mood Stone”.  Una sua opera è conservata in esposizione permanente al “Grounds for Sculpture”, letteralmente “Terre per la scultura”, un parco-museo artistico nella città di Hamilton, nel New Jersey (Stati Uniti), fondato dal padre Seward Johnson.

Dusk Settles InNel tempo India si è indirizzata verso le arti visive ed in particolare quella fotografica. Lei stessa dice che fin da adolescente amava riprendere con la sua Minolta (a pellicola, non era certo l’epoca delle digitali) i panorami che la attorniavano che poi l’hanno spinta a viaggiare nel mondo. Possiamo senza dubbio definire India Blake una paesaggista, ma prima di osservare attentamente i suoi scatti è necessario capire meglio il suo approccio. India affronta il mondo che la circonda osservandolo e proponendolo quasi come foto di viaggio in una sorta di diario biografico. Immortala con il suo obiettivo ciò che la colpisce maggiormente e le suscita emozioni. Cattura il momento, la luce, che poi consegna al suo osservatore, attraverso le sue splendide foto.

Swiftly Into The LightOgnuna delle sue opere, ogni suo scatto è come rappresentasse un puzzle che va proprio a comporre questo “diario di viaggio”, in cui i particolari ci narrano una storia vera che lei stessa ha visto e vissuto e che sono assurti ad un ruolo proprio, da protagonisti essi stessi. Conosciamo più da vicino India Blake che ringraziamo di aver accettato l’intervista e di essere oggi qui con noi, prima di ripartire per l’America.

Una prima domanda che vorrei farti è come mai ti concentri maggiormente sulla natura e sugli animali, anche se non escludi la ritrattistica?

Mi piace ancora, soprattutto, fotografare animali e paesaggi. C’è così tanto caos oggi nel mondo, la natura è invece la mia tregua. Inoltre, con tutto il riscaldamento globale, dobbiamo prestare attenzione a ciò che sta accadendo. Il mondo sta cambiando in modi sconosciuti. C’è un’intuizione istintiva negli animali e nella natura che mi affascina, oltre alla comprensione del clima e di come esso stia cambiando. Le persone inoltre tendono a pensare troppo ed a sovrapporsi tra loro. Essere nella natura, con gli animali, è un modo per riconnettersi con chi siamo e su quale è il nostro posto nel mondo. Ci sono così tante difficoltà e conflitti in questo momento che, come contrapposizione a tutto ciò, la mia fotografia si concentra sulla bellezza e sulla luce, anche perché non sappiamo cosa accadrà nei prossimi dieci o quindici anni.

india blake espone i suoi scatti al piram hotel nel cuore di romaHo fatto anche un bel po’ di ritratti di persone, in effetti, il mio prossimo progetto, il libro, “Before The Curtain Goes Up”, è proprio un viaggio fotografico del dietro le quinte dei teatri, mentre gli attori si trasformano nel personaggio, prima della performance.

Hai mai fotografato qualcosa che poi hai deciso di non pubblicare, per un motivo “sentimentale”, di rispetto, anche se l’immagine era bella e sorprendente?

Sì! Grande domanda, ma non voglio svelarlo, ma tenerlo segreto, per me, in questo momento o non avrà più quel fascino!

L’arte visiva, in particolare quella della fotografia, è un racconto di una storia, è un modo per raggiungere le persone ed i loro cuori. È importante per te come artista?

Raccontare una storia è ciò che mi spinge a creare e condividere la mia arte. Se una fotografia ha una storia da raccontare, hai raggiunto l’obiettivo. Assumerà significati diversi per ogni persona ed è questo che rende così bella l’arte.

India le tue foto sono riconoscibili, hanno tratti in comune tra loro e ti connotano in modo chiaro. L’equilibrio degli spazi, il gusto estetico e narrativo sembrano creare sospensioni all’interno della “storia” dell’immagine, è così?

Grazie mille Ester per questa domanda. Sì, è qualcosa a cui ho pensato molto. L’interazione e il posizionamento degli elementi, ciò che vedi e ciò che non vedi, sono tutti parte del racconto. Quando realizzo il progetto di una mostra faccio del mio meglio per trovare fotografie che raccontino una storia singolarmente, ma anche nel suo insieme. L’ordine in cui vengono visualizzati, può costruire una nuova narrativa che trovo ancora di più affascinante.

Cosa è importante per te e cosa ti piace raccontare attraverso le tue fotografie?

The Light AheadCome accennato prima, la storia viene prima di tutto. Spero che le mie fotografie consentano di dare alle persone lo spazio per una riflessione, per meditare e riconnettersi con sé stessi.

Che cosa ha a che fare la fotografia con la verità, secondo il tuo modo di vedere il mondo, attraverso le lenti?

Vedo il mondo come un luogo bello e stimolante nonostante alcune delle maggiori difficoltà che affrontiamo come “esseri umani”. È facile dimenticarlo nel mondo di oggi e includo anche me stessa, come qualcuno che ne ha bisogno di un “check-in” ed è importante ricordarlo. E’ per questo che scatto fotografie. Spero di riuscire a trasmettere il messaggio che la terra è così meravigliosa, in chi si imbatte nelle mie fotografie.

Puoi parlarci di qualche tuo progetto futuro dopo questo tour italiano?

Il mio lavoro verrà portato come parte della mostra collettiva per la quinta Biennale di Gala Awards a Barcellona a novembre. Sono anche nelle prime fasi di pianificazione per alcune mostre negli Stati Uniti ed il mio libro “Before The Curtain Goes Up”, uscirà presto.

Grazie mille a India Blake per essere qui con noi. Ti auguro un buon viaggio di ritorno negli Stati Uniti e tanti meritatissimi successi per i progetti futuri, che hai in animo di realizzare.

Grazie a te cara Ester!

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Quelli che girano intorno… mostra fotografica di Paolo Torella

Quelli che girano intorno _ Fotografie di Paolo Torella

Quelli che girano intorno… Fotografie di Paolo Torella

 

Giovedì 10 maggio ore 19.00 | Le Tartarughe Eat & Drink, Roma

 

Critici, galleristi, attori, registi, artisti e musicisti sono solo la punta dell’iceberg del mondo nottambulo e mondano ritratto dal fotografo romano Paolo Torella dal 2009 ad oggi. Una selezione di sedici scatti viene presentata dal 10 maggio al 9 giugno 2018 presso Le Tartarughe Eat & Drink in Piazza Mattei, Roma: una produzione inedita, a colori e in bianco e nero, realizzata negli ultimi tre anni, che non può trovare altra collocazione se non in un locale, cioè in uno di quegli spazi dove sono ambientate la maggior parte delle immagini.

Quelli che girano intorno_ Fotografie di Paolo Torella_

La città è la protagonista indiscussa della mostra. Stropicciata, consumata, capace però di coesione e inventiva. Non è l’underground il soggetto, né quella versione grottesca e decadente di finta o volgare opulenza. È il circuito culturale, intellettuale, che Torella frequenta e di cui racconta gli attimi di distensione, le dinamiche affettive e relazionali, fuori della routine quotidiana. Facendo della ritrattistica la propria specializzazione, con lo spirito di un fotografo di scena ne immortala stravaganze e singolarità: predilige i primi piani che estrapolano la figura dal contesto e ne rivela lo stato d’animo una volta gettata la maschera. È il convivio, lo scambio, ciò che lo interessa, o il suo contrario, il momento di isolamento e silenzio al centro della confusione.

Quelli che girano intorno_ Fotografie di Paolo Torella

Per l’evento presso Le Tartarughe Eat & Drink a passar sotto il suo obbiettivo: da Achille Bonito Oliva a Enzo Cucchi e Rino Barillari, da Pio Monti a Francis Kuipers a Dino Pedriali. I luoghi di incontro son le esposizioni, verso la loro conclusione; bar e locali, i punti di ritrovo storici dell’entourage romano. La mostra, a ingresso gratuito, è visibile tutti i giorni fino alle 24.00.

 

Inaugurazione: giovedì 10 maggio ore 19.00 – 22.00

10 maggio – 9 giugno 2018

Dal lunedì alla domenica ore 15.00 – 24.00

Le Tartarughe Eat & Drink

Piazza Mattei 7/8, Roma

06 6476 0520

Ingresso gratuito

Quelli che girano intorno_Fotografie di Paolo Torella

Immagine di copertina _Paolo Torella, Quelli che girano intorno