Grande successo per la V edizione del Festival della Bellezza a Verona … con Morgan

Morgan al Festival della Bellezza 2018V edizione

Festival della Bellezza – i Maestri dello Spirito

 

Il festival culturale di Verona si afferma

tra le più prestigiose manifestazioni culturali italiane

 Sold out per oltre 30.000 presenze

 Un unicum nel panorama nazionale

Eventi unici e anteprime

 Nel 2019 previsti appuntamenti speciali all’Arena di Verona

www.festivalbellezza.it

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(Verona 12.06.2018)

GRANDE CRESCITA DI UN FESTIVAL CHE RAPPRESENTA UN UNICUM NAZIONALE CON EVENTI INEDITI

Con oltre 30.000 presenze, teatri sold out, eventi unici ideati per il festival da grandi intellettuali e artisti, spettacoli e concerti in prima nazionale, il Festival della Bellezza si afferma alla quinta edizione tra i più prestigiosi appuntamenti culturali italiani.

Per 15 giorni, dal 27 maggio al 10 giugno, Verona è stata palcoscenico per riflessioni sui poeti e la bellezza, che hanno appassionato un pubblico proveniente da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, con 20 appuntamenti in ambienti di grande storia e suggestione come il Teatro Romano, il Teatro Filarmonico e il rinascimentale Giardino Giusti.

Il Festival si conferma un unicum nel panorama culturale italiano con un format che unisce le riflessioni culturali e il pathos dello spettacolo attraverso filosofi, attori, musicisti, critici d’arte, scrittori.

“Siamo felici di poter constatare, a due giorni dalla chiusura del festival, il grande successo registrato dall’edizione di quest’anno – ha dichiarato il sindaco Federico Sboarina -. Mai come in questo caso il titolo della manifestazione rappresenta appieno la nostra idea di cultura: in una cornice spettacolare, appuntamenti di grande bellezza e spessore. Questa rassegna, inoltre, si sposa esattamente con la nostra volontà di alzare l’asticella culturale della città, ecco perché siamo orgogliosi di sostenerla e continueremo a farlo”.

Il direttore artistico Alcide Marchioro ha sottolineato come l’idea di bellezza del festival ha a che fare con l’armonia, lo stile ma anche con il pathos, la forza espressiva, la capacità di impressionare e di andare oltre, di oltrepassare il tempo, come accade per i classici di cui si parla al Festival.

 

TEMA DELL’EDIZIONE 2018: GLI ANNI ‘60 E ‘70 E I POETI DA DANTE A JANNACCI

Tema dell’edizione 2018 sono state le grandi innovazioni culturali degli anni 60 e 70. Tra i protagonisti icone internazionali di quella stagione come Catherine Deneuve, che ha raccontato i capolavori surrealisti e della Nouvelle Vague che l’hanno vista musa e interprete, e Philip Glass che ha inaugurato il Festival con un concerto con triplo pianoforte di sue celebri composizioni unito a riflessioni sulle sue esperienze artistiche. Tra le innovazioni di quegli anni, il festival ha concentrato l’attenzione sul fenomeno italiano della canzone d’autore, con in scena alcuni dei principali interpreti: Gino Paoli in concerto con una nuova formazione, Ivano Fossati in una riflessione sul teatro-canzone di Giorgio Gaber; altri sono stati ricordati: Fabrizio De André e la sua arte poetica in una lezione-concerto con orchestra di Morgan, Enzo Jannacci con la sua satira surreale da Michele Serra e Paolo Jannacci in un racconto con canzoni, Lucio Dalla e il suo estroso lirismo in un concerto di artisti a lui legati, tra cui Ron, Gaetano Curreri e Ornella Vanoni. Alle riflessioni sui cantautori come nuovi poeti si sono intersecate quelle sui grandi visionari della storia, artefici del nostro pensiero e della nostra sensibilità, con rimandi tra i vari appuntamenti. Philippe Daverio ha indagato le vicende di Vivaldi, Dante e Giotto come capostipiti dell’arte moderna, Massimo Cacciari le relazioni tra Beethoven e la filosofia romantica, Alessandro Piperno ha messo in contrapposizione i fondatori del romanzo Stendhal e Flaubert. Massimo Recalcati ha proposto un’analisi sull’immagine dell’inesprimibile attraverso l’analisi di pittori del novecento, Fabrizio Gifuni ha raccontato la sua esperienza attoriale in classici letterari, Luigi Lo Cascio e Gloria Campaner hanno portato in scena la poetica russa di Esenin e Rachmaninov, Goran Bregovic ha espresso le contaminazioni musicali del novecento in un concerto con un’orchestra di fiati e archi. Sono andate in scena anche due prime teatrali: Vittorio Sgarbi si è confrontato con il genio di Leonardo, Federico Buffa coi bivi esistenziali di grandi personaggi del novecento. Un evento infine è stato dedicato all’ispirazione del Festival: Umberto Galimberti ha svelato la Bellezza come segreta legge della vita. Stefano Bollani nell’evento conclusivo attraverso suono e narrazione ha raccontato protagonisti di jazz, classica e canzone riprendendo i fili delle riflessioni degli altri appuntamenti del festival e del legame tra poesia e ironia.

 

UN FESTIVAL CHE RIFLETTE UNA CITTÀ: VERONA, CITTÀ DEI POETI E DEI TEATRI, DELL’AMORE E DELLA… BELLEZZA, CON UNA VOCAZIONE PER L’ARTE E LA CULTURA DI QUALITÀ

Il festival è un’esperienza atipica nel panorama culturale italiano: non è un semplice format, ma una manifestazione che riflette una città, Verona, legata a Shakespeare, Dante, Catullo e con alcuni tra i più importanti teatri al mondo. Promosso dal Comune di Verona e organizzato dall’associazione Idem, con la direzione artistica di Alcide Marchioro, il festival dalla prima edizione nel 2014 è cresciuto rapidamente negli anni raddoppiando gli appuntamenti e triplicando il pubblico.

Gli amanti di proposte culturali originali hanno imparato in breve tempo ad appassionarsi a questa manifestazione, in una città con una tradizionale vocazione per la cultura di qualità, meta privilegiata del turismo culturale che dai teatri si dirama tra le vie e le piazze, alla scoperta di un territorio ricco di storia, arte e cultura tramandata in monumenti, chiese, palazzi, musei, teatri. Città che ha nel Festival della Bellezza un appuntamento classico, in cui la cultura si intreccia all’emozione e alla storia.

 

I PARTNER, LA PRESENZA SUI MEDIA

Il festival conta sulla partnership di prestigiosi enti e aziende nazionali, come Cattolica Assicurazioni, Banco Bpm, Fondazione Cariverona, Agsm e altre 14 aziende come main sponsor, sponsor e sponsor tecnici. Radio ufficiale del festival è Rai Radio 1, media partner sono Touring Club Italiano, Spettakolo.it, L’Arena, Fondazione Corriere della Sera. La programmazione ha avuto la copertura delle principali testate nazionali, con interviste, recensioni, articoli di presentazione e approfondimento, speciali televisivi, servizi ai Tg e trasmissioni in prima serata su reti nazionali.

 

LA PROSSIMA EDIZIONE: PREVISTI EVENTI SPECIALI IN ARENA

L’associazione Idem è già al lavoro con il Comune di Verona per programmare l’edizione 2019. Tra gli appuntamenti sono previsti eventi speciali di livello internazionale in Arena, in linea con lo spirito e il tema del festival.

 

I NUMERI DELLA V EDIZIONE

  • 15 giorni di programmazione (27 maggio – 10 giugno)
  • 20 appuntamenti inediti e connessi tra di loro
  • 40 ospiti
  • Oltre 30.000 presenze

 

Promosso dal Comune di Verona, il Festival della Bellezza è organizzato dall’associazione Idem.

Direttore artistico: Alcide Marchioro

Partner: Cattolica Assicurazioni, Banco Bpm, Fondazione Cariverona, Agsm

Radio ufficiale del festival: Rai Radio 1

Media partner Touring Club Italiano, Spettakolo.it, L’Arena, Fondazione Corriere della Sera

 

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Responsabile Comunicazione per il Festival della Bellezza:

Marilisa Capuano

 

 

Ufficio Stampa:

Marilisa Capuano

cell. 347.2879717

marilisa.capuano@mabacomunica.it

 

Gaetano Petronio 

cell. 3491345575

gaetano@ufficiostampagpc.it

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Catherine Deneuve al Festival della Bellezza di Verona: “La grande bellezza è l’Italia”

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 Catherine Deneuve, l’attrice senza tempo, ad ottobre girerà un film a Parigi con il regista giapponese Hirokazu Kore’eda, Palma D’oro a Cannes 2018

“La grande bellezza è l’Italia. E quando sono entrata al Teatro Romano ho avuto l’impressione di una bellezza totale”. Parole e fascino di Catherine Deneuve,  ospite il  6 giugno, al Teatro Romano di Verona per il Festival della Bellezza.

Assieme al critico Gianni Canova e al direttore editoriale del Festival Alessandra Zecchini, l’attrice simbolo della seduzione del cinema d’arte ha parlato della scena contemporanea, raccontato la sua carriera con curiosi aneddoti sui suoi incontri che hanno segnato la storia del cinema. E svelato progetti futuri.

La bellezza è viva più che mai nel cinema italiano di oggi: “Amo molto Nanni Moretti – ha detto Deneuve -, lo seguo, aspetto i suoi film. Ma anche la nuova generazione con Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Luca Guadagnino. Il cinema italiano è sempre vivo”, e in quello europeo: “Penso che quello europeo sia sempre un cinema importante, che tratta soggetti molto forti, e questo si è visto anche all’ultimo Festival di Cannes con il film di Christophe Honoré, che non ha vinto premi, ma che affronta un soggetto difficile sull’omosessualità, una bellissima storia d’amore. Abbiamo molto da aspettarci dal cinema francese”.

In un Teatro gremito, l’incontro con la Deneuve è stato un’occasione speciale per dialogare con un’artista magnetica, intellettuale e glamour, tra le più affascinanti e ammirate dell’ultimo secolo.

Lei, soprattutto, è il volto indelebile di una indimenticabile stagione che ha cambiato il modo di fare cinema, segnata da maestri come Buñuel e Truffaut. Del primo ha svelato: “In ‘La mia droga si chiama Julie’ Truffaut non aveva scritto dialoghi, cosa che rendeva tutto difficile. Fu un’esperienza incredibile perché lui amava molto gli attori, era attento, vicino, sempre con tanta intensità”.

Curiosi gli aneddoti su Luis Buñuel, che la diresse in Bella di giorno, Leone d’Oro a Venezia nel 1967, con l’intepretazione di Catherine Deneuve tra le migliori della storia del cinema: “Fu particolare lavorare con Buñuel, voleva che le scene fossero fatte come descritte nella sceneggiatura. Quando lo vidi mi resi conto aveva a che fare più con le fantasie del mio personaggio, infatti poi è diventato un riferimento per gli psicanalisti sul tema del masochismo. Non immaginavo che sarebbe diventato un classico”.

L’attrice ha anticipato i suoi prossimi progetti: “Ho appena finito di girare con André Téchiné. Tra due settimane in Francia comincio a lavorare con Cédric Kahn, e poi a inizio ottobre a Parigi con Kore’eda, un regista giapponese che amo molto, che ha appena vinto la Palma d’oro a Cannes”.

Il Festival della Bellezza di Verona si avvia alla conclusione della sua V edizione con gli ultimi appuntamenti: giovedì 7 giugno Massimo Cacciari al Teatro Filarmonico e il tributo orchestrale di Morgan a Fabrizio De Andrè al teatro Romano; venerdì 8 e sabato 9 giugno i concerti di Goran Bregovic e Elio e le Storie Tese; chiusura il 10 giugno con Stefano Bollani.

MORGAN CANTA FABRIZIO DE ANDRE’ A VERONA

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MORGAN

canta FABRIZIO DE ANDRÉ

il tributo del Pirata al Poeta della canzone italiana

accompagnato da un’orchestra di 20 elementi

Orchestra Machiavelli di Verona

CONCERTO EVENTO UNICO

FESTIVAL DELLA BELLEZZA

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giovedì 7 giugno / Teatro Romano, Verona

Le “poesie in musica” di Faber:

dalla Canzone dell’amore perduto a Amico fragile e Il suonatore Jones, 

in un personale omaggio nota per nota, verso per verso.  

 Morgan al Festival della Bellezza – Giovedì 7 giugno 2018 – con un omaggio intimo e personale all’arte poetica di Fabrizio De André. Un evento unico, ideato appositamente per la V edizione del Festival, in scena a Verona dal 27 maggio al 10 giugno.

Un percorso ricercato attraverso le note e i testi del cantautore genovese, vestiti di nuovi arrangiamenti e interpretazioni che tessono con filo raffinato l’affascinante alternarsi e copresenza di stili, classico e barocco, rock e sinfonico, epico e lirico.

Morgan sarà accompagnato sul palcoscenico dall’Orchestra Machiavelli, ensemble veronese di fama internazionale composta da musicisti under 35 che accosta i grandi compositori della classicità ad autori della musica contemporanea, jazz, folk e rock. L’Orchestra suonerà in formazione cameristica di venti elementi, per accompagnare Morgan nella musica di De André su arrangiamenti di Valentino Corvino, che dirigerà l’orchestra.

Organico: 7 violini, 3 viole, 2 violoncelli, 1 contrabbasso, 2 percussioni, flauto, clarinetto, oboe, fagotto, corno.

Orchestra Machiavelli

Da artista trasformista, sopra e dentro le righe, estroso e colto musicista, Morgan si immerge nel pathos e nei personaggi delle canzoni, celebri e emblematici come il soldato Piero o il musicista Jones, e l’amore stesso, che viene e va, o perduto per sempre. Con eleganza e originalità affronta i temi e i sentimenti cari a Faber: la spiritualità e la guerra, la follia e gli amori, riflessi di un universo musicale e poetico variegato e ricco di un’umanità a cui De André ha saputo dare voce, elevando la canzone a prestigiosa forma d’arte, alla stregua dell’opera sinfonica, o il romanzo o la pièce teatrale.

Tutto nel segno dell’arte poetica e musicale: la chitarra acustica incontra le sonorità degli archi e dei sintetizzatori, il piano elettrico entra a scandire le note, mentre alcuni brani si dilatano, assumono forme nuove, per spostare ancor più l’accento sulla pura poesia dei testi.

Grande studioso e interprete della canzone d’autore italiana, Morgan si approccia a De André con l’ammirazione del collega e la riverenza di chi riconosce la potenza espressiva del genio. Nell’atteggiamento spregiudicato e indipendente dei due diversi artisti c’è molta più comunanza che distacco, al di là delle differenze stilistiche. Il Pirata della canzone e il Poeta si erano già incontrati nel 2005, alla seconda incisione da solista di Morgan, quando sotto l’egida di Dori Ghezzi l’album di Fabrizio De André Non al denaro non all’amore né al cielo era tornato in vita ad opera del fondatore dei Bluvertigo. Le direzioni ostinate e contrarie del giovane ribelle glamour e dell’anarchico poeta della canzone italiana confluiscono in un cover concept album senza precedenti: la riproposizione ex novo di un intero disco a tributo di un artista si verifica per la prima volta. L’operazione di Marco Castoldi sull’opera di De André ispirata all’Antolologia dello Spoon River di Edgar Lee Masters è impresa di analisi oltre che omaggio, l’esegesi compiuta da un autore di canzoni al padre della canzone d’autore. Il suo approfondimento nota per nota, verso per verso, ricrea l’opera del cantautore genovese invece che semplicemente riprodurla.

Il connubio poggia su un’ammirazione consolidata negli anni che scavalca le generazioni, mettendo in scena una sorta di collaborazione postuma a superare quella mancata per limiti di età. Non a caso l’opera riproposta da Morgan nel 2005 tratta della raccolta poetica di epitaffi più famosa al mondo. Anche l’omaggio che Morgan propone al Teatro Romano di Verona il 7 giugno per il Festival della Bellezza è incentrato sull’arte poetica di De André, suddividendo in tre fasi la produzione del cantautore genovese, con altri poeti ispiratori, da Dante, Angiolieri e Villon agli esordi, a Brassens, Cohen e Dylan, fino alla collaborazione con Ivano Fossati. Poesia, anche musicale: come sottolinea Morgan, in De André la musica non è funzionale al testo, è musica fine a se stessa, ed è ricca, come quella di pochi altri al mondo.

Morgan ripercorrerà quelle che considera tre fasi: la prima, quella delle canzoni sparse, in cui De André riprende i vecchi madrigali, le forme antiche, le canzoni dei trovatori, l’epoca della poesia cui si ispira come testo e struttura; la seconda, quella dei concept album, dove l’idea si sviluppa nell’arco del disco sia per legame letterario che musicale, organismi interi, immaginifici, qualcosa di simile a un film senza film, solo colonna sonora, in cui ogni brano è un pezzo raro, “grandi opere d’arte da guardare quasi con timore”; la terza, quella etnica, degli album della maturità, iniziata con l’album L’indiano e terminata con capolavori quali Creuza de mä, Le nuvole e Anime salve.

Come già è stato per le rielaborazioni di Bowie al Festival della Bellezza dello scorso anno, le esibizioni dal vivo di Morgan sono autentiche lezioni spettacolo che nell’esecuzione del modello innestano affascinanti evocazioni e rimandi.

Musica e parola, dunque: talento ed estro visionario innescano un dialogo tra artisti uniti da assonanze esistenziali, irriverenti giullari e insieme poeti cortesi, anime barocche, come le nuvole, che per una notte si re-incontrano ri-creando la magia di un’emozione poetica senza tempo.

Biglietti: platea € 26 + d.p.;  gradinata € 18 + d.p.

Disponibili sui circuiti Geticket e Ticketone

Orario: ore 21.30

 

Promosso dal Comune di Verona, il Festival della Bellezza è organizzato dall’associazione Idem con la direzione artistica di Alcide Marchioro. Partner sono Cattolica Assicurazioni e Banco Bpm; media partner RAI Radio1, Touring Club Italiano, Spettakolo.it, Fondazione Corriere della Sera, l’Arena.

Il programma completo del festival è disponibile sul sito www.festivalbellezza.it.

Video promo edizione 2017:

http://festivalbellezza.it/ver/video

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Responsabile Comunicazione per il Festival della Bellezza:

Marilisa Capuano

Ufficio Stampa:

Marilisa Capuano

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Gaetano Petronio

gaetano@ufficiostampagpc.it