Reclamo CITTADINO per barriere architettoniche

Riceviamo in copia conoscenza da una nostra lettrice e cittadina Romana un accorato reclamo (inviato agli uffici competenti) relativo allo stato di degrato della SALITA DEL GIANICOLO e alle barriere architettoniche presenti. Leggete bene di cos’è stata testimone:

Oggetto: segnalazione barriere architettoniche e stato di degrado “salita del Gianicolo”

 

“””Spettabile Ufficio,

Vi invio la presente per segnalarVi una situazione incresciosa accaduta il 6 settembre c.a. nella  zona del Gianicolo,  molto frequentata da cittadini e turisti. Mi trovavo nella “salita del Gianicolo” ed, in prima battuta, non ho potuto non  notare il disagio di noi cittadini pedoni per la chiusura totale con transenne della scalinata dell’anfiteatro della Quercia del Tasso da oltre una settimana PER UN RAMO CADUTO E NON RIMOSSO.

 

tronco

Tale accaduto costringe i pedoni  a dover effettuare un giro lunghissimo (e pericoloso non essendoci marciapiede) seguendo la  strada della “passeggiata del Gianicolo” sia per salire che per scendere dal colle, ma anche per recarsi all’Ospedale Bambin Gesù. L’unica alternativa alla scalinata chiusa sarebbe una piccola scalinata ABBANDONATA e fortemente DIROCCATA che aggiunge ulteriore pericolo di cadute dei passanti al già pericoloso percorso.

Ad aggravare le mie constatazioni  (ma anche di altri passanti e di mamme con bimbi piccoli che dovevano recarsi all’Ospedale Bambin Gesù) ho dovuto assistere ad una scena veramente poco edificante per ogni cittadino italiano: due ragazzi stranieri su sedia a rotelle stavano percorrendo la strada della salita del Gianicolo sul percorso stradale. La loro scelta non era dovuta ad una forma di irresponsabilità ma alla necessità derivata del fatto che:

  • non sono presenti marciapiedi accessibili da persone in carrozzina
  • non sono presenti sistemi di sollevamento né sulla strada né sulle suddette scalinate
  • l’autobus che da lungotevere in Sassia porta al Gianicolo è poco più di un pulmino e non ha attrezzatura per il carico di persone diversamente abili.

Dei due ragazzi ci tengo a precisare che uno aveva la carrozzina elettrica, ma l’altro aveva una carrozzina manuale e non voglio nemmeno descrivervi lo sforzo fisico che ha dovuto fare per effettuare tutta la salita. Senza contare che, dovendola entrambi percorrere sul manto stradale, hanno rischiato di essere investiti e/o di provocare incidenti tra automobili. Senza mezzi termini mi sono vergognata di essere italiana: pensate a cosa diranno questi due ragazzi stranieri all’estero di noi e, soprattutto che cosa penseranno della cura che abbiamo nei confronti delle persone con disabilità, ma anche degli anziani e delle mamme con le carrozzine. Ricordiamoci che le barriere architettoniche oltre che creare difficoltà di percorrenza per i disabili le creano anche a tutti coloro che hanno, per un qualche motivo, problemi di deambulazione. Ed in ogni caso ricordiamoci che la nostra città è un patrimonio artistico ed architettonico che deve essere sempre a disposizione dei cittadini di tutto il mondo che vengono appositamente per vederla ma che, spesso, la trovano in condizioni indignitose. Mi auguro che ben presto tali situazioni vengano messe a norma quanto prima e che il nostro patrimonio urbano venga restituito alla cittadinanza.

Roma, 16 settembre 2016                                               Cristina G. “””

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