Catherine Deneuve al Festival della Bellezza di Verona: “La grande bellezza è l’Italia”

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 Catherine Deneuve, l’attrice senza tempo, ad ottobre girerà un film a Parigi con il regista giapponese Hirokazu Kore’eda, Palma D’oro a Cannes 2018

“La grande bellezza è l’Italia. E quando sono entrata al Teatro Romano ho avuto l’impressione di una bellezza totale”. Parole e fascino di Catherine Deneuve,  ospite il  6 giugno, al Teatro Romano di Verona per il Festival della Bellezza.

Assieme al critico Gianni Canova e al direttore editoriale del Festival Alessandra Zecchini, l’attrice simbolo della seduzione del cinema d’arte ha parlato della scena contemporanea, raccontato la sua carriera con curiosi aneddoti sui suoi incontri che hanno segnato la storia del cinema. E svelato progetti futuri.

La bellezza è viva più che mai nel cinema italiano di oggi: “Amo molto Nanni Moretti – ha detto Deneuve -, lo seguo, aspetto i suoi film. Ma anche la nuova generazione con Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Luca Guadagnino. Il cinema italiano è sempre vivo”, e in quello europeo: “Penso che quello europeo sia sempre un cinema importante, che tratta soggetti molto forti, e questo si è visto anche all’ultimo Festival di Cannes con il film di Christophe Honoré, che non ha vinto premi, ma che affronta un soggetto difficile sull’omosessualità, una bellissima storia d’amore. Abbiamo molto da aspettarci dal cinema francese”.

In un Teatro gremito, l’incontro con la Deneuve è stato un’occasione speciale per dialogare con un’artista magnetica, intellettuale e glamour, tra le più affascinanti e ammirate dell’ultimo secolo.

Lei, soprattutto, è il volto indelebile di una indimenticabile stagione che ha cambiato il modo di fare cinema, segnata da maestri come Buñuel e Truffaut. Del primo ha svelato: “In ‘La mia droga si chiama Julie’ Truffaut non aveva scritto dialoghi, cosa che rendeva tutto difficile. Fu un’esperienza incredibile perché lui amava molto gli attori, era attento, vicino, sempre con tanta intensità”.

Curiosi gli aneddoti su Luis Buñuel, che la diresse in Bella di giorno, Leone d’Oro a Venezia nel 1967, con l’intepretazione di Catherine Deneuve tra le migliori della storia del cinema: “Fu particolare lavorare con Buñuel, voleva che le scene fossero fatte come descritte nella sceneggiatura. Quando lo vidi mi resi conto aveva a che fare più con le fantasie del mio personaggio, infatti poi è diventato un riferimento per gli psicanalisti sul tema del masochismo. Non immaginavo che sarebbe diventato un classico”.

L’attrice ha anticipato i suoi prossimi progetti: “Ho appena finito di girare con André Téchiné. Tra due settimane in Francia comincio a lavorare con Cédric Kahn, e poi a inizio ottobre a Parigi con Kore’eda, un regista giapponese che amo molto, che ha appena vinto la Palma d’oro a Cannes”.

Il Festival della Bellezza di Verona si avvia alla conclusione della sua V edizione con gli ultimi appuntamenti: giovedì 7 giugno Massimo Cacciari al Teatro Filarmonico e il tributo orchestrale di Morgan a Fabrizio De Andrè al teatro Romano; venerdì 8 e sabato 9 giugno i concerti di Goran Bregovic e Elio e le Storie Tese; chiusura il 10 giugno con Stefano Bollani.

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MORGAN CANTA FABRIZIO DE ANDRE’ A VERONA

Morgan_bFaber poeta in musica

MORGAN

canta FABRIZIO DE ANDRÉ

il tributo del Pirata al Poeta della canzone italiana

accompagnato da un’orchestra di 20 elementi

Orchestra Machiavelli di Verona

CONCERTO EVENTO UNICO

FESTIVAL DELLA BELLEZZA

bellezza

giovedì 7 giugno / Teatro Romano, Verona

Le “poesie in musica” di Faber:

dalla Canzone dell’amore perduto a Amico fragile e Il suonatore Jones, 

in un personale omaggio nota per nota, verso per verso.  

 Morgan al Festival della Bellezza – Giovedì 7 giugno 2018 – con un omaggio intimo e personale all’arte poetica di Fabrizio De André. Un evento unico, ideato appositamente per la V edizione del Festival, in scena a Verona dal 27 maggio al 10 giugno.

Un percorso ricercato attraverso le note e i testi del cantautore genovese, vestiti di nuovi arrangiamenti e interpretazioni che tessono con filo raffinato l’affascinante alternarsi e copresenza di stili, classico e barocco, rock e sinfonico, epico e lirico.

Morgan sarà accompagnato sul palcoscenico dall’Orchestra Machiavelli, ensemble veronese di fama internazionale composta da musicisti under 35 che accosta i grandi compositori della classicità ad autori della musica contemporanea, jazz, folk e rock. L’Orchestra suonerà in formazione cameristica di venti elementi, per accompagnare Morgan nella musica di De André su arrangiamenti di Valentino Corvino, che dirigerà l’orchestra.

Organico: 7 violini, 3 viole, 2 violoncelli, 1 contrabbasso, 2 percussioni, flauto, clarinetto, oboe, fagotto, corno.

Orchestra Machiavelli

Da artista trasformista, sopra e dentro le righe, estroso e colto musicista, Morgan si immerge nel pathos e nei personaggi delle canzoni, celebri e emblematici come il soldato Piero o il musicista Jones, e l’amore stesso, che viene e va, o perduto per sempre. Con eleganza e originalità affronta i temi e i sentimenti cari a Faber: la spiritualità e la guerra, la follia e gli amori, riflessi di un universo musicale e poetico variegato e ricco di un’umanità a cui De André ha saputo dare voce, elevando la canzone a prestigiosa forma d’arte, alla stregua dell’opera sinfonica, o il romanzo o la pièce teatrale.

Tutto nel segno dell’arte poetica e musicale: la chitarra acustica incontra le sonorità degli archi e dei sintetizzatori, il piano elettrico entra a scandire le note, mentre alcuni brani si dilatano, assumono forme nuove, per spostare ancor più l’accento sulla pura poesia dei testi.

Grande studioso e interprete della canzone d’autore italiana, Morgan si approccia a De André con l’ammirazione del collega e la riverenza di chi riconosce la potenza espressiva del genio. Nell’atteggiamento spregiudicato e indipendente dei due diversi artisti c’è molta più comunanza che distacco, al di là delle differenze stilistiche. Il Pirata della canzone e il Poeta si erano già incontrati nel 2005, alla seconda incisione da solista di Morgan, quando sotto l’egida di Dori Ghezzi l’album di Fabrizio De André Non al denaro non all’amore né al cielo era tornato in vita ad opera del fondatore dei Bluvertigo. Le direzioni ostinate e contrarie del giovane ribelle glamour e dell’anarchico poeta della canzone italiana confluiscono in un cover concept album senza precedenti: la riproposizione ex novo di un intero disco a tributo di un artista si verifica per la prima volta. L’operazione di Marco Castoldi sull’opera di De André ispirata all’Antolologia dello Spoon River di Edgar Lee Masters è impresa di analisi oltre che omaggio, l’esegesi compiuta da un autore di canzoni al padre della canzone d’autore. Il suo approfondimento nota per nota, verso per verso, ricrea l’opera del cantautore genovese invece che semplicemente riprodurla.

Il connubio poggia su un’ammirazione consolidata negli anni che scavalca le generazioni, mettendo in scena una sorta di collaborazione postuma a superare quella mancata per limiti di età. Non a caso l’opera riproposta da Morgan nel 2005 tratta della raccolta poetica di epitaffi più famosa al mondo. Anche l’omaggio che Morgan propone al Teatro Romano di Verona il 7 giugno per il Festival della Bellezza è incentrato sull’arte poetica di De André, suddividendo in tre fasi la produzione del cantautore genovese, con altri poeti ispiratori, da Dante, Angiolieri e Villon agli esordi, a Brassens, Cohen e Dylan, fino alla collaborazione con Ivano Fossati. Poesia, anche musicale: come sottolinea Morgan, in De André la musica non è funzionale al testo, è musica fine a se stessa, ed è ricca, come quella di pochi altri al mondo.

Morgan ripercorrerà quelle che considera tre fasi: la prima, quella delle canzoni sparse, in cui De André riprende i vecchi madrigali, le forme antiche, le canzoni dei trovatori, l’epoca della poesia cui si ispira come testo e struttura; la seconda, quella dei concept album, dove l’idea si sviluppa nell’arco del disco sia per legame letterario che musicale, organismi interi, immaginifici, qualcosa di simile a un film senza film, solo colonna sonora, in cui ogni brano è un pezzo raro, “grandi opere d’arte da guardare quasi con timore”; la terza, quella etnica, degli album della maturità, iniziata con l’album L’indiano e terminata con capolavori quali Creuza de mä, Le nuvole e Anime salve.

Come già è stato per le rielaborazioni di Bowie al Festival della Bellezza dello scorso anno, le esibizioni dal vivo di Morgan sono autentiche lezioni spettacolo che nell’esecuzione del modello innestano affascinanti evocazioni e rimandi.

Musica e parola, dunque: talento ed estro visionario innescano un dialogo tra artisti uniti da assonanze esistenziali, irriverenti giullari e insieme poeti cortesi, anime barocche, come le nuvole, che per una notte si re-incontrano ri-creando la magia di un’emozione poetica senza tempo.

Biglietti: platea € 26 + d.p.;  gradinata € 18 + d.p.

Disponibili sui circuiti Geticket e Ticketone

Orario: ore 21.30

 

Promosso dal Comune di Verona, il Festival della Bellezza è organizzato dall’associazione Idem con la direzione artistica di Alcide Marchioro. Partner sono Cattolica Assicurazioni e Banco Bpm; media partner RAI Radio1, Touring Club Italiano, Spettakolo.it, Fondazione Corriere della Sera, l’Arena.

Il programma completo del festival è disponibile sul sito www.festivalbellezza.it.

Video promo edizione 2017:

http://festivalbellezza.it/ver/video

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Responsabile Comunicazione per il Festival della Bellezza:

Marilisa Capuano

Ufficio Stampa:

Marilisa Capuano

marilisa.capuano@mabacomunica.it

Gaetano Petronio

gaetano@ufficiostampagpc.it