Barboni ha ritirato il Premio letterario Internazionale Montefiore

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L’ associazione culturale “PEGASUS CATTOLICA”,  con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Montefiore Conca, ha organizzato  la 8^ Edizione del Premio letterario Internazionale Montefiore articolato in cinque sezioni in concorso.
Il Premio Letterario Montefiore nasce dall’esigenza di scoprire nuovi talenti in seno alla letteratura italiana ed estera  e di consolidare gli autori già affermati, sulla scorta dell’esperienza che l’Associazione Pegasus di Cattolica – appunto –  ha maturato con le manifestazioni che l’hanno resa famosa a livello Internazionale. La Kermesse si è  svolta a fine settembre nell’incantevole cornice di  Montefiore Conca (Rn) uno dei borghi storici più belli d’Europa.
Nella sezione a tema libero Libro edito di Narrativa, di Poesia o di Saggistica in lingua Italiana in vernacolo o Straniera ad arrivare al primo posto ex aequo sono stati Marco Tullio Barboni con il giornalista e saggista italiano  Andrea Scanzi, che ha vinto con l’opera Renzusconi. L’allievo ripetente che (non) superò il maestro, Prefazione di Marco Travaglio, Roma, Paper First.
Marco Tullio Barboni ha conquistato l’ambito primo posto con “…e lo chiamerai destino”, Kappa Edizioni.
Sceneggiatore, regista e scrittore, appartiene ad una illustre famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore. Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani; il padre Enzo, prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher, ha legato gran parte della sua fama a film interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone dei fagioli western. Frequentatore di set fin da bambino, è stato lui stesso regista e sceneggiatore, ed ha proseguito la carriera familiare con caparbietà e notevole talento.
_DM_9034Uomo di profonda cultura e variegati interessi, vede però il suo prossimo futuro come scrittore ed autore di nuovi testi teatrali, da tradurre anche in lingua inglese e magari da esportare in America. Il  libro vincitore, “…E lo chiamerai destino” appunto,  in realtà gia’  si trova tradotto ed immesso nel mercato americano tramite Amazon.
Conscio vs Inconscio .
Come due celebrati personaggi dello spettacolo.
Del più celebrato degli spettacoli: quello della vita.
Un faccia a faccia raccontato come mai prima. Un dialogo animato, sorprendente, sfrontato, e rivelatore tra due entità cui è affidata la più grande delle responsabilità: quella di scegliere.
Se parlare o tacere, amare od odiare, combattere o fuggire.
Oscar e Felix danno voce al Conscio e all’Inconscio di George Martini in un botta e risposta serrato e senza esclusione di colpi. Ne deriva il racconto di una vita, metafora di milioni di altre vite, anche della nostra.
Uno stile unico per un lettura che scorre davanti agli occhi come un film.
Marco Tullio Barboni è stato anche tra i  vincitori del prestigioso Premio Apoxiomeno 2017 a Firenze.
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Marco Tullio Barboni ha incontrato la Citta’ di Milano

Da sx_Barbara Enrichi_Pinardi_Bernardini_CE5A9401-9 (Medium) (2)È  stato un incontro commovente quello dello scorso 20 settembre alla sala Pirelli del  Palazzo della Regione di Milano.
Nell’aria, sentimenti palpabili di ammirazione generale per lo Scrittore e l’Uomo, e per la straordinaria storia d’amore di un protagonista dei nostri tempi: Marco Tullio Barboni, noto sceneggiatore, regista e scrittore, che con il suo secondo libro “A spasso con il mago. Merlino e io” (Viola Editrice) sta girando l’Italia con notevole successo di pubblico e critica.
Al centro dell’interesse e dei suoi ricordi,  l’indimenticato e “magico” cane Merlino, oggi scomparso.
Marco Tullio Barboni appartiene ad una illustre famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore. Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani; il padre Enzo, prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher, ha legato gran parte della sua fama a film interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone dei fagioli western. Frequentatore di set fin da bambino, è stato lui stesso regista e sceneggiatore, ed ha proseguito la carriera familiare con caparbietà e notevole talento.
FOTO DI MASSIMILIANO SALVIONI__MG_0736 (Medium)La città di Milano, come ero sicuro sarebbe successo,  ha avuto nell’incontro  con il Barboni la possibilità  di conoscere un professionista di profonda cultura e grande sensibilità ” ha dichiarato alla stampa il Cavaliere Franco Antonio Pinardi, Presidente dell’Accademia Tiberina già  Pontificia e deus ex machina dell’appuntamento meneghino.
Prosegue Pinardi: “Come da programma ed intenzioni dell’Accademia che presiedo, l’incontro attraverso questo protagonista del nostro Cinema, approdato da qualche anno alla Letteratura, ha rappresentato di fatto un ampliamento dello spettro di interesse della nostra Accademia,  e Cinema e Letteratura si sono incontrate a Milano per un paio d’ore e hanno dato vita ad un dialogo meraviglioso e magico: quello descritto nel libro dibattuto durante l’incontro, che ha recentemente vinto  il Premio  Speciale della Giuria al Pegasus Literary Awards Città di Cattolica. Il pubblico presente ha mostrato grande interesse per la tematica. Apprezzatissima, e facilmente intuibile da chiunque  abbia mai avuto modo di ascoltarlo, è stata la sapienza del mestiere del noto sceneggiatore ospitato per l’occasione“.
L’evento ha avuto la collaborazione dell‘ Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana, nonché il patrocinio dell’Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi.
Sara Magnoli con Marco Tullio Barboni_CE5A9468-12 (Medium) (2)Soddisfatto anche Barboni al termine dell’incontro: ” Sono rimasto particolarmente colpito dall’accoglienza che ha avuto la proiezione del cortometraggio e dall’attenzione riservata all’argomento del libro, con una corresponsione di sentimenti davvero straordinaria soprattutto da parte di tutti coloro che hanno avuto un cane e che hanno condiviso quella stessa emozione che il mio racconto vuole trasmettere “.
Marco Tullio Barboni ha proseguito  idealmente dal punto di vista letterario  la storia cinematografica  di un suo corto come regista di qualche anno fa, che ha avuto successo perfino all’estero e che è  stato proiettato all’incontro al Palazzo della Regione:  “Il Grande Forse”,   girato e co-prodotto da Marco Tullio Barboni, dove il protagonista animale della pellicola è il medesimo del libro “A spasso con il mago”, cioè  l’amato cane Merlino, oggi  appunto scomparso.  Tra gli interpreti della pellicola, Philippe Leroy e Roberto Andreucci. Fotografia di Maurizio Calvesi, Musiche di Franco Micalizzi. L’avvenuta proiezione del corto all’inizio dell’incontro ha fatto entrare subito  dentro la vicenda reale di Merlino, per poi approdare alla vicenda letteraria attraverso la lettura delle prime pagine del volume , scritto al cento per cento in forma dialogica,  che ha regalato al pubblico punte di autentica prova d’attore da parte del lettore d’eccezione che era dagli organizzatori stato annunciato per la serata, e che puntualmente è arrivato a Palazzo della Regione: l’attore e cabarettista Roberto Brivio, conosciuto al grande pubblico anche per essere stato storico membro del gruppo I Gufi.
Da sx_Gen. Bellotti_Bernardini_Barboni_Pinardi_CE5A9426-10 (Medium)Dopo aver ricevuto un applauso fragoroso per la sua ineccepibile interpretazione dell’Epitaffio per un cane di Lord Byron (che Lord Byron dedicò al suo amato cane, un terranova di nome Nostromo),  Brivio insieme al Barboni ha fatto entrare gli astanti all’interno degli umori di un libro bellissimo e fatato, attraverso la lettura dei passi iniziali del racconto a due, con il Barboni lettore di sé stesso.
Lo scrittore Barboni ha avuto l’intenzione di rendere eterno, parlandone,  il ricordo dell’amore provato per il suo animale, ma che riguarda tutti gli  indissolubili legami similari che chiunque  abbia posseduto un animale puo’ capire, e sicuramente il successo che già  ha avuto il libro in tutta Italia dimostra che l’obiettivo è stato raggiunto: attraverso una passeggiata onirica che ricalca la passeggiata che Marco Tullio e Merlino hanno fatto ogni sera per anni, si può apprezzare la storia ed immedesimarsi in  una vicenda che commuove e fa riflettere, e aiuta a ritrovare  un legame a tutti gli effetti d’amore, anche solo attraverso un sogno lucido come descritto nel libro.
Il parterre presente davvero di grande lustro: il Generale dei Carabinieri (ar) Alberto BellottiPresidente dell’associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica di Milano con una folta delegazione della stessa; il Prof Alessandro Arrighi, noto esperto di risanamento aziendale e docente di economia aziendale; il coordinatore nazionale del gruppo associativo rumeno in Italia Robert Raducescu, seduto in prima fila vicino al famoso poeta rumeno Viorel Boldi.
Si sono riconosciuti tra il pubblico anche il criminologo Dr. Bruno Busetto ed i fotografi Francesco Barilaro e Massimiliano Salvioni.
Tra gli ospiti attesi dal mondo del Cinema, non hanno tradito le aspettative l’attrice Premio David di Donatello Barbara Enrichi e Marina Castelnuovo, attrice, conduttrice, scrittrice, imprenditrice e sosia “ufficiale” di Liz Taylor, che riesce con la sua immagine a fare rivivere da ben 25 anni l’impareggiabile mito a livello internazionale.
Dal mondo del giornalismo, apprezzatissima la presenza di Claudio Pina, che è stato direttore di selezione del Reader’s Digest, e di Massimiliano Buonocore,  direttore responsabile di  La critica.org, seguitissimo giornale di  politica, cultura, ed economia nel web.
La giornalista Monica Mistretta, in prima fila,  ha partecipato attivamente alla preparazione dell’evento e al coinvolgimento di molti ospiti presenti fisicamente all’appuntamento meneghino.  Presente per il mondo Lifestyle la giornalista Valeria Cudini;
dal mondo della Letteratura noir  e’ intervenuta la scrittrice Sara Magnoli. Infineospiti di grandissimo pregio anche da altri settori, come quello dell’Arte (hanno presenziato il pittore internazionale Luciano Dabbene; l’avvocato Piero Coutelle’, noto cultore d’arte; giunta direttamente da Lugano Giovanna Turchi Vismara ) o quelli dell’ Imprenditoria immobiliare (per l’Agenzia Immobliare Italia presente Anna Maria Balzano, sul mercato da ben 50 anni).
Ufficio Stampa e coordinamento culturale : Occhio dell’Arte (referente Lisa Bernardini)
Mobile Lisa Bernardini 347/1488234
Il sito di Marco Tullio Barboni: marcotulliobarboni.com

“Incontriamoci” al Photofestival!

Anthony Peth e Lisa Bernardini

Anthony Peth e Lisa Bernardini

Serata di successo a fine giugno ad Anzio fra  charity, bellezza, cinema, informazione e spettacolo. L’imprenditore Mauro Boccuccia ha accolto anche la terza edizione di “INCONTRIAMOCI”,  serata tra Giornalismo, Spettacolo e Solidarietà, all’interno della ottava edizione del Photofestival Attraverso le pieghe del tempo. A condurre, il regista e presentatore radiofonico e televisivo (La7)  Anthony Peth, coadiuvato dalla scrivente in qualità di Presidente dell’Occhio dell’Arte. Durante la serata si sono svolti anche  due momenti Bellezza, valevoli per la selezione regionale del contest “Una Ragazza per il Cinema” ed. 2018, sotto la guida di Massimo Meschino responsabile regionale del concorso. Presidente della giuria beauty  l’attore George Hilton.
Miss Solidarieta' 2018

Miss Solidarieta’ 2018

Il via é stato dato dall’assessore della Città di Anzio, Giulia Molinari, con delega alle Politiche Giovanili e alle Pari Opportunità. Giovanissime fanciulle anche sfilato due volte per contendersi le fasce in palio. Le prime due classificate che hanno avuto accesso diretto alla finale regionale del Concorso sono state Aurora D’Ambrosio e Noa Planas.
Deborah_Xhako

Deborah Xhako

La fascia di “Miss Occhio dell’Arte” è andata a Michela D’Antonio; la fascia di “Miss Ristorante Boccuccia” a Rosaria Iurato; la fascia di “Miss Solidarietà 2018”, ovvero la ragazza più votata della serata, a Ludovica Gentile (queste ultime tre accedono di diritto anche loro alla finale regionale del concorso ). Infine, la fascia di “Ragazza Inciucio.it” l’ha conquistata Vanessa Angelici; quella di “Ragazza Cinema Young” Dalila Combi e quella del “Premio Nazionale Modella per l’Arte”, curata dal Dott. Paolo Vassallo, è andata a Beatrice Verdi. Alla bellissima Elisa Pepè Sciarria è stata consegnata la fascia “Miss Incontriamoci 2018”. Giovane promessa del nostro cinema, Elisa è stata già nel 2015 la vincitrice nazionale di “Una Ragazza per il Cinema”.
Steven B

Steven B

Per la parte musicale, ad allietare la serata,  Deborah Xhako, giovane e bella, reduce dal grande successo raccolto a “The Voice of Italy” su Raidue. E l’artista Sport-Pop Steven B., al secolo Stefano Bontempi. Premiato anche lui col riconoscimento “Artista e Spettacolo”, firmato dallo scultore Tonino Santeusanio, dopo aver cantato il suo pezzo dedicato alla tennista Roberta Vinci, “Put the Ball and… Run!”, trasformato grazie al Comitato Italiano Nazionale Fair Play e al suo Presidente Ruggero Alcanterini in un inno dedicato ai giovani che rincorrono un sogno e a tutti i campioni che hanno fatto in positivo la storia dello Sport. L’operazione musicale, totalmente no profit,è stata dedicata da Steven B. alla raccolta fondi a favore di questa Associazione benemerita del CONI.
In serata,  ricevute  le telefonate  in vivavoce di Fabio Frizzi e Lorenza Mario.
Non è mancato nulla, neanche una mega torta di compleanno, a festeggiare i 40 di Fabiana Vicarionota pierre della night-life romana col nome d’arte di Lady Oscar. 
MarinaCastelnuovo

Marina Castelnuovo

Tra gli ospiti:  Franco Micalizzi, Marco Tullio Barboni, Giovanni Brusatori; Carlotta Bolognini, Olga Bisera,Toni Malco, Vassilli Karis, Lucia Aparo,  Mario Orfei, Vincenzo Merli, Gio’ Di Giorgio, Naira e Connie Caracciolo; ad applaudire

per gran parte della serata anche i premiati della categoria Informazione intervenuti: Roberto Blasi, Lady Gossip Gabriella Sassone, Camilla Nata, Pier Paolo Segneri, Silvana Lazzarino, Francesco De Angelis. Madrina solidale della serata è stata  Marina Castelnuovo, attrice, conduttrice, scrittrice, imprenditrice e sosia “ufficiale” di Liz Taylor.
Staff Occhio dell’Arte
Foto di Giancarlo Sirolesi

“Vergine Mediterranea” il nuovo libro di Rita Caccamo presentato all’istituto Don Sturzo di Roma

Da sx Flavia Piccoli Nardelli e Rita Caccamo

On. Flavia Piccoli Nardelli e Rita Caccamo

Alla presenza iniziale dell’onorevole Flavia Piccoli Nardelli, figlia dell’ex Ministro e Segretario della Democrazia Cristiana Flaminio Piccoli, che ha accolto gli ospiti  all‘Istituto Don Luigi Sturzo di Roma, è avvenuta la prima presentazione pubblica di Vergine Mediterranea. Un’adolescenza remota di Rita Caccamo. Il giorno 11 Giugno 2018 a Via delle Coppelle, infatti,  presso la sala rossa, la nota sociologa italiana, emozionata per la sua prima opera letteraria fuori dal genere definito dei saggi a lei congeniali, ha potuto far conoscere la sua ultima fatica edita da Edizioni Nuova Cultura.
Relatori per l’occasione, tutti prestigiosi : Andrea Di Consoli (RAI Uno), Andrea Bixio e Roberta Cipollini (entrambi dalla Sapienza, Università di Roma) e Cipriani Roberto (Roma3). Il libro protagonista - CopiaE’ stato un happening culturale davvero interessante e vario, che ha riscosso il successo che meritava. Tra gli ospiti culturali anche Alessandra Oddi Baglioni vice presidente di Confagricoltura Donna, il compositore e direttore d’orchestra Franco Micalizzi, lo sceneggiatore e scrittore Marco Tullio Barboni, il direttore di doppiaggio Giovanni Brusatori, il direttore della Agenzia spapress Enzo Fasoli.
Rita Caccamo è noto professore di Sociologia alla Sapienza Università di Roma. La narrazione del mestiere in lei si snoda agevolmente, arricchendosi di riferimenti alla letteratura, al teatro e al cinema, in una carriera accademica che conta circa cinquanta pubblicazioni autorevoli in campi di studio e ricerca. Recentemente la sua stessa scrittura si è andata modificando rispetto all’impronta sociologica che ha caratterizzato una personale prestigiosa storia lavorativa, ed è cosi’ che e’ nata l’dea, piano piano, di questo suo primo romanzo appena uscito.
Il parterre dei relatori con l Autrice
Piu’ che un romanzo, si tratta di un racconto di vita, che si rivela incredibilmente denso di riferimenti a persone, luoghi, cose, sepolti nel passato e riattivati nel lavorìo della memoria di Rossana, l’io narrante della storia. Un titolo accattivante per un titolo-filo conduttore che probabilmente il lettore non si aspetterebbe: Vergine Mediterranea. Un’ adolescenza remota.
Ne emergono personaggi, figure, casi, luoghi, che poi scompaiono come delle immagini, per dar volto ad altri; e seguono tutti l’andamento della mente e della sua, intrinseca, discontinuità. Si disegna, quindi, un “genere misto”, che si sviluppa su diversi piani di realtà e d’immaginazione, dando luogo a un romanzo con vena autobiografica, com’è testimoniato dai molteplici riferimenti alla fine del testo. E si esprime nello stesso titolo, che fa riferimento a uno statuto antropologico: quello, appunto, di vergine mediterranea. Leggendolo, si è trascinati dall’onda amica della narrazione.
Marco Tullio Barboni
Non ci sono delle vere e proprie suddivisioni della storia, che si svolge principalmente secondo l’idea ( e la pratica) del flusso di coscienza.
Emerge nella narrazione un ritmo oscillante: ora rievocando eventi passati, di flashback, ora anticipando situazioni che si sono verificate in seguito, dopo il tempo felice (o definito tale) dell’infanzia e della adolescenza.
Molti sono i riferimenti letterari, che si snodano, per antagonismo o conciliazione, con il personaggio principale: da Lolita ad Anne Frank a Colette, a Ginia di Pavese. Vi trova legittimamente posto anche il riferimento a Giacomo Casanova.
Tanti, poi, sono gli sfondi romani, nei quali la protagonista era ed è immersa: luoghi dell’anima, di rimembranza e d’ispirazione per la stessa scrittura.
Questi molteplici nessi e riferimenti sono il frutto di un lavoro di scavo, che si fonda su materiale conscio o inconscio, esterno o interno alla prima persona; e vanno a comporre la storia di Rossana. E a farla leggere con grande interesse.
Rossana protagonista ed il suo mondo – quale sia quello reale e quale quello inventato non ci è dato mai, nella narrazione, con sicurezza saperlo – mostrano una Rita Caccamo intrigante, misteriosa ed adulatrice verso il lettore che, dopo aver letto questo breve concentrato di scrittura, si ritrova conquistato da una penna sagace, colta e dalla rara capacità umana di addentrarsi un in terreno letterario scivoloso, senza cadere vittima di retoriche o analisi superficiali.
Franco MicalizziDonna di grande fascino, Rita Caccamo è storica della sociologia come formazione; ha svolto ricerca in tal senso, per quasi due anni, negli Stati Uniti, dove ha poi pubblicato uno studio sulla città idealtipica americana. Negli ultimi anni si è occupata di moda e “stili di vita”: artisti di strada, giovani in rivolta, single rampanti, fondatori di “nuove” coppie. Tutti soggetti individuali e collettivi che condividono una forte dimensione di resistenza. Ha trascorso la sua vita lavorativa ai massimi livelli sia nell’aggiornamento professionale che nella docenza, occupandosi di argomenti che parlano a tutto tondo di Modernità e Post-Modernità. Interessi accademici e hobby personali si sono intrecciati spesso nel corso della sua professione. Uno per tutti: il viaggio come pratica di apertura, pausa dal lavoro, per potervi poi ritornare arricchiti di nuove esperienze.
Grande viaggiatrice nel mondo e soprattutto alla ricerca continua di “luoghi dell’anima”. E in Vergine Mediterranea. Un’ adolescenza remota di luoghi dell’anima se ne trovano tanti.
Lisa Bernardini
Presidente Occhio dell’Arte
Foto credits di Giovanna Onofri