Compleanno della SIAE nella Giornata Mondiale del Diritto d’Autore

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IL DIRITTO D’AUTORE FA VIVERE CHI CI FA SOGNARE #SIAE136

Abbiamo liberato la creatività: è la Giornata Mondiale del Diritto d’Autore e il 136° compleanno di SIAE

Roma, 23 aprile 2018. Questa mattina migliaia di palloncini* sono stati liberati nel cielo dell’Eur dal palazzo della Direzione Generale SIAE, in viale della Letteratura. È il modo con cui la Società Italiana degli Autori ed Editori ha scelto di celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, che coincide con la data di nascita di SIAE, che oggi compie 136 anni.

“Abbiamo scelto il palloncino come simbolo perché vola alto, come le emozioni – commenta Filippo Sugar, Presidente di SIAE. – È un oggetto semplice eppure capace di evocare la spensieratezza e la creatività. Ma anche un simbolo di fragilità, perché basta uno spillo per renderlo un involucro privo di vita. Così il diritto d’autore, che tutela tutti coloro che ogni giorno ci regalano emozioni, è messo a rischio dagli ‘spilli’ di chi non riconosce il lavoro degli autori”.

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Oggi come non mai è di importanza cruciale celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore. Il rischio, infatti, è di assistere alla incredibile affermazione del paradosso per cui corrispondendo meno diritti agli autori e agli editori si otterrebbe un aumento della produzione culturale.

Hanno ricordato l’importanza della creatività con la loro presenza premi Oscar come Ennio Morricone e Nicola Piovani, autori che hanno fatto la storia della canzone italiana come Mogol, e tanti autori e artisti tra i più amati, da Luca Barbarossa a Dori Ghezzi, da Paolo Fresu a Paolo Damiani, Mario Lavezzi, Riccardo Sinigallia, Franco Mussida, Piero Cassano in rappresentanza degli oltre ottantacinquemila associati SIAE che fanno grande ogni giorno la cultura italiana.

Con loro il Presidente di SIAE Filippo Sugar, il Direttore Generale Gaetano Blandini e il Presidente del Consiglio di Sorveglianza Franco Micalizzi, per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore e il 136° compleanno di SIAE, fondata a Milano il 23 aprile 1882, e numerosi autori, rappresentanti di tutte le generazioni della creatività italiana, per ricordare che il diritto d’autore fa vivere chi ci fa sognare.

Sono intervenuti al festeggiamento dando prova del loro entusiasmo e del loro talento anche i ragazzi del Dipartimento di jazz presso il Conservatorio romano di Santa Cecilia diretto dal M° Paolo Damiani.

Sono Vittorio Gervasi (sax tenore), Stefano Di Grigoli (sax tenore), Daniele Dominici (sax baritono), Vittorio Solimene (pianoforte), Fabio De Vincenti (chitarra acustica), Giordano Panizza (contrabbasso), Fabrizio Ferrazzoli (percussioni), Daphne Nisi (voce), Marta Alquati (voce), Laura Sciocchetti (voce) e Daniela Troilo (voce), che hanno omaggiato il Maestro Morricone e il Maestro Piovani eseguendo alcune delle loro più celebri colonne sonore, da C’era una volta un film a La vita è bella.

Fotografo ufficiale dell’evento è stato Massimo Sestini, vincitore del World Press Photo 2015.

Tutte le immagini e il video dell’evento sono scaricabili a questo link: http://www.massimosestini.it/archive/Slate.aspx?id=c33505dc-4235-4567-98d3-3c108f11547d

*tutti i palloncini utilizzati per realizzare l’evento sono ecologici e biodegradabili

Maria Rosaria Grifone

UFFICIO STAMPA

 SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori

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IL THRILLER “LA FUORIUSCITA” DI GIUSEPPE LAGO PRESENTATO A ROMA

 

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“La Fuoriuscita” di Giuseppe Lago si presenta a Roma 

Presentazione letteraria con curiosità e suspence,  per un fantastico  thriller psicologico uscito da poco nel  mercato e che affronta il tema della psicoterapia e dei suoi eccessi.

Psichiatra e psicoterapeuta, direttore dell’Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata (IRPPI) autorizzata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, Giuseppe Lago è uno scrittore e saggista da anni, autore di libri ma anche di numerosi articoli scientifici. Consulente per Skytg24, Tgcom e Virgin Radio, vive a Roma, dove opera come rinomato professionista. Nella scuola di specializzazione che a lui fa capo ha riversato la grande quantità di esperienze ed elaborazioni scaturite dai numerosi anni di lavoro clinico.

La sua ultima fatica è La Fuoriuscita, per la casa editrice Alpes : un thriller psicologico avvincente che affronta in modo particolarmente accurato il tema della psicoterapia e dei suoi eccessi.

Si potrà  assistere ad una presentazione del volume  il prossimo 12 APRILE alle ore 17.30 a ROMA, presso la libreria ARION di TESTACCIO, Piazza di S. M. Liberatrice 26. Oltre l’Autore, relatori per l’occasione saranno: Piero Sistopaoli, psicologo e psicoterapeuta; Stefano Cocci, giornalista  e scrittore; Chiara Scarpulla, psicologa e psicoterapeuta.

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In dodici capitoli, ne La Fuoriuscita il lettore ha modo di appassionarsi ad un viaggio nel mondo delle emozioni, degli affetti, delle dinamiche interpersonali. La trama di questo romanzo conduce il lettore nelle aree cruciali di un percorso che molte persone oggi ormai praticano, o perlomeno hanno praticato nella loro vita. Lo scenario ha qualche punto di contatto con la serie tv Intreatment, ma se ne distingue per la linea narrativa che presenta una vicenda complessa e avvincente, la quale nel finale si tinge di giallo e di risvolti inaspettati.

Le caratteristiche dei personaggi emergono nella storia, scritta con sapienza da Giuseppe Lago, attraverso la loro interazione. Il filo rosso del romanzo vuole riuscire a far confrontare, nella vicenda, un metodo di psicoterapia direttivo e oracolare – ormai superato perché intriso di elementi magici – e un metodo moderno, collaborativo e riflessivo, che è fonte di conoscenza e distante mille anni luce dalla taumaturgia di certi guru.

Nel romanzo La Fuoriuscita si intrecciano così a fondo il Giuseppe Lago professionista con il Giuseppe Lago scrittore che è impossibile non domandarsi quanta esperienza tratta dal vissuto ci sia in questa finzione letteraria, e quanto invece la fiction abbia tratto la sua linfa vitale da una casistica professionale nota.

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Tema attuale e moderno, prepotentemente emerso a fasi alterne dalle cronache giornalistiche del quotidiano, la parola setta richiama alla mente un luogo dantesco con pene psicologiche da scontare – a volte tremende – in cambio del miraggio di poter affidare le gioie, i pesi e le mancanze della propria vita a qualcun altro fuori da noi.

“Nessuno è libero se non è padrone di se stesso” – diceva Epitteto.

Questa non libertà,che allontana dal proprio io attraverso manipolazioni inconsapevoli esterne praticate dall’io di qualcun altro, è cio’ che Giuseppe Lago invita a rifuggire sostenendo un percorso psicoterapeutico di sostegno positivo per il bene del paziente e senza aggettivi, come ama sostenere nel suo Compendio di psicoterapia uscito qualche tempo fa, che è di fatto un saggio scientifico sulla materia, dove tenta di superare gli schemi del passato, togliendo gli steccati culturali che da troppo tempo limitano la terapia psicologica.

L’idea di un Compendio di psicoterapia nasce dall’esigenza di riorganizzare il campo controverso della psicoterapia, lasciando intravedere il disegno omogeneo di questa disciplina che, a prescindere dalle teorie, comincia a delinearsi sulla base di evidenze scientifiche ormai non trascurabili. Il professionista Lago propone nella sua vita lavorativa un percorso uniforme e condiviso per tutti gli psicoterapeuti, finalmente considerati professionisti di una pratica terapeutica non arbitraria o autoreferenziale, ma impostata secondo linee guida che emergono da ricerche inappuntabili e convalidate. Una psicoterapia, insomma, senza la gestione di appartenenze ideologiche e settarie, trasformate nel corso degli anni in paradigmi tra loro incompatibili, con il risultato della babele di indirizzi e della frammentazione in Scuole non assimilabili.

Ne La Fuoriuscita al lettore è offerto – attraverso la fiction – di conoscere un percorso narrativo all’interno del quale emergono le complesse dinamiche che si instaurano veramente tra paziente e psicoterapeuta, e che si rifanno all’esperienza psicoterapeutica e psichiatrica del medico Giuseppe Lago. L’essenza del racconto risiede nella riflessione su questa importante relazione, e di come essa possa modificare in bene o in male la vita intima e affettiva di chi si sottopone alle sedute. Attraverso le figure antitetiche dei dottori Livio Spada e Adele Lussari, Giuseppe Lago scrittore getta luce sulle differenze tra un percorso psicoanalitico incentrato sul benessere e l’equilibrio del paziente , e quello orientato a far emergere esclusivamente la personalità carismatica del terapeuta, divenuto guida spirituale e interessato solo a creare proselitismo e adorazione.

Con una prosa impeccabile, ricca di argomenti e spunti di riflessione, si alternano in La Fuoriuscita citazioni letterarie e cinematografiche con interpretazioni di tipo onirico. Il finale? Tutto da scoprire.

Giuseppe Lago dipinge con questo lavoro un ritratto estremamente attuale della fragilità umana e del bisogno di appartenere a un gruppo che possa legittimare la propria individuale esistenza; la forza oggettivamente indubbia a livello di plot del suo romanzo si nasconde nel trattare di argomenti di pertinenza psicologica senza interferire minimamente con lo scorrimento della vicenda narrata, che in realtà aumenta di pathos grazie all’abilità dell’espediente scientifico, e restituisce al lettore una vicenda appassionante, dalle tinte gialle, e dove si disvelano personaggi complessi in cui ognuno può trovare una parte di sé.

Appuntamento pertanto al prossimo 12 Aprile a Roma, per incontrare direttamente l’Autore e porgli domande per provare  a rivelare i tanti segreti di questo libro.

Ingresso libero.

Ulteriori info sull’Autore a:

www.giuseppelagoscrittore.it

www.facebook.com/giuseppelagoscrittore/

www.irppiscuolapsicoterapia.it/

www.facebook.com/compendiopsicoterapia/

https://www.facebook.com/psicoterapiairppi/

www.facebook.com/IRPPI-Istituto-Romano-di-Psicoterapia-Psicodinamica-Integrata-366147510100630/

www.facebook.com/menteecura/

OPEN DAY CON L’ARTISTA MARA BRERA

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Si svolgerà il 5 Maggio 2018 presso l’Associazione OROINCENTRI, nei locali di via Alberico II 37 a Roma, l’Open Day dell’artista Mara Brera dedicato ai laboratori artistici di nuova generazione applicati nelle strutture assistenziali che si occupano di fragilità. Mara Brera, pittrice e scultrice, espone dal 1986 in tutta Italia e nel corso della carriera assume esperienze in diversi campi d’applicazioni delle arti, dalla decorazione al restauro, dalla serigrafia industriale alla scenografia teatrale e televisiva. La sua passione per lo studio dell’uomo, e la naturale inclinazione ed empatia verso le persone affette dalle malattie della sfera cognitiva, la porta a sviluppare negli anni un metodo di laboratori artistici chiamato “Arte e Benessere”, in cui l’approccio multisensoriale dell’arte sia un valore aggiunto di serenità e benessere per quelle persone affette da patologie neurologiche invalidanti. Il metodo, basato sulle direttive dell’ultima ricerca nel campo medico di approccio alla persona fragile, si avvale principalmente di una linea guida di concezione olistica in cui l’uomo deve necessariamente essere considerato nella sua unità di corpo e spirito.
Per informazioni e prenotazioni all’evento scrivere  a marabrera@gmail.com

AIUTAMI BOXER RESCUE: CANI E PADRONI SI RIUNISCONO AL LAGO DI CASTELGANDOLFO

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EVENTO ECCEZIONALE: AIUTAMI BOXER RESCUE!!!
In arrivo specialissimo evento targato Aiutami Boxer Rescue.

Tutto il team di Aiutami Boxer Rescue invita a partecipare ad una giornata unica e spettacolare al ristorante I QUADRI di Roberta Carducci in via dei Pescatori, 21 a Castel Gandolfo. Il pubblico conoscerà la calda accoglienza, sulla spiaggia del ristorante davanti al lago, di Roberta, Cri, Alessia, Manu, Sara e Marina, che saranno felici di far trascorrere agli intervenuti una giornata emozionante con sorrisi, risate, musica e parole. Il tutto in compagnia dei vostri amici a quattro zampe. L’ottimo pranzo sarà il top di una giornata piena di eventi e sorprese: Anthony Peth da Gustibus LA7 ed Ambasciatore del Gusto; il corpo di ballo di “Antonio di Vaio” con uno spettacolo da togliere il fiato; la fotografa Marcella Pretolani presente per immortalarvi in un preziosissimo scatto d’autore “CHI SI SOMIGLIA SI PIGLIA” : verranno ritratte le varie similitudini fra i padroni ed i loro amici a 4 zampe.

Nel pomeriggio sarà premiata la coppia che avrà più voti e ad ogni partecipante sarà consegnata una stampa del ritratto.

Alcuni medici osteopati a disposizione potranno inoltre dare consigli di postura e movimentazione sia a bipedi che a quadrupedi, per chi fosse interessato.

Infine: incontro con lo sceneggiatore, regista e scrittore Marco Tullio Barboni.

Marco Tullio appartiene ad una illustre famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore. Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani; il padre Enzo, prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher, ha legato gran parte della sua fama a film interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone dei fagioli western. Frequentatore di set fin da bambino, ha proseguito la carriera familiare con caparbietà e notevole talento. Riflettori accesi, in questa occasione, sul suo “A spasso con il mago. Merlino e io” (Viola Editrice). Per ogni copia venduta, euro 5,00 saranno destinate all’Associazione Aiutami Boxer. Sarà disponibile all’evento anche il dvd del cortometraggio “Il grande Forse” diretto dal Barboni ed interpretato dal cane Merlino, con protafonisti “umani” Philippe Leroy e Roberto Andreucci.

Una lotteria con premi offerti dagli sponsor della manifestazione e lo sfavillante banchetto benefico coroneranno la giornata; l’incasso verrà devoluto all’associazione.

Il tutto in una cornice naturale da togliere il fiato, che vedrà la partecipazione attiva della Scuola Italiana Cani Salvataggio – S.I.C.S. con un mini-show di addestramento ed alcuni animali provenienti dal loro gruppo.

Cosa aspettate a prenotare?

Contattate Roberta Carducci al 3450323478 oppure scrivete a eventi.rescueboxer@gmail.com

Ufficio stampa evento a cura dell’associazione Occhio dell’Arte (referente Lisa Bernardini 347/1488234 – occhiodellarte@gmail.com)

IMPORTANTE PREMIO A MARCO TULLIO BARBONI CON “A SPASSO CON IL MAGO. MERLINO ED IO”

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Premio della giuria Città di Cattolica ed. 2018 al libro “A spasso con il mago. Merlino e io” (Viola Editrice) di Marco Tullio Barboni
Marco Tullio Barboni vincitore del Premio speciale  della giuria al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards X^ Edizione. 
La cerimonia  di premiazione  avverrà  sabato 14 aprile presso lo splendido Teatro della Regina; sarà un vero e proprio Gran Galà, ricco di eventi,  e vedrà la partecipazione di personaggi del mondo della letteratura e dello spettacolo. 
L’autorevole giuria che ha premiato il Barboni era composta da critici, autori, e da personaggi di spicco provenienti da vari settori culturali.
Marco Tullio Barboni, appartiene ad una illustre famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore. Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani; il padre Enzo, prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher, ha legato gran parte della sua fama a film interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone dei fagioli western. Frequentatore di set fin da bambino, è stato lui stesso regista e sceneggiatore, ed ha proseguito la carriera familiare con caparbietà e notevole talento.
Marco Tullio Barboni con Merlino
Uomo di profonda cultura e variegati interessi, vede il suo prossimo futuro come scrittore ed autore di nuovi testi teatrali, da tradurre anche in lingua inglese e magari da esportare in America. Il suo primo libro, “…E lo chiamerai destino” (Kappa Edizioni) in realta’, gia’  si trova tradotto ed immesso nel mercato americano.
Alla Casa del Cinema di Roma è avvenuto  il primo lancio ufficiale al pubblico del  libro premiato al Premio internazionale “Città di Cattolica”; è  il suo secondo lavoro letterario, edito da Viola Editrice e dal titolo; come anticipato, “A spasso con il mago. Merlino e io”.
Prefatto dal poeta e critico letterario Plinio Perilli, il volume si riaggancia ad un celebre corto (“Il Grande Forse”) diretto da Marco Tullio Barboni di qualche tempo fa, con Philippe Leroy e Roberto Andreucci tra i protagonisti “umani”, mentre protagonista a quattro zampe  della pellicola era il medesimo protagonista del libro “A spasso con il mago”: l’amato cane Merlino, oggi scomparso.
Dalla vicenda reale di Merlino a quella letteraria, Barboni ha l’intenzione di rendere eterno, parlandone,  il ricordo dell’amore provato per il suo animale, e che riguarda tutti gli  indissolubili legami similari che chiunque abbia posseduto un animale puo’ capire; attraverso una passeggiata onirica che ricalca la passeggiata che Marco Tullio  e Merlino hanno fatto ogni sera per anni, si snoda una vicenda magica ed incantata, che commuove e fa riflettere, e aiuta a ritrovare  un legame a tutti gli effetti d’amore, anche solo attraverso un sogno lucido come descritto nel libro.
Marco Tullio Barboni con il critico Plinio Perilli
Una vicenda d’amore che ha colpito al cuore evidentemente  anche i giudici del Premio.
Marco Tullio Barboni è stato recentemente  tra i  vincitori del prestigioso Premio Apoxiomeno 2017 a Firenze.
Il sito di Marco Tullio Barboni: marcotulliobarboni.com
Ufficio stampa: Associazione culturale Occhio dell’Arte
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Lo stile inconfondibile di Gino Di Prospero

GINO DI PROSPERO_foto scattata da LiSA BERNARDINI
Reduce da una permanenza di due mesi in America, Gino Di Prospero possiamo dire a gran voce che è diventato oramai un artista internazionale e non solo una eccellenza del nostro Paese.
Nato a S. Felice Circeo (LT), Gino fin da giovanissimo ha rivelato una forte attitudine alla pittura, frequentando assiduamente con impegno e regolarità  nei primi anni settanta le botteghe dei vari artisti romani, tra i quali spicca il nome del maestro Tornabuoni con il mitico studio in via dei Riari. E’ di quel periodo la prima mostra allestita a Terracina, alla quale fanno seguito numerose personali e collettive,  nonché la partecipazione a varie estemporanee sia nel capoluogo pontino che altrove.  Gino Di Prospero, nella prima fase della sua vita artistica, predilige soggetti legati all’Estremo Oriente . Una scelta dettata dall’empatia che si è immediatamente stabilita fra il suo temperamento cordiale, espansivo , anche sanguigno,  e le luci calde, le pastosità cromatiche di quegli scenari.
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Con il passare degli anni, incomincia poi una fase di studio e di ricerca, e le sue tele, con soggetti ancora orientali, incominciano ad essere  colpite di luce velata come se l’artista cercasse di dare movimento a ciò che crea. Il figurativo si scompone in una forma di astrattismo, le luci e le forme acquistano vibrazioni tali da non essere più statiche e tutto ciò che viene rappresentato sulla tela diventa energia.
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 Con la pubblicazione del suo catalogo “I colori dell’anima”  2008/9, l’artista avverte una spinta interiore, una trasformazione che si manifesta con  evidente esplosione di colore,  gestualità cromatica, energica, decisa, che aumenta sempre di più, quando rappresenta principalmente soggetti con il mare e dintorni, rievocando  ricordi d’infanzia, con suggestioni di rive dove trascorreva intere giornate.
Le tele del mare vengono presentate al pubblico  senza cornice, libere: del resto, come si può ingabbiare il mare?
Le forme sulla tela  escono con forza,  ricche di colore; attraggono e coinvolgono i soggetti e tutto ciò che li circonda. Una forza pittorica che esce  dall’artista in maniera irrefrenabile ed aumenta ogni giorno sempre di più,  anche a seguito della Triennale di Verona a cui partecipa e dove  vince il Primo Premio della critica assegnato dalla commissione a cura del Prof. V. Sgarbi.
Di Prospero vive e lavora a Latina e si esprime nel suo  laboratorio,  dove si ritira per dare forma a  sensazioni ed emozioni, ma sempre piu’ viaggia in lungo ed in largo per la Penisola. Dopo il viaggio americano,  molti i contatti stabiliti all’estero, dove vuole tornare per affermare anche lì il suo stile unico, ed inconfondibile.
Maggiori info a www.diprosperogino.it 
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DISEGNO FANTASY: LA REGINA E’ DANIELA PRATA

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Il suo nome è iniziato a circolare negli ambienti artistici nel 2016. Per Daniela Prata si preannunciava già da allora un futuro come disegnatrice : così è stato, e di tempo ne è passato in realtà poco. Siamo nel 2018 e numerose sono state le mostre personali e le sue partecipazioni a collettive tra Roma e provincia; qualche passaggio anche fuori regione, a Spoleto, e finanche nella splendida costiera amalfitana. Il viaggio piu’ lungo per i suoi disegni è approdato nella bella Sicilia, al Premio Nazionale Musa d’Argento, dove ha anche ricevuto un riconoscimento dal Prof. Luca Filipponi, ospite d’onore della manifestazione, per la capacità di utilizzo della tecnica della grafite.

La copertina del CD Sirene di Franco Micalizzi

Talmente brava che l’ha notata poi il M° Franco Micalizzi, vero e proprio  pezzo di storia della musica italiana per film: compositore e direttore  d’orchestra, autore di tante colonne sonore di successo a partire dagli anni ’70 (Lo chiamavano Trinità L’ultima neve di PrimaveraLupin IIIRoma a mano armataNapoli violentaItalia a mano armata…), stimato anche da un regista del calibro di  Quentin Tarantino che ha utilizzato i suoi temi in vari film da lui diretti come Grindhouse A prova di Morte e Django Unchained. Nel suo ultimo CD, Sirene, Micalizzi ha scelto proprio la talentuosa Daniela per disegnare la copertina. E non è faccenda che capiti tutti i giorni ad una autodidatta che si sta facendo conoscere solo per l’indubbio talento.

ALLEGATO B

“Donna (leone, leonessa) nei quattro elementi”. Tecnica: Matite e pastelli acquerellabili

Reduce dal suo ultimo successo all’evento romano Culture a confronto: l’italia omaggia l’Egitto, dove è stata  premiata dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica d’Egitto, si puo’ affermare con certezza che Daniela Prata è divenuta una garanzia in campo artistico.

Tante le curiosita’ su di Lei e la sua Arte. Donna giovane, bella, solare. Alla soglia dei 40 anni puo’ affermare con orgoglio che la maggior parte li ha  spesi a disegnare, in una lunga gavetta che le è servita per incamerare tutto cio’ che ha trovato nei vari mondi fantasy da lei immaginati.  La sua prima matita in mano quando era una bambina ed aveva da poco iniziato a parlare. Nella sua quotidianità,  tante le passioni che la animano: il grande amore per i libri, ad esempio, che l’ha portata ad intraprendere un brillante percorso di studi cum laude, culminati con un Master in “Diagnosi e trattamento dei disturbi e delle difficolta’ di apprendimento”. Insegnante in una Scuola Primaria dell’Urbe, è anche iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio; l’insegnamento e l’indagine dell’animo umano sono pertanto aspetti che a lei piace indagare. Daniela sta specializzandosi in molteplici lavori su commissione, nei quali traspare tutta la sapienza degli studi psicologici intrapresi, che le permettono con uno stile incofondibile di far affiorare dal nulla tratti distintivi che denotano figure che non vivono di vita propria, ma di reale hanno tutte le sembianze.

ALLEGATO A

“Verso la luce. Donna, simboli e antichità d’Egitto che mutano”. Tecnica: Matite e pastelli acquerellabili

Quando disegno mi sento in pace, felice – dichiarava Daniela agli esordi “La matita rappresenta l’appuntamento sacro con me stessa; ogni volta che l’afferro per farla danzare sul foglio, rinnovo questa sorta di fedelta’. I periodi in cui, per un motivo o per un altro, non riesco a disegnare, io li vivo come un tradimento nei confronti della mia anima. Divento molto irritabile, e percepisco di non volermi abbastanza bene”.

Oggi Daniela continua a dire: “Se non disegno ogni minuto libero, sto fisicamente e mentalmente a disagio. Per me, disegnare è una necessità e non una possibilità tra tante“.

Daniela continua a rincorrere giorno dopo giorno il tratto “perfetto” per lei, che significa rincorrere il concetto della Bellezza che lei ha in mente come una ossessione.

ALLEGATO C

“Maternità”. Tecnica: Matite e pastelli acquerellabili

A sostenerla in questa passione, che e’ diventata sempre piu’ anche un secondo lavoro, non possiamo non citare Mauro, il suo paziente compagno, e sua figlia Nicole, che promette di avere lo stesso talento della mamma.

Per contatti diretti con Daniela, scrivete all’indirizzo mail occhiodellarte@gmail.com  dell’Associazione culturale Occhio dell’Arte che promuove da tempo la sua indagine artistica e crede fermamente nelle sue potenzialità; oppure all’indirizzo mail prata.daniela@yahoo.it

Daniela Prata ha anche un profilo social ed una pagina facebook (Daniela Prata Disegnatrice)

Lisa Bernardini