RACCOGLIE CONSENSI “DIAMANTI E STRACCI” IL BRANO DI NICOLETTA SCARPINELLA per L’ACCETTAZIONE DELL’OMOSESSUALITA’ – di Sara Lauricella

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Raccoglie immediatamente consensi ed ha già superato le 4000 visualizzazioni il videoclip del brano “Diamanti e stracci”, prodotto e cantato da Nicoletta Scarpinella in cui l’artista vuol affrontare il tema della libertà e dell’affermazione di se nell’ambito dell’omosessualità.

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L’artista è bendata perché non si accorge della realtà, ma quando si scopre ha la necessità di raccontare per sensibilizzare “gli altri”. Lui, un uomo che si sente “incatenato” in un ruolo, in una sessualità che non lo rispecchia più, gli altri “maschere bianche” che si fermano all’apparenza e che vogliono vedere solo l’apparenza. E per Lui diventa sempre più difficile “guardarsi allo specchio” ed accettarsi nella propria totalità, finchè non decide di “rompere le catene” e di uscire allo scoperto, di esporsi, di liberarsi… per poi scoprire che l’accettazione ……

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Nicoletta canta con passione questo brano forte e molto attuale.  Edizioni Vyolet Music, Actor performer Massimiliano Lavanga (già conosciuto da noi amici di #differevent per aver vinto nel febbraio 2017 il premio “Inedito Doc”). Dopo il video proponiamo il testo del brano per una miglior comprensione del testo

https://www.youtube.com/watch?v=FUc5SpCOP5A&sns=em

 

 

Diamanti e stracci, nuvole e sole Polvere nera e chiare stelle Piccoli squarci d’illusione Siamo noi Come chiunque ambisca al calore Ma quanta strada amore… Ti ricordi quando noi Intrecciavamo le nostre radici Al riparo da occhi nemici Solo il buio complice E ostile la luce del sole Ma quanta strada amore… Eppure siamo ancora qui Sopravvissuti ad intimidazioni Sbagliate educazioni! Diamanti e stracci, nuvole e sole Polvere nera e chiare stelle Piccoli squarci d’illusione Siamo noi Come chiunque ambisca al calore Ma quanta strada amore…

IMG-20180412-WA0007Ti ricordi quando noi In stanze nere senza finestre Di un mondo invisibile Ci fondevamo in una verità Con l’apparenza incompatibile Agli altri incomprensibile… Eppure siamo ancora qui Sopravvissuti a processi sommari Pubbliche esecuzioni! Diamanti e stracci, nuvole e sole Polvere nera e chiare stelle Piccoli squarci d’illusione Siamo noi Come chiunque ambisca al calore Ma quanta strada amore… Diamanti e stracci… Ma quanta strada ancora Noi la faremo insieme… Insieme! Diamanti e stracci Nuvole e sole… Con la neve sui capelli E le nuvole negli occhi E qualche ruga in più sul cuore Una per ogni “sbagliato” amore Umidi prati in festa Dopo la tempesta Verdi come tasche piene solo di speranza E grandi giorni spalancati Meraviglie in fiore Come chiunque ambisca all’amore!… …Ma quanta strada ancora

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L’ACCETTAZIONE DELLA DIVERSITA’ IN “AMOR MIO” AL TEATRO “ALTRO SPAZIO”

locandina-Amor-mio-768x432AMOR MIO

scritto da Simone Sibillano

con
Simone Sibillano
Brunella Platania
Chiara Di Bari

con la partecipazione straordinaria della voce di Teo Achille Caprio

costume make up e consulenza drag K.B. Project

regia di Simone Sibillano  Simone Sibillano
27/28/29 aprile
Altro Spazio Via Tiburno 33 Roma

Info e prenotazioni:
altrospazioinfo@gmail.com
Line Up 3939075005

Orari:
venerdì e sabato ore 21:30
domenica ore 18:30

Prezzo.
€15 + 2 euro (tessera soci)

Dopo “Antonietta e Gabriele”, storia di una esclusione di due anime diverse eppure tanto simili nella Roma degli anni ’30, dalla penna di Simone Sibillano nasce “Amor mio”
Siamo negli anni ’70 e l’accettazione della diversità è ancora difficile.

Sul palco accanto alla grintosa coppia costituita dai ben noti cantattori Simone Sibillano e Brunella Platania si unisce la talentuosa performer Chiara Di Bari.

I brani dello spettacolo segnano l’epoca in cui si svolge la storia:da Patty Pravo, Lucio Battisti a Mina, Charles Aznavour e brani spagnoli come “Gracias a la vida” e “Historia de un amor”.

Amor mio

E’la storia di un en travestì che sta per avere il suo debutto che vi racconteremo.
Un camerino, un palco, un pubblico in febbrile attesa: tra poco “il travestito” di cui tutta la città parla si esibirà. Un momento di divertimento per un pubblico eterogeneo che, nonostante il vento di libertà che spira in quegli anni ’70, si diverte al doppiogiochismo dell’ambiguità.

Brunella Platania (2)
Del resto tutto è ambiguo nell’Italia anni ’70, in pieno fermento multiculturale, intriso di spirito di libertà, di trasgressione, di lotte politiche, libertà nei costumi, nei colori, nelle mode.
E non è tutto le donne diventano protagoniste complice il movimento di liberazione delle donne.
Un vento di novità che soffia attraverso la musica non solo made in USA ma anche quella che accompagna lo scorrere di chi è giovane in quel crocevia della storia: Battisti, Mina, Aznavour…
Mentre il mondo cambia, lui “il travestito” continua a vivere il doloroso dramma dell’esclusione, lui il marginale della storia e della vita. Quel palco, l’apertura di quel sipario appaiono come la sua possibilità. L’unica, forse l’ultima. Con lui una giovane donna, una francese che è la sua forza e un’ombra la madre con un carico di insopportabile dolore.
Un travestito, un essere umano in perenne apprendimento esistenziale, disperato equilibrismo di cuore e sentimenti, sempre in bilico tra il rifiuto e la precaria accettazione, una ricerca disperata di radici, in un continuo doloroso chiedersi il senso di quella vita che pure deve vivere, giorno dopo giorno, testa alta e cera nelle orecchie come Ulisse. Ma le Sirene che lo circondano non cantano amore e non intrecciano trame di reti nelle quali sarebbe dolce perdersi e addormentarsi come in un grembo di madre. Quelle Sirene non vivono il gioco di una sessualità negata, ma gridano e sputano veleno, deturpando nel profondo chi la sua vita in tacchi a spillo e abiti scintillanti vorrebbe solo viverla, sulla scena e in disparte. Una intima, profonda, incorrotta innocenza violata dal fango di chi si arroga la normalità: il solito vecchio scandalo della storia che si ripete da diecimila anni.
Uno scandalo che il travestito, conosce, indifeso: l’abbandono e il tradimento, il peggiore, quello che sua madre scrive sulla sua pelle bambina con la punta di un pennino che intinge nell’inchiostro nero e denso del rifiuto. Con quell’inchiostro al veleno lui scrive un doloroso amore: in un intreccio fra gioco, travestimento e ricerca di affettività. Il rifiuto di una donna troverà, forse,compensazione nella accettazione piena e incondizionata dell’altra donna.
Maria Laura Platania

Chiara Di Bari
Per sostenere la realizzazione di questo spettacolo, è ancora aperta la campagna di crowdfunding sul portale Indiegogo a questo link https://www.indiegogo.com/projects/amor-mio#/

Video crowdfunding a questo link
https://www.youtube.com/watch?v=hLY5fIA9TZo&feature=youtu.be