KUMI AND THE TRIUMPH OF LOVE IL NUOVO DISCO DELLA CANTANTE ITALO-GIAPPONESE

Cover disco_bKUMI

 

Il 5 aprile esce

 

KUMI AND THE TRIUMPH OF LOVE

IL NUOVO DISCO DELLA CANTANTE ITALO-GIAPPONESE CHE HA DUETTATO CON FRANCO BATTIATO E HA SUONATO AL FIANCO DI ARTISTI DEL CALIBRO DI

DEEP PURPLE, JEFF BECK, JETHRO TULL, GARY MOORE, ANI DIFRANCO, STEVE LUKATHER, VASCO ROSSI, BOB GELDOF, GOTTHARD

Da venerdì 5 aprile sarà disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming “KUMI and the Triumph of Love” (Routenote.com) il nuovo disco della cantante italo-giapponese Kumi, che nella sua carriera ha duettato (e ha partecipato al tour) con Franco Battiato, è stata in tour con Ani Difranco e Deep Purple ed ha aperto i concerti di artisti del calibro di Gary Moore, Jeff Beck, Jethro Tull, Steve Lukather, Vasco Rossi, Bob Geldof e Gotthard. L’anno scorso ha vinto il FIAT Music Tour 2018 organizzato da Red Ronnie e Fiat Music.

KUMI

“KUMI and the Triumph of Love”, è un disco alternative soul registrato tra Londra e Milano. L’album si sviluppa su diversi piani sonori mettendo insieme violoncello, pianoforte, chitarra, basso ed un tappeto ritmico creato da batterie, da suoni elettronici e da loop con i quali Kumi si diverte a giocare sia con parole, destrutturandone il significato, che con suoni inusuali (Dalla cipolla affettata in “Your Favorite Toy”, ai comuni suoni che si possono sentire – uova, frusta – mentre si prepara una ricetta come in “Je Voudrais Vous Dire Je t’Aime”, fino ai suoni di una foresta in “Restin’ Time”). Le melodie e gli arrangiamenti risaltano il colore e il timbro della voce di Kumi.

«Il mio mondo vuole andare oltre tutti i confini: territoriali, culturali e linguistici e musicali ed è anche popolato da suoni atipici. – commenta la cantante italo-giapponese – Ho voluto al mio fianco musicisti amici che stimo molto per creare un alternative soul pieno di ritmo, che affonda le sue radici vocali nella sensibilità rock distillata attraverso le jazz and blues torch songs.»

KUMI Cristina Watanabe è una cantante, autrice, sound-designer italo-giapponese cresciuta tra Germania, Messico, Giappone, Francia e Italia e suona il pianoforte e la batteria. Scrive oltrepassando ogni confine linguistico/culturale con brani che spaziano tra inglese, francese, italiano, giapponese e spagnolo. Gli ultimi undici anni trascorsi a Londra hanno contribuito ad accentuarne la sua creatività. In Inghilterra gli storici speaker Tom Robinson su BBC  6 Introducing e Gary Crawley su BBC LONDON hanno più volte passato alla radio i suoi brani. Nella sua carriera, tra i numerosi concerti, ha aperto gli spettacoli di: Gary Moore, Jeff Beck, Jethro Tull, Ani DiFranco, Deep Purple, Steve Lukather, Vasco Rossi, Bob Geldof e Gotthard. Ha duettato con Franco Battiato nell’album “X Stratagemmi” (Sony music) accompagnandolo nel tour Europeo del quale è stato registrato il DVD live “Un soffio al cuore di natura elettrica” (Sony music). KUMI scrive anche musica per visuals, pubblicità televisive e spettacoli teatrali.

 www.routenote.com

Ufficio Stampa KUMI: Ufficio Stampa GPC – Gaetano Petronio 3491345575 gaetano@ufficiostampagpc.it

Annunci

COCKTAIL BAR Storie jazz di Roma, di note, di amori alla Casa del Cinema

Lunedì 4 Febbraio 2019
Ore 17:30

COCKTAIL BAR
Storie jazz di Roma, di note, di amori

Un documentario di Stefano Landini Toni Lama 

Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1 (Villa Borghese) – Roma
Ingresso da Piazzale del Brasile, Parcheggio di Villa Borghese

Ingresso gratuito

A seguire concerto jazz con:
Alessandro Marzi – batteria
Luca Pirozzi  – contrabbasso
Aldo Bassi – tromba
Gianni Savelli – sax tenore
Massimo Fedeli  – pianoforte
Nel 1971 il principe Pepito Pignatelli, malato di jazz ed eccentrico personaggio, assieme alla bellissima moglie Picchi aprì uno dei più importanti locali europei, ritrovo internazionale di musicisti che poi scrissero la storia del jazz, nonché luogo-fucina di fermenti letterari, sociali e musicali che segnarono il costume degli appassionati e non solo: il Music Inn.
In questa cantina umida passarono i più grandi, come in nessun altro jazz club in Italia: da Chet Baker a Bill Evans, da Charlie Mingus a Dexter Gordon, da McCoy Tyner a Philly Joe Jones e Max Roach, in un elenco infinito che ha cambiato intere generazioni.
La sua storia, unica alla pari dei suoi proprietari, viene ora raccontata in Cocktail Bar – Storie jazz di Roma, di note, di amori, un documentario con la regia di Stefano Landini e Toni Lama, che ne ripercorre, insieme a numerosi testimoni di quel tempo, le vicende e i percorsi contestualizzati. Artisti come Giovanni Tommaso, Renzo Arbore, Pupi Avati, Bruno Biriaco, Franco D’Andrea, Antonello Salis, Roberto Gatto, Adriano Mazzoletti, Amedeo Tommasi, e molti altri che parteciparono attivamente a quel vissuto, rappresentano – grazie ai loro vivi ed affettuosi ricordi – le complesse trame di uno spaccato d’epoca, qui condito dalla colonna sonora originale firmata da Massimo Fedeli ed intriso di passione e nostalgia per un’affascinante avventura musicale che sfortunatamente ebbe un triste e tragico epilogo, ma che resta sempre e comunque viva nella memoria di quanti hanno amato ed assaporato la musica jazz del periodo d’oro.
Dopo la preview alla  Festa del Cinema di Roma 2018, il dcumentario sarà riproposto il 4 febbraio alle ore 17,30 alla Casa del Cinema di Roma, seguito da un concerto dell’ensemble jazz guidato da Massimo Fedeli che interpreterà dal vivo le atmosfere musicali del periodo, con Alessandro Marzi alla batteria, Luca Pirozzi al contrabbasso, Aldo Bassi alla tromba, Gianni Savelli al sax tenore e Massimo Fedeli al pianoforte.
COCKTAIL BAR
Storie jazz di Roma, di note, di amori
Durata:1h18min
Un documentario di Stefano Landini e Toni Lama
Prodotto da Stefano Landini e Roberto Gambacorta
per LCN srl
Montaggio: Stefano Landini
Musica originale: Massimo Fedeli

FB: https://www.facebook.com/docjazz.it/

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

**********

 

Il Principe Pepito Pignatelli e il Jazz
Principe del S.R.I.,  XVI  principe di Castelvetrano,  XVI principe di Noja,  XVIII duca di Monteleone,  XVI duca di Terranova,  XVIII marchese di Cerchiara,  XVI marchese di Avola  e marchese di Caronia: questi i titoli ereditati da Giuseppe Pignatelli e Molyneux , detto Pepito, nato a Città del Messico il 9 ottobre 1931 e meglio conosciuto come pianista e batterista jazz, nonché fondatore dello storico “Music Inn” di Roma.
Mecenate senza quattrini che ai suoi titoli tuttavia preferiva Charlie Parker e Dizzy Gillespie, Pepito coltivò fin da bambino la sua passione per la musica, alimentandola in modo fin quasi estremo, ma comunque coraggioso e intraprendente e realizzando alla fine degli anni Sessanta il suo sogno di aprire un locale dove poter ascoltare i suoi musicisti preferiti, all’interno di uno scenario jazzistico romano ancora acerbo.In sua compagnia c’era la moglie Maria Giulia Gallarati, detta Picchi, sposata nel 1959 e anch’essa appassionata di musica jazz.
Su modello del FolkStudio nacque così nel 1969 il Blue note, in via dei Cappellari, che, privo di licenza per somministrare alcolici, non ebbe lunga vita ma riuscì in poco tempo ad ospitare musicisti come  Jean Luc Ponty, Phil Woods, Johnny Griffin e Dexter Gordon.
Due anni dopo, Pepito individuò un altro locale, in largo dei Fiorentini, alle spalle di via Giulia: si trattava di una cantina abbandonata che rilevò dall’Arciconfraternita e che inaugurò, dopo molte vicissitudini e ritardi burocratici, diventando in poco tempo il luogo di riferimento del jazz romano e la palestra per un’intera generazione di jazzisti italiani. Qui suonarono i giovani Massimo Urbani,  Maurizio Giammarco, Danilo Rea, Roberto Gatto, Enrico Pieranunzi, Antonello Salis, e i colleghi più maturi Giovanni Tommaso, Franco D’Andrea, Gegè Munari, insieme a mostri sacri internazionali quali Dexter Gordopn, Johnny Griffin, Chet Baker, Mal Waldron, Charles Mingus, Bill Evans, Elvin Jones, Ornette Coleman, Steve Lacy, Mal Waldron, Gato Barbieri.
Tra sacrifici ed amore, con un entusiasmo capace di superare ogni difficoltà, la coppia principesca mise in carreggiata un locale fumoso, con le salette scavate nel tufo e le panche di cemento armato, che non rappresentava un semplice jazz club ma  un cenacolo di artisti che regalava profondi momenti di rispetto, fascino e insegnamento per chi la musica, oltre a masticarla, la voleva vivere da vicino. Una casa ricca di aneddoti che ha ispirato la ripresa musicale di Chet Baker ed ha ospitato il giovane e squattrinato Gato Barbieri; che è stata testimone di memorabili nottate regalate alla inquieta generazione romana degli anni ‘ 70 con le performance dal vivo di Miles Davis, Charles Mingus ed Elvin Jones, tanto per ricordarne alcuni…
Alla tragica e prematura morte dei due proprietari, avvenuta rispettivamente nel 1981 per infarto (Pepito) e 1992 per volontario soffocamento (Picchi),  il locale – nonostante molteplici gestioni e tentativi – non è mai riuscito a tornare ai livelli dell’eta d’oro del jazz ed è diventato – come proclama il titolo del documentario di Stefano Landini e Toni Lama, un tradizionale “cocktail bar”.

SARA DELLA PORTA “THE SPIRAL QUARTET” on web dal 25 gennaio

cover sara della porta_the spiral quartetSARA DELLA PORTA

“THE SPIRAL QUARTET”

in tutti i negozi e piattaforme digitali dal 25 gennaio 2019 

(Alfa Music)

Esce venerdì 25 gennaio “The Spiral Quartet” (distr. Alfa Music) il secondo album della cantante jazz Sara Della Porta.
foto sara della porta hutchinsonEntrare a contatto con le opere di un grande compositore come Mulgrew Miller è stato un privilegio senza pari – racconta SaraQualche anno fa ho avuto la fortuna di prendere parte ad un workshop dove ho cantato nella Big Band diretta da Roy Hargrove, il quale mi ha introdotta alle composizioni di Mulgrew Miller.

Questo è stato l’esordio, l’evoluzione e la nascita di questo progetto, vissuto con cura e, al contempo, col timore di approcciare un mondo di suoni e colori così ricco, complesso e completo.

Quest’album è il risultato del cammino iniziato molto tempo fa e che ha fatto di me una musicista. Dare voce e musica, ascoltare ciò che rimane impresso e proporlo a voi è l’anello finale del viaggio che oggi vi raccontiamo”. 

 
Il disco sarà presentato, live, il 25 e 26 gennaio all’AlexanderPlatz Jazz Club di Roma.
Il progetto nasce dalla voglia di vivere la musica attraverso l’intreccio e l’avvicendarsi delle voci dei diversi strumenti, i quali, esprimendo la narrazione, tengono costantemente vivo uno degli aspetti fondanti del jazz che é il reciproco ascolto. La scelta del repertorio e la stesura degli arrangiamenti avviene attraverso scelte condivise e con una coralità di intenti che fa da specchio all’anima del gruppo, che si propone quindi come un vero e proprio ensemble, nel quale vivono al contempo apertura e libertà espressiva.

La voce di Sara Della Porta è ricca di duttilità, agilità, creatività e controllo dello strumento e si intreccia nel dialogo con la raffinata tromba di Raynald Colom. La sezione ritmica vede al pianoforte Andrea Rea, pianista ricco di sensibilità, duttilità e disinvoltura nell’approccio verso le molteplici espressioni del jazz, doti queste che lo accomunano al bassista, Daniele Sorrentino, figlio d’arte, e artista dotato di un fraseggio profondamente cantabile e solido.
Alla batteria la maestria di Gregory Hutchinson che, ancora una volta, si mette a servizio della musica e di giovani musicisti che sostiene con impegno e passione. Il suo contributo come parte attiva del gruppo, regala un tocco di magia e permette alla musica di danzare sul velluto e di esprimersi in tutte le possibilità che l’arte del tempo possiede.
Il repertorio scelto, parte dalla comune passione per il grande pianista, recentemente scomparso, Mulgrew Miller.
Oltre alle sue indiscutibili doti pianistiche, Mulgrew Miller è stato autore di una musica densa di tutte le esperienze e le preziose collaborazioni che ha avuto durante la sua vita, da Woody Shaw, al grande Art Blakey e i Jazz Messengers, passando per Tony Williams e Betty Carter. Miller ha poi proseguito il suo percorso iniziando a suonare e a registrare la sua musica, che lo Spiral Quartet restituisce nella sua performance attraverso un percorso fatto di arrangiamenti e testi originali. Su questa stessa linea di aperture e spazi, si snoda il resto del repertorio, che viaggia dalle sonorità Coltraniane, dove la melodia e la modalità occupano un posto fondante, fino agli arrangiamenti di Andrea Rea di alcuni standards della canzone americana e del repertorio più propriamente jazzistico.
sara della porta hutchinsonTrack List:
1. WINGSPAN –  feat. Raynald Colom

2. SECOND THOUGHTS  –  feat. Logan Richardson
3. CAROUSEL
4. DRIFTIN’
5. INCEPTION
6. SPEAK NO EVIL
7. IN A SENTIMENTAL MOOD
8. HAND IN HAND
9. RESOLUTION

10.SAMBA D’BLUE – feat. Daniele Cordisco & Walter Ricci

Biografia

Intraprende gli studi vocali presso il Conservatorio di S. Cecilia a Roma e prosegue gli studi col M° Margaret Baker. Si laurea col massimo dei voti e menzione al merito, presso il Conservatorio L. Refice di Frosinone, in Canto e Musica Antica. Ha conseguito il “Certificat Superieur” presso il Conservatorio di Neuchatel, in Svizzera, sotto la guida di Rosa Maria Meister dove si specializza nel repertorio del primo barocco e in quello lideristico dell’800 e del ‘900 tedesco.
Studia il linguaggio jazzistico, approfondito presso la Saint Louis Academy di Roma, e con le figure di maggior spicco del canto jazz internazionale quali Cinzia Spata, Maria Pia de Vito, Mark Murphy, Roger Treece, Rhiannon.
Studia il linguaggio dell’improvvisazione jazz col pianista Ramberto Ciammarughi presso il Centro di Formazione e produzione artistica “l’Ottava”. Prende parte all’edizione del Fara Music Fest 2011 e 2013 in qualità di assistente ai corsi di strumento. La ricerca sul suono e sull’improvvisazione viene realizzata nell’ambito dell’ensemble “Machine Project”. Il lavoro discografico prevede la collaborazione di prestigiosi featurings come Fabrizio Sferra, Javier Girotto, Francesco Puglisi. Ha all’attivo diverse collaborazioni in formazioni che vanno dal duo a quintetto.
Attualmente insegna canto presso il Centro di produzione e formazione artistica “l’Ottava”.
Facebook: @saradellaportah Instagram: @saradellaportah  Twitter: @saradellaporta Web: saradellaporta.com

Ufficio​ Stampa: Luca Giudice lucagiudice@hotmail.it  Daniela Turchetti turchesia@gmail.com

CAPODANNO A ROMA GLI EVENTI IN ESTERNA

BUON INIZIO!

 

Image
Image

Tutti in festa il primo gennaio con la

ROME PARADE!

Il primo gennaio alle ore 15,30 vi aspettiamo in piazza del Popolo a Roma per festeggiare insieme il nuovo anno a ritmo di musica con 20 tra le più entusiasmanti e prestigiose marching bands da USA e Italia!

Due ore di assoluto divertimento nelle principali strade del Tridente romano!!!

Facebook Twitter YouTube Instagram
Image

E il 2 gennaio doppio concerto alla Galleria Nazionale e alla Basilica di S. Giovanni dei Fiorentini con le migliori formazioni sinfoniche, jazz e cameristiche delle high school statunitensi!

Ore 18

Galleria Nazionale d’Arte Moderna

Sala della Guerra

Viale delle Belle Arti, 131, 00197 Roma

Shawnee Mission East High School Wind Ensemble

Shawnee Mission East High School Jazz Band

 

Ore 20

Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini

Via Acciaioli, 2, 00186 Roma RM

Lambert High School Chorus & Chamber Orchestra

Shurr High School Spartan Legion

Image

Un evento organizzato da DESTINATION EVENTS, leader di settore nella creazione di spettacoli europei all’aria aperta

Image

RESTATE CON NOI ANCHE NEL 2019

seguendo e partecipando a nuove entusiasmanti iniziative culturali!

e da oggi online il nuovo sito in inglese

http://www.elisabettacastiglioni.com/

Facebook Twitter Google+ LinkedIn YouTube Pinterest

STEFANO DI BATTISTA feat NICKY NICOLAI Quintet a Capodanno all’ALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB_ROMA

© Piergiorgio PirroneALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB_ROMA

Per festeggiare l’arrivo del nuovo anno lunedì 31 dicembre all’Alexanderplatz Jazz Club: “STEFANO DI BATTISTA feat NICKY NICOLAI Quintet”.
Sul palco dello storico locale romano, saliranno: Nicky Nicolai alla voce, Stefano Di Battista al sax, Dario Rosciglione al contrabbasso, Gegè Munari alla batteria e Andrea Candela al piano. 
 

Cena + spettacolo: Info e prenotazioni: prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com – tel. 06 83775604

Nicoletta “Nicky” Nicolai nasce a Roma da genitori estranei all’ambiente artistico ma fin da bambina comincia ad amare la musica appassionandosi al canto durante l’infanzia trascorsa nel paese di Nespolo in provincia di Rieti. E’ proprio da qui che comincia ad esprimere la sua passione per il canto entrando nel coro della chiesa, come nella migliore delle tradizioni dei cantanti soul e gospel afro-americani. Nel 2001 insieme al sassofonista Stefano Di Battista scrive il brano “Roma io senza te”, colonna sonora di un video commissionato dal sindaco Walter Veltroni per la promozione nel mondo dell’immagine della capitale. Nel 2002 Nicky Nicolai partecipa alla rassegna “Le Signore del jazz” al Teatro dell’Opera di Roma insieme ad Ada Montellanico, Maria Pia De Vito, Barbara Casini e Karin Schmidt, dove interpreta, tra i molti classici, una versione di “E se domani” dal repertorio di Mina. L’anno successivo è interprete di una serie di concerti tenuti nell’Auditorium Aldobrandini di Frascati per un bellissimo omaggio a Joni Mitchell nella manifestazione “Donne in jazz”. Il 2004 è l’anno del suo album di debutto, “Tutto passa” in cui compaiono ospiti eccellenti quali Lucio Dalla e Renzo Arbore in veste di crooner: molto apprezzato dalla critica, questo lavoro inaugura una straordinaria stagione di concerti e di collaborazioni. Festival di Sanremo 2005 con “Che mistero è l’amore” vince nella categoria Gruppi con Stefano Di Battista Jazz Quartet

Stefano Di Battista nasce a Roma il 14 febbraio del ’69 da una famiglia di musicisti ed appassionati di musica. Ha iniziato a studiare il sassofono all’età di 13 anni in una banda di un piccolo quartiere, composta principalmente da ragazzini. E’ qui che, fino all’età di 16 anni, Stefano ha sperimentato quella che sarebbe diventata una delle qualità essenziali della sua musica: l’allegria. Durante questo periodo ha due incontri decisivi che lo indirizzano verso la sua vocazione: scopre il jazz, innamorandosi del suono “acidulo” di Art Pepper (“…immediatamente volevo suonare in quel modo… fu l’inizio della mia passione”) e incontra l’uomo che diventerà il suo mentore, il leggendario alto sassofonista Massimo Urbani (“lui era un mostro, suonava senza conoscere cosa venisse dopo. Istintivamente.”). La sua strada è ormai segnata: Stefano sarà un musicista jazz. Si iscrive al conservatorio, perfeziona la sua tecnica familiarizzando con la tradizione classica del sassofono (Jacques Ibert, ecc.) conseguendo il diploma con il massimo dei voti all’età di 21 anni. Incomincia poi a suonare in gruppi di vario genere e nel ’92 si trova per caso a suonare al Calvi Jazz Festival; è lì che incontra per la prima volta dei musicisti francesi, primo fra tutti Jean-Pierre Como che lo invita a suonare a Parigi. Per Stefano è una rivelazione (“quando sono arrivato in Francia, avevo l’impressione di essere nato lì. In Italia avevo l’impressione di non esistere…”).
Da quel momento in poi, Stefano ha fatto la spola tra Roma e Parigi, moltiplicando le sue audizioni in modo da procacciarsi qualche ingaggio. Infine si procura due concerti al Sunset di Parigi, con un trio formato dal batterista Roberto Gatto e dal contrabbassista francese Michel Benita. Gatto rinuncia e viene rimpiazzato all’ultimo minuto dal batterista Aldo Romano, che viene colpito dallo stile affascinante del sassofonista. In un attimo è nata un’amicizia tra i due. La seconda sera Stèphane Huchard è alla batteria e invita Laurent Cugny, prossimo a prendere le redini dell’ONJ (Orchestra Nazionale del Jazz). Stefano viene assunto all’istante. In due sere da sogno la vita di Di Battista è cambiata. E’ il 1994 e la sua carriera decolla a Parigi. Si stabilisce nella città e incomincia la vita sfrenata del musicista. Oltre alla partecipazione al progetto di Aldo Romano dal quale sono scaturite due registrazioni discografiche (Prosodie e Intervista) e la presenza nell’ONJ diretta da Cugny, continua ad incontrare gente, tiene alcuni concerti in trio con Daniel Humair e J.F. Jenny Clark, suona con musicisti americani di passaggio come Jimmy Cobb, Walter Brooker, Nat Adderly, ecc. La carriera di Di Battista è a una svolta. Pilastro dei vari gruppi di Aldo Romano, membro del sestetto di Michel Petrucciani, Stefano incomincia a pensare alla realizzazione di un progetto a suo nome. Nel ’97 il suo primo album per la Label Bleu, dal titolo “Volare”, lo vede al fianco di Flavio Boltro alla tromba, Eric Legnini al piano (il suo pianista di questi ultimi anni), Benjamin Henocq alla batteria e Rosario Bonaccorso al contrabbasso (“la ritmica che ho sempre desiderato”). Nel ’98 arriva il suo primo ingaggio per la storica Blue Note, per la quale inciderà l’album “A prima vista”, accompagnato dalla stessa formazione di musicisti, che tra le altre cose diventerà il suo gruppo stabile di riferimento. Nel luglio ’00, la registrazione di un disco magistrale dove Stefano è affiancato dall’incomparabile presenza di Elvin Jones alla batteria (il leggendario batterista di John Coltrane), Jacky Terrasson al piano e Rosario Bonaccorso al contrabbasso. Il disco, dall’omonimo titolo, uscirà poi nell’Ottobre 2000. Il nuovo disco, oltre ad avere grandi riconoscimenti da parte della critica internazionale, ha vinto il prestigioso premio francese Telerama, classificandosi al primo posto nelle classifiche europee come disco più venduto.

 

Ufficio​ Stampa: Luca Giudice lucagiudice@hotmail.it  Daniela Turchetti turchesia@gmail.com

ALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB: SUSANNA STIVALI in GOLSONIANA

Foto SUSANNA STIVALIALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB

Questi i prossimi appuntamenti: Domenica 25 novembre SUSANNA STIVALI in “GOLSONIANA”:  SUSANNA STIVALI  voce – ETTORE  CARUCCI piano – FRANCESCO PUGLISI contrabbasso – ANDREA NUNZI  batteria

SUSANNA STIVALI in GOLSONIANA

Golsoniana un nuovo progetto di Susanna Stivali, una delle voci più note del jazz italiano, un omaggio alla musica ed al genio di Benny Golson, uno dei più grandi compositori di jazz ancora viventi. Un nuovo quartetto composto da  Stivali, appunto alla  voce, un grande quartetto formato  da alcuni  dei  migliori  jazzisti  italiani pianista: Ettore Carucci al piano, Francesco Puglisi  al  contrabbasso,  Andrea  Nunzi  alla batteria. “Benny non scrive canzoni, scrive standard” è stato detto di lui. Golsoniana vuole essere un viaggio nel mondo compositivo di questo grande musicista attraverso una rilettura personale del quartetto. Gli arrangiamenti originali, i testi appositamente scritti da Susanna Stivali, lo scambio, lo spazio dedicato all’ improvvisazione, restituisce la scrittura di Golson da un punto di vista personale partendo dal concetto di lavoro orchestrale di tutti e quattro gli strumentisti che lavorano insieme agli arrangiamenti all’interno di un‘ottica di  rilettura  della  scrittura di Golson, una  scrittura colta e accattivante  al tempo stesso.


Inizio concerto ore 21.30


L’ALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB, lo storico locale di Roma fondato nel 1984 è considerato uno dei 100 migliori locali jazz al mondo.

Dopo una stagione di inattività, lo spirito avventuriero, il coraggio d’avanguardia della famiglia Rubei continua ad esprimersi attraverso Eugenio Rubei, figlio dell’indimenticabile Giampiero che, commenta così questa nuova stagione: “Rendere immortale il lavoro quarantennale di mio padre e dare alla città di Roma un luogo di reale aggregazione del mondo del jazz, che accompagni le generazioni attuali e possa essere in grado di andare oltre. Questo è il vero messaggio, il vero obiettivo della riapertura dell’AlexanderPlatz, che anche nel 2018 ha ricevuto il premio Downbeat e il prestigioso Django d’or. L’AlexanderPlatz dunque può continuare ad essere lo spazio principe per i musicisti di tutte le età e provenienze”. 

Con la sua riapertura, l’AlexanderPlatz sta facendo scoprire, un tratto innovativo, estetico e non solo, che parte dall’originale cucina a vista e arriva alla ristrutturazione del bar.

Gabriele Geri e Angela Buono, registi del cambiamento, sempre sotto l’occhio attento del Presidente Eugenio Rubei, puntano sull’unicità del locale, con un giusto mix di esperienza e sperimentazione sia in sala che dietro le quinte. Attraverso le sapienti mani dello chef Davide Boggian il menù è basato sull’essenzialità e sulla qualità dei sapori con un occhio di riguardo alla selezione delle materie prime e alla loro stagionalità, puntando a una cucina piena di creatività che non rinuncia ad essere semplice. Discorso che viaggia di pari passo al rinnovo del bar, dove l’ospitalità e gli alti standard qualitativi saranno garantiti da Fabrizio Valeriani, classe 1972, capace di approntare una drink-list unica nel suo genere grazie a distillati selezionati, attenzione particolare a vermouth e bitter’s, e una linea creata ad hoc per il mondo del jazz con ‘twist on classic’ pensati per lo storico locale romano.

ALEXANDERPLATZ Via Ostia 9 – Roma
Info e prenotazioni: prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com – tel. 06 83775604

BENITO GONZALEZ TRIO live all’ALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB

Foto BENITO GONZALEZALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB

Giovedì 22 novembre BENITO GONZALEZ TRIO FEAT. ESSIET  OKON  ESSIET: BENITO GONZALEZ al piano, OKON ESSIET al contrabbasso e ALESSANDRO  D’ANNA alla batteria.

Inizio concerto ore 22.00

BENITO GONZALEZ TRIO FEAT. ESSIET  OKON ESSIET “PASSION,  REVERENCE, TRASCENDENCE, THE  MUSIC  OF  MCCOY  TYNER”

In anteprima europea, all’Alexanderplatz, la presentazione ufficiale del nuovo album di Benito Gonzalez dedicato al pianista che più ha influenzato il suo linguaggio: McCoy Tyner.  Gonzalez è conosciuto nella scena jazz mondiale per essere stato il pianista più volte nominato al Grammy Awards insieme al grande sassofonista americano Kenny Garrett. Il trio avrà questa volta la collaborazione con uno dei più grandi bassisti della scena newyorkese, Essiet Okon Essiet, che vanta collaborazioni come: Art Blakey, Kenny Barron, Benn Golson.  Alla batteria il giovane Alessandro D’Anna che è entrato da un anno nella formazione ufficiale del pianista, collaborando con lui in molte tournée europee.

Foto BENITO GONZALEZ_2

L’ALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB, lo storico locale di Roma fondato nel 1984 è considerato uno dei 100 migliori locali jazz al mondo.

Dopo una stagione di inattività, lo spirito avventuriero, il coraggio d’avanguardia della famiglia Rubei continua ad esprimersi attraverso Eugenio Rubei, figlio dell’indimenticabile Giampiero che, commenta così questa nuova stagione: “Rendere immortale il lavoro quarantennale di mio padre e dare alla città di Roma un luogo di reale aggregazione del mondo del jazz, che accompagni le generazioni attuali e possa essere in grado di andare oltre. Questo è il vero messaggio, il vero obiettivo della riapertura dell’AlexanderPlatz, che anche nel 2018 ha ricevuto il premio Downbeat e il prestigioso Django d’or.  L’AlexanderPlatz dunque può continuare ad essere lo spazio principe per i musicisti di tutte le età e provenienze”. 

Con la sua riapertura, l’AlexanderPlatz sta facendo scoprire un tratto innovativo, estetico e non solo, che parte dall’originale cucina a vista e arriva alla ristrutturazione del bar.

Gabriele Geri e Angela Buono, registi del cambiamento, sempre sotto l’occhio attento del Presidente Eugenio Rubei, puntano sull’unicità del locale, con un giusto mix di esperienza e sperimentazione sia in sala che dietro le quinte. Attraverso le sapienti mani dello chef Davide Boggian il menù è basato sull’essenzialità e sulla qualità dei sapori con un occhio di riguardo alla selezione delle materie prime e alla loro stagionalità, puntando a una cucina piena di creatività che non rinuncia ad essere semplice. Discorso che viaggia di pari passo al rinnovo del bar, dove l’ospitalità e gli alti standard qualitativi saranno garantiti da Fabrizio Valeriani, classe 1972, capace di approntare una drink-list unica nel suo genere grazie a distillati selezionati, attenzione particolare a vermouth e bitter’s, e una linea creata ad hoc per il mondo del jazz con ‘twist on classic’ pensati per lo storico locale romano.

Foto BENITO GONZALEZ_1ALEXANDERPLATZ Via Ostia 9 – Roma

Info e prenotazioni: prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com – tel. 06 83775604 www.facebook.com/alexander.platz.37  alexanderplatzjazz.com www.instagram.com/alexanderplatzjazzclub/ twitter.com/aplatzjazz