CINEMA GRATTACIELO il DOCUFILM ALLA FONDAZIONE AAMOD

GRATTACIELO

Martedì 12 giugno 2018 – ore 19

Proiezione del film

CINEMA GRATTACIELO
di Marco Bertozzi

Una produzione
Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Altreforme
Associazione Condominium
Con
Rai Cinema

Sala Zavattini FONDAZIONE AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma (Centrale Montemartini)
la proiezione sarà preceduta dalla presentazione del volume Documentario come arte. Riuso, performance, autobiografia nell’esperienza del cinema contemporaneo di Marco Bertozzi (ed. Marsilio)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

Alla Sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico è in programma l’ultimo appuntamento della rassegna CINEAMOOD, che vede coinvolta la stessa Fondazione AAMOD nella produzione, co-produzione o collaborazione di significative opere audiovisive. Martedì 12 giugno alle ore 19, alla presenza del regista Marco Bertozzi, sarà infatti proiettato e dibattuto il film CINEMA GRATTACIELO, una riflessione autobiografica che si interroga sulle forme del documentario contemporaneo e che vede l’umanità e i paesaggi del Grattacielo di Rimini scrutati in prima persona da uno dei suoi abitanti, in dialogo aperto con il grattacielo stesso (cui dà voce lo scrittore Ermanno Cavazzoni) e i suoi immaginari. Un lavoro che ritrae gli interni pop, le derive psichiche, i miti della vacanza di massa proprio attraverso uno degli edifici simbolo della metropoli balneare romagnola: un grattacielo alto 100 metri, inaugurato nel 1959 quale icona di una fiduciosa modernità, custode di ricchezze ma anche problematiche, che oggi è considerato un quartierone verticale abitato da una ventina di nazionalità differenti.
Dai tempi dell’infanzia, immaginato come irraggiungibile albero della cuccagna all’interno di una città lunapark capitale europea della vacanza ad ecomostro, esempio di convivenza sociale, catalizzatore di paure e suggestioni catastrofiste o paradiso tecnologico, a seconda degli attuali punti di vista.
La proiezione, introdotta da Silvio Grasselli,  sarà preceduta dalla presentazione del volume Documentario come arte. Riuso, performance, autobiografia nell’esperienza del cinema contemporaneo di Marco Bertozzi (ed. Marsilio) di cui l’autore parlerà con Giacomo Ravesi. Presenterà la serata il presidente dell’AAMOD Vincenzo Vita.

 

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
www.aamod.it info@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it
CINEMA GRATTACIELO
Scritto e diretto da Marco Bertozzi
Prodotto da Luca Ricciardi, Augusta Eniti, Marco Bertozzi
Montaggio Ilaria Fraioli
Musiche Giorgio Fabbri Casadei
Voce del grattacielo Ermanno Cavazzoni
Con la partecipazione di Gli abitanti del grattacielo
Animazioni Alessia Travaglini
Titoli Leonardo Sonnoli, Irene Bacchi
Immagini Marco Bertozzi
Montaggio del suono Clovis Gouaillier
Color Mauro Vicentini
Manifesto Stefano Tonti
Comunicazione Annamaria Gradara
Produttore esecutivo Luca Ricciardi
Produzione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Altreforme, Associazione Condominium
Con Rai Cinema
Collaborazione speciale alla post produzione Ecole des Médias della Università del Quebec a Montreal – UQAM
Realizzato con il sostegno di APT Servizi Regione Emilia Romagna, Fondo Regionale per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Comune di Rimini, Provincia di Rimini
In collaborazione con
Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura
E con il contributo di
Banca Malatestiana – Rimini, Petroltecnica – Rimini, WIN Women in Insurance – Napoli, Associazione Notorius Cinema Tiberio – Rimini, Ristorante Marianna – Rimini, Assicurazioni Generali – Rimini

http://www.cinemagrattacielo.com/
Facebook: @cinemagrattacielo
Twitter: cinema_gratta

Note di regia
Duecento case, una sopra l’altra, tutte così vicine. Una griglia segreta di aggregazioni, risistemazioni, accorpamenti che richiama l’antico desiderio dell’uomo di ricreare il suo spazio di vita. Una trama di stanze, un reticolo di lingue che ricorda l’esperienza di Babele, e ne segna di volta in volta un’idea di rifiuto o esaltazione, condanna o curiosità, vergogna o visionaria leggerezza… Il film non è solo la storia di un edificio, e della sua città, ma anche una riflessione sui nostri mutanti modi di vivere. E di vedere. Così Cinema grattacielo utilizza molteplici materiali d’archivio e la diversa pelle delle immagini costituisce una linea narrativa autonoma. Il film mostra la sua lenta modalità di produzione e i cambiamenti tecnologici che si sono susseguiti, utilizzando materiali storici (girati in pellicola, in vari formati), riprese con camere e cassettine MiniDV o DvCam, parti in Betacam, altre in HD, o girate con le GoPro. Una molteplicità di tessiture dell’immagine che cerca di esprimere una molteplicità di punti di vista, di dialoghi possibili fra l’autore, il grattacielo stesso e i suoi abitanti. I potenti immaginari (che possa involarsi, crollare, incendiarsi, sradicarsi per un terremoto o uno tsunami…), come le paure sociali e antropologiche (che ospiti delinquenti, che sia un covo di malaffare, tenebroso e insicuro…) necessitano di un cinema che rischi e provi a insinuarsi fra spazi ed esperienze non protette. La possibilità del documentario di valicare l’osservazione, per inventarsi la “realtà” e rivelarla nei suoi punti più contraddittori significa comporre un film in equilibrio fra esigenze contrapposte, fra testimonianza e superamento dei limiti. Un «cinema performance», in cui la capacità di giocare con la forma consente forse di osservare sensi laterali, alcune dimensioni invisibili del grattacielo, le sue tracce pulsionali. Una postura che provi a valicare l’evidenza di una mastodontica macchina dell’abitare, per osservarne i suoi aspetti piu’ sotterranei e desideranti…

Marco Bertozzi (1963) fa parte di quel gruppo di autori che ha contribuito alla rinascita del documentario italiano, con un forte impegno teorico e di promozione culturale. Combina  la pratica cinematografia – in film come “Appunti romani”, 2004, “Il senso degli altri”, 2007, “Predappio in luce”, 2008, “Profughi a Cinecittà”, 2012 – a una forte componente teorica. Ha insegnato Cinema documentario al Centro Sperimentale di Cinematografia e alla Scuola Gian Maria Volontè di Roma, al Conservatorio di Scienze Audiovisive di Lugano e, attualmente, all’Università IUAV di Venezia. Tra i suoi libri, La veduta Lumière.
L’immaginario urbano nel cinema delle origini (2001), L’idea documentaria (a cura di, 2003), Storia del documentario italiano (2008, Premio Domenico Meccoli e Premio Limina quale miglior libro di cinema dell’anno), Recycled Cinema (2012, prima riflessione italiana sul found footage film) hanno costituito importanti riflessioni storico-teoriche per un rinnovato approccio al cinema documentario e sono stati adottati in diverse scuole di cinema e corsi universitari. Film curator per rassegne sul documentario italiano (con Villa Medici a Roma, la Cinémathèque del Quebec a Montreal, il Festival del cinema di Amiens), ha recentemente condotto Corto Reale. Gli anni del documentario italiano, un programma in 27 puntate per RAI Storia, alla riscoperta della non-fiction italiana.

Filmografia recente
Rimini Lampedusa Italia, 2004, 77′, Torino Film Festival 2004 – DOC Italia, Premio Roberto Gavioli per film sul mondo del lavoro.
Appunti romani, 2004, 56‘. Locarno Film Festival 2004. Premiato al Festival del film d’Arte di Asolo, a Big Screen 2006 (Cina), al Medvideo Festival di Paestum, all’Ischia Film
Festival.
Il senso degli altri 2007, 58′, Torino Film Festival 2007. Vincitore del Sole e Luna Doc Festival di Palermo, 2008.
Predappio in luce 2008, 56′, Festa del cinema di Roma – sezione Extra, 2008, vincitore Asolo Art Film Festival – sezione Architettura e Design, 2009.
Profughi a Cinecittà, 2012. Bari International Film Festival. 2012. Presentato alla New York University (2012), al Museum of Photographic Art di San Diego (2012), al Logan Art Center di Chicago, alla Cinémathèque de Quebec di Montreal (2013). Nastro d’Argento speciale 2012, con altre opere a base d’archivio realizzate dall’Istituto Luce.

Annunci

Molise Cinema a fianco del CVTA’ STREET FEST con la proiezione di VISAGES, VILLAGES

 

unnamed(6)

Molise Cinema a fianco del CVTA’ STREET FEST con la proiezione di

VISAGES, VILLAGES
di Agnes Varda e JR

unnamed(7)

Venerdì 8 giugno – ore 20.30

Castello di Civitacampomarano (CB)
Ingresso libero
Dopo la street art, l’artigianato, le tradizioni alimentari locali, la musica e i restauri turistici d’arte, anche il cinema approda al CVTA’ STREET FEST, la rassegna ideata da Alice Pasquini il cui intento è quello di ripopolare, far rivivere e conoscere un borgo che fino a qualche anno fa si era quasi totalmente svuotato dei suoi abitanti, emigrati all’estero: Civitacampomarano. E’ Molise Cinema ad accompagnare in questo percorso l’iniziativa, per una sera: venerdì 8 giugno, alle ore 20,30, sull’arena del fossato del rinomato Castello che ispirò Manzoni nei capitoli dedicati all’Innominato, sarà infatti proiettato “Visages, Villages“, di Agnes Varda e JR, un viaggio ironico e affascinante nei piccoli centri della Francia che riprendono a vivere proprio grazie all’energia creativa degli artisti.

Siamo felici di collaborare con la terza edizione di CVTà  Street Fest – dichiara Federico Pommier Vincelli, il Direttore artistico di MoliseCinema Film Festival (la sedicesima edizione del quale avrà luogo dal 7 al 12 agosto) – perché le nostre manifestazioni  hanno lo stesso obiettivo: far rinascere i piccoli paesi, e in particolare quelli del Molise, attraverso l’azione culturale e quest’anno presenteremo proprio a Civita, in anteprima regionale, un film bellissimo e significativo, in cui si incontrano arte e cinema.

Volti installati sui muri rivelatori di umanità, di storie, di persone: questa è la cornice protagonista del docu-film “Visages, Villages”, un’avventura filmica e creativa in cui il fotografo JR, in giro sul suo camioncino-studio per i borghi francesi, immortala su scatti gigantificati e posti sulle pareti degli stessi luoghi visitati le espressioni di un contesto umano che si integra al territorio: immagini che vivono di un cuore pulsante trattando tematiche di quotidianeità sociale del paese e che riflettono gli animi degli stessi abitanti. Ad accompagnarlo c’è la regista Agnes Varda che ne sposa il senso di esposizione estemporanea sullo scenario della strada legato ad una comunicazione attiva con gli abitanti incontrati, e lo imprime nei suoi filmati e nelle interviste-racconti. Il film ha vinto il premio de L’Œil d’or al Festival di Cannes 2017 ed è stato candidato ai Premi Oscar 2018 nella categoria “miglior documentario”.
CVTà Street Fest
DOVE: Civitacampomarano (Campobasso), sedi varie
QUANDO: 7-10 giugno 2018
DIREZIONE ARTISTICA: Alice Pasquini (http://www.alicepasquini.com)
COORDINAMENTO EVENTI: Jessica Stewart
ORGANIZZAZIONE: Associazione Culturale CivitArt
PATROCINI: Comune di Civitacampomarano, Pro Loco “Vincenzo Cuoco”
CON IL CONTRIBUTO DI: Pro Loco “Vincenzo Cuoco”, Comune di Civitacampomarano
MAIN SPONSOR: Birra Peroni
PER INFORMAZIONI: http://www.cvtastreetfest.com/ – https://www.facebook.com/cvtastreetfest – cvtastreetfest@gmail.com
HASHTAG: #cvta #cvtastreetfest #helpcivita
UFFICIO STAMPA: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

NOMA: UNA SFIDA CREATIVA ALLA VITA … il film che ci racconta il rapporto tra arte e malattia

unnamedLunedì 14 maggio alle ore 18 al WEGIL (Largo Ascianghi, 5, 00153 Roma) avrà luogo la presentazione ufficiale di NOMA: UNA SFIDA CREATIVA ALLA VITA, il film documentario di Alessandra Laganà e Tommaso Marletta vincitore del premio di riconoscimento per il valore umanitario dell’opera all’Accolade Global Film Competition 2017 (CA), USA. Si tratta di un’opera particolarissima sul rapporto tra Arte e Malattia, basata su una esperienza personale vissuta dalla stessa autrice, che affronta il tema delicato della prevenzione oncologica del tumore al seno: un viaggio straordinario per ritrovarsi, per riscoprire l’essenza, per rigettare il superfluo. La proiezione dell’opera verrà anticipata dal dibattito a cui parteciperanno i medici e gli artisti coinvolti nel progetto.

Questo il programma ed i relatori:

Ore 18.00

Andrea Ciampalini
Direttore Generale Lazio Innova

Alfredo d’Ari
Direttore Generale della Comunicazione e dei Rapporti Europei e Internazionali Ministero della Salute

Gian Paolo Manzella
Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up, “Lazio Creativo” e Innovazione Regione Lazio

Partecipano al dibattito:

Viviana Enrica Galimberti
Direttore della Divisione di Senologia dell’Istituto Europeo di Oncologia

Carlo De Felice
Professore al Dipartimento di Scienze Radiologiche Oncologiche,
Università La Sapienza di Roma

Paola Iorio
Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Consulente presso il Policlinico Militare del Celio e Aereonautica Militare

Laura Agostini
Psicologa, Psiconcologa, Psicoterapeuta

Tommaso Marletta
Produttore Artistico ed Esecutivo
Sound Designer e musicista del Film Documentario NOMA

Andrés Arce Maldonado
Regista del Film Documentario NOMA

Fabio Zanino
Artista, Digital Art Director

Alessandra Laganá
Ideatrice, autrice e musicista del Film Documentario NOMA

Daniela Terrinoni di Lazio Innova introdurrà l’appuntamento per Race for the cure 2018
Dona per la lotta ai tumori al seno, che si terrà a Roma (Circo Massimo) dal 17 al 20 maggio.

Ore 19.00

Conclusioni

Gian Paolo Manzella
Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up, “Lazio Creativo” e Innovazione Regione Lazio

Proiezione del Film Documentario NOMA (durata 60’)

NOMA è sostenuto dal Ministero della Salute e dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, AIOM. È condiviso con i suoi amichevoli partecipanti nell’Associazione no-profit NOMA World A.P.S., che devolverà i proventi del film alla causa motrice che l’ha ispirata.

Maggiori info e trailer al sito: www.noma.world

Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Aperto il bando per filmaker “PREMIO CESARE ZAVATTINI”

zavattini

E’ finalmente online il bando e il regolamento 2018 per accedere al PREMIO CESARE ZAVATTINI, il concorso pubblico rivolto a giovani filmmaker professionisti e non, di qualsiasi nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni intitolato ad uno dei padri del neorealismo italiano, nonché sostenitore instancabile del cinema come libero, multiforme, creativo, irriverente strumento di conoscenza del reale in tutti i suoi aspetti.
L’iniziativa – promossa dalla Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (di cui lo stesso Zavattini fu primo presidente),  sostenuta dalla Siae e dal MiBACT, attraverso il bando “Sillumina”, e dalla Regione Lazio, e realizzata in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni – ha la particolarità di stimolare e premiare l’originalità, la sperimentazione, anche il “tradimento” o il rimescolamento dei generi nell’ambito del riuso del cinema d’archivio.
I materiali utilizzabili (parzialmente o integralmente) per realizzare il progetto di un film documentario della durata massima di 15 minuti e senza vincoli tematici o di genere, appartengono infatti all’immenso archivio AAMOD e dei partner messi a disposizione sul sito del premio stesso (www.premiozavattini.it).
Una volta pervenuti i progetti, dieci di essi saranno selezionati da una Giuria composta da importanti personalità del cinema italiano e – novità di questa edizione – gli autori delle opere finaliste avranno la possibilità di partecipare a un percorso formativo e di sviluppo guidato da affermati professionisti. Tale percorso, che si terrà fra luglio e dicembre 2018, prevede 124 ore di lezioni frontali e laboratoriali, 36 ore di tutoring individuale (18 in presenza e 18 a distanza), 4 ore di tutoring collettivo, la realizzazione di un dossier di sviluppo e di un teaser per ciascun progetto finalista.
Al termine dell’itinerario formativo, la Giuria sceglierà tre progetti vincitori che, oltre a utilizzare liberamente (con licenze Creative Commons) il materiale filmico dell’Aamod e degli archivi partner, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (produzione e post-produzione) – la cui fase di lavorazione è prevista fra gennaio e giugno 2019 – e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato.
Il Premio – la cui direzione è affidata ad Antonio Medici – si avvale di un Comitato di Garanti presieduto da Arturo Zavattini e composto dai rappresentanti di tutte le istituzioni che contribuiscono a realizzarlo. È promosso dalla Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod) nell’ambito del progetto UnArchive (“comando” informatico, traducibile con “estrai da un archivio”), con cui essa intende sperimentare percorsi di massima apertura alla conoscenza, alla diffusione e alla riutilizzazione del proprio patrimonio filmico, attraverso l’adozione di licenze aperte e la valorizzazione delle opportunità offerte dal Web.
Il Bando 2018 è scaricabile al link
http://premiozavattini.it/bando/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
www.aamod.itinfo@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Cineforum Palestina – 1948 : creation e Catastrophe – a 70 anni dalla Nakba

unnamed(4)

Giovedi 10 maggio – Ore 18

1948: CREATION & CATASTROPHE
di  Ahlam Muhtaseb e Andy Trimlett

USA 2017  / 85 minuti in
inglese, arabo, ebraico con sottotitoli italiani

Un evento in collaborazione con Al Ard Doc Film Festival

Sala Zavattini FONDAZIONE AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma (Centrale Montemartini)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

unnamed(3)
È impossibile avere un  quadro completo del conflitto israelo-palestinese, senza  comprendere  pienamente cosa sia stato il 1948 – anno della fondazione dello Stato di  Israele. Il documentario 1948: CREATION & CATASTROPHE di  Ahlam Muhtaseb and Andy Trimlett, in programma giovedi 10 maggio alle ore 18 alla Sala Zavattini dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico nell’ambito della rassegna Cineforum Palestina, affida questo compito – a 70 anni di distanza – a storici e a chi ha vissuto quell’esperienza  in prima persona, da entrambi le parti  coinvolte. Per molti testimoni era l’ultima occasione di raccontare i tragici avvenimenti della Nakba, la Catastrophe  per il popolo palestinese….
L’ingresso alla proiezione è libero a tutti.

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
www.aamod.itinfo@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Info CINEFORUM PALESTINA: reteromanapalestina@gmail.com

La Laurito in scena con PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI fino al 6 maggio

unnamed

Altra Scena
in collaborazione con Sycamore T Company

presenta

PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI

dal 3 al 6 Maggio 2018

con

Marisa Laurito – Giovanni Anzaldo
Filippo Gili – Federico Lima Roque

Regia Giancarlo Nicoletti

Teatro Palladium – Università Roma Tre
Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma 

unnamed(2)

Quarantacinque anni dopo lo “scandaloso” debutto, torna in scena, in un nuovo e originalissimo allestimento, Persone naturali e strafottenti, l’opera più controversa e fra quelle di maggiore successo di Giuseppe Patroni Griffi. Una tragicommedia cruda, poetica ed esilarante, fra situazioni grottesche, cinismi, ironia tagliente e surrealismo, in perfetto equilibrio fra Eduardo e Ruccello, e ancora attualissima nella sua geniale spudoratezza. In anteprima nazionale a Roma, dal 3 al 6 Maggio, al Teatro Palladium, in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre.
Un cast unico, non convenzionale e proveniente dai mondi teatrali più variegati è il cuore pulsante di un’operazione destinata a far parlare di sé: Marisa Laurito accetta la sfida di dare voce e corpo al ruolo che fu di Pupella Maggio, segnando il suo ritorno alla grande drammaturgia d’autore e inaugurando una nuova stagione della sua lunga carriera; il Premio Ubu e rivelazione del cinema italiano Giovanni Anzaldo interpreta quel Fred che fu creato da un esordiente Gabriele Lavia e Filippo Gili presta la sua attorialità unica e la sua esperienza  di uomo di teatro a 360° al travestito Mariacallàs. Completa il cast Federico Lima Roque, attore italiano originario di Capo Verde, nel ruolo dello scrittore Byron.
Il lavoro è prodotto da Altra Scena in collaborazione con Sycamore T Company, per la regia di Giancarlo Nicoletti, regista e autore pluripremiato, fra le rivelazioni delle ultime stagioni.

SINOSSI – Quattro solitudini, un appartamento e una notte di Capodanno a Napoli. Donna Violante, la padrona, ex serva in un bordello, discute e litiga con Mariacallàs, un travestito, in bilico fra rassegnazione, ironia, squallore e cattiveria. E ancora, Fred e Byron che sono alla ricerca dell’ebbrezza di una notte: l’uno, uno studente omosessuale alla ricerca di una vita libera dalle paure, l’altro, uno scrittore nero che vorrebbe distruggere il mondo per vendicare le umiliazioni subite. Quattro persone naturali e strafottenti, che, per un gioco del destino, divideranno la loro solitudine con quella degli altri, mentre fuori la città saluta il nuovo anno, fra accese discussioni, recriminazioni, desideri repressi, liti e violenze sessuali.

NOTE DI REGIA – C’è, in questo testo del 1973 di Patroni Griffi, un sottobosco di attualità così tangibile e una poetica di fondo così lucida e disincantata, da farne a tutti gli effetti un testo ancora fortemente contemporaneo, e perciò di teatro necessario. Emarginazione, violenza, distanze socio-culturali, violenza sessuale e psicologica, la ricerca continua di un altro che non esiste: la straordinaria drammaturgia di Patroni Griffi è cruda e ironica, scandalosa e poetica, verbosa e visionaria. Ne viene fuori una tragicommedia dal sapore post-eduardiano e pre-ruccelliano, col respiro di un periodare socio – poetico, che fra cinismi, grettezze e turpiloqui ci restituisce uno squarcio di vita di una generazione senza futuro, un affresco animato da personaggi borderline che appaiono come noi vogliamo vederli: cinici, superficiali, amorali. In realtà si tratta di creature inquiete, sole che soffrono inconsapevolmente la loro condizione nella perenne ricerca di una possibile felicità. E la cercano dando libero sfogo alle pulsioni sessuali e alla loro mercificazione.
Da questo sudore di corpi costretti coattivamente alla ricerca della propria felicità o del proprio illusorio, riscatto, entro le mura di uno spazio vitale / non vitale, che ogni pagina del testo sprigiona chiaramente, l’intuizione di farne uno spettacolo concreto, dal gusto e sapore quasi cinematografico, che si serva della realtà per declinarla in astrazione, in un’esperienza di teatro diretto, e non filtrato dalla convenzionalità rappresentativa, con il fine ultimo di mettersi accanto all’autore, e non davanti, in un rapporto di dialettica e relazione. Per tradurre, declinandola nel contemporaneo, una drammaturgia così sofisticata e imponente, e troppo spesso sottovalutata.

Teatro Palladium – Università Roma Tre
Sito ufficiale: http://teatropalladium.uniroma3.it/
Pagina FB: https://www.facebook.com/search/top/?q=teatro%20palladium

Prevendite:
biglietteria.palladium@uniroma3.it – tel. 327 2463456 (orario 10:00-13:00 / 15:00 – 20:00)
http://www.liveticket.it/TeatroPalladium

Organizzazione e promozione Teatro Palladium: Music Theatre International
Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

“LA CORSA DELL’ORA” IL DOCU-FILM DI ANTONIO BELLIA ALLA FONDAZIONE AAMOD

aamod

Giovedì 19 aprile 2018 – ore 18

Proiezione del film
unnamed
LA CORSA DELL’ORA
di Antonio Bellia

Sala Zavattini FONDAZIONE AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma (Centrale Montemartini)

Al termine della proiezione
incontro con Marcello Sorgi e Maurizio Di Rienzo
e il regista Antonio Bellia

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Parte con LA CORSA DELL’ORA, il docu-film di Antonio Bellia dedicato al quotidiano “L’Ora di Palermo” durante il ventennio della direzione di Vittorio Nisticò, la rassegna organizzata negli spazi dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico che vede coinvolta la stessa Fondazione AAMOD nella produzione, co-produzione e collaborazione di significative opere audiovisive. Giovedì 19 aprile alle ore 18, all’interno della sala Zavattini, sarà possibile assistere alla proiezione del docu-film dedicato ad uno dei massimi esempi di giornalismo al servizio della lotta contro la mafia e partecipare di seguito al dibattito che vede la presenza dello stesso regista, di Marcello Sorgi e Maurizio Di Rienzo e che ha come tema proprio il mezzo della parola contro i soprusi di potere e gli attacchi alla democrazia. L’incontro è aperto liberamente al pubblico, fino ad esaurimento posti.
LA CORSA DELL’ORA, recente vincitore ai Nastri d’argento 2018 come miglior docu-film (ex aequo con “Diva!” di Francesco Patierno), è prodotto da Demetra produzioni SAS e da Marvin Film SRL con la collaborazione della Fondazione Archivio Movimento Operaio
Il Progetto di documentario, realizzato con il contributo dell’Ordine dei Giornalisti Regione Sicilia è vincitore di:
Bando Mibac (prima sessione 2015)
Bando “Fondo regionale Cinema-­‐Bando documentari 2014 Film Commission Regione Sicilia.
Bando IMAIE del 2014

 

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
www.aamod.itinfo@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

SCHEDA
LA CORSA DELL’ORA
Film documentario
durata 64’
Genere: storico
Director: Antonio Bellia
Story: Antonio Bellia
DOP: Daniele Ciprì
Editing: Marzia Mete
Musiche: Mokadelic
Suono: Danilo Romancino
Scenografia: Fabrizio Lupo
Organizzatore generale: Giacomo Iuculano
Produttore esecutivo: Andrea Petrozzi
Cast: Pippo Delbono
Prodotto da:Antonio e Giovanni Bellia per Demetra produzioni Giacobbe Gamberini per Marvin Film
In collaborazione con Fondazione Archivio Movimento Operaio.
Partner nel progetto: Istituto Gramsci siciliano, Biblioteca regionale siciliana, Filmoteca regionale siciliana

SINOSSI
Tra il 1954 e il 1975 si concentra e sviluppa la storia del documentario; sono gli anni in cui Vittorio Nisticò è il direttore del quotidiano L’ORA. Le parole di Nisticò interpretate da Pippo Delbono rappresentano l’ossatura del film:
da un lato le battaglie contro l’intreccio di poteri e interessi tra la mafia e la politica in un momento storico di grande trasformazione per la Sicilia, dall’altro l’impegno di una generazione di intellettuali e artisti che vedono protagonisti personaggi come Sciascia, Consolo, Dolci, Guttuso, Caruso, che si fanno carico della necessità di essere interpreti di un cambiamento sociale e civile e che scelgono il piccolo quotidiano palermitano come luogo e strumento di questa grande scommessa. Il giornale in pochi anni diviene il perno della lotta alla “mentalità mafiosa”, Nisticò diventa un maestro del giornalismo e l’Ora una grande scuola, una “fabbrica delle notizie”.

NOTE DI REGIA
Attraverso l’analisi testuale del piccolo quotidiano palermitano mi son fatto l’idea che “L’Ora” rappresenta la nascita “dell’anno zero” della lotta alla “mentalità mafiosa”, rappresenta l’anno zero della presa di coscienza e di consapevolezza da parte degli intellettuali siciliani. La nascita dell’esigenza da parte loro di una presa di posizione; la lotta alla mafia doveva partire dalla accettazione del fenomeno mafioso e dalla necessità di combatterla attraverso lo strumento che gli era più consono e cioè attraverso la scrittura, attraverso la denuncia, attraverso la presa di consapevolezza che la mafia non era solo piccola criminalità, ma era diventata un elemento fondante della società civile, un elemento fondante i rapporti di potere e politica. Per la prima volta si denuncia pubblicamente sulle prime pagine di un quotidiano la connivenza tra politica e mafia e lo si fa in modo forte, palese e determinato, mettendosi contro la politica, contro la magistratura e contro una grossa fetta della parte dirigente del nostro Paese, pubblicando nomi e cognomi sulle prime pagine sia di mafiosi capimafia sia di politici, imprenditori e società civile che facevano parte di questo meccanismo mafioso. E questo lo si fa prima di tutto attraverso le pagine della cultura e attraverso l’autorevolezza dell’intellighenzia siciliana che rafforza e sostiene la forza dirompente degli straordinari giornalisti di cronaca guidati dal direttore Vittorio Nisticò.
La cosa che mi ha più stupito studiando, cercando tra gli archivi degli articoli pubblicati su “L’Ora”, è lo spessore culturale di questo piccolo giornale. Le pagine della cultura sono straordinarie, vi erano i contributi di Leonardo Sciascia, di Consolo, di Bufalino, di Perriera, di Danilo Dolci, intellettuali siciliani e non, che bazzicavano in quella redazione. A volte, leggendo gli articoli di Leonardo Sciascia, mi sono chiesto come fosse possibile che un quotidiano letto da una piuttosto scarna popolazione eterogenea, potesse avere un livello così alto di intellettualismo, così alto di analisi politica, sociale e culturale. Mi chiedo, ma oggi le grandi testate giornalistiche riescono anche solo parzialmente, a proporre un livello culturale di quello spessore? Mi chiedo: è un problema di epoca in cui viviamo, dove gli intellettuali sono sempre meno raffinati o dipende soprattutto dallo spazio che l’informazione dà alla cultura nell’analisi dei fenomeni sociali?

ANTONIO BELLIA – Profilo e filmografia
Nasce a Catania nel 1969. Si laurea in Psicologia all’Università di Palermo ma fin da giovanissimo coltiva la passione per la fotografia e il cinema. Ben presto inizia un percorso nel cinema prima come assistente e poi come aiuto regia. Per diversi anni alterna la regia di documentari al lavoro di aiuto regia nel cinema. Realizza alcuni documentari per la RAI e altri per ARTE’/ZDF. Nel 2005 fonda la Demetra produzioni con cui realizza le proprie opere e partecipa in qualità di coproduttore e/o produttore esecutivo alla realizzazione di documentari e fiction di altri autori.
Dal 2009 è direttore artistico del SiciliAmbiente documentary film Festival giunto alla VIII edizione. Dal 2015 assume la co-­‐direzione del “DIRITTI A TODI Human Right International Film Festival” di Todi

FILMOGRAFY: 2015 linea 101 (Short-­‐film) 2013 No mans land (doc collettivo-­‐ ZDF/ARTE’) 2012 Il Santo Nero (doc); 2010 A Tutto tonno (doc) 50’; Uno di Noi (doc-­‐ ZDF/ARTE’) 55’; 2009 La Terra inquieta (videoart)11’; 2008 Cronache di mafia (doc RAI) 54’ 2007 La Favola Perduta (doc)52’; Terre in moto Belice 68’ (doc-­‐RAI )52’; 2006 A’ Pirrera (doc-­‐ HC)54’; Musica dai balconi (Theater)18’; Unesco (spot) 2005 Biciclette (doc) 37’; Lo spazio ecologico urbano (doc)50’; 2004 Senza tempo (Short-­‐ film S16mm). 14’ 2003 Crimini di pace (doc-­‐ RAI)47’; Andare (Short-­‐film 35 mm)11’.; KIRKA (Music videoclip of the group Nest)4’; 2002 Tra natura e storia (doc)52’; Ore d’aria: storia di Silvia Baraldini (doc)54’; 2001 La caduta degli angeli (doc)48’; 2000 Nel cuore delle alghe e dei coralli: storia di Peppino Impastato (doc-­‐ TELE+)47’; 1998 Radio spazio pirata (doc) 32’; Peppino Impastato: Storia di un siciliano libero (Doc-­‐ PLANET)32’; 1996 Posso darle un facsimile? (Doc)52’.