Al via la “Asiatica Film Festival”

di Riccardo Bramante

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Dal 4 ottobre e fino al 10 ottobre si terrà a Roma, presso il Cinema Nuovo Sacher e negli spazi della WEGIL riaperti dalla Regione Lazio, la 19° edizione di “Asiatica Film Festival”, manifestazione che si è affermata nel corso di questi ultimi venti anni come apprezzato mezzo di comunicazione e scambio con il mondo orientale.

asiatica regista Yeo Siew HuaCon i suoi circa 4,5 miliardi di persone l’Asia rappresenta oggi il crogiolo vivo di alcuni dei fenomeni sociali ed economici di maggiore impatto nel panorama mondiale e, in un mondo globalizzato come l’attuale, si rende sempre più urgente la necessità di conoscersi e di rapportarsi alle diverse espressioni culturali che via via emergono.

asiatica2E’ questo l’obiettivo primario del Festival che si esprime attraverso il cinema presentando una rassegna di trenta film tra lungometraggi, documentari e cortometraggi inediti in Italia e in Europa, tutti di produzione asiatica dalla Cambogia alla Cina, al Giappone, alle Filippine, Thailandia, Taiwan, Sri Lanka, Singapore, Iran, Kirghizistan, Palestina e Turchia.

Tra i film più attesi c’è sicuramente “A Land Imagined” del regista di Singapore Yeo Siew Hua già vincitore del “Pardo d’Oro” nell’ultima edizione del Festival di Locarno dopo avere già ottenuto nel 2016 il Grand Prix nell’ Autumn Meeting di Da Nang (Vietnam) con la sua storia di “caporalato” e di violenza dell’uomo sull’uomo raccontata nelle tipiche atmosfere rarefatte e fantastiche proprie della magia asiatica.

Non meno interessante si preannuncia “A Family Tour” del registaasiatica3 cinese Ying Liang che rivive la sua storia personale di presenza scomoda per il regime attraverso il suo alter ego che nel film è una donna esiliata ad Hong Kong per motivi politici che, quando la madre è costretta a recarsi a Taiwan per una operazione chirurgica, decidono di incontrarsi usando come pretesto le visite guidate di una agenzia turistica. Il film, volutamente molto lento, consente, peraltro, di avere, attraverso una tragedia privata, un quadro dell’atmosfera esistente nella Cina odierna.

In contemporanea ai film, nel vicino Palazzo WEGIL si terranno incontri, presentazioni di libri e mostre specifiche come quella del fotografo giapponese Yusuke Hishida e l’installazione “Iranian Family Photo” di Moshen Rastani, nonché performances musicali, dalla danzatrice sufi Zeinabkhatoon Ghalazade al quartetto jazz di Mauro Verrone. Per gli italiani interverranno, tra gli altri, il professor Giorgio Amitrano, traduttore di illustri scrittori giapponesi come Banana Yoshimoto e Haruki Murakami, gli scrittori e giornalisti Emanuele Giordana e Carlo Buldrini ed il sinologo Romeo Orlandi, Vice-direttore della rivista “Osservatorio Asia”, think tank specializzato in ricerche e convegni sui mercati ed i Paesi dell’Estremo Oriente.

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“Il patto col diavolo” dal libro a ….

20180605_192156Un happening allegro a inizio giugno, organizzato  da Camponeschi a Piazza Farnese, nel cuore di Roma.  La Presentazione intima con Dj-set e aperitivo ha così  celebrato  la nuova avventura, stavolta letteraria, di un grande produttore: Giuseppe Pedersoli.

Il Patto col Diavolo è  appena uscito nelle librerie ed è il mio primo lavoro letterario” –  così  ha dichiarato l’autore, divertito ed emozionato.

“Un thriller politico, un paradosso, una provocazione che spero farà riflettere un po’ chi lo leggerà sul modello di società sul quale ci stiamo abituando a convivere. Dobbiamo assolutamente evitare il patto col diavolo”.

Della famiglia Spencer presenti la Regista Gaia Gorrini (nipote di Bud), Cristiana e Diamante Pedersoli (figlie di Bud e sorelle di Giuseppe), la moglie di Giuseppe, Lupita; e poi amici: il direttore e compositore  Franco Micalizzi autore tra l’altro di “Lo chiamavano Trinità”, il produttore e regista Claudio Bonivento, Marco Tullio  Barboni sceneggiatore e scrittore,  Lisa Bernardini Presidente Occhio dell’Arte e tantissimi altri ospiti, la maggior  parte dei quali appartenenti alla  quotidianità di Giuseppe fuori dai riflettori.
Se ne farà un film? Ai posteri la sentenza.

NOMA: UNA SFIDA CREATIVA ALLA VITA … il film che ci racconta il rapporto tra arte e malattia

unnamedLunedì 14 maggio alle ore 18 al WEGIL (Largo Ascianghi, 5, 00153 Roma) avrà luogo la presentazione ufficiale di NOMA: UNA SFIDA CREATIVA ALLA VITA, il film documentario di Alessandra Laganà e Tommaso Marletta vincitore del premio di riconoscimento per il valore umanitario dell’opera all’Accolade Global Film Competition 2017 (CA), USA. Si tratta di un’opera particolarissima sul rapporto tra Arte e Malattia, basata su una esperienza personale vissuta dalla stessa autrice, che affronta il tema delicato della prevenzione oncologica del tumore al seno: un viaggio straordinario per ritrovarsi, per riscoprire l’essenza, per rigettare il superfluo. La proiezione dell’opera verrà anticipata dal dibattito a cui parteciperanno i medici e gli artisti coinvolti nel progetto.

Questo il programma ed i relatori:

Ore 18.00

Andrea Ciampalini
Direttore Generale Lazio Innova

Alfredo d’Ari
Direttore Generale della Comunicazione e dei Rapporti Europei e Internazionali Ministero della Salute

Gian Paolo Manzella
Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up, “Lazio Creativo” e Innovazione Regione Lazio

Partecipano al dibattito:

Viviana Enrica Galimberti
Direttore della Divisione di Senologia dell’Istituto Europeo di Oncologia

Carlo De Felice
Professore al Dipartimento di Scienze Radiologiche Oncologiche,
Università La Sapienza di Roma

Paola Iorio
Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Consulente presso il Policlinico Militare del Celio e Aereonautica Militare

Laura Agostini
Psicologa, Psiconcologa, Psicoterapeuta

Tommaso Marletta
Produttore Artistico ed Esecutivo
Sound Designer e musicista del Film Documentario NOMA

Andrés Arce Maldonado
Regista del Film Documentario NOMA

Fabio Zanino
Artista, Digital Art Director

Alessandra Laganá
Ideatrice, autrice e musicista del Film Documentario NOMA

Daniela Terrinoni di Lazio Innova introdurrà l’appuntamento per Race for the cure 2018
Dona per la lotta ai tumori al seno, che si terrà a Roma (Circo Massimo) dal 17 al 20 maggio.

Ore 19.00

Conclusioni

Gian Paolo Manzella
Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up, “Lazio Creativo” e Innovazione Regione Lazio

Proiezione del Film Documentario NOMA (durata 60’)

NOMA è sostenuto dal Ministero della Salute e dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, AIOM. È condiviso con i suoi amichevoli partecipanti nell’Associazione no-profit NOMA World A.P.S., che devolverà i proventi del film alla causa motrice che l’ha ispirata.

Maggiori info e trailer al sito: www.noma.world

Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

“LA CORSA DELL’ORA” IL DOCU-FILM DI ANTONIO BELLIA ALLA FONDAZIONE AAMOD

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Giovedì 19 aprile 2018 – ore 18

Proiezione del film
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LA CORSA DELL’ORA
di Antonio Bellia

Sala Zavattini FONDAZIONE AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma (Centrale Montemartini)

Al termine della proiezione
incontro con Marcello Sorgi e Maurizio Di Rienzo
e il regista Antonio Bellia

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Parte con LA CORSA DELL’ORA, il docu-film di Antonio Bellia dedicato al quotidiano “L’Ora di Palermo” durante il ventennio della direzione di Vittorio Nisticò, la rassegna organizzata negli spazi dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico che vede coinvolta la stessa Fondazione AAMOD nella produzione, co-produzione e collaborazione di significative opere audiovisive. Giovedì 19 aprile alle ore 18, all’interno della sala Zavattini, sarà possibile assistere alla proiezione del docu-film dedicato ad uno dei massimi esempi di giornalismo al servizio della lotta contro la mafia e partecipare di seguito al dibattito che vede la presenza dello stesso regista, di Marcello Sorgi e Maurizio Di Rienzo e che ha come tema proprio il mezzo della parola contro i soprusi di potere e gli attacchi alla democrazia. L’incontro è aperto liberamente al pubblico, fino ad esaurimento posti.
LA CORSA DELL’ORA, recente vincitore ai Nastri d’argento 2018 come miglior docu-film (ex aequo con “Diva!” di Francesco Patierno), è prodotto da Demetra produzioni SAS e da Marvin Film SRL con la collaborazione della Fondazione Archivio Movimento Operaio
Il Progetto di documentario, realizzato con il contributo dell’Ordine dei Giornalisti Regione Sicilia è vincitore di:
Bando Mibac (prima sessione 2015)
Bando “Fondo regionale Cinema-­‐Bando documentari 2014 Film Commission Regione Sicilia.
Bando IMAIE del 2014

 

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
www.aamod.itinfo@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

SCHEDA
LA CORSA DELL’ORA
Film documentario
durata 64’
Genere: storico
Director: Antonio Bellia
Story: Antonio Bellia
DOP: Daniele Ciprì
Editing: Marzia Mete
Musiche: Mokadelic
Suono: Danilo Romancino
Scenografia: Fabrizio Lupo
Organizzatore generale: Giacomo Iuculano
Produttore esecutivo: Andrea Petrozzi
Cast: Pippo Delbono
Prodotto da:Antonio e Giovanni Bellia per Demetra produzioni Giacobbe Gamberini per Marvin Film
In collaborazione con Fondazione Archivio Movimento Operaio.
Partner nel progetto: Istituto Gramsci siciliano, Biblioteca regionale siciliana, Filmoteca regionale siciliana

SINOSSI
Tra il 1954 e il 1975 si concentra e sviluppa la storia del documentario; sono gli anni in cui Vittorio Nisticò è il direttore del quotidiano L’ORA. Le parole di Nisticò interpretate da Pippo Delbono rappresentano l’ossatura del film:
da un lato le battaglie contro l’intreccio di poteri e interessi tra la mafia e la politica in un momento storico di grande trasformazione per la Sicilia, dall’altro l’impegno di una generazione di intellettuali e artisti che vedono protagonisti personaggi come Sciascia, Consolo, Dolci, Guttuso, Caruso, che si fanno carico della necessità di essere interpreti di un cambiamento sociale e civile e che scelgono il piccolo quotidiano palermitano come luogo e strumento di questa grande scommessa. Il giornale in pochi anni diviene il perno della lotta alla “mentalità mafiosa”, Nisticò diventa un maestro del giornalismo e l’Ora una grande scuola, una “fabbrica delle notizie”.

NOTE DI REGIA
Attraverso l’analisi testuale del piccolo quotidiano palermitano mi son fatto l’idea che “L’Ora” rappresenta la nascita “dell’anno zero” della lotta alla “mentalità mafiosa”, rappresenta l’anno zero della presa di coscienza e di consapevolezza da parte degli intellettuali siciliani. La nascita dell’esigenza da parte loro di una presa di posizione; la lotta alla mafia doveva partire dalla accettazione del fenomeno mafioso e dalla necessità di combatterla attraverso lo strumento che gli era più consono e cioè attraverso la scrittura, attraverso la denuncia, attraverso la presa di consapevolezza che la mafia non era solo piccola criminalità, ma era diventata un elemento fondante della società civile, un elemento fondante i rapporti di potere e politica. Per la prima volta si denuncia pubblicamente sulle prime pagine di un quotidiano la connivenza tra politica e mafia e lo si fa in modo forte, palese e determinato, mettendosi contro la politica, contro la magistratura e contro una grossa fetta della parte dirigente del nostro Paese, pubblicando nomi e cognomi sulle prime pagine sia di mafiosi capimafia sia di politici, imprenditori e società civile che facevano parte di questo meccanismo mafioso. E questo lo si fa prima di tutto attraverso le pagine della cultura e attraverso l’autorevolezza dell’intellighenzia siciliana che rafforza e sostiene la forza dirompente degli straordinari giornalisti di cronaca guidati dal direttore Vittorio Nisticò.
La cosa che mi ha più stupito studiando, cercando tra gli archivi degli articoli pubblicati su “L’Ora”, è lo spessore culturale di questo piccolo giornale. Le pagine della cultura sono straordinarie, vi erano i contributi di Leonardo Sciascia, di Consolo, di Bufalino, di Perriera, di Danilo Dolci, intellettuali siciliani e non, che bazzicavano in quella redazione. A volte, leggendo gli articoli di Leonardo Sciascia, mi sono chiesto come fosse possibile che un quotidiano letto da una piuttosto scarna popolazione eterogenea, potesse avere un livello così alto di intellettualismo, così alto di analisi politica, sociale e culturale. Mi chiedo, ma oggi le grandi testate giornalistiche riescono anche solo parzialmente, a proporre un livello culturale di quello spessore? Mi chiedo: è un problema di epoca in cui viviamo, dove gli intellettuali sono sempre meno raffinati o dipende soprattutto dallo spazio che l’informazione dà alla cultura nell’analisi dei fenomeni sociali?

ANTONIO BELLIA – Profilo e filmografia
Nasce a Catania nel 1969. Si laurea in Psicologia all’Università di Palermo ma fin da giovanissimo coltiva la passione per la fotografia e il cinema. Ben presto inizia un percorso nel cinema prima come assistente e poi come aiuto regia. Per diversi anni alterna la regia di documentari al lavoro di aiuto regia nel cinema. Realizza alcuni documentari per la RAI e altri per ARTE’/ZDF. Nel 2005 fonda la Demetra produzioni con cui realizza le proprie opere e partecipa in qualità di coproduttore e/o produttore esecutivo alla realizzazione di documentari e fiction di altri autori.
Dal 2009 è direttore artistico del SiciliAmbiente documentary film Festival giunto alla VIII edizione. Dal 2015 assume la co-­‐direzione del “DIRITTI A TODI Human Right International Film Festival” di Todi

FILMOGRAFY: 2015 linea 101 (Short-­‐film) 2013 No mans land (doc collettivo-­‐ ZDF/ARTE’) 2012 Il Santo Nero (doc); 2010 A Tutto tonno (doc) 50’; Uno di Noi (doc-­‐ ZDF/ARTE’) 55’; 2009 La Terra inquieta (videoart)11’; 2008 Cronache di mafia (doc RAI) 54’ 2007 La Favola Perduta (doc)52’; Terre in moto Belice 68’ (doc-­‐RAI )52’; 2006 A’ Pirrera (doc-­‐ HC)54’; Musica dai balconi (Theater)18’; Unesco (spot) 2005 Biciclette (doc) 37’; Lo spazio ecologico urbano (doc)50’; 2004 Senza tempo (Short-­‐ film S16mm). 14’ 2003 Crimini di pace (doc-­‐ RAI)47’; Andare (Short-­‐film 35 mm)11’.; KIRKA (Music videoclip of the group Nest)4’; 2002 Tra natura e storia (doc)52’; Ore d’aria: storia di Silvia Baraldini (doc)54’; 2001 La caduta degli angeli (doc)48’; 2000 Nel cuore delle alghe e dei coralli: storia di Peppino Impastato (doc-­‐ TELE+)47’; 1998 Radio spazio pirata (doc) 32’; Peppino Impastato: Storia di un siciliano libero (Doc-­‐ PLANET)32’; 1996 Posso darle un facsimile? (Doc)52’.

TERZA EDIZIONE DE “IL DOPPIATTORE” DI E CON ANGELO MAGGI

doppiattore

Dal 5 al 22 aprile 2018

Angelo Maggi
in
Il DoppiAttore
(La Voce oltre il buio)

scritto e diretto da
Angelo Maggi

Con Vanina Marini

e con l’amichevole partecipazione in video di
Pino Insegno
Massimo Lopez
Marina Tagliaferri
Luca Ward

Teatro Belli
Piazza di Sant’Apollonia 11/a – Roma


Terza edizione, dopo i clamorosi sold out degli scorsi anni – del primo ed unico spettacolo dedicato all’arte del doppiaggio italiano: IL DOPPIATTORE. Ideatore e protagonista è Angelo Maggi, voce di Tom Hanks, Bruce Willis, Robert Downey Jr, Il Commissario Winchester dei Simpson, Mark Harmon di NCIS e James Spader di Black List, pronto per una nuova avventura teatrale dal 5 al 22 aprile sul palco del Teatro Belli di Roma.
Performance teatrale e cinematografica, musicale e colloquiale, IL DOPPIATTORE vede la partecipazione fissa, insieme a Maggi, di Vanina Marini e, in video, quattro fantastici moschettieri della voce: Pino Insegno, Massimo Lopez, Marina Tagliaferri e Luca Ward.
In sala, tra le interazioni col pubblico e le interpretazioni in diretta di alcuni degli spezzoni cinematografici più noti scelti ad hoc per esaltare la tecnica del doppiaggio in sala, Maggi chiamerà a realizzare camei esclusivi alcuni tra i professionisti più riconoscibili del cinema “vocale”.
Anche quest’anno, infatti, ogni serata sarà un’autentica sorpresa, condita dall’intervento di “special guests”,  ospitando illustri ospiti del mondo del “dubbing”. Tra questi, in ordine di apparizione: Massimo Lopez (5), Francesco Venditti (6), Emiliano Coltorti (7), Angiola Baggi (8), Giulia Luzi (10), Federico e Alessandro Campaiola (11), Selvaggia Quattrini (12), Pino Insegno (13), Roberto Stocchi (14), Fabio Celenza (14), Luca Dal Fabbro (15), Alex Polidori & Manuel Meli (17), Ernesto Brancucci (18), Giorgio Lopez (19), Edoardo Siravo (20), Simone Mori (21) e Maria Pia Di Meo (22), oltre alla voci protagoniste di Harry Potter, Star Wars e The Bold and the Beautiful, che occuperanno il palco nelle tre domeniche di programmazione.
“Il doppiattore” – come afferma Maggi nella sua lectio magistralis – è il mestiere di colui che prima di tutto è un attore con il compito di dare espressione, nella nostra lingua, alle emozioni che altri hanno creato nella loro: in tale ambito lo spettacolo rappresenta una eccellente e rara occasione per il pubblico di conoscere da vicino e vedere chi si nasconde dietro una “Voce” che lo accompagna quotidianamente nelle sale cinematografiche o davanti al piccolo schermo, ma – ancor più – lo spettatore potrà assistere ad una vera propria seduta di doppiaggio dal vivo, entrando magicamente in sala insieme ai protagonisti del sonoro.

Pagina FB ufficiale: https://www.facebook.com/IlDoppiAttore/
Sito ufficiale di Angelo Maggi: www.angelomaggi.it

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
info@elisabettacastiglioni.it

LABIRINTO K Il viaggio nella testa di Stanley Kubrick AL TEATRO PALLADIUM

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Stagione artistica 2017/2018
Venerdì 9 febbraio 2018 – Ore 21
LABIRINTO K
Il viaggio nella testa di Stanley Kubrick

Guido Barlozzetti Narratore Testo e Regia
Massimo Achilli Progetto visivo
Enzo Pietropaoli  Live electronic e contrabbasso
Roberto Rocca Disegno luci

Una produzione Il Collettivo Teatro Animazione

Teatro Palladium – Università Roma Tre
Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma

Ispirato al libro di Guido Barlozzetti su Stanley Kubrick, che assume gli scacchi come una chiave d’accesso al suo cinema cercando di ritrovarne le ossessioni più profonde, nasce lo spettacolo teatrale Labirinto K./Viaggio nella testa di Stanley Kubrick, in scena per la prima volta al Teatro Palladium di Roma venerdì 9 febbraio, con la voce/corpo narrante e la regia di Guido Barlozzetti, il progetto visivo di Massimo Achilli e le musiche di Enzo Pietropaoli.
Gioco di interazioni fra parola, immagini e suoni per raccontare/evocare i tormenti di un cammino cinematografico che comincia nel 1953 con Paura e desiderio e si conclude nel 1999 con Eyes Wide Shut, lo spettacolo vede sul palco, nelle vesti di narratore, Guido Barlozzetti, che conduce il racconto attraverso una serie di stazioni simboliche.
Protagonisti in scena alcuni oggetti-segno: un elmetto (i soldati pedoni di Paura e desiderio, Orizzonti di gloria, Full Metal Jacket..), una valigia (i pedoni di Rapina a mano armata), una bibita con cannuccia (il pedone Humbert Humbert davanti a Lolita..), una bombetta e un bastone (Arancia meccanica), la sedia regale (i Re, i generali, il ministro di Arancia, Hal di 2001 odissea nello spazio, il Maestro delle cerimonie di Eyes Wide Shut), una scimmia-pelouche (2001), una cornice vuota (i quadri di Barry Lyndon), il monolito di 2001
Il contrabbassista Enzo Pietropaoli interviene e accompagna con la sua musica un racconto di pedoni e re, cavalli, regine, alfieri e torri – compresa la torre munita e presidiata di Stanley -, in cui gli scacchi diventano i protagonisti dei film rappresentando ognuno un modo di entrare nella partita, della vita e del cinema,  e di giocarla, tramite mosse e movimenti, bianchi e neri, luci e ombre, fino ad incastrarsi in  due figure simboliche ricorrenti nel suo cinema: il Monolito e il Labirinto.
Uno spettacolo che si articola in un discorso puntuale ed evocativo, che lascia spazio alla memoria e all’immaginazione del pubblico e che non vuole spiegare e circoscrivere un’ispirazione improntata all’eccesso e alla perfezione, ma che mette in scena un percorso, un viaggio come se fosse un sogno… ovviamente kubrickiano.

Note di regia
Dire di Stanley Kubrick che sia solo un regista di cinema, è una limitazione che non coglie l’importanza della sua opera nella dimensione dell’immaginario e un percorso che è fra i più estremi e complessi del cinema e della cultura della contemporaneità.
Al di là di una vita segnata da leggende e stereotipi (l’isolamento, il controllo, la paranoia..) che dicono tutti di una volontà autorale di governare il processo-cinema, Stanley Kubrick vuol dire una domanda estrema sul rapporto fra la vita e il cinema, fra la realtà e quella che risolviamo frettolosamente in una finzione.
Oltre a essere un collezionista di macchine da scrivere e stilografiche, un tifoso dei Giants di New York, un fan di Napoleone e un amante dei cani e dei gatti, era anche un grande giocatore di scacchi. E, allora, perché non provare a pensare al suo cinema come a una scacchiera in bilico fra il bianco e il nero, la luce e l’ombra, e addentrarsi fra le sue immagini alla ricerca di pedoni, cavalli, regine e re?
Ha giocato tutta la vita Stanley, è stato nella partita e, al tempo stesso, ha cercato di esserne un lucido e temerario osservatore.
Se chiamiamo ossessione lo stato in cui le immagini vengono a noi e ci raccontano della trappola e del cerchio chiuso che si nascondono nella cosiddetta realtà, Kubrick ha creato un laboratorio estremo. Oltre gli schemi con cui presumiamo di distinguere fra la verità e la simulazione, la ragione e l’istinto, il sogno e la veglia, e tenere a distanza la follia e l’orrore. 

Guido Barlozzetti

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Guido Barlozzetti, scrittore, esperto di cinema, conduttore del Caffè di Raiuno, ama il cinema da sempre. Non sarebbe importante farlo sapere, se non per spiegare la passione da cui nasce Labirinto K.
Ha incontrato Kubrick nella sala buia, da spettatore che guarda e si mette in ascolto. Sa che Stanley era un uomo meticoloso, preciso e attento ai dettagli, e quindi, cosciente del rischio che si è assunto a viaggiare nella sua testa, confida nella sua ironia.

Massimo Achilli, regista, fotografo, autore di opere multimediali, installazioni fotografiche, performances teatrali, collabora da anni con diversi musicisti in particolare nell’ambito del jazz e con altri artisti e scrittori per la realizzazione di spettacoli presentati in festival multimediali sia in Italia che all’estero.
Cura il progetto visivo dello spettacolo.

Enzo Pietropaoli, un artista che con il contrabbasso continua ad esplorare il pianeta jazz e, in generale, della musica.
Ha suonato con i protagonisti della scena internazionale del Jazz e ha intrapreso un percorso che lo ha visto band leader, co-leader e sideman.
Per lo spettacolo ha composto una banda-sonora originale.
http://www.enzopietropaoli.com/
Teatro Palladium – Università Roma Tre
Sito ufficiale: http://teatropalladium.uniroma3.it/
Pagina FB: https://www.facebook.com/search/top/?q=teatro%20palladium

Prevendite:
biglietteria.palladium@uniroma3.it – tel. 327 2463456 (orario 10:00-13:00 / 15:00 – 20:00)
http://www.liveticket.it/TeatroPalladium

Organizzazione e promozione Teatro Palladium: Music Theatre International
Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044+39 328 4112014info@elisabettacastiglioni.it

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE IL DUO ACUSTICO CYWKA PRESENTANO IL LORO VIDEOCLIP ALLO SPAZIOQ8 DELL’ISOLA TIBERINA … E MARIO ORFEI SFILA CON I SUOI ABITI – di Sara Lauricella

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Doppio evento giovedì 25 agosto 2017, con ingresso gratuito, allo SpazioQ8 dell’Isola del Cinema: alle 20 ci sarà  la  presentazione del videoclip “La violenza va denunciata” con il brano musicale del duo CYWCA “Io meno te” ed, alle 21,15 si terrà la sfilata di moda dalla collezione Reflex dello stilista Mario Orfei, da tempo impegnato nella lotta contro la violenza di genere. I due eventi saranno condotti da Giovanni Fabiano Direttore artistico della rassegna Cinema&Libri. I CIWKA, formazione in duo acustico composta da Tiziana Stefanelli – voce – e Riccardo Paci – chitarra classica, hanno scritto il brano “Io meno te” con il preciso scopo di trattare la spinosa tematica della violenza sulle donne. Il pezzo  è contenuto nel mini cd “Messaggi” , a sua volta  facente parte di un più ampio progetto sui diritti umani in via di produzione. titti & ricky (da fotoshop)

 

 

Per via della complessità del progetto, la costruzione del video è iniziata nel 2016 ed è stata molto curata già a partire dalla sceneggiatura, che ha voluto evidenziare la problematica senza voler mostrare alcuna forma di violenza fisica e volendo incentrare il tema sulla violenza all’anima della donna vittima.  La realizzazione del clip, a cui hanno partecipato anche nomi noti quali Erminia Kobau di Uomini e Donne, Marco Marchese, Lucilla Monaco e Maria Castaldo, è stata avvalorata dalla collaborazione con i Carabinieri di Fano, città dove è stato girato il video. Centrale la scena della “rivolta” in cui la vittima denuncia il suo accaduto ed “apre il varco” alle altre donne vittime per uscire dal silenzio. Come vetrina di presentazione in anteprima nazionale, i CIWKA hanno scelto la Rassegna Cinema & Libri, nello Spazio Q8 di Isola del Cinema a Roma, rassegna che, in questi lunghi anni, ha spesso abbracciato tematiche forti ed attuali. La serata vedrà protagonista anche il designer romano MARIO ORFEI il quale, oltre a proporre le sue creazioni della collezione REFLEX, vestirà la cantante del duo Tiziana Stefanelli e la copresentatrice della sfilata Maria Castaldo. orfei

 

L’evento sarà seguito da importanti personaggi del mondo dello spettacolo, del giornalismo e dei media, e delle istituzioni. Una serata da seguire e da ascoltare … con tutti i sensi.