GIOSETTA FIORONI POP SENTIMENTALE al MAXXI

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Presentato da Piero Mascitti

Regia di Gabriele Raimondi
Soggetto  Didi Gnocchi
Sceneggiatura di Sabina Fedeli 

Con  la voce narrante di Elena Russo Arman

Giovedì 25 ottobre 2018 – ore 19,30

MAXXI
Via Guido Reni, 4/a, 00196 Roma RM

Ingresso: € 10

Sarà presente l’artista
Giosetta Fioroni

Ultima esponente della scuola romana di Piazza del Popolo ed unica donna del gruppo che può essere considerata la risposta italiana alla Pop Art degli USA, Giosetta Fioroni è senza dubbio annoverata tra gli artisti più riconosciuti nel panorama internazionale. A lei è dedicato un documentario, prodotto da 3D Produzioni per Sky Arte, presentato da Piero Mascitti e realizzato con la collaborazione dell’Istituto Luce, che ripercorre la sua vita d’artista riscoperta a livello internazionale con una serie di mostre e di incontri a Roma, Mosca, Parigi, nella campagna veneta e Milano, dove le è stata recentemente dedicata una grande retrospettiva, inaugurata nella primavera 2018 al Museo del ‘900.
Attraverso i ricordi della stessa Fioroni, intervistata nello studio e nella casa di Roma, riviviamo una stagione dell’arte e della cultura italiana, nonché uno sguardo ‘femminile sul femminile’ di estrema attualità attraverso il quale i racconti sposano tanto le memorie sulla difficoltà personali in quanto donna per imporsi a livello artistico, quanto aneddoti su colleghi ed amici che ha intersecato nel corso della sua carriera – da Mario Schifano a Federico Fellini e Marcel Duchamp.
Su tutti il ricordo dell’amore per il compagno, lo scrittore Goffredo Parise, con cui ha attraversato con leggerezza e lucidità i conflitti sociali e ideologici di quegli anni.
Arricchita da diverse fonti documentarie e di repertorio, l’opera – su soggetto di Didi Gnocchi, sceneggiatora di Sabina Fedeli e regia di Gabriele Raimondi – si completa con le interviste ad amici, artisti, stilisti, critici, curatori che l’hanno incontrata e hanno condiviso con lei affetti e passioni, e che corrispondono ai nomi di Hans Ulrich Obrist, Maria Grazia Chiuri, Pierpaolo Piccioli, Francesco Vezzoli, Achille Bonito Oliva, critico, Paola Pitagora, Marco Meneguzzo, Marzio Breda, Guido Ceronetti, Giorgio Amitrano, Silvia Tofanelli, Lina Sari, Olga Strada e Piero Mascitti.
Il documentario, che sarà presentato in anteprima giovedi 25 ottobre 2018 all’Auditorium del MAXXI nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, sarà messo in programmazione dal canale Sky Arte a partire dal 26 ottobre alle 20,10.
Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014 –info@elisabettacastiglioni.it

GIOSETTA FIORONI
POP SENTIMENTALE 

CAST TECNICO
Regia di Gabriele Raimondi
Soggetto di Didi Gnocchi
Sceneggiatura di Sabina Fedeli
DOP Lorenzo Giromini
Montaggio Gabriele Raimondi
Produttore Esecutivo Gloria  Bogi
Tema musicale originale “Night Tredici” di Remo Anzovino eseguito  al pianoforte  dall’autore
Voce narrante Elena Russo Arman
uno speciale ringraziamento a Spirale d’idee

Una produzione  3D Produzioni  per  Sky Arte
presentata  da Piero Mascitti
realizzata  in collaborazione  con Istituto Luce -Cinecittà

Formato HD
Durata  55′

3D PRODUZIONI
http://www.3dvideo.it/


BIOGRAFIE

GABRIELE RAIMONDI, REGISTA
Regista e montatore di documentari, è nato nel 1980.
Dopo la laurea in lettere moderne con una tesi su “iconoclastia e cinema” comincia a lavorare con la casa di produzione milanese 3D Produzioni con cui realizza video di argomento storico, artistico e culturale.
Alcuni documentari:
Pier Paolo Pasolini – Maestro corsaro
La storia della Triennale di Milano
UltraDorfles
Damien Hirst – Treasures from the Wreck of the Unbelievable
Alle produzioni video ha affiancato l’insegnamento e la formazione professionale nelle scuole e in carcere.

DIDI GNOCCHI, PRODUTTRICE E AUTRICE DEL SOGGETTO
Giornalista e scrittrice, è amministratore unico di 3D Produzioni, con la quale ha realizzato una lunga serie di documentari su storia, arte e cultura. Nell’ultimo anno la società ha prodotto 3 documentari per la grande arte al cinema: “Hitler contro Picasso e gli altri” con Toni Servillo, “Van Gogh tra il grano e il cielo” con Valeria Bruni Tedeschi e “Klimt e Shiele, eros e psiche” con Lorenzo Richelmy. In lavorazione tre nuovi documentari per il cinema: “Il Prado”, “Hermitage” e Gauguin a Thaiti”, nelle sale nel 2019. Didi Gnocchi comincia come giornalista de la Provincia Pavese dal 1981, nel 1985 passa a Mediaset dove per vent’anni, come inviata si occupa di reportage e inchieste sul neonazismo in Austria e Germania e poi, per 10 anni, fino al 2001 segue per i tg mediaset gli avvenimenti nell’ex Unione Sovietica. Nel 1999 pubblica per Einaudi il libro “Odissea Rossa”, storia di uno dei fondatori del partito comunista italiano, morto nelle purghe staliniane. Nel 2000 la voglia di sperimentare percorsi produttivi autonomi e indipendenti la porta a fondare una propria società, 3D Produzioni. Il primo documentario realizzato è Betty Bee, sopravvivere d’arte, che vince il primo premio al Torino Film Festival. In questi anni scrive e produce una serie di documentari in onda su Rai e Mediaset, Le streghe della notte, La casa sul lungofiume, Tutti gli uomini di Stalin, I giusti del gulag e L’altro Vietnam, e la serie in sei puntate condotta da Paolo Mieli in onda su Rai 3, “Storia della Prima Repubblica”. Per le Grandi Opere della casa editrice Utet cura tre documentari sulla storia della Shoah – Il processo Eichmann, Il processo di Norimberga e Il giudice dei giusti. Crea nel 2007 prima web tv dedicata ai temi di design architettura e arte, Ultrafragola Channels, che nel suo primo anno di vita riceve il premio Yahoo come miglior sito di design. Nel 2009 3D Produzioni e Piccolo Teatro di Milano lanciano la web tv dedicata agli spettacoli del teatro (www.piccoloteatro.tv), che si aggiudica nel 2013 il Premio Prix Italia come miglior web tv. Nel 2013 si aggiudica il Premiolino – “Per aver creato la prima Web Tv italiana dedicata all’arte, alla cultura e al design, adottando con coraggioso spirito pioneristico gli strumenti e i linguaggi più innovativi pur restando fedele ai valori del miglior giornalismo tradizionale”. A partire dal 2013 comincia una intensa collaborazione con Sky Arte HD con documentari e serie tv sui temi legati al canale: design, architettura, arte e letteratura. Nel 2017 dirige il documentario ‘Canto alla durata. Omaggio a Peter Handke’, con la partecipazione straordinaria dello scrittore tedesco intervistato nella sua casa fuori Parigi.

SABINA FEDELI, AUTRICE DELLA SCENEGGIATURA
Sabina Fedeli giornalista televisiva dal 1986. In qualità di inviato copre per Mediaset eventi di cronaca nazionale e internazionale con servizi per i telegiornali del gruppo e reportages: la guerra nella ex Jugoslavia, la crisi israelo-palestinese, il golpe a Mosca, la crisi algerina degli anni ‘90, le rivoluzioni in nord Africa. Varie inchieste sulla violenza alle donne, sull’inquinamento ambientale, sulle ecomafie. Particolare approfondimento sul tema dell’immigrazione e del fondamentalismo islamico. Ha collaborato alle trasmissioni Spot e Linea Diretta di Enzo Biagi e al settimanale di approfondimento Contro Corrente di Indro Montanelli e Paolo Granzotto. Cura programmi di approfondimento quali Link Cronache dell’era digitale e Mission. Collabora con varie testate da Panorama a Vanity Fair (intervista esclusiva a Giovanni Falcone e le lettere inedite dal carcere di Adriana Faranda) a D Donna. Fa parte della redazione di Terra! il settimanale di approfondimento del Tg5, poi di Rete 4, a cura di Toni Capuozzo. Nel 2003 vince il premio Alpi per il lo speciale di approfondimento Metti a fuoco e scappa. Nel 2007 le viene assegnato il Premio Giornalistico Marco Luchetta per il servizio La casa dell’orrore. Il delitto d’onore in Palestina. Nel 2011 riceve il Premio Alpi della critica per il reportage Le perseguitate. Per Doc3 ha realizzato il documentario Io sono Yoav, storia di una delle vittime della presa d’ostaggi all’YperCacher di Parigi nel gennaio 2015. Come free-lance realizza ritratti e storie di artisti per SKY arte e RAI storia.

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Il PREMIO CESARE ZAVATTINI approda al Lido di Venezia

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Lunedì 3 settembre 2018 – Ore 10,30

75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Italian Pavilion – Hotel Excelsior
Lungomare Guglielmo Marconi, 41 – Venezia Lido (VE)

Interverranno:
Paolo Baratta – Presidente della Biennale di Venezia
Alberto Barbera – Direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia
Enrico Bufalini – Direttore dell’Archivio Storico, Cinema e Documentaristica Istituto Luce Cinecittà
Antonio Medici – Direttore artistico Premio Zavattini
Vincenzo Vita – Presidente Fondazione Archivio Audiovisivo Movimento Operaio e Democratico

Saranno inoltre presenti:
Laura Delli Colli – Presidente Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani
Giuseppe Giulietti –  Presidente Federazione Nazionale della Stampa Italiana

La presentazione sarà preceduta alle 10 dalla proiezione delle opere vincitrici della prima edizione del Premio
Il PREMIO CESARE ZAVATTINI approda al Lido nell’ambito della settantacinquesima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia! Lunedì 3 settembre, alle ore 10,30, avrà infatti luogo la presentazione della terza edizione del concorso pubblico rivolto a giovani filmmaker, professionisti e non, che ha la particolarità di stimolare e premiare l’originalità, la sperimentazione, il “tradimento” e il rimescolamento dei generi nell’ambito del riuso del cinema d’archivio.

Si tratta di un’occasione unica per comprendere, comunicare e sperimentare percorsi di massima apertura alla riutilizzazione del nostro patrimonio filmico, attraverso l’adozione di licenze aperte e la valorizzazione delle opportunità offerte dal Web. Una nobile causa che ha l’obiettivo di stimolare la creatività dei giovani tramite una diversificata reinvenzione della documentazione del passato con innovazioni e tecnologie moderne, che è stata favorevolmente già accolta da prestigiosi enti con i quali la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, artefice dell’iniziativa, collabora, e che viene ora sposata con entusiasmo dai vertici della Biennale di Venezia.unnamed

 

All’interno dell’Italian Pavillion dell’Istituto Luce-Cinecittà, partner della manifestazione, parteciperanno infatti, insieme al Direttore dell’Archivio Storico, Cinema e Documentaristica Enrico Bufalini, al direttore artistico del Premio Antonio Medici, e al presidente AAMOD Vincenzo Vita, i vertici della Biennale nel suo presidente Paolo Baratta e direttore della Mostra cinematografica Alberto Barbera. In tale contesto interverranno anche Laura Delli Colli, presidente Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani e Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Un’occasione per conoscere lo status del Premio, i nuovi progetti in corso e i lavori della neo-giuria costituitasi per l’edizione 2018, oltre alle nuove opportunità che il Premio Zavattini offre ai talenti per far crescere, reinterpretare e attualizzare la storia con uno sguardo espressivo “new generation” su presente e futuro.

La presentazione sarà preceduta alle 10 dalla proiezione di tre opere vincitrici della prima edizione del Premio: si tratta di Blue Screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo, Fuori programma di Carla Oppo e Massimino di Pierfrancesco Li Donni.

Il Premio Zavattini è promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (di cui lo stesso Zavattini fu primo presidente), sostenuto dalla Siae e dal MiBACT (attraverso il bando “Sillumina”) e dalla Regione Lazio, e realizzato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni.

www.premiozavattini.itwww.aamod.it

+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

PREMIO ZAVATTINI 2018: SCELTA LA GIURIA CHE DECRETERA’ I FINALISTI

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È stata nominata la Giuria che selezionerà i dieci progetti finalisti del PREMIO CESARE ZAVATTINI 2018, il concorso pubblico rivolto a giovani filmmaker professionisti e non, di qualsiasi nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, dedicato al riuso creativo del cinema d’archivio.
A presiedere la Giuria sarà Susanna Nicchiarelli, che lavorerà insieme a Ugo Adilardi, Elisabetta Lodoli, Roland Sejko e Giovanni Spagnoletti per scegliere i dieci migliori progetti di cortometraggio documentario tra i tantissimi pervenuti. I rispettivi autori potranno prendere parte a un percorso di formazione e sviluppo con importanti professionisti del cinema italiano, utile ad approfondire le proposte e a confrontarsi con le potenzialità creative del grande patrimonio cinematografico che la Fondazione Aamod, l’Istituto Luce – Cinecittà e gli altri archivi partner del Premio Zavattini mettono gratuitamente a disposizione.
“In questo momento – dichiara la presidente Nicchiarelli – credo che più si incoraggiano i giovani registi e sceneggiatori alla sperimentazione di nuovi linguaggi più ne possiamo trarre tutti ricchezza, perché il cinema più “libero”, se così lo vogliamo chiamare, è in una fase di fermento e ridefinizione dei propri linguaggi e confini. Il riuso del materiale di repertorio tra le possibilità linguistiche degli ultimi anni si è rivelato estremamente appassionante, sia per gli autori che per gli spettatori: io stessa ne ho fatto ricorso nei miei film e documentari e trovo che capire come immagini girate con uno scopo possano assumere una emotività completamente diversa in un contesto nuovo, significa comprendere a pieno non solo il valore storico di queste immagini, ma anche la forza comunicativa delle immagini in quanto tali, la responsabilità di chi le gira e le monta e la potenza che esse mantengono nel tempo. Poter attingere ad archivi come quelli dell’AAMOD e del Luce è uno stimolo incredibile e sono sicura che ci saranno molte idee interessanti”

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“Ringrazio Susanna Nicchiarelli – continua Antonio Medici, direttore artistico del Premio – per aver accolto la proposta di presiedere la Giuria del Premio Zavattini 2018, e Ugo Adilardi, Elsabetta Lodoli, Roland Sejko, Giovanni Spagnoletti di aver accettato di farne parte. Rappresentano professionalità importanti del nostro cinema, che possono valutare al meglio le tante proposte progettuali che sono giunte nell’ambito del Premio, in sintonia con il suo obiettivo volto a stimolare creatività e sperimentazione nel riuso del cinema d’archivio, senza rinunciare al confronto critico con la memoria, con la ricerca di senso e con le domande più urgenti del presente”.
Gli autori delle opere finaliste avranno la possibilità di partecipare a un percorso formativo e di sviluppo guidato da affermati professionisti. Al termine dell’itinerario formativo, la stessa Giuria sceglierà tre progetti vincitori che, oltre a utilizzare liberamente (con licenze Creative Commons) il materiale filmico dell’Aamod e degli archivi partner, tra cui quello dell’Istituto Luce-Cinecittà, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (produzione e post-produzione) – la cui fase di lavorazione è prevista fra gennaio e giugno 2019 – e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, sostenuta dalla Siae e dal MiBACT, attraverso il bando “Sillumina”, e dalla Regione Lazio, e realizzata in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni. Il Premio si avvale di un Comitato di Garanti presieduto da Arturo Zavattini e composto dai rappresentanti di tutte le istituzioni che contribuiscono a realizzarlo.

 

Sito ufficiale: http://premiozavattini.it

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
www.aamod.itinfo@aamod.itapalandrani@aamod.it
Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it
I GIURATI

SUSANNA NICCHIARELLI
Ha scritto e diretto molti corti e documentari, e due lungometraggi: “Cosmonauta”, del 2009, vincitore del premio Controcampo alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e nominato come miglior esordio ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, e “La Scoperta dell’Alba”, del 2013, presentato alla Festa del Cinema di Roma. Ha realizzato anche due corti di animazione in stop-motion: “Sputnik 5”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, vincitore del Nastro d’Argento e distribuito nelle sale assieme al film “Cosmonauta”, ed “Esca Viva”, presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2012.
Ha partecipato alla 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con “Nico”, 1988, biopic incentrato sugli ultimi anni della cantante Christa Päffgen, in arte Nico. Il film, molto apprezzato dalla critica, ha vinto il premio Miglior Film nella sezione Orizzonti ed è uscito nelle sale italiane il 12 ottobre 2017.

UGO ADILARDI
Regista, produttore e direttore della fotografia, inizia a lavorare nel 1968 realizzando documentari socio-politici e antropologici. Nel 1988 fonda con Marco Visalberghi e Gianpiero Tartagni la società Paneikon. Si specializza nella realizzazione di documentari naturalistici e realizza importanti coproduzioni con i maggiori broadcaster internazionali, tra cui National Geographic, BBC, Discovery Channel, NHK Tokio, Canal +. Tra i suoi film si ricordano: Goodbye Anatolia (1976), L’addio a Enrico Berlinguer (1984), L’amico immaginario (1994) e Un silenzio particolare (2004).

ELISABETTA LODOLI
Laureata in filosofia a Bologna, nel 1989 ha ottenuto un master in regia cinematografica e televisiva presso il California Institute of the Arts di Los Angeles. Nello stesso anno dirige il suo primo cortometraggio intitolato “Off Season” che vince il Gabbiano d’Argento al Festival di Bellaria, in Romagna. Nel 1996 dirige e cura la sceneggiatura del film “La Venere di Willendorf” che ottiene una nomination in Olanda, al Rotterdam International Film Festival[2]. In seguito ha lavorato principalmente per la televisione italiana, dirigendo tra l’altro il film per la tv “Più leggero non basta” (1998) Tra i suoi documentari “Ma l’amore c’entra?”, incentrato sulla violenza contro le donne nelle relazioni affettive, testimoniata da uomini coinvolti in maniera diretta.

ROLAND SEJKO
Dal 1995 lavora presso l’Archivio Storico dell’Istituto Luce Cinecittà dirigendo la redazione di archivi cinematografici. È stato per molti anni direttore responsabile di “Bota Shqipatre”, l’unico periodico in albanese pubblicato in Italia. Nel 2008 realizza come sceneggiatore e regista il suo primo documentario, “Albania il paese di fronte” prodotto da Istituto Luce e History Channel. Nel 2013 firma come sceneggiatore e documentarista “Anija – la nave”. Presentato per la prima volta al Torino Film Festival e poi distribuito nei cinema italiani, “Anija” ha partecipato a decine di festival e ha vinto il David di Donatello come miglior documentario dell’anno.
Nel 2014 ha realizzato più di 20 installazioni video come curatore artistico e direttore della mostra “Luce: immaginario l’italiano” aperta da diversi mesi nel Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma. Tra le sue ultime opere: il lungometraggio documentario “Pritja” (2015) e “L’attesa”, unico film italiano in concorso al Taormina Film Fest 2016.

GIOVANNI SPAGNOLETTI
Professore di Storia e Critica del Cinema all’Università “Tor Vergata” di Roma, è stato direttore artistico della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. È il direttore della rivista trimestrale di studi cinematografici “Close-up” e del mensile su Internet “Close-up on Line”. Autore e/o curatore di più di sessanta pubblicazioni ha collaborato e/o collabora a “Studi Germanici”, “Bianco&Nero”, “Cineforum”, “Altro Cinema”, “Movie”, “Il Manifesto”, “L’Unità”, “Il Mattino”, “Rinascita”, “L’Espresso”, a RAI 3 e ai quotidiani tedeschi “Süddeutsche Zeitung” e “Frankfurter Rundschau” (Francoforte).