Clown dottori dalla corsia alla magia: allegria e solidarietà al Teatro Greco di Roma

locandinaDomenica 13 Gennaio 2019 al Teatro Greco di Roma

Via Ruggero Leoncavallo 10 – Ore 10.30

Clown dottori dalla corsia alla magia: allegria e solidarietà con il duo Rufus&Coriandolo Show

Uno spettacolo gratuito all’insegna dello stupore e del divertimento per grandi e bambini con due straordinari artisti della scuola di circense di Cascina. Tra illusionismo e comicità uno spettacolo unico durante il quale verranno estratti i biglietti vincenti della Clowndotteria solidale. Qui tutti i dettagli…

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ROMA – Un spettacolo esplosivo, dove gag di tradizione circense, illusionismi e comicità si fondono in maniera irresistibile, dando vita ad un divertente spettacolo dove il pubblico è sempre protagonista. La onlus dei clown dottori Comici Camici vi invitano Domenica 13 gennaio (ore 10,30) al Teatro Greco di Roma per lo gratuito (ma con prenotazione obbligatoria) One Man, Anzi Two Men Show” di e con Rufus e Coriandolo.

Organizzato dalla Onlus Comici Camici, finanziato e patrocinato dalla Regione Lazio e dal Municipio II, lo spettacolo unico nel suo genere vedrà sul palco Alessandro Frediani (Coriandolo) e Cristiano Masi (Rufus), un duo di clown nato nel 2001 lavorando come clown di corsia in ospedale, esibendosi in numerosi contesti socio-sanitari e non. Ma è solo nel 2013 che decidono di fondare un duo stabile. Oggi sono entrambi insegnanti della Scuola di Circo Cooperativa “Chez nous…Le Cirque!” di Cascina (PI) e membri del Club Magico Pisano, mettendo le competenze acquisite in questi anni al servizio delle loro esibizioni.

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Il filo conduttore dello spettacolo è il tentativo da parte di uno dei due protagonisti di conquistare il palco, ma puntualmente quando è sul punto di farlo, il suo amico/nemico collega sbriciola tutto con trovate inaspettate, rocambolesche ed esilaranti. Momenti di grande comicità alternati ad altri di poesia, il tutto condito da Illusionismi e Magie. Accanto a numeri comici ed elementi di clownerie e jonglerie, ampio spazio è dedicato alla magia comica e, soprattutto, all’improvvisazione, ancora una volta con un costante coinvolgimento del pubblico. Prima dello spettacolo, inoltre, saranno estratti i biglietti vincenti della Clowndotteria solidale.
Insomma il divertimento è garantito nella prestigiosa cornice di uno dei teatri storici della Capitale. “La giornata del 13 vuole essere il nostro personale ‘grazie’ a quanti ci sostengono spiega la clown dottoressa ‘Ercolina’ dei Comici Camici – a chi parteciperà perché curioso di conoscerci per la prima volta e al territorio che ci ha accolti con tantissimo affetto.” La Cooperativa Sociale Onlus Comici Camici, infatti, da più di dieci anni è impegnata in diverse realtà ospedaliere e sociali a Roma e dintorni: “In tutti questi anni – prosegue la clown dottoressa ‘Ercolina’ – abbiamo potuto constatare quanto l’incontro tra un Clown Dottore e un bambino o un adulto in difficoltà generi un vero e proprio effetto benefico sulla malattia tanto da far diventare l’umorismo, l’allegria e il sorriso una terapia.

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Per quanti lo desiderano è ancora possibile acquistare i biglietti della Clowndotteria al costo si Euro 2,50 cadauno online scrivendo a info@comicicamici.it, chiamando il numero 06.5431799, acquistandoli fino a sabato 12 Gennaio presso ‘Bottega 58’ Via Capponi 58 (Furio Camillo) oppure in teatro la mattina stessa dello spettacolo. Il ricavato sosterrà i progetti dei clown dottori negli ospedali pediatrici del Bambino Gesù di Roma e Palidoro e del San Camillo. Partecipate numerosi e contribuite a rendere l’ospedale un luogo colorato come un arcobaleno, caldo come un camino acceso, amorevole come una famiglia!

INFO E PROGRAMMA:

Teatro Greco, Roma
Via Ruggero Leoncavallo 10 (Viale Somalia)

Ore 10.30 entrata
Ore 11.00 inizio estrazione animata ricevute vincenti
ore 11.30 spettacolo di magia comica con Rufus e Coriandolo

SPETTACOLO GRATUITO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA:

info@comicicamici.it – 06.5431799

http://www.comicicamici.it

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I Colori del Natale… invadono la bella Pesaro

IMG_20181212_175955L’evento, I Colori del Natale 2018, alla sua prima edizione, è organizzato dall’Ottavo Quartiere del Comune di Pesaro in collaborazione con l’associazione aTuttotondo sotto la direzione artistica dell’artista Pesarese Francesca Guidi by Arte dei Led.  Sabato 22 Dicembre alle ore 17.30 presso la Sala dell’ ex Cinema di Borgo Santa Maria Pesaro (PU).
Un ricco programma di divertimento, canto, ballo e solidarietà. Special Guest canti Natalizi la bravissima Elisa del Prete reduce dalle selezioni di Area Sanremo Giovani, il piccolo Luca Fattori, gli angeli del Natale con Camilla Rupalti e Melory Bianchi performance di ballo a tema, Sfilata di MODA Bimbi con Allegri Mosaici di Feliciana Cenerini, sfida per il Miglior “Babbo” Natale 2018 non è altro che un riconoscimento ai papà che si metteranno in gioco attraverso la simpatia, la generosità, per vincere il primo premio un buono sconto dell’agenzia viaggi Eli.Ka di Montecchio, secondo premio un  abbonamento mensile offerto da Altis Fitness Club, terzo premio una maglietta I Colori del Natale 2018.
Special Guest Ivan Cottini il primo ballerino al mondo malato di Sclerosi Multipla,
Altra presenza importante Asia D’arcangelo testimonial lega Fibrosi Cistica Marche.
Ci sarà poi l’arrivo di Babbo Natale che raccoglierà le letterine dei piccini  nell’originale Cassetta Natalizia!
Verrà inoltre offerto un buffet con degustazione di vini della cantina Selvagrossa, Castagne, Vin Brule’, dolci e salati.
Presenta Francesca Guidi
Si ringrazia
Oreficeria Nobili, Gemelli Lounge bar, Conad 2000, Ag. Ass. Groupama di Loredana Ubaldi, Macelleria Gabbanini, Autoscuola Dino, Farmacia Borgo S. Maria Dott. Ssa Rovetti, Ovani Paolo, Forno Scavolini, Acconciature Valerio & Terzo, Ag. Immobiliare Plancasa, Apicoltura Lucchetti, nonsoloFiori.

L’Ottavo Quartiere sarà lieto di accogliere grandi e piccini

FEET FANTASY AL TEATRO TOR BELLA MONACA DI ROMA. I PIEDI ARTISTICI PER GRANDI E PICCINI

FEET-FANTASY

venerdì 6 e sabato 7 aprile ore 21
domenica 8 aprile ore 17,30

Mai i nostri piedi si sono sentiti così liberi

di e regia Monsieur David
con Monsieur David,  Federica Gumina, Michela Iallorenzi, Sandra Graniti e Alan Maggi

Un luogo dove il tempo sembra si sia fermato. Uno spazio fatto di sensazioni, ascolto, empatia con l’ambiente. Un presente dove il corpo ci comunica una strada, una vita, un ruolo. Questa è la sensazione che si ha entrando nel Feet Fantasy, un luogo dove la fantasia del fanciullo fa da padrona, un contenitore apparentemente nero che poco a poco rivelerà i suoi colori, i colori dell’anima creativa la cui esigenza è quella di manifestarsi nella sua autenticità. I piedi e le mani sono i protagonisti di questo show, dove si raccontano storie comiche, poetiche e sognanti, sognanti come “Fiore di fango”.

BIGLIETTI
intero 10,00 Euro
ridotto 8,00 Euro
giovani 7,00 Euro
prezzo speciale GIFT CARD 7,50 Euro

DOMENICA TEATRO IN FAMIGLIA | Biglietto unico 6 Euro

►► E alle 17 ►► PARENTESI LETTERARIE | STORIE PER I PIU’ PICCOLI

A cura di Infinite Parentesi

Una sessione di letture animate drammatizzate, tratte dai classici della letteratura per l’infanzia collegati al tema dello spettacolo.

info e prenotazioni 06 2010579
promozione@teatrotorbellamonaca.it

BEFANA IN … POLIZIA … AD OSTIA

La BEFANA  POLIZIOTTA??? Eh già quest’anno butta gli abiti da vecchina e mette la divisa blu!!!! Accompagnata da tanti, tanti amici ed artisti.
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ECCOCI CI SIAMO!
IL 6 GENNAIO 2016 DALLE 15.30 TORNA L’EVENTO PER PICCINI E GRANDI DELL’ANNO, LA BEFANA IN POLIZIA SAP.
ECCO L’INVITO VALIDO PER 2 PERSONE (INGRESSO GRATUITO)!
SIETE INVITATI TUTTI SENZA NESSUNO ESCLUSO PERCHE’ IN QUESTO MOMENTO BISOGNA ESSERE DAVVERO UNITI, ASPETTIAMO TUTTI I CITTADINI E TUTTI GLI OPERATORI DELLA SICUREZZA. CI SARANNO DECINE DI GRANDI ARTISTI CHE SVELEREMO A BREVE.
PER INFO: 3931634631 (WAPP) – russo@sap-nazionale.org – lazio@sap-nazionale.org .  Segui l’evento su facebook
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Storia di una Marionetta….

I Petali di Miriam … Storia del viaggio di una MARIONETTA

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SU UN TRENO UNA NOTTE

Un fischio e il treno si avvia nella notte. Qualcuno apre la porta del secondo scompartimento dove siede un solo passeggero.

“Posso?”

“Certo, sieda dove vuole, è tutto libero.”

Il nuovo passeggero sistema in alto il suo bagaglio, una vecchia sacca chiusa con uno spago e si siede di fronte all’altro. Il treno, che sta prendendo velocità, è un parente povero di tutte le Frecce, non ha neanche un nome come loro, ma non se ne cura nel suo andare lento nella notte che scende.

“Va lontano?”

“Forse si, forse no.”

“Come?” Il primo viaggiatore chiude il quaderno su cui sta scrivendo e guarda incuriosito il nuovo arrivato.

“Non si meravigli, ma sa io sono un po’ speciale.”

“Chi di noi non lo è, ciascuno con la propria ricchezza.”

“Che belle cose dice…”

“Grazie, a volte le scrivo pure.”

“ Ma…allora è uno scrittore!”

“Per scrivere scrivo, se sono proprio uno scrittore non so.”

“Ma se scrive?”

“Beh, questo non vuol dire, anche se lo faccio spesso, vede porto sempre questi con me.” E mostra alcuni quaderni con penne e matite.

“Deve essere molto bello saper scrivere.”

“E lei scrive?”

“O no! Nessuno mi ha insegnato a farlo.”

“Che peccato! Vede per me non passa giorno senza una riga…”

“E…cosa scrive?”

“Tutto quello che mi attraversa il cuore!”

“Però…”

“Ho scritto storie di sogni e magie improbabili ma belle, ho scritto della vita che scorre fra lacrime e sorrisi, ho scritto di albe nate a far scordare il dolore e di passi protesi verso orizzonti nascenti…”

“ E’ fortunato sa, per me questo è impossibile.”

“Ma lei esprimerà la sua creatività in qualche altro modo, di che cosa si occupa?”

“Di niente! Sono solo un povero…”

“Un povero?…”

“Non so come dirlo…”

“Suvvia ci provi e poi chissà che non mi appassioni alla sua storia!”

“La mia non è certo una bella storia…”

“Racconti, mi ha incuriosito.”

“Beh prima di tutto io sono…”

“Si…”

E il passeggero tira il fiato : “ sono un burattino…”

“Cosa!?”

“Ha capito bene, sono un burattino di cartapesta, colori e stoffa, cui uno spirito gentile ha dato un soffio di vita.”

“Ma i burattini sono Pulcinella, Arlecchino, Colombina e tutti gli altri che da sempre si affacciano dai teatrini e lei non mi sembra uno di questi.”

“Quelli sono stati i primi, poi siamo arrivati noi, burattini di strada…”

“Deve aver molto da raccontare allora!”

“Non credo proprio.”

“Scherza! Un burattino di strada che sale su un treno nella notte! Chissà quanto ci sarebbe da scrivere”

“Grazie, ma le assicuro che c’è poco da dire, tantomeno da scrivere, sono solo un povero burattino finito per caso nella…spazzatura.”

“Come!” E lo scrittore si avvicina al compagno di viaggio: “sa io non credo al caso, tutto ciò che avviene, per sentieri che non ci è dato sapere deve accadere….”

“Se lo dice lei…Ma vorrei chiederle qualcosa anch’io, quello che scrive qualcuno poi lo legge?”

“Ecco questo è un problema, non è sempre facile trovare chi è disposto a farlo.”

“Le sue fiabe piaceranno ai bambini.”

“Ma…i bambini leggono poco le fiabe, oggi sono più presi da altri giochi!”

“Potrebbe sempre scrivere sceneggiature per qualche teatrino…”

“ Non so chi potrebbe interpretarle…ma forse se lei mi parla di sé…”

“Ma quando mai la vita di un povero burattino come me può interessare uno scrittore come lei!”

“Non è così, tutti hanno dentro qualcosa che vale la pena di ascoltare.”

“Non so..” E il burattino guarda lontano, oltre il finestrino dove nuvole oscure si nascondono nella notte e ricorda il momento in cui anche lui stava per perdersi in quel buio. Dopo un po’ si volta verso il compagno di viaggio.

“ C’era una volta un uomo grande e pieno d’amore, la vita non lo aveva risparmiato nelle delusioni e negli addii, ma lui non aveva permesso che gli portassero via il sorriso e la voglia di dare. Aveva così cominciato a raccontare fiabe a certi bambini che non avrebbero saputo neanche leggerle. A primavera poi li portava nei campi a spiare i fiori che spuntavano. D’estate su auto di fortuna, che scordavano sempre qualche pezzo sulla strada, arrivava con loro fino al mare, dove le onde spazzavano i brutti pensieri se ce n’erano. Quei ragazzini gli stavano sempre intorno; così, s’era quasi a Natale, pensò di costruire per loro un teatrino e quelli già a ridere tutti contenti. Poi arrivarono i burattini ed io fui tra questi. Per farmi impastò con l’acqua un po’ di carta su cui un tempo aveva buttato giù qualche poesia, poi mi guardò contento e mi mise sull’attenti insieme agli altri, per quello spettacolo che andava sognando. L’avrebbe portato in qualche piazzetta di periferia dove a piccoli dal futuro incerto voleva regalare un sorriso, con una rappresentazione messa su alla buona dagli stessi bambini, che sicuramente avrebbero inventato una storia bellissima da recitare dando voce e movimento a noi burattini.”

“Ma i bambini riescono a fare questo?” Lo scrittore non sa capacitarsi che una storia possa essere improvvisata così.

“Certo, non può immaginare quanto sia importante per un piccolo creare un burattino e poi inventargli una storia intorno in cui, tramite l’identificazione, il bambino parla di sé, dei propri sogni ed emozioni, e poi se anche le paure vengono fuori, dopo non sono più una minaccia e se ne vanno.”

“Burattino, non saprai scrivere e forse neanche leggere, ma le cose che dici tanti con fior fior di diplomi neanche se le sognano!”

“Non voglio darmi arie, ma se soffri tanto poi le cose le capisci di più.”

“E’ vero, ma allora con voi burattini, lasciando libera la fantasia si esce dagli schemi senza paura di perdersi?”

“Certo che anche a voi scrittori le belle parole non mancano…”

“Le parole senza contenuti sono solo bla, bla , bla…”

“Non devi essere uno scrittore noioso…”

“Chissà, ho scritto fra le lacrime, a volte però anche ridendo, ma dimmi burattino dove stai andando?”

“In Francia!”

“Eh!?”

“Sai, un giorno sono venuto a sapere che in Francia un dottoressa cura i bambini con problemi con i burattini.”

“Ma no!”

“Si, lei con il nostro aiuto scioglie i nodi di tenere anime, i bambini infatti il personaggio lo inventano da soli con tempi e ritmi personali.”

“Incredibile e i risultati di questa originale terapia?”

“Tanti, perché il bambino con il suo burattino costruisce una storia, il cui finale lo fa sentire autore della propria vita, anche se lui non se ne accorge.”

“Non avrei mai immaginato che i burattini fossero così importanti!”

“Però…”

“Che vuoi dire?”

“Però io sono finito nella spazzatura…”

“Diventi sempre più interessante.”

“Non è che poi scriverai la mia storia?”

“Tutto può essere, ma tu racconta…”

“Il burattinaio che ci fece non riuscì mai a portarci in scena, che un giorno fu chiamato a fare uno spettacolo più grande in un teatro molto speciale da cui non fece più ritorno. Passano i giorni ed arrivano in molti a mettere sottosopra la sua bottega e in un gran fuoco finiscono i progetti di una vita. Io, per caso, non finii bruciato con i miei compagni perché ero stato accatastato fra altre cose da buttare…e sul mio futuro calò il coperchio di un bidone.”

“Però non sei stato bruciato!”

“Peggio ero diventato un rifiuto…” E il burattino non sa nascondere la tristezza e tace.

“E poi?” Lo scrittore sente salirgli dentro un po’ di pena.

“Poi…mentre il bidone veniva sollevato per essere svuotato, feci un salto e scivolai dietro un albero, senza che nessuno se ne accorgesse. Se avessi potuto avrei chiuso gli occhi, ma quelli dei burattini sono sempre aperti…”

“Povero burattino!”

“Mentre mi inzuppavo di pioggia e piangevo nel vento, ad un tratto mi ricordai della dottoressa francese di cui il nostro burattinaio ci aveva parlato, per darci un’idea del nostro valore. Allora, messi da parte i sogni, pensai di mettermi in viaggio per andare a trovarla ed aiutare così qualche bambino in difficoltà. Ed eccomi qui.”

“Caro burattino sbaglio o hai parlato di sogni?”

“Si, tutti ne hanno almeno uno, guai a perderlo anche nelle difficoltà!”

“Già i sogni danno colore alla nostra anima…”

“E tu scrittore?…”

“ Te lo confido, vorrei tanto che le storie che scrivo, siano un seme d’amore per chi è solo, infelice o disperato e che portino la speranza in un domani migliore…ma forse sono solo un presuntuoso…”

“No caro scrittore sei un generoso sognatore e i sogni a volte si avverano.”

“E il tuo sogno burattino? Oltre a diventare un guaritore?”

“Si, guaritore di anime, ma il mio desiderio non è in Francia…”

“Altrove?”

“Dalla parte opposta…in Sicilia…”

“Che strana idea, ma allora prima vai lì che è più vicino…”

“E se poi non ci riesco?”

“Non so cosa devi fare laggiù, ma se lo desideri veramente devi inseguirlo…scendi da questo treno burattino e cambia strada, per aiutare gli altri bisogna prima essere felici.”

“Ora che m’ero deciso…”

“In Francia andrai dopo.”

“Si…però…ma che ci verresti con me in Sicilia?”

“Che idea, io stavo andando a una fiera di libri, che chissà se un editore lo trovavo…”

“Ma forse dopo avrai una storia più bella da raccontare…”

“La tua?”

“E chi lo sa…”

“Va bene amico, verrò con te, tu mi piaci, sei un burattino molto particolare e hai un cuore che non sempre si trova negli uomini.”

“Allora andiamo…”

Il treno piano piano, nella notte seguiva la sua strada, quando ad una fermata, in una stazioncina di cui s’era perso il nome, vide scendere due passeggeri, uno con una sacca chiusa con lo spago, l’altro con alcuni quaderni e un po’ di penne in mano. I due guardarono il cielo e poi entrarono in una piccola sala d’aspetto con i vetri appannati e poca luce dentro…

 

Miriam Antonacci