Fuorinorma -la nuova rassegna della AAMOD

aamod1/15/29 ottobre
12/26 novembre
3 dicembre
ore 20

Sala Zavattini FONDAZIONE AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma (Centrale Montemartini)

1 ottobre – Filmstudio mon amour    
15 ottobre – Radio Singer   
29 ottobre – Il treno va a Mosca   
12 novembre – Essi bruciano ancora     
26 novembre – La ragazza Carla
3 dicembre –  Senza di voi

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Partirà il primo ottobre, presso la Sala Zavattini dell’AAMOD, con incontri e proiezioni a cadenza quindicinale, la rassegna “Fuorinorma” che l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, sul consolidato format CineAAMOD, ospiterà ogni due lunedì del mese alle ore 20.
Saranno sei gli incontri, curati e introdotti da Adriano Aprà, e i documentari in visione fino a dicembre. Si comincia, alla presenza dell’autore, con Filmstudio, mon amour (2015), il docu-film di Toni D’Angelo dedicato al cineclub aperto il 2 ottobre 1967 da Americo Sbardella e Annabella Miscuglio, «una bomba atomica di cultura caduta pacificamente su Roma» e fondamentale punto di ritrovo dei ragazzi degli anni Settanta che incentivava relazioni di amicizia e di vita, come testimoniato dal contributo e dalle testimonianze nell’opera di alcune tra le figure più importanti del panorama cinematografico, quali Bernardo Bertolucci, Jonas Mekas, Nanni Moretti, Vittorio Taviani e, Carlo Verdone. A seguire, il 15 ottobre,  Radio Singer (2009), di Pietro Balla; il 29 ottobre Il treno va a Mosca (2015), di Federico Ferrone e Michele Manzolini; il 12 novembre Essi bruciano ancora (2017) di Felice D’Agostino e Arturo Lavorato; il 26 novembre La ragazza Carla (2015) di Alberto Saibene e, a concludere la rassegna il 3 dicembre, Senza di voi (2015), di Chiara Cremaschi.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.unnamed(2)
Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
www.aamod.itinfo@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Filmstudio, mon amour
2015

Regia e fotografia (HD, colore e b&n, 16:9 anche per il repertorio), suono: Toni D’Angelo; soggetto e sceneggiatura: Toni D’Angelo, Armando Leone; interviste e testimonianze: Bernardo Bertolucci, Jonas Mekas, Nanni Moretti, Vittorio Taviani, Carlo Verdone, Adriano Aprà, Armando Leone, Alvin Curran, Alfredo Leonardi, Giovanni Lussu, Tonino De Bernardi, Mimmo Rafele, Pierluigi Farri, Giancarlo Guastini, Bruno Restuccia, Wim Wenders, Silvana Silvestri, Cristina Torelli, Roberto Silvestri, Marco Bellocchio, Goffredo Fofi; musica: Alvin Curran; montaggio: Letizia Caudullo; prodotto da: Francesco Antonio Castaldo per International Madcast, Armando Leone per Associazione Culturale Filmstudio, Gaetano Di Vaio per Bronx Film, Valeria Correale per Terranera, Gianluca Curti per Minerva Pictures; con il supporto di: Roma Lazio Film Comission; con il contributo della: Regione Lazio; con la collaborazione di: Associazione Culturale Alberto Grifi; prima proiezione pubblica: Festa del Cinema di Roma (sezione Hidden City), 18 ottobre 2015; durata: 69’

Note di regia
Filmstudio, mon amour nasce dall’incontro con il club cinema Filmstudio 70 in cui mi sono formato come cinefilo negli anni 2000. Armando Leone, mettendomi a disposizione l’intero archivio, mi ha dato la possibilità di intraprendere un viaggio in un cinema nascosto e sotterraneo che ha animato la città di Roma dagli anni Sessanta a oggi. Ho scoperto quindi l’esistenza della Cooperativa Cinema Indipendente, del cinema femminista, del cinema d’artista, dei grandi sperimentatori come Alberto Grifi, dei primi cortometraggi dei grandi protagonisti del nostro cinema come Nanni Moretti, il cui esordio fu presentato proprio al Filmstudio nel 1976. Questo documentario è diventato un vero e proprio viaggio alla scoperta di una realtà cinematografica che, altrimenti, non avrei mai potuto conoscere e di una Roma culturalmente fervida e appassionata, molto lontana dalla Roma che vivo oggi. Ho scelto di raccontare gli avvenimenti storici attraverso l’utilizzo di materiali di repertorio, spesso anche sconosciuti, soffermandomi sugli argomenti e sui personaggi che più mi hanno appassionato.

Biografia
Toni D’Angelo (Napoli, 1979) vive e lavora a Roma. Sceneggiatore, regista e membro dell’Accademia del Cinema Italiano (Premi David di Donatello), Premi Vittorio De Sica dal 2007 e membro dell’European Film Academy premi EFA dal 2012. Dopo essersi diplomato al Liceo Scientifico, si iscrive al DAMS di Bologna. In questi anni la sua passione per il cinema cresce sempre di più, vede tre film al giorno e sogna di fare il critico cinematografico. Ma la teoria lo annoia e decide, così, di andare a sbirciare su qualche set per vedere come realmente si realizza un film, è questo che lo fa sentire vivo. Dopo aver fatto da assistente alla regia in molte opere, decide di fare il grande salto e passare dietro la macchina da presa. Per la sua opera prima s’ispira a un racconto di Charles Bukowski e realizza Bukowski, Casoria, un ménage à trois ai limiti dell’erotico. Laureatosi con una tesi sulle forme poetiche nel cinema di Abel Ferrara, tra il 2002 e il 2004 diviene il suo assistente. Insieme scrivono il soggetto, mai realizzato, Morire a Napoli. Nel 2007 realizza il suo primo lungometraggio, Una notte, con cui riceve la candidatura come miglior regista esordiente nella cinquina per i David di Donatello. Nel 2009 il documentario Poeti, una sorta di block-notes sulla poesia a Roma, è selezionato alla 66° Mostra del Cinema di Venezia in una sezione collaterale. Nel 2013 passa al noir con L’innocenza di Clara, scelto per il concorso al World Film Fest di Montréal e al Courmayeur NoirInFestival. Nel 2014 firma il cortometraggio Ore 12, presentato al Festival di Roma. Nel 2015, dopo quasi tre anni di ricerca, porta a compimento il documentario Filmstudio, mon amour, una personale interpretazione della storia del “mitico” filmclub romano. Filmstudio, mon amour viene presentato al Festival di Roma e nel 2016 gli viene assegnato un Nastro d’argento speciale. Nel mese di marzo del 2017 è uscito nelle sale italiane Falchi, il suo terzo lungometraggio, attualmente ancora in giro nei più importanti festival italiani e internazionali.

Filmografia
Bukowski, Casoria (2002, 15’); L’uomo che amava gli ascensori (2003, 9’); Fenomeni paranormali (2003, 7’); Una notte (2007, 91’); Poeti (2009, 69’); In montagna (2010, 5′); L’innocenza di Clara (2011, 83’); Ore 12 (2014, 16’); Filmstudio, mon amour (2015, 69’); Falchi (2016, 111’); Nessuno è innocente (2018, 15′).

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MIGRAZIONI, MEMORIA, UTOPIA OMAGGIO A MARC SCIALOM

unnamed(2)MIGRAZIONI, MEMORIA, UTOPIA
OMAGGIO A MARC SCIALOM

promosso da Artdigiland Ltd
a cura di Silvia Tarquini
14 – 21 settembre 2018, Roma – Trieste

«A tutti quelli che lavorano ostinatamente nell’ombra, ai cineasti marginali,
dilettanti, atipici, che so esplodere di una passione umiliata
e brulicare di mille folgorazioni, tali da far impallidire il cinema
e la televisione ufficiali, a tutti coloro che la “professione”,
con superbia, ignora, dedico Lettre à la prison e la sua avventura»
Marc Scialom

In occasione dell’uscita del volume di racconti Pourquoi? Conte avec mort inopinée de son auteur, edizioni Artdigiland promuove, alla presenza dell’autore, Migrazioni, Memoria, Utopia. Omaggio a Marc Scialom, manifestazione di cinema, letteratura e coscienza civile realizzata in collaborazione con AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, festival I Milleocchi, Institut Français saint Louis, libreria Stendhal, Apollo 11 e cineclub Detour. Dal 14 al 21 settembre, una serie di appuntamenti permetterà al pubblico romano – con una puntata a Trieste per I Milleocchi – di incontrare Marc Scialom e di conoscere il suo cinema e la sua produzione letteraria. Scrittore, cineasta, traduttore francese della Divina Commedia di Dante, residente oggi ad Avignone, Scialom è autore di due lungometraggi: Lettre à la prison (1969) e Nuit sur la mer (2012) che trattano, in maniera soggettiva e poetica, i temi dell’identità culturale dei migranti, delle derive del post colonialismo e del razzismo sotterraneo o esplicito, toccando l’aspetto della vulnerabilità della donna in tali contesti. Il 20 settembre all’Apollo 11, nell’ambito dell’incontro con l’autore, sarà presentato il libro Impasse du cinéma. Esilio, memoria, utopia, curato da Mila Lazic e Silvia Tarquini, che ricostruisce la complessa vicenda biografica e artistisca di questo prezioso autore ancora troppo poco conosciuto.

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Marc Scialom
Marc Scialom nasce a Tunisi da famiglia ebrea di origini italiane. L’italiano è la sua “lingua madre”, non perché lo parlassero i suoi genitori, che avevano già acquisito quel misto di italiano francese e arabo che si parlava nel porto di Tunisi, ma perché lo parlava la sua “Nonnina”, la bisnonna con cui Marc bambino passava la maggior parte del suo tempo. Un italiano perfetto, un italiano con il quale la Nonnina gli recitava a memoria passi della Divina Commedia di Dante. Dopo le persecuzioni naziste nel ’43 in Tunisia, le ripercussioni sugli Italiani, meccanicamente associati al fascismo nel periodo dell’“epurazione”, e la strage di Biserta (1961) – denunciata nel cortometraggio La parole perdue (1969) –, Scialom si trasferisce in Francia. La sua vita si intreccia, “mancandola”, con la storia del cinema: Lettre à la prison, realizzato senza un produttore e quasi “clandestinamente”, non è sostenuto dai suoi amici cineasti perché “poco politico”. Si tratta di un’opera poetica sulla perdita di identità culturale e personale di un esule arabo in Francia ‒ l’amico Tahar Aïbi ‒, che in realtà mette il dito nelle piaghe di colonialismo e razzismo. È girato sull’asse migratorio Tunisi-Marsiglia-Parigi. Deluso, Scialom chiude il film in un cassetto. Torna alle sue origini, allo studio della lingua e della letteratura italiane. Traduce la Divina Commedia (Le Livre de Poche, 1996).
Ritrovato nel 2008, restaurato grazie all’impegno del collettivo di cineasti indipendenti Film Flamme di Marsiglia, Lettre à la prison viene presentato al Festival Internationale du Ducumentaire della stessa città, che lo premia con la Mention Spécial du Groupement National des Cinémas de Recherche. La perduta passione per il cinema si ripresenta in tutta la sua forza e Marc realizza, a 78 anni e dopo quaranta, il suo secondo film, Nuit sur la mer, che viene presentato nel 2012 al festival i Milleocchi di Trieste dove ottiene il premio annuale del festival, il premio Anno Uno.

NOTE DELLA CURATRICE
«Ho incontrato Marc Scialom ai Milleocchi di Trieste nel 2011, quando il direttore Sergio G. Germani portò per la prima volta in Italia Lettre à prison. Era un momento politico cupo per il nostro paese. Il film e la storia di questo autore erano folgoranti. Sentire parlare di Dante come poeta esule e incorruttibile restituiva un senso al mio essere italiana. Il progetto editoriale Artdigiland stava nascendo e nulla mi è sembrato più importante che tentare di ricostruire ‒ in un libro, curato insieme a Mila Lazic ‒ la storia di Marc, una storia con aspetti storico-politici, letterari, cinematografici, linguistici. Non si poteva comporre un ritratto di Marc Scialom se non con l’aiuto di un gruppo di esperti di diverse discipline, e in più lingue. Con me e Mila Lazic, oltre a vari testimoni come Chloé Scialom, Jean-François Neplaz, Giuseppe Spina, hanno accettato di contribuire a questo lavoro Marco Bertozzi, Alessandro Capata, Saad Chakali, Dario Marchiori, Roberto Silvestri, Federico Rossin e ne è nato Marc Scialom. Impasse du cinéma. Dopo questa prima avventura editoriale, Artdigiland ha cominciato a pubblicare le opere letterarie di Marc, il romanzo Les autres étoiles (2015), il libro di racconti Invention du réel (2016) e, quest’anno, i racconti Pourquoi? Conte avec mort inopinée de son auteur. Questo omaggio avviene in occasione dell’uscita di quest’ultimo lavoro, e vuole essere un inno alla creazione artistica e alla lotta ad ogni razzismo e discriminazione».
Silvia Tarquini

PROGRAMMA

Venerdì 14 settembre – ore 19.00
Libreria Stendhal (piazza San Luigi dei Francesi 23, Roma)
in collaborazione con Institut Français
Presentazione del libro di racconti di Marc Scialom “Pourquoi? Conte avec mort inopinée de son auteur” (Artdigiland 2018).
Saranno disponibili anche gli altri lavori letterari di Marc Scialom: “Les autres étoiles” (Artdigiland 2015) e “Invention du réel” (Artdigiland 2016)

Sabato 15 settembre – ore 19.00
Libreria Stendhal (piazza San Luigi dei Francesi 23, Roma)
in collaborazione con Institut Français
Proiezioni: “Lettre à la prison” (1969, 70’, in francese con sottotitoli), “La parole perdue” (1969, 8’, in francese), “Exils” (1966, 16’, in francese)

Lunedì 17 settembre – ore 11.00
Festival Milleocchi (Trieste, Ridotto Teatro Miela)
Presentazione di “Pourqoui?  Conte avec mort inopinée de son auteur” (Artdigiland 2018).
Modera Sergio M. Germani

Giovedì 20 settembre – ore 21.00
Apollo 11 (via Nino Bixio 80/A, Roma)
Incontro con Marc Scialom e Silvia Tarquini e proiezione di “Lettre à la prison” (1969, 70’, in francese con sottotitoli).
Durante l’incontro sarà presentato il libro Marc Scialom “Impasse du cinéma”, a cura di Mila Lazic e Silvia Tarquini (Artdigiland 2012)

Venerdì 21 settembre – ore 21.00
Cineclub Detour (via Urbana 107, Roma)
Incontro con Marc Scialom e proiezione di “Nuit sur la mer” (2012, 95’, in francese con sottotitoli).

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Il PREMIO CESARE ZAVATTINI approda al Lido di Venezia

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Lunedì 3 settembre 2018 – Ore 10,30

75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Italian Pavilion – Hotel Excelsior
Lungomare Guglielmo Marconi, 41 – Venezia Lido (VE)

Interverranno:
Paolo Baratta – Presidente della Biennale di Venezia
Alberto Barbera – Direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia
Enrico Bufalini – Direttore dell’Archivio Storico, Cinema e Documentaristica Istituto Luce Cinecittà
Antonio Medici – Direttore artistico Premio Zavattini
Vincenzo Vita – Presidente Fondazione Archivio Audiovisivo Movimento Operaio e Democratico

Saranno inoltre presenti:
Laura Delli Colli – Presidente Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani
Giuseppe Giulietti –  Presidente Federazione Nazionale della Stampa Italiana

La presentazione sarà preceduta alle 10 dalla proiezione delle opere vincitrici della prima edizione del Premio
Il PREMIO CESARE ZAVATTINI approda al Lido nell’ambito della settantacinquesima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia! Lunedì 3 settembre, alle ore 10,30, avrà infatti luogo la presentazione della terza edizione del concorso pubblico rivolto a giovani filmmaker, professionisti e non, che ha la particolarità di stimolare e premiare l’originalità, la sperimentazione, il “tradimento” e il rimescolamento dei generi nell’ambito del riuso del cinema d’archivio.

Si tratta di un’occasione unica per comprendere, comunicare e sperimentare percorsi di massima apertura alla riutilizzazione del nostro patrimonio filmico, attraverso l’adozione di licenze aperte e la valorizzazione delle opportunità offerte dal Web. Una nobile causa che ha l’obiettivo di stimolare la creatività dei giovani tramite una diversificata reinvenzione della documentazione del passato con innovazioni e tecnologie moderne, che è stata favorevolmente già accolta da prestigiosi enti con i quali la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, artefice dell’iniziativa, collabora, e che viene ora sposata con entusiasmo dai vertici della Biennale di Venezia.unnamed

 

All’interno dell’Italian Pavillion dell’Istituto Luce-Cinecittà, partner della manifestazione, parteciperanno infatti, insieme al Direttore dell’Archivio Storico, Cinema e Documentaristica Enrico Bufalini, al direttore artistico del Premio Antonio Medici, e al presidente AAMOD Vincenzo Vita, i vertici della Biennale nel suo presidente Paolo Baratta e direttore della Mostra cinematografica Alberto Barbera. In tale contesto interverranno anche Laura Delli Colli, presidente Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani e Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Un’occasione per conoscere lo status del Premio, i nuovi progetti in corso e i lavori della neo-giuria costituitasi per l’edizione 2018, oltre alle nuove opportunità che il Premio Zavattini offre ai talenti per far crescere, reinterpretare e attualizzare la storia con uno sguardo espressivo “new generation” su presente e futuro.

La presentazione sarà preceduta alle 10 dalla proiezione di tre opere vincitrici della prima edizione del Premio: si tratta di Blue Screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo, Fuori programma di Carla Oppo e Massimino di Pierfrancesco Li Donni.

Il Premio Zavattini è promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (di cui lo stesso Zavattini fu primo presidente), sostenuto dalla Siae e dal MiBACT (attraverso il bando “Sillumina”) e dalla Regione Lazio, e realizzato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni.

www.premiozavattini.itwww.aamod.it

+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

L’APEROSSA PORTA IL CINEMA IN GIRO PER ROMA E LE SUE PERIFERIE

unnamed(2)PERIFERIE ROMANE TRA AVANGUARDIA E ROVINA
L’APEROSSA
esplora il cinema di finzione italiano dagli anni Sessanta ad oggi

a cura di Giacomo Ravesi

Sabato 14 Luglio 2018 – Teatro India
Lungotevere Vittorio Gassman, 1 – MARCONI
India e dintorni
Instant Doc di Giuseppe Bertucci (15’ – 2018)
Accattone
di Pier Paolo Pasolini (120’ – 1961)

Domenica 15 Luglio 2018 – Teatro India
Lungotevere Vittorio Gassman, 1 – MARCONI
India e dintorni
Instant Doc di Giuseppe Bertucci (15’ – 2018)
Il Contagio
di M.Botrugno, D. Coluccini (105’ – 2017)

Mercoledì 18 Luglio 2018 – Parco Cavallo Pazzo
Via Antonio Mannucci, 20 – GARBATELLA
Victor, Vittorio!
Instant Doc di Paolo Di Nicola (15’ – 2018)
L’amico immaginario
di Nico D’Alessandria (85’ – 1994)

Giovedì 19 Luglio 2018 – Parco Cavallo Pazzo
Via Antonio Mannucci, 20 – GARBATELLA
Victor, Vittorio!
Instant Doc di Paolo Di Nicola (15’ – 2018)
Giravolte
di Carola Spadoni (78’ – 2001)

Venerdì 20 Luglio 2018 – Piazzale Centrale Montemartini
Via Ostiense, 106 – OSTIENSE
Cercando casa
Instant Doc di Paolo Palermo (12’ – 2018)
Ostia
di Sergio Citti (103’ – 1970)

Sabato 21 Luglio 2018 – Piazzale Centrale Montemartini
Via Ostiense, 106 – OSTIENSE
Cercando casa
Instant Doc di Paolo Palermo (12’ – 2018)
Amore tossico
di Claudio Caligari (90’ – 1983)

Dalle ore 21 – Ingresso libero

L’APEROSSA è parte del programma dell’Estate Romana 2018 promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE. 
Riflettere sul corposo immaginario figurativo, concettuale e culturale che la periferia romana ha accolto e sedimentato attraverso le forme filmiche, indagandone le identità e le costruzioni antropologiche, sociali e comunitarie più caratteristiche: questo è l’incipit con il quale L’APEROSSA 2018 presenterà ogni sera di programmazione, a partire dalle 21, un film significativo per decennio (dagli anni Sessanta ad oggi) che verrà, di volta in volta, commentato e analizzato da studiosi di discipline differenti (storici, sociologici, critici cinematografici, urbanisti, registi). In particolare l’iniziativa, a cura di Giacomo Ravesi, intende aggiornare e rilanciare nella nostra contemporaneità metafore concettuali e figurative legate alla rappresentazione del mondo delle borgate, da sempre, intrise di passato e in attesa febbricitante del domani.
Seguendo l’idea di riconsiderare le esperienze delle borgate romane prefigurando le nuove forme dell’abitare – afferma Ravesi  – la storia del cinema italiano ha interpretato la periferia romana secondo una dialettica distintiva: da un lato, territorio di frontiera e avanguardia del mutamento complessivo della società contemporanea dove sperimentare un laboratorio del futuro, dall’altro, la conservazione della rovina nel suo fascino metaforico, figura simbolica di esistenze e zone marginali, degradate e isolate. Abbiamo selezionato per L’APEROSSA pellicole indipendenti e d’autore che proprio rielaborando la dicotomia innovazione-tradizione hanno plasmato motivi e funzioni degli spazi periferici nonché maschere e figure individuali e collettive dei suoi abitanti.
A partire dagli “spettri” che il cinema di Pier Paolo Pasolini dei primi anni Sessanta ha creato intorno alla rappresentazione del mondo delle borgate e all’affresco di un proprio corpus sociale e antropologico, la rassegna si concentra su autori e opere che ne hanno seguito le eredità narrando proprio l’evoluzione delle periferie romane e dei suoi abitanti: da Sergio Citti con Ostia negli anni Settanta a Claudio Caligari con il suo film cult degli anni Ottanta Amore tossico, passando per Nico D’Alessandria con il suo L’amico immaginario negli anni Novanta, fino agli anni Duemila con Giravolte di Carola Spadoni e Il contagio di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, opere che, pur confrontandosi con la trasformazione della periferia romana, ne riattivano l’immaginario conosciuto.
Ad aprire le proiezioni delle sei serate, saranno – all’interno dei tre quartieri in cui si svolgerà la rassegna – tre “Instant Doc” prodotti dall’AAMOD e appositamente realizzati per raccontare storia e memoria delle aree individuate: India e dintorni di Giuseppe Bertucci, Cercando casa di Paolo Palermo e Victor, Vittorio! di Paolo Di Nicola, un omaggio a Victor Cavallo, attore-icona del cinema indipendente italiano, che ha spesso legato la sua maschera umana e professionale a una tipologia caratteristica dell’identità romana e romanesca, caricandola di una delicata dolcezza e bonaria fragilità caratteriale e drammaturgica.

L’APEROSSA è una manifestazione ideata e promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico in collaborazione con Euroma2 Cultural Experience: un progetto che rappresenta l’idea del cinema in strada, nato con l’intento di creare una serie di iniziative intorno a proiezioni pubbliche e itineranti. 

 

Sito web: https://www.aamod.it/

Social media: @aperossa, @archivioaamod , @aamod.aperossa, @archivioaamod

#aperossa2018

INFOLINE:
Telefono +39  06 57305447 – e-mail   info@aamod.itpalandrani@aamod.it

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PREMIO ZAVATTINI 2018: SCELTA LA GIURIA CHE DECRETERA’ I FINALISTI

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È stata nominata la Giuria che selezionerà i dieci progetti finalisti del PREMIO CESARE ZAVATTINI 2018, il concorso pubblico rivolto a giovani filmmaker professionisti e non, di qualsiasi nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, dedicato al riuso creativo del cinema d’archivio.
A presiedere la Giuria sarà Susanna Nicchiarelli, che lavorerà insieme a Ugo Adilardi, Elisabetta Lodoli, Roland Sejko e Giovanni Spagnoletti per scegliere i dieci migliori progetti di cortometraggio documentario tra i tantissimi pervenuti. I rispettivi autori potranno prendere parte a un percorso di formazione e sviluppo con importanti professionisti del cinema italiano, utile ad approfondire le proposte e a confrontarsi con le potenzialità creative del grande patrimonio cinematografico che la Fondazione Aamod, l’Istituto Luce – Cinecittà e gli altri archivi partner del Premio Zavattini mettono gratuitamente a disposizione.
“In questo momento – dichiara la presidente Nicchiarelli – credo che più si incoraggiano i giovani registi e sceneggiatori alla sperimentazione di nuovi linguaggi più ne possiamo trarre tutti ricchezza, perché il cinema più “libero”, se così lo vogliamo chiamare, è in una fase di fermento e ridefinizione dei propri linguaggi e confini. Il riuso del materiale di repertorio tra le possibilità linguistiche degli ultimi anni si è rivelato estremamente appassionante, sia per gli autori che per gli spettatori: io stessa ne ho fatto ricorso nei miei film e documentari e trovo che capire come immagini girate con uno scopo possano assumere una emotività completamente diversa in un contesto nuovo, significa comprendere a pieno non solo il valore storico di queste immagini, ma anche la forza comunicativa delle immagini in quanto tali, la responsabilità di chi le gira e le monta e la potenza che esse mantengono nel tempo. Poter attingere ad archivi come quelli dell’AAMOD e del Luce è uno stimolo incredibile e sono sicura che ci saranno molte idee interessanti”

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“Ringrazio Susanna Nicchiarelli – continua Antonio Medici, direttore artistico del Premio – per aver accolto la proposta di presiedere la Giuria del Premio Zavattini 2018, e Ugo Adilardi, Elsabetta Lodoli, Roland Sejko, Giovanni Spagnoletti di aver accettato di farne parte. Rappresentano professionalità importanti del nostro cinema, che possono valutare al meglio le tante proposte progettuali che sono giunte nell’ambito del Premio, in sintonia con il suo obiettivo volto a stimolare creatività e sperimentazione nel riuso del cinema d’archivio, senza rinunciare al confronto critico con la memoria, con la ricerca di senso e con le domande più urgenti del presente”.
Gli autori delle opere finaliste avranno la possibilità di partecipare a un percorso formativo e di sviluppo guidato da affermati professionisti. Al termine dell’itinerario formativo, la stessa Giuria sceglierà tre progetti vincitori che, oltre a utilizzare liberamente (con licenze Creative Commons) il materiale filmico dell’Aamod e degli archivi partner, tra cui quello dell’Istituto Luce-Cinecittà, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (produzione e post-produzione) – la cui fase di lavorazione è prevista fra gennaio e giugno 2019 – e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, sostenuta dalla Siae e dal MiBACT, attraverso il bando “Sillumina”, e dalla Regione Lazio, e realizzata in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni. Il Premio si avvale di un Comitato di Garanti presieduto da Arturo Zavattini e composto dai rappresentanti di tutte le istituzioni che contribuiscono a realizzarlo.

 

Sito ufficiale: http://premiozavattini.it

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I GIURATI

SUSANNA NICCHIARELLI
Ha scritto e diretto molti corti e documentari, e due lungometraggi: “Cosmonauta”, del 2009, vincitore del premio Controcampo alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e nominato come miglior esordio ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, e “La Scoperta dell’Alba”, del 2013, presentato alla Festa del Cinema di Roma. Ha realizzato anche due corti di animazione in stop-motion: “Sputnik 5”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, vincitore del Nastro d’Argento e distribuito nelle sale assieme al film “Cosmonauta”, ed “Esca Viva”, presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2012.
Ha partecipato alla 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con “Nico”, 1988, biopic incentrato sugli ultimi anni della cantante Christa Päffgen, in arte Nico. Il film, molto apprezzato dalla critica, ha vinto il premio Miglior Film nella sezione Orizzonti ed è uscito nelle sale italiane il 12 ottobre 2017.

UGO ADILARDI
Regista, produttore e direttore della fotografia, inizia a lavorare nel 1968 realizzando documentari socio-politici e antropologici. Nel 1988 fonda con Marco Visalberghi e Gianpiero Tartagni la società Paneikon. Si specializza nella realizzazione di documentari naturalistici e realizza importanti coproduzioni con i maggiori broadcaster internazionali, tra cui National Geographic, BBC, Discovery Channel, NHK Tokio, Canal +. Tra i suoi film si ricordano: Goodbye Anatolia (1976), L’addio a Enrico Berlinguer (1984), L’amico immaginario (1994) e Un silenzio particolare (2004).

ELISABETTA LODOLI
Laureata in filosofia a Bologna, nel 1989 ha ottenuto un master in regia cinematografica e televisiva presso il California Institute of the Arts di Los Angeles. Nello stesso anno dirige il suo primo cortometraggio intitolato “Off Season” che vince il Gabbiano d’Argento al Festival di Bellaria, in Romagna. Nel 1996 dirige e cura la sceneggiatura del film “La Venere di Willendorf” che ottiene una nomination in Olanda, al Rotterdam International Film Festival[2]. In seguito ha lavorato principalmente per la televisione italiana, dirigendo tra l’altro il film per la tv “Più leggero non basta” (1998) Tra i suoi documentari “Ma l’amore c’entra?”, incentrato sulla violenza contro le donne nelle relazioni affettive, testimoniata da uomini coinvolti in maniera diretta.

ROLAND SEJKO
Dal 1995 lavora presso l’Archivio Storico dell’Istituto Luce Cinecittà dirigendo la redazione di archivi cinematografici. È stato per molti anni direttore responsabile di “Bota Shqipatre”, l’unico periodico in albanese pubblicato in Italia. Nel 2008 realizza come sceneggiatore e regista il suo primo documentario, “Albania il paese di fronte” prodotto da Istituto Luce e History Channel. Nel 2013 firma come sceneggiatore e documentarista “Anija – la nave”. Presentato per la prima volta al Torino Film Festival e poi distribuito nei cinema italiani, “Anija” ha partecipato a decine di festival e ha vinto il David di Donatello come miglior documentario dell’anno.
Nel 2014 ha realizzato più di 20 installazioni video come curatore artistico e direttore della mostra “Luce: immaginario l’italiano” aperta da diversi mesi nel Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma. Tra le sue ultime opere: il lungometraggio documentario “Pritja” (2015) e “L’attesa”, unico film italiano in concorso al Taormina Film Fest 2016.

GIOVANNI SPAGNOLETTI
Professore di Storia e Critica del Cinema all’Università “Tor Vergata” di Roma, è stato direttore artistico della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. È il direttore della rivista trimestrale di studi cinematografici “Close-up” e del mensile su Internet “Close-up on Line”. Autore e/o curatore di più di sessanta pubblicazioni ha collaborato e/o collabora a “Studi Germanici”, “Bianco&Nero”, “Cineforum”, “Altro Cinema”, “Movie”, “Il Manifesto”, “L’Unità”, “Il Mattino”, “Rinascita”, “L’Espresso”, a RAI 3 e ai quotidiani tedeschi “Süddeutsche Zeitung” e “Frankfurter Rundschau” (Francoforte).

CINEMA GRATTACIELO il DOCUFILM ALLA FONDAZIONE AAMOD

GRATTACIELO

Martedì 12 giugno 2018 – ore 19

Proiezione del film

CINEMA GRATTACIELO
di Marco Bertozzi

Una produzione
Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Altreforme
Associazione Condominium
Con
Rai Cinema

Sala Zavattini FONDAZIONE AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma (Centrale Montemartini)
la proiezione sarà preceduta dalla presentazione del volume Documentario come arte. Riuso, performance, autobiografia nell’esperienza del cinema contemporaneo di Marco Bertozzi (ed. Marsilio)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

Alla Sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico è in programma l’ultimo appuntamento della rassegna CINEAMOOD, che vede coinvolta la stessa Fondazione AAMOD nella produzione, co-produzione o collaborazione di significative opere audiovisive. Martedì 12 giugno alle ore 19, alla presenza del regista Marco Bertozzi, sarà infatti proiettato e dibattuto il film CINEMA GRATTACIELO, una riflessione autobiografica che si interroga sulle forme del documentario contemporaneo e che vede l’umanità e i paesaggi del Grattacielo di Rimini scrutati in prima persona da uno dei suoi abitanti, in dialogo aperto con il grattacielo stesso (cui dà voce lo scrittore Ermanno Cavazzoni) e i suoi immaginari. Un lavoro che ritrae gli interni pop, le derive psichiche, i miti della vacanza di massa proprio attraverso uno degli edifici simbolo della metropoli balneare romagnola: un grattacielo alto 100 metri, inaugurato nel 1959 quale icona di una fiduciosa modernità, custode di ricchezze ma anche problematiche, che oggi è considerato un quartierone verticale abitato da una ventina di nazionalità differenti.
Dai tempi dell’infanzia, immaginato come irraggiungibile albero della cuccagna all’interno di una città lunapark capitale europea della vacanza ad ecomostro, esempio di convivenza sociale, catalizzatore di paure e suggestioni catastrofiste o paradiso tecnologico, a seconda degli attuali punti di vista.
La proiezione, introdotta da Silvio Grasselli,  sarà preceduta dalla presentazione del volume Documentario come arte. Riuso, performance, autobiografia nell’esperienza del cinema contemporaneo di Marco Bertozzi (ed. Marsilio) di cui l’autore parlerà con Giacomo Ravesi. Presenterà la serata il presidente dell’AAMOD Vincenzo Vita.

 

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
www.aamod.it info@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it
CINEMA GRATTACIELO
Scritto e diretto da Marco Bertozzi
Prodotto da Luca Ricciardi, Augusta Eniti, Marco Bertozzi
Montaggio Ilaria Fraioli
Musiche Giorgio Fabbri Casadei
Voce del grattacielo Ermanno Cavazzoni
Con la partecipazione di Gli abitanti del grattacielo
Animazioni Alessia Travaglini
Titoli Leonardo Sonnoli, Irene Bacchi
Immagini Marco Bertozzi
Montaggio del suono Clovis Gouaillier
Color Mauro Vicentini
Manifesto Stefano Tonti
Comunicazione Annamaria Gradara
Produttore esecutivo Luca Ricciardi
Produzione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Altreforme, Associazione Condominium
Con Rai Cinema
Collaborazione speciale alla post produzione Ecole des Médias della Università del Quebec a Montreal – UQAM
Realizzato con il sostegno di APT Servizi Regione Emilia Romagna, Fondo Regionale per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Comune di Rimini, Provincia di Rimini
In collaborazione con
Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura
E con il contributo di
Banca Malatestiana – Rimini, Petroltecnica – Rimini, WIN Women in Insurance – Napoli, Associazione Notorius Cinema Tiberio – Rimini, Ristorante Marianna – Rimini, Assicurazioni Generali – Rimini

http://www.cinemagrattacielo.com/
Facebook: @cinemagrattacielo
Twitter: cinema_gratta

Note di regia
Duecento case, una sopra l’altra, tutte così vicine. Una griglia segreta di aggregazioni, risistemazioni, accorpamenti che richiama l’antico desiderio dell’uomo di ricreare il suo spazio di vita. Una trama di stanze, un reticolo di lingue che ricorda l’esperienza di Babele, e ne segna di volta in volta un’idea di rifiuto o esaltazione, condanna o curiosità, vergogna o visionaria leggerezza… Il film non è solo la storia di un edificio, e della sua città, ma anche una riflessione sui nostri mutanti modi di vivere. E di vedere. Così Cinema grattacielo utilizza molteplici materiali d’archivio e la diversa pelle delle immagini costituisce una linea narrativa autonoma. Il film mostra la sua lenta modalità di produzione e i cambiamenti tecnologici che si sono susseguiti, utilizzando materiali storici (girati in pellicola, in vari formati), riprese con camere e cassettine MiniDV o DvCam, parti in Betacam, altre in HD, o girate con le GoPro. Una molteplicità di tessiture dell’immagine che cerca di esprimere una molteplicità di punti di vista, di dialoghi possibili fra l’autore, il grattacielo stesso e i suoi abitanti. I potenti immaginari (che possa involarsi, crollare, incendiarsi, sradicarsi per un terremoto o uno tsunami…), come le paure sociali e antropologiche (che ospiti delinquenti, che sia un covo di malaffare, tenebroso e insicuro…) necessitano di un cinema che rischi e provi a insinuarsi fra spazi ed esperienze non protette. La possibilità del documentario di valicare l’osservazione, per inventarsi la “realtà” e rivelarla nei suoi punti più contraddittori significa comporre un film in equilibrio fra esigenze contrapposte, fra testimonianza e superamento dei limiti. Un «cinema performance», in cui la capacità di giocare con la forma consente forse di osservare sensi laterali, alcune dimensioni invisibili del grattacielo, le sue tracce pulsionali. Una postura che provi a valicare l’evidenza di una mastodontica macchina dell’abitare, per osservarne i suoi aspetti piu’ sotterranei e desideranti…

Marco Bertozzi (1963) fa parte di quel gruppo di autori che ha contribuito alla rinascita del documentario italiano, con un forte impegno teorico e di promozione culturale. Combina  la pratica cinematografia – in film come “Appunti romani”, 2004, “Il senso degli altri”, 2007, “Predappio in luce”, 2008, “Profughi a Cinecittà”, 2012 – a una forte componente teorica. Ha insegnato Cinema documentario al Centro Sperimentale di Cinematografia e alla Scuola Gian Maria Volontè di Roma, al Conservatorio di Scienze Audiovisive di Lugano e, attualmente, all’Università IUAV di Venezia. Tra i suoi libri, La veduta Lumière.
L’immaginario urbano nel cinema delle origini (2001), L’idea documentaria (a cura di, 2003), Storia del documentario italiano (2008, Premio Domenico Meccoli e Premio Limina quale miglior libro di cinema dell’anno), Recycled Cinema (2012, prima riflessione italiana sul found footage film) hanno costituito importanti riflessioni storico-teoriche per un rinnovato approccio al cinema documentario e sono stati adottati in diverse scuole di cinema e corsi universitari. Film curator per rassegne sul documentario italiano (con Villa Medici a Roma, la Cinémathèque del Quebec a Montreal, il Festival del cinema di Amiens), ha recentemente condotto Corto Reale. Gli anni del documentario italiano, un programma in 27 puntate per RAI Storia, alla riscoperta della non-fiction italiana.

Filmografia recente
Rimini Lampedusa Italia, 2004, 77′, Torino Film Festival 2004 – DOC Italia, Premio Roberto Gavioli per film sul mondo del lavoro.
Appunti romani, 2004, 56‘. Locarno Film Festival 2004. Premiato al Festival del film d’Arte di Asolo, a Big Screen 2006 (Cina), al Medvideo Festival di Paestum, all’Ischia Film
Festival.
Il senso degli altri 2007, 58′, Torino Film Festival 2007. Vincitore del Sole e Luna Doc Festival di Palermo, 2008.
Predappio in luce 2008, 56′, Festa del cinema di Roma – sezione Extra, 2008, vincitore Asolo Art Film Festival – sezione Architettura e Design, 2009.
Profughi a Cinecittà, 2012. Bari International Film Festival. 2012. Presentato alla New York University (2012), al Museum of Photographic Art di San Diego (2012), al Logan Art Center di Chicago, alla Cinémathèque de Quebec di Montreal (2013). Nastro d’Argento speciale 2012, con altre opere a base d’archivio realizzate dall’Istituto Luce.

Aperto il bando per filmaker “PREMIO CESARE ZAVATTINI”

zavattini

E’ finalmente online il bando e il regolamento 2018 per accedere al PREMIO CESARE ZAVATTINI, il concorso pubblico rivolto a giovani filmmaker professionisti e non, di qualsiasi nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni intitolato ad uno dei padri del neorealismo italiano, nonché sostenitore instancabile del cinema come libero, multiforme, creativo, irriverente strumento di conoscenza del reale in tutti i suoi aspetti.
L’iniziativa – promossa dalla Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (di cui lo stesso Zavattini fu primo presidente),  sostenuta dalla Siae e dal MiBACT, attraverso il bando “Sillumina”, e dalla Regione Lazio, e realizzata in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni – ha la particolarità di stimolare e premiare l’originalità, la sperimentazione, anche il “tradimento” o il rimescolamento dei generi nell’ambito del riuso del cinema d’archivio.
I materiali utilizzabili (parzialmente o integralmente) per realizzare il progetto di un film documentario della durata massima di 15 minuti e senza vincoli tematici o di genere, appartengono infatti all’immenso archivio AAMOD e dei partner messi a disposizione sul sito del premio stesso (www.premiozavattini.it).
Una volta pervenuti i progetti, dieci di essi saranno selezionati da una Giuria composta da importanti personalità del cinema italiano e – novità di questa edizione – gli autori delle opere finaliste avranno la possibilità di partecipare a un percorso formativo e di sviluppo guidato da affermati professionisti. Tale percorso, che si terrà fra luglio e dicembre 2018, prevede 124 ore di lezioni frontali e laboratoriali, 36 ore di tutoring individuale (18 in presenza e 18 a distanza), 4 ore di tutoring collettivo, la realizzazione di un dossier di sviluppo e di un teaser per ciascun progetto finalista.
Al termine dell’itinerario formativo, la Giuria sceglierà tre progetti vincitori che, oltre a utilizzare liberamente (con licenze Creative Commons) il materiale filmico dell’Aamod e degli archivi partner, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (produzione e post-produzione) – la cui fase di lavorazione è prevista fra gennaio e giugno 2019 – e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato.
Il Premio – la cui direzione è affidata ad Antonio Medici – si avvale di un Comitato di Garanti presieduto da Arturo Zavattini e composto dai rappresentanti di tutte le istituzioni che contribuiscono a realizzarlo. È promosso dalla Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod) nell’ambito del progetto UnArchive (“comando” informatico, traducibile con “estrai da un archivio”), con cui essa intende sperimentare percorsi di massima apertura alla conoscenza, alla diffusione e alla riutilizzazione del proprio patrimonio filmico, attraverso l’adozione di licenze aperte e la valorizzazione delle opportunità offerte dal Web.
Il Bando 2018 è scaricabile al link
http://premiozavattini.it/bando/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
www.aamod.itinfo@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it