SENZA ROSSETTO un film di Silvana Profeta all’AAMOD

Mercoledì 30 gennaio 2019

“L’importanza di quel voto, in quel momento non l’ho capita come la capisco adesso”

SENZA ROSSETTO

un film di
Silvana Profeta
da un progetto di
Emanuela Mazzina e Silvana Profeta
Una produzione REGESTA.EXE in collaborazione con la Fondazione Aamod

La proiezione del film (ore 18:00) sarà preceduta da un dibattito (ore 16:00) dal titolo Le donne e la nascita della Repubblica. Lavorare con le fonti orali: metodologie, pratiche, mestieri, strumenti, usi
Interventi previsti:
Luciana Castellina (giornalista), Francesca Koch (Casa internazionale delle donne), Roberta Tucci (antropologa), Sabina Magrini (ICBSA), Flavia Nardelli (parlamentare), Giulia Rodano (ex assessore Regione Lazio), Marcella Burderi (AISO), Paola Scarnati (AAMOD), Emanuela Mazzina (Archivio digitale Senza Rossetto)
Saranno presenti la regista Silvana Profeta e il produttore e presidente di Regesta.exe Giovanni Bruno
Modera Vincenzo Vita (presidente AAMOD)

Sala Zavattini FONDAZIONE AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma (Centrale Montemartini)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione alla mail eventi@aamod.it
Il 30 gennaio la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ospiterà presso la propria sede la proiezione del documentario Senza Rossetto, regia di Silvana Profeta, da un’idea di Emanuela Mazzina e Silvana Profeta, prodotto da regesta.exe in collaborazione con la Fondazione Aamod.
Il film di Silvana Profeta, con il montaggio di Milena Fiore, indaga attraverso video-testimonianze, girati, materiali di repertorio resi disponibili dall’Aamod e dall’archivio Luce Cinecittà, la costruzione dell’immaginario femminile intorno agli anni che precedono il 2 giugno del 1946, data che vede le donne italiane acquisire per la prima volta il diritto al voto e diventare soggetto politico attivo nella costruzione dell’identità nazionale.
L’evento si articolerà in un incontro di presentazione del documentario, e dell’omonimo progetto a monte, con interventi sul rapporto tra presenza femminile e costruzione della memoria collettiva, sulle metodologie e il valore di raccolta delle fonti orali per progetti storici e per la didattica, quindi nella proiezione del film Senza Rossetto (colore e b/n, durata 52’).

 
Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
https://www.aamod.it/info@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Una ricerca sull’immaginario pubblico femminile alla vigilia del voto del 1946
Tappa essenziale di un progetto cross-mediale avviato nel 2016 da Silvana Profeta, antropologa visuale, ed Emanuela Mazzina, archivista, con il nome di Senza Rossetto per il riferimento alla raccomandazione impartita alle elettrici di evitare il rossetto per non sporcare la scheda che doveva essere umettata e incollata, pena l’invalidazione, il documentario diventa il luogo della ricostruzione di un immaginario femminile dello spazio pubblico.
Il film costruisce  una narrazione polifonica e complessa,  volendo raccogliere le storie personali ed intime di tante donne – distanti per classi sociali e geografie, per ideali e visioni del mondo – riattivare i ricordi del passato su alcuni temi scelti – la dittatura, la guerra, l’antifascismo, la libertà raggiunta –  ed innescare riflessioni sul presente e sul futuro che ancora le attende, permettendo una rilettura della memoria collettiva attraverso il dipanarsi di memorie minute, emotive e nascoste, mai completamente date una volta per tutte e sempre interrogabili nel tempo.

Il film Senza Rossetto è stato proiettato per la prima volta a Firenze lo scorso 22 novembre al Festival di Cinema e Donne di Firenze, a due anni dalla presentazione, sempre al Festival, della versione pilota, il cortometraggio Senza Rossetto, vincitore di un significativo riconoscimento assegnato da una giovanissima giuria di 300 studenti, il Premio Anna Magnani.  Il progetto è stato presentato alla seconda Conferenza nazionale di Public History, ad un corso di formazione per docenti presso l’Archivio storico del Quirinale, nei laboratori di storia multimediale per studenti presso l’Istituto Luigi Sturzo e del progetto Sguardi e Storie.

L’archivio digitale
Senza Rossetto è un progetto in divenire, interessato ad accogliere nuove testimonianze e prevede la costruzione di un archivio delle registrazioni originali, con percorsi di accesso e navigazione tematici per la pubblicazione online.
Ciascun singolo incontro è descritto in una scheda d’archivio specifica ricca di metadati: la data della registrazione dell’intervista, gli autori dell’intervista, i nomi dell’operatore, del montatore; ciascuna intervista è descritta analiticamente in singoli segmenti, frammenti di racconto che potranno essere acceduti per temi, parole chiave, luoghi. A ciascuna scheda – intervista è collegata una scheda anagrafica della persona intervistata, corredata del documento di liberatoria, e di eventuali immagini o testi, riguardanti l’intervistata, messi a disposizione durante o dopo l’incontro.
L’archivio sarà presentato durante l’incontro.

Scarica la locandina di seguito: locandina Senza Rossetto.pdf
Segui la pagina Facebook di Senza Rossetto: https://www.facebook.com/senzarossetto/
Il sito del progetto: https://www.senzarossetto.net/

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Rosa L. + lezione di cinema con Margarethe von Trotta fa il bis

unnamed(1)Visto l’incredibile successo riportato ieri alla Casa del Cinema in merito alla proiezione del film Rosa L. + lezione di cinema con Margarethe von Trotta, vi informiamo che mercoledì 23 gennaio alle ore 15,30 e 18 presso la sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (Via Ostiense, 106) avrà luogo una doppia proiezione della pellicola, intervallata, intorno alle 17,30 da un incontro con la regista. E’ possibile prenotare per tempo alla mail eventi@aamod.it. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (ma con obbligo di prenotazione).

 

Sito web: https://www.aamod.it/
INFOLINE: +39  06 57305447 – eventi@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni

Proiezione film e lezione di cinema con la regista Margarethe von Trotta

 

Lunedì 21 gennaio 2019 – Ore 16,00

Proiezione del film e lezione di cinema con la regista Margarethe von Trotta in occasione del centenario dal tragico assassinio della teorica del socialismo rivoluzionario

Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni 1 – Roma

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Introducono e intervengono:
Vincenzo Vita
presidente Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Felice Laudadio 
presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia

Con la straordinaria partecipazione della regista
Margarethe von Trotta
In dialogo con Pietro Montani 
professore Emerito di Estetica alla Sapienza Università di Roma
In occasione dei 100 anni dell’assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico promuove un’iniziativa che al suo centro prevede la proiezione del film Rosa Luxemburg di Margarethe von Trotta e una “lezione di cinema” nella quale la regista parlerà della sua opera insieme al Prof. Pietro Montani. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione e il sostegno del Centro Sperimentale di Cinematografia, Goethe Institut, Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté e Casa del Cinema. Ad introdurre la serata saranno proprio Vincenzo Vita, presidente della Fondazione AAMOD e Felice Laudadio, presidente della fondazione CSC.

Il pluripremiato film di Margarethe von Trotta è un ritratto della coraggiosa rivoluzionaria, attivista politica, filosofa, esempio tuttora di un socialismo dal volto umano e icona del movimento operaio  internazionale e antimilitarista.

La ricerca di Rosa Luxemburg per la von Trotta è stata la scoperta di una donna per la quale non c’era stato mai un tempo né uno spazio. Una donna poco amata, sia dal suo partito, la socialdemocrazia tedesca, sia dall’Internazionale, accusata di aver precipitato per avventurismo il fallimento della rivoluzione tedesca. Una donna di cui l’ultimo degli interessi fu la nazionalità e il primo la lotta contro la burocrazia, il potere, la guerra.

“Ci sono due  tipi di film per me – dichiara Margarethe von Trotta – quelli che vengono dall’interno e sono un viaggio nell’inconscio, e quelli che guardano al  mondo, come è il caso di Rosa Luxemburg che era una rivoluzionaria radicale, non sopportava di vedere sangue e ha lottato per tutta una vita contro la guerra, con il sogno di poter creare una società migliore. Per il mio lavoro cinematografico è fondamentale comprendere che significa  confrontarsi  con la realtà, qualunque essa sia, e concepire trame in cui gli spettatori possano identificarsi con le situazioni e con i personaggi. Ma il personaggio ritratto dalla regista in questa opera, peraltro recentemente restaurata e ripresentata a Berlino proprio pochi giorni fa, va aldilà di un messaggio politico e ideologico preciso:  “Non faccio film per politica o per comunicare un mio preciso messaggio politico – continua  von Trotta – benché la politica interessi ed influenzi spesso anche la vita dei miei personaggi.
unnamed(1)
ROSA LUXEMBURG nasce nel 1871 in Polonia, ebrea della Galizia. Nel 1898 sposa un tedesco per ottenere la cittadinanza, con l’obiettivo di militare nel Partito Socialdemocratico  Tedesco (SPD), allora il più grande in Europa. Per lei è la scelta giusta, al fine di realizzare il sogno di una rivoluzione.
Nel 1914, con l’avvento della Prima Guerra Mondiale, Rosa avvia una campagna, con comizi e manifestazioni di  massa, contro il coinvolgimento della Germania nel conflitto e a favore della pace. Ma si vede tradita dai suoi stessi compagni che sposano il Nazionalismo a favore della  Guerra.
Per impedirle di continuare di lottare contro il Militarismo e per l’internazionalismo pacifista, Rosa, accusata di disfattismo, subisce vari periodi di detenzione in diverse prigioni fino al 1918. Neanche un anno dopo, partecipa alla rivolta operaia, ma viene brutalmente massacrata dai soldati inviati dal governo socialdemocratico a soffocare tale insurrezione.

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INFOLINE: +39  06 57305447 – info@aamod.itpalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni

Luca Guadagnino e il suo INCONSCIO ITALIANO inaugurano la rassegna LA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI

unnamed(3)Martedì 4 dicembre 2018
Ore 20

Inaugurazione della rassegna
LA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI 

Proiezione speciale del film
INCONSCIO ITALIANO
di Luca Guadagnino
(1h40’ – Istituto Luce, 2012)

Sarà presente il regista
Introducono Enrico Bufalini, Alessandro Triulzi, Vincenzo Maria Vita

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
unnamed(4)
Sarà Inconscio italiano, film documentario diretto da Luca Guadagnino e scritto da Giuppy d’Aura, ad aprire la rassegna LA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI che la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, CSC- Cineteca Nazionale e Casa del Cinema promuovono ed organizzano a Roma dal 4 al 7 dicembre p.v. alla Casa del Cinema, con un’appendice, l’11 dicembre, all’Università di Roma Tor Vergata. La proiezione, in programma il 4 dicembre alle ore 20 alla Casa del Cinema di Roma, sarà introdotta da Enrico Bufalini, Alessandro Triulzi e Vincenzo Maria Vita alla presenza dello stesso regista.
INCONSCIO ITALIANO

Regia: Luca Guadagnino
Con: Angelo del Boca, Michela Fusaschi, Lucia Ceci, Iain Chambers,  Alberto Burgio,  Ida Dominijanni
Sceneggiatura: Giuppy d’Aura
Fotografia: Luca Ranzato
Montaggio: Ferdinando Cito Filomarino

Film-saggio che, partendo dalla drammatica esperienza dell’occupazione in Etiopia, riflette sulle origini stesse dell’identità italiana. Diviso in due parti il film dà voce a sei intellettuali che analizzano attraverso le loro riflessioni il passato coloniale dell’Italia fascista e il presente italiano. La seconda è invece composta da una suite di montaggio che, destrutturando l’idea del documentario di propaganda del regime, indaga su ciò che in quelle immagini rimaneva velato.

Hanno detto del film:
“Dall’invasione con i gas letali alla promessa di terra per un milione di disoccupati, dalla vendetta orrorifica di Graziani (…) dopo il tentativo d’attentato, alla radice razzista della conquista fino al ritorno di Hailè Selassiè (…), si riprende in mano la dolorosa vicenda coloniale del regime fascista in Etiopia con ‘Inconscio italiano’, di Luca Guadagnino, fuori concorso a Locarno 64, uno dei due film di rilievo del drappello italiano. (…) Con qualche assaggio delle preziosissime, rare immagini dei documentari storici e dei cinegiornali Luce che invadono la seconda parte del film di Guadagnino, la prima parte raccoglie gli incontri con sei studiosi.” (Silvio Danese, ‘Nazione, Carlino, Giorno’, 5 agosto 2011)

“Un film imperniato sulla colonizzazione dell’Etiopia, ma per parlare soprattutto del presente. Alternate a brani di cinegiornali Luce e a materiali d’epoca, infatti, lo compongono interviste a studiosi e storici contemporanei, che analizzano il colonialismo nei suoi rilessi sull’oggi. Ne esce che il razzismo, connaturato, alle ‘imprese’ coloniali, ha svolto un ruolo costitutivo quanto imbarazzante nella definizione dell’identità italiana, risorgendo di recente nelle parole d’ordine della Lega e della destra in genere.”(Roberto Nepoti, ‘La Repubblica’, 5 agosto 2011)

“Oggi è il giorno di ‘Inconscio italiano’, il film del regista Luca Guadagnino che ripercorre la storia coloniale italiana, quel rimosso dal nostro immaginario collettivo che, come altri tabù del passato del Belpaese, costituisce un fondamento chiave per capire le ragioni del nostro presente. (…) Il film decostruisce la propaganda dell’epoca e i silenzi complici dell’analisi storica postuma. Guadagnino, con la complicità del suo intervistatore armato di i-pad, Giuppy d’Aura, anche autore della sceneggiatura, ci mostra pian piano come quel rimosso sia alle origini anche delle tematiche politiche di oggi, in una preziosa e implacabile lezione di storia.” (Cristina Piccino, ‘Il Manifesto’, 5 agosto 2011)

“A scavare nell”Inconscio Italiano’ si scoprono le radici del razzismo del nostro popolo, che in buona parte risalgono al passato colonialista del regime fascista e che, a causa di una lunga e pigra rimozione, hanno esteso le loro metastasi sino all’identità italiana del nostro tempo.” (Alberto Crespi, ‘L’Unità’, 6 agosto 2011)

(Fonte: https://www.cinematografo.it)

Sito ufficiale: https://www.aamod.it/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
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Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni

LA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI Rassegna cinematografica e giornata di studi

unnamedLA CONQUISTA DELL’IMPERO E LE LEGGI RAZZIALI 
Rassegna cinematografica e giornata di studi

4/5/6/7 dicembre 2018

Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1, 00197 – Roma
Nell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali, registi, storici contemporanei, critici cinematografici e studiosi intendono analizzare attraverso il cinema documentario e di finzione la memoria dell’Impero africano e delle discriminazioni razziali operate in Italia e in colonia fino alla caduta del Fascismo e oltre. Nasce così una rassegna cinematografica e una giornata di studi che la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, CSC- Cineteca Nazionale e Casa del Cinema promuovono ed organizzano a Roma dal 4 al 7 dicembre p.v. alla Casa del Cinema, con un’appendice, il 12 dicembre, all’Università di Roma Tor Vergata.
La conquista violenta dell’Etiopia, la dichiarazione dell’Impero, e la promulgazione delle leggi razziali sono eventi strettamente collegati tra loro: eventi che, nell’ottica del regime all’apice delle sue strutture di potere (e consenso), dovevano assicurare all’Italia un impero e alle sue genti di ‘razza’ bianca la supremazia in patria e in colonia…
Se gli anni Trenta riflettono la forte discontinuità impressa allo Stato unitario dal regime fascista, essi sono un osservatorio di straordinaria importanza per cogliere le rimozioni dell’Italia contemporanea rispetto al suo passato e alle molteplici eredità e chiusure verso l’alterità nelle sue diverse forme, ieri e oggi.

IL PROGRAMMA

CASA DEL CINEMA

Rassegna cinematografica

Martedì 4 dicembre – Sala Deluxe

Ore 20,00
Proiezione speciale del film
Inconscio italiano, di Luca Guadagnino (1h40’ – Istituto Luce, 2012)
Sarà presente il regista
Introducono Enrico Bufalini, Alessandro Triulzi, Vincenzo Maria Vita
Proiezione a inviti

Mercoledì 5 dicembre – Sala Kodak

Ore 16,00 – Italia vittoriosa (50’ – 1937) regia sconosciuta – presenta Claudio Olivieri (Aamod)
17,00 – Stadio, di Carlo Campogalliani (62′- 1934) presenta Alessio Argentieri
18,30 – Oltremare, di Loredana Bianconi (1h 24’- 2017) presenta Dagmawi Yimer/Alessandro Triulzi
20,00 – Abuna Messias (1h 36’ – 1939) di Goffredo Alessandrini – presenta Lucia Ceci

Giovedì 6 dicembre – Sala Kodak

Ore 16,00 – Sotto la croce del sud, di Guido Brignone – presenta Maria Coletti
Ore 18,00 – Porrajmos, parole in musica (46’ – 2010) di Fabio Parente, Luca Ricciardi, Matteo Parisini- presenta Santino Spinelli
Ore 19,00 – Pagine nascoste, di Sabrina Varani (1h 9’– 2018) presentano la regista e Luca Ricciardi 
Ore 21,00 – Il cavaliere di Kruja, di Carlo Campogalliani (1h18’ – 1938) presenta Roland Sejko

Venerdì 7 dicembre – Sala Deluxe

Ore 18,00  –1938. Diversi (65’ -) Introduce Giorgio Treves
Ore 19,30 – Concorrenza sleale (1h 50’ – 2001) di Ettore Scola – presenta Silvia Scola 

Giornata di Studi

Venerdì 7 dicembre – Sala Kodak

9,30   Saluti Roberto Cicutto  (Istituto Luce Cinecittà) e Vincenzo Maria Vita (Fondazione AAMOD)

10,00  Presiede e introduce Alessandro Triulzi

Intervengono:
Gianmarco Mancosu 
Quando il cinema si fa regime
Gian Luca Gabrielli 
Razza e impero visti dai banchi di scuola
Lucia Ceci
“Pulizia della razza”: una genealogia?
Paolo Bertella Farnetti
Returning & sharing: la memora coloniale
Dagmawi Yimer
L’esperienza di un film maker etiopico in Italia

12,00Dibattito

13,00-15,00 Pausa pranzo

15,00-17,30

Presiede Carlo Felice Casula

Intervengono:
Giulia Barrera 
Donne imperiali e donne suddite in colonia
Alessandro Volterra
Le truppe coloniali tra mito e razzismo
Leonardo De Franceschi 
Cinema italiano di oggi fra colonialismo e razzismo: memorie in conflitto
Maurizio Zinni
Razzismo e spettacolo nel cinema coloniale post-1936
Nadia Pizzuti 
Il colonialismo italiano raccontato dalle donne   

17,00 Dibattito
Intervento conclusivo

18,00 Ripresa rassegna Sala Deluxe (vedi sopra)

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Martedì 12 dicembre 2018
Università di Roma Tor Vergata
Sala Cinema, Macroarea di Lettere e Filosofia

via Columbia 1 – Roma
Ore 10,00

Proiezione del film documentario 1938.Diversi, di Giorgio Treves (65′ – 2018).
Sarà presente il regista. Interverranno Lucia Ceci, Claudia Hassan, Giovanni Spagnoletti.
Un’iniziativa promossa dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e dall’Istituto Luce-Cinecittà, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, CSC- Cineteca Nazionale, Casa del Cinema

Sito ufficiale: https://www.aamod.it/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
info@aamod.itapalandrani@aamod.it

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Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti alla Roma Tre

unnamed(11)EVENTO SPECIALE

Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti

Università Roma Tre – Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo
via Ostiense 139, Aula 1, 00154 – Roma
ore 17:00 – 20:00
Ingresso libero


Lunedì 12 novembre 2018

Saluto di Paolo D’Angelo (Direttore Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo)
e Luca Aversano (Coordinartore DAMS, Presidente Fondazione Teatro Palladium)

Incontro con gli artisti
Tomaso Binga/Bianca Menna, Giovanni Fontana, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Carlo Quartucci, Mario Sasso, Romano Scavolini, Carla Tatò
in contrappunto con
Adriana Amodei, Antonio Poce, Giacomo Verde
e il filosofo Giacomo Marramao
coordina
Marco Maria Gazzano

Proiezione di documenti audiovisivi degli Autori e dell’omaggio al Living Theatre di Nam June Paik

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Martedì 13 novembre 2018

in collaborazione con KINEMA

Presentazione di Marco Maria Gazzano

proiezione di:
Zavattini e la contestazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1968 
e, dieci anni dopo
Anna di Alberto Grifi (Italia 1975, 1h 50’)
Borgatacamion di Carlo Quartucci con Carla Tatò (Italia 1978, 60’)

A chiusura delle celebrazioni de IL SESSANTOTTO  nel rapporto con il cinema e le arti visive, manifestazione promossa dalla Fondazione AAMOD e la Fondazione GRAMSCI in collaborazione con Casa del Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia, Cineteca Nazionale, La Galleria nazionale d’Arte Moderna, e Contemporanea, Sapienza Università di Roma, Università di Roma Tor Vergata e Università Roma Tre, il calendario propone due giornate di incontri, proiezioni e testimonianze all’interno del Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Univerità Roma Tre. A cura del prof. Marco Maria Gazzano, lunedì 12 e martedì 13 novembre (ore 17-20) si svolgerà infatti l’iniziativa Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti che vedrà dialogare il primo giorno alcuni importanti artisti dell’epoca (Bianca Menna, Giovanni Fontana, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Carlo Quartucci, Mario Sasso, Romano Scavolini, Carla Tatò) con filosofi e docenti, integrando le testimonianze con documenti audiovisivi degli Autori e dell’omaggio al Living Theatre di Nam June Paik; il secondo giorno sarà invece la volta di significative proiezioni, in collaborazione con Kinema che vedranno in programma il documentario Zavattini e la contestazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1968 e i film di un decennio successivo Anna di Alberto Grifi (Italia 1975, 1h 50’) e Borgatacamion di Carlo Quartucci con Carla Tatò (Italia 1978, 60’).

Il Sessantotto – come afferma il gruppo di lavoro della manifestazione composto da Dario Cecchi, Marco Maria Gazzano, Antonio Medici, Domenico Monetti, Pietro Montani, Claudio Olivieri, Paola Scarnati, Giovanni Spagnoletti ed Ermanno Taviani – è una stagione che merita oggi di essere “rivisitata” alla luce degli sviluppi successivi, nel cinema e non solo, ed il cui dirimente passaggio politico e culturale verrà inquadrato alla luce del recente, e ricco, dibattito storiografico su questi temi.

Sito ufficiale: https://www.aamod.it/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
info@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

NOTE DEL CURATORE

Una straordinaria esplosione di energia – giovanile, mondiale: i suoi tratti salienti – il Sessantotto.
Un accumulo, una sovrapposizione di desideri e di istanze anche contraddittorie: di liberazione, comunicazione,  nuovi comportamenti,  politica. Un motore: del quale agli studenti, dai licei alle università, si sono fatti protagonisti: “movimentando” l’entusiasmo per la democrazia diretta e dei Consigli, l’anticonformismo, l’esperienza del nuovo e addirittura dell’impensabile – “immaginazione al potere”, “siate realisti, chiedete l’impossibile!” – l’afflato con la classe operaia e le sue lotte. Ha sostenuto l’ascesa della sinistra e delle sue conquiste sociali, ha liberato al suo interno la nascita del femminismo, la consapevolezza della subalternità di genere, di classe, di cultura: ma non ha evitato la pervasiva corrente di intolleranza che, accanto ai desideri eutopici e alle pratiche libertarie, ha accompagnato la sua metamorfosi nel decennio successivo. Il Sessantotto, esplosione inattesa di radicalità, diffusione, partecipazione, è tuttavia da considerarsi approdo e culmine delle “insoddisfazioni per lo stato delle cose esistenti “maturate fin dalla fine degli anni Cinquanta. Nell’ambito delle arti – ma anche in quello della politica – nel nostro Paese questo processo è evidente. Tutti gli anni Sessanta, in particolare i primi, hanno contribuito, inconsapevolmente, a preparare il Sessantotto: il quale ha fornito alla varie linee di tensione accumulatesi una cornice ideologica e una serie di obbiettivi: non tutti realistici né praticabili, ma che sono riusciti a modificare, permanentemente, costumi individuali e comportamenti sociali. E anche la moda e il design.
Se il Sessantotto della contestazione e del Movimento studentesco inizia nel ’67 con l’occupazione dell’Università a Pisa, e a Torino qualche mese prima del Maggio parigino, è il 1960 l’anno che inaugura il decennio delle svolte.
Nelle arti plastiche, dalla crisi dell’Informale l’Arte Povera e la Land Art, aprono una fase di vera e propria guerriglia semiologica su materiali espressivi, modalità compositive, luoghi e spazi dell’esposizione che ha profondamente modificato le pratiche della scultura e della pittura: e il mestiere stesso del curatore o del critico. Nel cinema, dall’esaurirsi del neorealismo che vira in commedia, crescono prepotentemente le nuove autorialità, il racconto non lineare e il montaggio moderno inaugurati da Antonioni, il cinema sperimentale, le nuove medialità, l’esplorazione dei linguaggi inediti delle cineprese e delle videocamere leggere. Nella radio e nella tv inizia a modificarsi la stessa comunicazione istituzionale: dal nuovo sound di Bandiera gialla al minimalismo scenografico e attoriale di Studio Uno. Il teatro (riallestito in installazioni: e in radio, tv, video, fotografia, film) di Quartucci e Tatò, Bene, Fo, Barba, Ronconi, trasforma la scena annientandola, riposiziona il personaggio e il testo, si mette “in viaggio” con Compagnie mutate in Laboratori. In letteratura e in poesia la ricerca di nuove espressività è altrettanto effervescente: dal decostruzionismo del Gruppo 63 di Balestrini, Sanguineti e Pignotti alla “sfida al labirinto” di Calvino; dalle esperienze italiane di nouveau roman alla neolingua e all’aspirazione sinestetica di Gianni Toti. E così la musica, vivacemente orientata alla scoperta dell’arcaicità popolare come autenticità, all’entusiasmo per il “live”, alla scoperta dell’elettronica e dell’elettroacustica. Einaudi e Feltrinelli traducono i filosofi, i sociologi e gli psicoanalisti della Scuola di Francoforte e del pensiero dissidente: ma sono il ciclostilato e le fotocopie le pratiche inedite di editoria diffusa: e “no logo” per scelta.
Tante correnti, trasversali a tutte le arti, sempre meno sperimentali e sempre più avviate alla conquista degli spazi istituzionali, che avviano pratiche diffuse di spostamento semantico, critica alle ideologie dominanti, nuove attorialità, riposizionamento dei materiali espressivi, spiazzamento del crocianesimo dominante. Tutto questo approda al Sessantotto degli studenti, che divenne immediatamente anche quello degli artisti e con più resistenze quello degli operai; che riscopre Marx fuori dai canoni a partire dai “Quaderni Rossi” di Panzieri, Gramsci nella sua radicalità e modernità, il pensiero critico quale antidoto alla società dello spettacolo e alla medializzazione del capitalismo. Pratiche di dis-locazione dei linguaggi e delle modalità comunicative; e di ri-locazione in inedite relazioni espressive: affiches, manifesti murali, fotografia, cinema militante, videotape, installazioni, collages… Tutto ciò, allora, si diceva “controinformazione”. E tuttavia ha segnato l’alba di quell’intreccio creativo tra le arti e i linguaggi della comunicazione che proprio negli anni Sessanta venne chiamata “intermedialità”: segnando un ponte verso il secolo successivo e l’inizio della crisi del ‘900.

Marco Maria Gazzano

Fuorinorma -la nuova rassegna della AAMOD

aamod1/15/29 ottobre
12/26 novembre
3 dicembre
ore 20

Sala Zavattini FONDAZIONE AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma (Centrale Montemartini)

1 ottobre – Filmstudio mon amour    
15 ottobre – Radio Singer   
29 ottobre – Il treno va a Mosca   
12 novembre – Essi bruciano ancora     
26 novembre – La ragazza Carla
3 dicembre –  Senza di voi

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Partirà il primo ottobre, presso la Sala Zavattini dell’AAMOD, con incontri e proiezioni a cadenza quindicinale, la rassegna “Fuorinorma” che l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, sul consolidato format CineAAMOD, ospiterà ogni due lunedì del mese alle ore 20.
Saranno sei gli incontri, curati e introdotti da Adriano Aprà, e i documentari in visione fino a dicembre. Si comincia, alla presenza dell’autore, con Filmstudio, mon amour (2015), il docu-film di Toni D’Angelo dedicato al cineclub aperto il 2 ottobre 1967 da Americo Sbardella e Annabella Miscuglio, «una bomba atomica di cultura caduta pacificamente su Roma» e fondamentale punto di ritrovo dei ragazzi degli anni Settanta che incentivava relazioni di amicizia e di vita, come testimoniato dal contributo e dalle testimonianze nell’opera di alcune tra le figure più importanti del panorama cinematografico, quali Bernardo Bertolucci, Jonas Mekas, Nanni Moretti, Vittorio Taviani e, Carlo Verdone. A seguire, il 15 ottobre,  Radio Singer (2009), di Pietro Balla; il 29 ottobre Il treno va a Mosca (2015), di Federico Ferrone e Michele Manzolini; il 12 novembre Essi bruciano ancora (2017) di Felice D’Agostino e Arturo Lavorato; il 26 novembre La ragazza Carla (2015) di Alberto Saibene e, a concludere la rassegna il 3 dicembre, Senza di voi (2015), di Chiara Cremaschi.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.unnamed(2)
Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
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Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Filmstudio, mon amour
2015

Regia e fotografia (HD, colore e b&n, 16:9 anche per il repertorio), suono: Toni D’Angelo; soggetto e sceneggiatura: Toni D’Angelo, Armando Leone; interviste e testimonianze: Bernardo Bertolucci, Jonas Mekas, Nanni Moretti, Vittorio Taviani, Carlo Verdone, Adriano Aprà, Armando Leone, Alvin Curran, Alfredo Leonardi, Giovanni Lussu, Tonino De Bernardi, Mimmo Rafele, Pierluigi Farri, Giancarlo Guastini, Bruno Restuccia, Wim Wenders, Silvana Silvestri, Cristina Torelli, Roberto Silvestri, Marco Bellocchio, Goffredo Fofi; musica: Alvin Curran; montaggio: Letizia Caudullo; prodotto da: Francesco Antonio Castaldo per International Madcast, Armando Leone per Associazione Culturale Filmstudio, Gaetano Di Vaio per Bronx Film, Valeria Correale per Terranera, Gianluca Curti per Minerva Pictures; con il supporto di: Roma Lazio Film Comission; con il contributo della: Regione Lazio; con la collaborazione di: Associazione Culturale Alberto Grifi; prima proiezione pubblica: Festa del Cinema di Roma (sezione Hidden City), 18 ottobre 2015; durata: 69’

Note di regia
Filmstudio, mon amour nasce dall’incontro con il club cinema Filmstudio 70 in cui mi sono formato come cinefilo negli anni 2000. Armando Leone, mettendomi a disposizione l’intero archivio, mi ha dato la possibilità di intraprendere un viaggio in un cinema nascosto e sotterraneo che ha animato la città di Roma dagli anni Sessanta a oggi. Ho scoperto quindi l’esistenza della Cooperativa Cinema Indipendente, del cinema femminista, del cinema d’artista, dei grandi sperimentatori come Alberto Grifi, dei primi cortometraggi dei grandi protagonisti del nostro cinema come Nanni Moretti, il cui esordio fu presentato proprio al Filmstudio nel 1976. Questo documentario è diventato un vero e proprio viaggio alla scoperta di una realtà cinematografica che, altrimenti, non avrei mai potuto conoscere e di una Roma culturalmente fervida e appassionata, molto lontana dalla Roma che vivo oggi. Ho scelto di raccontare gli avvenimenti storici attraverso l’utilizzo di materiali di repertorio, spesso anche sconosciuti, soffermandomi sugli argomenti e sui personaggi che più mi hanno appassionato.

Biografia
Toni D’Angelo (Napoli, 1979) vive e lavora a Roma. Sceneggiatore, regista e membro dell’Accademia del Cinema Italiano (Premi David di Donatello), Premi Vittorio De Sica dal 2007 e membro dell’European Film Academy premi EFA dal 2012. Dopo essersi diplomato al Liceo Scientifico, si iscrive al DAMS di Bologna. In questi anni la sua passione per il cinema cresce sempre di più, vede tre film al giorno e sogna di fare il critico cinematografico. Ma la teoria lo annoia e decide, così, di andare a sbirciare su qualche set per vedere come realmente si realizza un film, è questo che lo fa sentire vivo. Dopo aver fatto da assistente alla regia in molte opere, decide di fare il grande salto e passare dietro la macchina da presa. Per la sua opera prima s’ispira a un racconto di Charles Bukowski e realizza Bukowski, Casoria, un ménage à trois ai limiti dell’erotico. Laureatosi con una tesi sulle forme poetiche nel cinema di Abel Ferrara, tra il 2002 e il 2004 diviene il suo assistente. Insieme scrivono il soggetto, mai realizzato, Morire a Napoli. Nel 2007 realizza il suo primo lungometraggio, Una notte, con cui riceve la candidatura come miglior regista esordiente nella cinquina per i David di Donatello. Nel 2009 il documentario Poeti, una sorta di block-notes sulla poesia a Roma, è selezionato alla 66° Mostra del Cinema di Venezia in una sezione collaterale. Nel 2013 passa al noir con L’innocenza di Clara, scelto per il concorso al World Film Fest di Montréal e al Courmayeur NoirInFestival. Nel 2014 firma il cortometraggio Ore 12, presentato al Festival di Roma. Nel 2015, dopo quasi tre anni di ricerca, porta a compimento il documentario Filmstudio, mon amour, una personale interpretazione della storia del “mitico” filmclub romano. Filmstudio, mon amour viene presentato al Festival di Roma e nel 2016 gli viene assegnato un Nastro d’argento speciale. Nel mese di marzo del 2017 è uscito nelle sale italiane Falchi, il suo terzo lungometraggio, attualmente ancora in giro nei più importanti festival italiani e internazionali.

Filmografia
Bukowski, Casoria (2002, 15’); L’uomo che amava gli ascensori (2003, 9’); Fenomeni paranormali (2003, 7’); Una notte (2007, 91’); Poeti (2009, 69’); In montagna (2010, 5′); L’innocenza di Clara (2011, 83’); Ore 12 (2014, 16’); Filmstudio, mon amour (2015, 69’); Falchi (2016, 111’); Nessuno è innocente (2018, 15′).