Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti alla Roma Tre

unnamed(11)EVENTO SPECIALE

Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti

Università Roma Tre – Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo
via Ostiense 139, Aula 1, 00154 – Roma
ore 17:00 – 20:00
Ingresso libero


Lunedì 12 novembre 2018

Saluto di Paolo D’Angelo (Direttore Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo)
e Luca Aversano (Coordinartore DAMS, Presidente Fondazione Teatro Palladium)

Incontro con gli artisti
Tomaso Binga/Bianca Menna, Giovanni Fontana, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Carlo Quartucci, Mario Sasso, Romano Scavolini, Carla Tatò
in contrappunto con
Adriana Amodei, Antonio Poce, Giacomo Verde
e il filosofo Giacomo Marramao
coordina
Marco Maria Gazzano

Proiezione di documenti audiovisivi degli Autori e dell’omaggio al Living Theatre di Nam June Paik

unnamed(12)

Martedì 13 novembre 2018

in collaborazione con KINEMA

Presentazione di Marco Maria Gazzano

proiezione di:
Zavattini e la contestazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1968 
e, dieci anni dopo
Anna di Alberto Grifi (Italia 1975, 1h 50’)
Borgatacamion di Carlo Quartucci con Carla Tatò (Italia 1978, 60’)

A chiusura delle celebrazioni de IL SESSANTOTTO  nel rapporto con il cinema e le arti visive, manifestazione promossa dalla Fondazione AAMOD e la Fondazione GRAMSCI in collaborazione con Casa del Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia, Cineteca Nazionale, La Galleria nazionale d’Arte Moderna, e Contemporanea, Sapienza Università di Roma, Università di Roma Tor Vergata e Università Roma Tre, il calendario propone due giornate di incontri, proiezioni e testimonianze all’interno del Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Univerità Roma Tre. A cura del prof. Marco Maria Gazzano, lunedì 12 e martedì 13 novembre (ore 17-20) si svolgerà infatti l’iniziativa Gli anni Sessanta e la de-strutturazione delle arti che vedrà dialogare il primo giorno alcuni importanti artisti dell’epoca (Bianca Menna, Giovanni Fontana, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Carlo Quartucci, Mario Sasso, Romano Scavolini, Carla Tatò) con filosofi e docenti, integrando le testimonianze con documenti audiovisivi degli Autori e dell’omaggio al Living Theatre di Nam June Paik; il secondo giorno sarà invece la volta di significative proiezioni, in collaborazione con Kinema che vedranno in programma il documentario Zavattini e la contestazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1968 e i film di un decennio successivo Anna di Alberto Grifi (Italia 1975, 1h 50’) e Borgatacamion di Carlo Quartucci con Carla Tatò (Italia 1978, 60’).

Il Sessantotto – come afferma il gruppo di lavoro della manifestazione composto da Dario Cecchi, Marco Maria Gazzano, Antonio Medici, Domenico Monetti, Pietro Montani, Claudio Olivieri, Paola Scarnati, Giovanni Spagnoletti ed Ermanno Taviani – è una stagione che merita oggi di essere “rivisitata” alla luce degli sviluppi successivi, nel cinema e non solo, ed il cui dirimente passaggio politico e culturale verrà inquadrato alla luce del recente, e ricco, dibattito storiografico su questi temi.

Sito ufficiale: https://www.aamod.it/

Infoline: 06/57289551 – 06/5742872 – 06/5730544
info@aamod.itapalandrani@aamod.it

Ufficio stampa AAMOD: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

NOTE DEL CURATORE

Una straordinaria esplosione di energia – giovanile, mondiale: i suoi tratti salienti – il Sessantotto.
Un accumulo, una sovrapposizione di desideri e di istanze anche contraddittorie: di liberazione, comunicazione,  nuovi comportamenti,  politica. Un motore: del quale agli studenti, dai licei alle università, si sono fatti protagonisti: “movimentando” l’entusiasmo per la democrazia diretta e dei Consigli, l’anticonformismo, l’esperienza del nuovo e addirittura dell’impensabile – “immaginazione al potere”, “siate realisti, chiedete l’impossibile!” – l’afflato con la classe operaia e le sue lotte. Ha sostenuto l’ascesa della sinistra e delle sue conquiste sociali, ha liberato al suo interno la nascita del femminismo, la consapevolezza della subalternità di genere, di classe, di cultura: ma non ha evitato la pervasiva corrente di intolleranza che, accanto ai desideri eutopici e alle pratiche libertarie, ha accompagnato la sua metamorfosi nel decennio successivo. Il Sessantotto, esplosione inattesa di radicalità, diffusione, partecipazione, è tuttavia da considerarsi approdo e culmine delle “insoddisfazioni per lo stato delle cose esistenti “maturate fin dalla fine degli anni Cinquanta. Nell’ambito delle arti – ma anche in quello della politica – nel nostro Paese questo processo è evidente. Tutti gli anni Sessanta, in particolare i primi, hanno contribuito, inconsapevolmente, a preparare il Sessantotto: il quale ha fornito alla varie linee di tensione accumulatesi una cornice ideologica e una serie di obbiettivi: non tutti realistici né praticabili, ma che sono riusciti a modificare, permanentemente, costumi individuali e comportamenti sociali. E anche la moda e il design.
Se il Sessantotto della contestazione e del Movimento studentesco inizia nel ’67 con l’occupazione dell’Università a Pisa, e a Torino qualche mese prima del Maggio parigino, è il 1960 l’anno che inaugura il decennio delle svolte.
Nelle arti plastiche, dalla crisi dell’Informale l’Arte Povera e la Land Art, aprono una fase di vera e propria guerriglia semiologica su materiali espressivi, modalità compositive, luoghi e spazi dell’esposizione che ha profondamente modificato le pratiche della scultura e della pittura: e il mestiere stesso del curatore o del critico. Nel cinema, dall’esaurirsi del neorealismo che vira in commedia, crescono prepotentemente le nuove autorialità, il racconto non lineare e il montaggio moderno inaugurati da Antonioni, il cinema sperimentale, le nuove medialità, l’esplorazione dei linguaggi inediti delle cineprese e delle videocamere leggere. Nella radio e nella tv inizia a modificarsi la stessa comunicazione istituzionale: dal nuovo sound di Bandiera gialla al minimalismo scenografico e attoriale di Studio Uno. Il teatro (riallestito in installazioni: e in radio, tv, video, fotografia, film) di Quartucci e Tatò, Bene, Fo, Barba, Ronconi, trasforma la scena annientandola, riposiziona il personaggio e il testo, si mette “in viaggio” con Compagnie mutate in Laboratori. In letteratura e in poesia la ricerca di nuove espressività è altrettanto effervescente: dal decostruzionismo del Gruppo 63 di Balestrini, Sanguineti e Pignotti alla “sfida al labirinto” di Calvino; dalle esperienze italiane di nouveau roman alla neolingua e all’aspirazione sinestetica di Gianni Toti. E così la musica, vivacemente orientata alla scoperta dell’arcaicità popolare come autenticità, all’entusiasmo per il “live”, alla scoperta dell’elettronica e dell’elettroacustica. Einaudi e Feltrinelli traducono i filosofi, i sociologi e gli psicoanalisti della Scuola di Francoforte e del pensiero dissidente: ma sono il ciclostilato e le fotocopie le pratiche inedite di editoria diffusa: e “no logo” per scelta.
Tante correnti, trasversali a tutte le arti, sempre meno sperimentali e sempre più avviate alla conquista degli spazi istituzionali, che avviano pratiche diffuse di spostamento semantico, critica alle ideologie dominanti, nuove attorialità, riposizionamento dei materiali espressivi, spiazzamento del crocianesimo dominante. Tutto questo approda al Sessantotto degli studenti, che divenne immediatamente anche quello degli artisti e con più resistenze quello degli operai; che riscopre Marx fuori dai canoni a partire dai “Quaderni Rossi” di Panzieri, Gramsci nella sua radicalità e modernità, il pensiero critico quale antidoto alla società dello spettacolo e alla medializzazione del capitalismo. Pratiche di dis-locazione dei linguaggi e delle modalità comunicative; e di ri-locazione in inedite relazioni espressive: affiches, manifesti murali, fotografia, cinema militante, videotape, installazioni, collages… Tutto ciò, allora, si diceva “controinformazione”. E tuttavia ha segnato l’alba di quell’intreccio creativo tra le arti e i linguaggi della comunicazione che proprio negli anni Sessanta venne chiamata “intermedialità”: segnando un ponte verso il secolo successivo e l’inizio della crisi del ‘900.

Marco Maria Gazzano

Annunci

VALERIO SCANU LIVE in “A CHRISTMAS CAROL”

Locandina VALERIO SCANU_Dicembre 2018VALERIO SCANU

“A CHRISTMAS CAROL”

SABATO 15 DICEMBRE ORE 21.00

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Valerio Scanu sempre più vicino ai suoi fans con i quali quest’anno, come tutti gli anni a partire dal  2012,  festeggierà  il Natale … e non solo!  “Le tradizioni vanno onorate e rispettate, a maggior ragione quest’anno che sono esattamente 10 anni di carriera; non posso non festeggiarli con chi, per ogni estate… per ogni inverno, è sempre stato accanto al passo mio“, spiega Valerio.

VALERIO SCANU (© Fabrizio Cestari)Doppio appuntamento quindi con il nostro Valerio per questo live show che inonderà di musica e di allegria l’Auditorium Parco della Musica il 15 dicembre a partire dalle ore 21.00 e durante il quale sarà presentato anche il suo primo cortometraggio.

Foto Pierdavide CARONETrapelano i primi nomi degli ospiti tra i quali Gessica Notaro e Pierdavide Carone per la tappa romana. A Christmas Carol, però, quest’anno andrà in tour e lo potremo vedere anche in Sardegna. “Il Natale per me – racconta Scanu – è uno stato d’animo e le mie emozioni voglio trasmetterle e viverle con il mio pubblico, ecco perché, anche quest’anno, ci ritroveremo nella splendida cornice dell’Auditorium Parco della musica di Roma. Ma la magia del Natale continua e non può non raggiungere la mia terra, l’isola nella quale sono nato e dalla quale sono partito per inseguire i miei sogni. A Christmas Carol quindi raddoppia e sabato 22 dicembre dopo la Capitale, sbarca a La Maddalena per un concerto gratuito per e con la mia gente”.

I biglietti sono disponibili su TicketOne.

GRUNDA PORTA LE ALI CONTRO IL FEMMINICIDIO ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA

ghost roma

Grunda l’angelo dalle ali rotte continua a presentarsi al pubblico: dopo la 75° Mostra del Cinema di Venezia, il fumetto a sfondo sociale  ideato, interpretato e prodotto da Emanuela Del Zompo con la collaborazione della regista Annie Depardieu,  approda alla 13° edizione della Festa del Cinema di Roma.

garsiaIl 26 ottobre  2018 è stato presentato un trailer del prossimo film in produzione presso la sala Arte (Lazio film Commission) dell’Auditorium Parco della Musica, durante la prestigiosa rassegna  Cinemadamare– Travelling Campus, che nelle sue 16 edizioni ha dato spazio ad oltre 300 registi e filmmaker per la promozione dello loro opere. Alla presentazione di Grunda, l’angelo dalle ali rotte, sono stati  presenti la regista Annie Depardieu, la protagonista e produttrice Emanuela Del Zompo, Roberta Garzia, Cristian Stelluti e vari altri volti che si sono prestati nella fase fotografica della creazione del cartoon in versione fotoromanzo e di cui è stato proiettato il trailer  di un corto di animazione tratto dal fumetto.

annieGrunda si prepara alla fase due di divulgazione della delicata tematica (il femminicidio) con la prossima edizione del cortometraggio, per il lancio della serie tv, la cui produzione dovrebbe iniziare nella primavera del 2019. Tanti i nomi importati di attori professionisti che sono già in lizza per l’originale iniziativa che, sarà divulgata anche  in diversi progetti di formazione scolastica e programmi specifici. L’attuale versione cartacea ha visto come set per i servizi fotografici le città di San Benedetto del Tronto, Montedinove, Ponte S. Angelo, Cimitero Monumentale del Verano, Gravina in Puglia, Castello di Conversano ed ha visto la collaborazione per i costumi femminili dell ‘Atelier Brutta Spose di Alessandra Ferrari.

pastedImage “Abbiamo già visto Grunda a Venezia, al Romics ed adesso alla Festa del Cinema di Roma e tutto in pochissimo tempo. Dove trovi l’energia per partecipare a tutte queste iniziative?” – “La trovo nella motivazione: sono molto presa dalla tematica del femminicidio – afferma l’ideatrice Emanuela del Zompo- e sono convinta che l‘approccio tramite il libro cartoon sia solo il primo  passaggio per le successive fasi di divulgazione del cortometraggio, prima, e della tv series poi. Sempre mantenendo il linguaggio del cartoon che ci permetterà di arrivare sia ad un pubblico adulto che ad un pubblico molto giovane”. Il Cartoon Book “Grunda, l’angelo dalle ali rotte”  è distribuito ed acquistabile su www.amazon.it.

Sara Lauricella

GIOSETTA FIORONI POP SENTIMENTALE al MAXXI

unnamed(10)

Presentato da Piero Mascitti

Regia di Gabriele Raimondi
Soggetto  Didi Gnocchi
Sceneggiatura di Sabina Fedeli 

Con  la voce narrante di Elena Russo Arman

Giovedì 25 ottobre 2018 – ore 19,30

MAXXI
Via Guido Reni, 4/a, 00196 Roma RM

Ingresso: € 10

Sarà presente l’artista
Giosetta Fioroni

Ultima esponente della scuola romana di Piazza del Popolo ed unica donna del gruppo che può essere considerata la risposta italiana alla Pop Art degli USA, Giosetta Fioroni è senza dubbio annoverata tra gli artisti più riconosciuti nel panorama internazionale. A lei è dedicato un documentario, prodotto da 3D Produzioni per Sky Arte, presentato da Piero Mascitti e realizzato con la collaborazione dell’Istituto Luce, che ripercorre la sua vita d’artista riscoperta a livello internazionale con una serie di mostre e di incontri a Roma, Mosca, Parigi, nella campagna veneta e Milano, dove le è stata recentemente dedicata una grande retrospettiva, inaugurata nella primavera 2018 al Museo del ‘900.
Attraverso i ricordi della stessa Fioroni, intervistata nello studio e nella casa di Roma, riviviamo una stagione dell’arte e della cultura italiana, nonché uno sguardo ‘femminile sul femminile’ di estrema attualità attraverso il quale i racconti sposano tanto le memorie sulla difficoltà personali in quanto donna per imporsi a livello artistico, quanto aneddoti su colleghi ed amici che ha intersecato nel corso della sua carriera – da Mario Schifano a Federico Fellini e Marcel Duchamp.
Su tutti il ricordo dell’amore per il compagno, lo scrittore Goffredo Parise, con cui ha attraversato con leggerezza e lucidità i conflitti sociali e ideologici di quegli anni.
Arricchita da diverse fonti documentarie e di repertorio, l’opera – su soggetto di Didi Gnocchi, sceneggiatora di Sabina Fedeli e regia di Gabriele Raimondi – si completa con le interviste ad amici, artisti, stilisti, critici, curatori che l’hanno incontrata e hanno condiviso con lei affetti e passioni, e che corrispondono ai nomi di Hans Ulrich Obrist, Maria Grazia Chiuri, Pierpaolo Piccioli, Francesco Vezzoli, Achille Bonito Oliva, critico, Paola Pitagora, Marco Meneguzzo, Marzio Breda, Guido Ceronetti, Giorgio Amitrano, Silvia Tofanelli, Lina Sari, Olga Strada e Piero Mascitti.
Il documentario, che sarà presentato in anteprima giovedi 25 ottobre 2018 all’Auditorium del MAXXI nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, sarà messo in programmazione dal canale Sky Arte a partire dal 26 ottobre alle 20,10.
Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014 –info@elisabettacastiglioni.it

GIOSETTA FIORONI
POP SENTIMENTALE 

CAST TECNICO
Regia di Gabriele Raimondi
Soggetto di Didi Gnocchi
Sceneggiatura di Sabina Fedeli
DOP Lorenzo Giromini
Montaggio Gabriele Raimondi
Produttore Esecutivo Gloria  Bogi
Tema musicale originale “Night Tredici” di Remo Anzovino eseguito  al pianoforte  dall’autore
Voce narrante Elena Russo Arman
uno speciale ringraziamento a Spirale d’idee

Una produzione  3D Produzioni  per  Sky Arte
presentata  da Piero Mascitti
realizzata  in collaborazione  con Istituto Luce -Cinecittà

Formato HD
Durata  55′

3D PRODUZIONI
http://www.3dvideo.it/


BIOGRAFIE

GABRIELE RAIMONDI, REGISTA
Regista e montatore di documentari, è nato nel 1980.
Dopo la laurea in lettere moderne con una tesi su “iconoclastia e cinema” comincia a lavorare con la casa di produzione milanese 3D Produzioni con cui realizza video di argomento storico, artistico e culturale.
Alcuni documentari:
Pier Paolo Pasolini – Maestro corsaro
La storia della Triennale di Milano
UltraDorfles
Damien Hirst – Treasures from the Wreck of the Unbelievable
Alle produzioni video ha affiancato l’insegnamento e la formazione professionale nelle scuole e in carcere.

DIDI GNOCCHI, PRODUTTRICE E AUTRICE DEL SOGGETTO
Giornalista e scrittrice, è amministratore unico di 3D Produzioni, con la quale ha realizzato una lunga serie di documentari su storia, arte e cultura. Nell’ultimo anno la società ha prodotto 3 documentari per la grande arte al cinema: “Hitler contro Picasso e gli altri” con Toni Servillo, “Van Gogh tra il grano e il cielo” con Valeria Bruni Tedeschi e “Klimt e Shiele, eros e psiche” con Lorenzo Richelmy. In lavorazione tre nuovi documentari per il cinema: “Il Prado”, “Hermitage” e Gauguin a Thaiti”, nelle sale nel 2019. Didi Gnocchi comincia come giornalista de la Provincia Pavese dal 1981, nel 1985 passa a Mediaset dove per vent’anni, come inviata si occupa di reportage e inchieste sul neonazismo in Austria e Germania e poi, per 10 anni, fino al 2001 segue per i tg mediaset gli avvenimenti nell’ex Unione Sovietica. Nel 1999 pubblica per Einaudi il libro “Odissea Rossa”, storia di uno dei fondatori del partito comunista italiano, morto nelle purghe staliniane. Nel 2000 la voglia di sperimentare percorsi produttivi autonomi e indipendenti la porta a fondare una propria società, 3D Produzioni. Il primo documentario realizzato è Betty Bee, sopravvivere d’arte, che vince il primo premio al Torino Film Festival. In questi anni scrive e produce una serie di documentari in onda su Rai e Mediaset, Le streghe della notte, La casa sul lungofiume, Tutti gli uomini di Stalin, I giusti del gulag e L’altro Vietnam, e la serie in sei puntate condotta da Paolo Mieli in onda su Rai 3, “Storia della Prima Repubblica”. Per le Grandi Opere della casa editrice Utet cura tre documentari sulla storia della Shoah – Il processo Eichmann, Il processo di Norimberga e Il giudice dei giusti. Crea nel 2007 prima web tv dedicata ai temi di design architettura e arte, Ultrafragola Channels, che nel suo primo anno di vita riceve il premio Yahoo come miglior sito di design. Nel 2009 3D Produzioni e Piccolo Teatro di Milano lanciano la web tv dedicata agli spettacoli del teatro (www.piccoloteatro.tv), che si aggiudica nel 2013 il Premio Prix Italia come miglior web tv. Nel 2013 si aggiudica il Premiolino – “Per aver creato la prima Web Tv italiana dedicata all’arte, alla cultura e al design, adottando con coraggioso spirito pioneristico gli strumenti e i linguaggi più innovativi pur restando fedele ai valori del miglior giornalismo tradizionale”. A partire dal 2013 comincia una intensa collaborazione con Sky Arte HD con documentari e serie tv sui temi legati al canale: design, architettura, arte e letteratura. Nel 2017 dirige il documentario ‘Canto alla durata. Omaggio a Peter Handke’, con la partecipazione straordinaria dello scrittore tedesco intervistato nella sua casa fuori Parigi.

SABINA FEDELI, AUTRICE DELLA SCENEGGIATURA
Sabina Fedeli giornalista televisiva dal 1986. In qualità di inviato copre per Mediaset eventi di cronaca nazionale e internazionale con servizi per i telegiornali del gruppo e reportages: la guerra nella ex Jugoslavia, la crisi israelo-palestinese, il golpe a Mosca, la crisi algerina degli anni ‘90, le rivoluzioni in nord Africa. Varie inchieste sulla violenza alle donne, sull’inquinamento ambientale, sulle ecomafie. Particolare approfondimento sul tema dell’immigrazione e del fondamentalismo islamico. Ha collaborato alle trasmissioni Spot e Linea Diretta di Enzo Biagi e al settimanale di approfondimento Contro Corrente di Indro Montanelli e Paolo Granzotto. Cura programmi di approfondimento quali Link Cronache dell’era digitale e Mission. Collabora con varie testate da Panorama a Vanity Fair (intervista esclusiva a Giovanni Falcone e le lettere inedite dal carcere di Adriana Faranda) a D Donna. Fa parte della redazione di Terra! il settimanale di approfondimento del Tg5, poi di Rete 4, a cura di Toni Capuozzo. Nel 2003 vince il premio Alpi per il lo speciale di approfondimento Metti a fuoco e scappa. Nel 2007 le viene assegnato il Premio Giornalistico Marco Luchetta per il servizio La casa dell’orrore. Il delitto d’onore in Palestina. Nel 2011 riceve il Premio Alpi della critica per il reportage Le perseguitate. Per Doc3 ha realizzato il documentario Io sono Yoav, storia di una delle vittime della presa d’ostaggi all’YperCacher di Parigi nel gennaio 2015. Come free-lance realizza ritratti e storie di artisti per SKY arte e RAI storia.

Festival Internazionale del Cinema dei Castelli Romani: tutti i premi

SIMONA BORIONI ATTRICE NON PROTAGONISTA

SIMONA BORIONI ATTRICE NON PROTAGONISTA

Si è concluso con le ultime proiezioni e le premiazioni la seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema dei Castelli Romani, ideato dalla fondazione “Punto e Virgola”, presieduta dall’On. Marco Di Stefano e curato da Fabrizio Borni e Fabrizio Pacifici.

SANYA BORISOVA-ELIZABETH MISSLAND

SANYA BORISOVA-ELIZABETH MISSLAND

La Sala Maestra, ha accolto circa duecento spettatori e numerosi personaggi del mondo cinematografico. Sul palco sono saliti per ricevere il prestigioso premio: il produttore Claudio Bucci, le attrici Angelique Cavallari, Simona Borioni e Sanya Borisova, i registi Marco Cervelli, Claudio Sestieri, la giovanissima Maria Laura Moraci, autrice del cortometraggio “Eyes”, girato completamente a Frascati e molti altri illustri ospiti.

Tra gli ospiti della serata anche le giovani attrici emergenti Erika Kamese e Roberta Valdes, il regista attore bulgaro Niky Iliev e numerosi produttori cinematografici di film in uscita a breve sui grandi schermi. La serata è stata presentata dalle gemelle Laura e Silvia Squizzato, curate dalla consulente d’immagine Michela Contino, direttamente dalla trasmissione televisiva di Rai 1 “I Fatti Vostri”, padroni di casa i sindaci di Ariccia e Frascati Roberto Di Felice e Roberto Mastrosanti, che insieme all’assessore alla scuola di Ariccia Elisa Refrigeri e alla Fondaziona “Punto e Virgola” hanno organizzato la kermesse cinematografica, tra Palazzo Chigi di Ariccia e le Scuderie Aldobrandini a Frascati. Gran finale con assaggi dei prodotti tipici dei Castelli Romani, con lo chef locale agri gourmet Josè Amici, che ha preparato porchetta arrosto aromatica, involtini di carne al vino rosso locale, i dolci di nonna Lidia, coppiette e salumi del posto, il tutto innaffiato con lo spumante e il vino dei Castelli Romani.
FABRIZIO PACIFICI-SANYA BORISOVA-MARCO DI STEFANO-NIKI ILIEV-FABRIZIO BORNI

FABRIZIO PACIFICI-SANYA BORISOVA-MARCO DI STEFANO-NIKI ILIEV-FABRIZIO BORNI


I PREMI:

– Miglior film: Tulips di Mike Van Diem
– Miglior film per il pubblico: All She Wrote di Niki Iliev
– Miglior regia: Claudio Sestieri per Seguimi
– Miglior attore: Francesco Pannofino per Il Pretore
– Miglior attrice: Angelique Cavallari per Seguimi

MARCO DI STEFANO-ANGELIQUE CAVALLARI-IL SINDACO DI ARICCIA ROBERTO DI FELICE

MARCO DI STEFANO-ANGELIQUE CAVALLARI-IL SINDACO DI ARICCIA ROBERTO DI FELICE

 

– Attrice rivelazione: Sanya Borisova per All She Wrote
– Attrice non protagonista: Simona Borioni per Aspettando la Bardot
– Miglior fotografia: Giovanni Mammolotti per Seguimi
– Miglior canzone originale: Aspettando la Bardot di Marco Cervelli

GEMELLE SQUIZZATO

GEMELLE SQUIZZATO


– Miglior cortometraggio: Un battito di ciglia di Cristina Campagna
– Miglior cortometraggio per il pubblico: Eyes di Maria Laura Moraci

 

CRISTINA CAMPAGNA MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

CRISTINA CAMPAGNA MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

– Miglior cortometraggio “Fondazione Punto e Virgola”: Once (In My Life) di Francesco Colangelo

MARIA LAURA MORACI-MIGLIOR CORT PUBBLICO

MARIA LAURA MORACI-MIGLIOR CORT PUBBLICO


– Menzione speciale: Cortonotte di Emanuele Carioti
– Menzione speciale: Giulio Galasso per Squadra volante. Ieri, oggi, domani di Leo Todaro

 

COCKTAIL BAR il documentario sul jazz alla Festa del Cinema di Roma

logo festa del cinema roma

IL MAGICO ACCORDO: CINEMA E JAZZ

unnamed(9)Venerdì 12 ottobre 2018 – Ore 21

COCKTAIL BAR
Storie jazz di Roma, di note, di amori

Un documentario di Stefano Landini Toni Lama 
Casa del Jazz
Viale di Porta Ardeatina 55 – Roma

Ingresso: € 8

Biglietti in vendita sul circuito Ticket One:
https://www.ticketone.it/biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=2294511&includeOnlybookable=false&xtmc=cocktail_bar&xtnp=1&xtcr=1
A seguire concerto jazz con:
Bruno Biriaco – batteria
Luca Pirozzi  – contrabbasso
Aldo Bassi – tromba
Gianni Savelli – sax tenore
Massimo Fedeli  – pianoforte
Nel 1971 il principe Pepito Pignatelli, malato di jazz ed eccentrico personaggio, assieme alla bellissima moglie Picchi aprì uno dei più importanti locali europei, ritrovo internazionale di musicisti che poi scrissero la storia del jazz, nonché luogo-fucina di fermenti letterari, sociali e musicali che segnarono il costume degli appassionati e non solo: il Music Inn.
In questa cantina umida passarono i più grandi, come in nessun altro jazz club in Italia: da Chet Baker a Bill Evans, da Charlie Mingus a Dexter Gordon, da McCoy Tyner a Philly Joe Jones e Max Roach, in un elenco infinito che ha cambiato intere generazioni.
La sua storia, unica alla pari dei suoi proprietari, viene ora raccontata in Cocktail Bar – Storie jazz di Roma, di note, di amori, un documentario con la regia di Stefano Landini e Toni Lama, che ne ripercorre, insieme a numerosi testimoni di quel tempo, le vicende e i percorsi contestualizzati. Artisti come Giovanni Tommaso, Renzo Arbore, Pupi Avati, Bruno Biriaco, Franco D’Andrea, Antonello Salis, Roberto Gatto, Adriano Mazzoletti, Amedeo Tommasi, e molti altri che parteciparono attivamente a quel vissuto, rappresentano – grazie ai loro vivi ed affettuosi ricordi – le complesse trame di uno spaccato d’epoca, qui condito dalla colonna sonora originale firmata da Massimo Fedeli ed intriso di passione e nostalgia per un’affascinante avventura musicale che sfortunatamente ebbe un triste e tragico epilogo, ma che resta sempre e comunque viva nella memoria di quanti hanno amato ed assaporato la musica jazz del periodo d’oro.
Il documentario sarà presentato nell’ambito della Festa del Cinema di Roma 2018 (sezione “Altri Eventi”), venerdì 12 ottobre alle ore 21 presso la Casa del Jazz. A seguire, un concerto dell’ensemble jazz guidato da Massimo Fedeli che interpreterà dal vivo le atmosfere musicali del periodo. A suonare saranno Bruno Biriaco alla batteria, Luca Pirozzi al contrabbasso, Aldo Bassi alla tromba, Gianni Savelli al sax tenore e Massimo Fedeli al pianoforte.
COCKTAIL BAR
Storie jazz di Roma, di note, di amori
Durata:1h18min
Un documentario di Stefano Landini e Toni Lama
Prodotto da Stefano Landini e Roberto Gambacorta
per LCN srl
Montaggio: Stefano Landini
Musica originale: Massimo Fedeli

FB: https://www.facebook.com/docjazz.it/

Il Principe Pepito Pignatelli e il Jazz
Principe del S.R.I.,  XVI  principe di Castelvetrano,  XVI principe di Noja,  XVIII duca di Monteleone,  XVI duca di Terranova,  XVIII marchese di Cerchiara,  XVI marchese di Avola  e marchese di Caronia: questi i titoli ereditati da Giuseppe Pignatelli e Molyneux , detto Pepito, nato a Città del Messico il 9 ottobre 1931 e meglio conosciuto come pianista e batterista jazz, nonché fondatore dello storico “Music Inn” di Roma.
Mecenate senza quattrini che ai suoi titoli tuttavia preferiva Charlie Parker e Dizzy Gillespie, Pepito coltivò fin da bambino la sua passione per la musica, alimentandola in modo fin quasi estremo, ma comunque coraggioso e intraprendente e realizzando alla fine degli anni Sessanta il suo sogno di aprire un locale dove poter ascoltare i suoi musicisti preferiti, all’interno di uno scenario jazzistico romano ancora acerbo.In sua compagnia c’era la moglie Maria Giulia Gallarati, detta Picchi, sposata nel 1959 e anch’essa appassionata di musica jazz.
Su modello del FolkStudio nacque così nel 1969 il Blue note, in via dei Cappellari, che, privo di licenza per somministrare alcolici, non ebbe lunga vita ma riuscì in poco tempo ad ospitare musicisti come  Jean Luc Ponty, Phil Woods, Johnny Griffin e Dexter Gordon.
Due anni dopo, Pepito individuò un altro locale, in largo dei Fiorentini, alle spalle di via Giulia: si trattava di una cantina abbandonata che rilevò dall’Arciconfraternita e che inaugurò, dopo molte vicissitudini e ritardi burocratici, diventando in poco tempo il luogo di riferimento del jazz romano e la palestra per un’intera generazione di jazzisti italiani. Qui suonarono i giovani Massimo Urbani,  Maurizio Giammarco, Danilo Rea, Roberto Gatto, Enrico Pieranunzi, Antonello Salis, e i colleghi più maturi Giovanni Tommaso, Franco D’Andrea, Gegè Munari, insieme a mostri sacri internazionali quali Dexter Gordopn, Johnny Griffin, Chet Baker, Mal Waldron, Charles Mingus, Bill Evans, Elvin Jones, Ornette Coleman, Steve Lacy, Mal Waldron, Gato Barbieri.
Tra sacrifici ed amore, con un entusiasmo capace di superare ogni difficoltà, la coppia principesca mise in carreggiata un locale fumoso, con le salette scavate nel tufo e le panche di cemento armato, che non rappresentava un semplice jazz club ma  un cenacolo di artisti che regalava profondi momenti di rispetto, fascino e insegnamento per chi la musica, oltre a masticarla, la voleva vivere da vicino. Una casa ricca di aneddoti che ha ispirato la ripresa musicale di Chet Baker ed ha ospitato il giovane e squattrinato Gato Barbieri; che è stata testimone di memorabili nottate regalate alla inquieta generazione romana degli anni ‘ 70 con le performance dal vivo di Miles Davis, Charles Mingus ed Elvin Jones, tanto per ricordarne alcuni…
Alla tragica e prematura morte dei due proprietari, avvenuta rispettivamente nel 1981 per infarto (Pepito) e 1992 per volontario soffocamento (Picchi),  il locale – nonostante molteplici gestioni e tentativi – non è mai riuscito a tornare ai livelli dell’eta d’oro del jazz ed è diventato – come proclama il titolo del documentario di Stefano Landini e Toni Lama, un tradizionale “cocktail bar”.

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

 

Al via il Festival Internazionale del Cinema dei Castelli Romani

Fabrizio Borni-Fabrizio Pacifici-Festival Internazionale del Cinema dei Castelli RomaniAl via la 2^ edizione del Festival Internazionale del Cinema dei Castelli Romani, evento ideato e prodotto dalla Fondazione Punto e Virgola, Presieduta da Marco Di Stefano, organizzato da Fabrizio Borni e Fabrizio Pacifici per conto di Tetramax Movie Services e Patrocinato e sostenuto dalla Direzione Generale Cinema – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in collaborazione con i Comuni di Ariccia e Frascati. Sette film in concorso di cui due stranieri e una coproduzione Italia/Spagna e sette cortometraggi in nominations su trentatrè selezionati per contendersi il Premio di Miglior Short Film.

A differenza della scorsa edizione, due le location di quest’anno; infatti oltre alle prestigiose sale del Palazzo Chigi di Ariccia, anche il Comune di Frascati ha aderito, mettendo a disposizione le sale delle Scuderie Aldobrandini, con la speranza che di anno in anno anche gli altri comuni dei Castelli Romani sposino l’iniziativa così che l’evento diventi l’unico che comprenda una serie di più Città coinvolte contemporaneamente.

Due le giurie, di cui quella dei film presieduta da Elizabeth Missland già Presidente Onoraria dei Globi d’Oro ed oggi Coordinatrice Artistica del Festival de la Comediè di Montecarlo ideato da Ezio Greggio.
Altra novità il coinvolgimento degli studenti delle scuole di Frascati ed Ariccia che, guidati da due registi, Francesco Colangelo e Maria Laura Moraci produrranno alcuni cortometraggi che verranno proiettati il 12 Ottobre alle Scuderie Aldobrandini, iniziativa fortemente voluta per far avvicinare ancora di più i ragazzi all’interesse e alla diffusione della cultura cinematografica in genere.
Tutte le proiezioni sono ad ingresso libero sino ad esaurimento dei posti ed il programma completo si può visitare sul sito www.festivalinternazionalecinemacastelliromani.com
Domenica 14 Ottobre, presso la Sala Maestra di Palazzo Chigi, la serata di Gala, presentata da Laura e Silvia Squizzato, vedrà la consegna dei Premi a cui seguirà una cena preparata dallo Chef Josè Amici del Monte 2 Torri Gourmet di Genzano.