SI E’ SVOLTA LA CONFERENZA DI ARTISTI 7607 PER I DIRITTI DEGLI ARTISTI

NERI MARCORE’

«NON È EQUO QUESTO COMPENSO»

DIRITTI DEGLI ARTISTI se n’è parlato nella partecipata ed appassionata conferenza stampa di Artisti 7607, organismo di gestione collettiva dei diritti connessi al diritto d’autore, che si è svolta on line giovedì 15 aprile. Tra i volti noti che si sono esposti Neri Marcorè, Paolo Calabresi, Urbano Barberini, Massimo Bitossi, Chiara Colizzi, Giobbe Covatta, Augusto Fornari, Carmen Giardina, Georgia Lepore, Vinicio Marchioni, Cinzia Mascoli, Valerio Mastandrea, Alberto Molinari, Francesco Montanari, Paco Reconti, Alessandro Riceci, Michele Riondino, Paolo Sassanelli, Davis Tagliaferro, Salvo Traina, Daniela Virgilio, seguiti dal sostegno a distanza di Diego Abatantuono, Ambra Angiolini, Corrado Guzzanti, Claudio Santamaria, Kasia Smutniak e Elio Germano.

Le piattaforme si arricchiscono ma non riconoscono i diritti degli artisti

Mentre l’intero settore dello spettacolo è in profonda crisi da oltre un anno per l’emergenza causata dalla pandemia, Artisti 7607, organismo di gestione collettiva dei diritti connessi al diritto d’autore, denuncia che all’aumento esponenziale in streaming della diffusione di opere protette non corrisponde il dovuto riconoscimento dei diritti di chi le interpreta.

Neri Marcorè ha ricordato il ruolo che, con costanza e professionalità, porta avanti il collettivo Artisti 7607 per gli obiettivi che si pone e per quelli raggiunti come “il diritto dell’artista ad  essere pagato per il tempo dedicato al provino, qualcosa che oggi è dato per scontato ma fino a poco tempo fa non c’era”. Paolo Calabresi ha illustrato ed argomentato le statistiche sullo Svod -abbonamento a canone periodico- affermando: “Con un incremento impressionante di quest’anno e passa di pandemia che ha portato ad un aumento di abbonamenti e quindi potere nel mercato dell’audiovisivo. Il più grosso – come si sa – è  Netflix con 204 milioni di abbonati nel mondo a seguire 150 milioni di Prime Video e le altre piattaforme. Da notare che Disney+ solo in Italia ha raggiunto un milione di abbonati”.

Artisti 7607, ricordiamo, è il collettivo che ha innescato il processo di liberalizzazione del mercato dell’intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore (art.39 DL 1/2012) e ha svolto un ruolo determinante nel superamento del problematico assetto monopolistico. Dal 2013 la collecting è un punto di riferimento importante nella tutela dei diritti degli artisti.

DIRITTI CONNESSI AL DIRITTO D’AUTORE

I diritti connessi sono il diritto all’equo compenso che spetta agli artisti e interpreti quando vengono utilizzati un film, una fiction o una serie TV. L’equo compenso è un diritto patrimoniale che spetta all’artista interprete di un’opera audiovisiva. Un diritto al compenso che ha un nome e un cognome. Dopo decenni di gestione fallimentare del ex-monopolista IMAIE, nel 2014 si è completata la liberalizzazione del mercato dei diritti connessi, fortemente voluta da Artisti 7607, ed ogni artista ha potuto scegliere a chi affidare la gestione di tali diritti.

Con la liberalizzazione, per una volta l’Italia ha anticipato quanto previsto dalle direttive europee e oggi, a distanza di circa sette anni, molte cose sono cambiate in meglio. Gli artisti sono informati e ricevono dalla collecting Artisti 7607 i compensi in tempi rapidi, usufruiscono di servizi diversi, hanno gratuita copertura assicurativa, assistenza legale e fiscale, frequentano gratuitamente corsi di formazione, workshops e masterclass permanenti. Cose impensabili fino a pochi anni fa.

IL MERCATO AUDIOVISIVO

Lo sfruttamento di contenuti audiovisivi e la fruizione di film e serie tv crescono esponenzialmente nel web anche grazie all’aumento della velocità e dell’ampiezza di banda che consentono un rapido download e un’ottima qualità di visione. La quasi totalità delle piattaforme streaming non corrisponde i diritti connessi degli artisti o propone compensi gravemente insufficienti, non fornendo i dati degli utilizzi e non ottemperando alle normative europee e nazionali (d.lgs n.35 15 marzo 2017).

Cresce lo sfruttamento complessivo di opere cinematografiche e assimilate sia nello streaming sia attraverso modalità tradizionali, gli artisti interpreti dell’audiovisivo denunciano la situazione e difendono i loro diritti.

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