Antonella Pagano premiata per i diritti umani

pagano-antonella-2Antonella Pagano ha ricevuto il Premio Don Tonino Bello per i diritti umani. Una donna davvero fuori dal comune: artista ad ampio spettro ma anche sociologa, creativa e poetessa, nata tra i Sassi della bella Matera, città di cui porta alto il nome.  E non poteva che essere lei la premiata per il Premio Don Tonino Bello, intitolato a questo grande sacerdote ma, prima di tutto un grande Uomo e, successivamente, anche Santo in vita. Riceviamo e pubblichiamo con gioia l’intervento di ringraziamento di Antonella Pagano.

“Miei cari,
E’ o sarebbe facile difendere i Diritti Umani quando non sono minacciati, ma, v’è epoca della storia dell’Umanità in cui i Diritti Umani siano stati riconosciuti, tutelati, rispettati, pienamente agiti e vissuti da tutto il genere umano?

I nord a svantaggio dei sud del mondo, i bianchi a svantaggio dei neri, gli uomini a svantaggio delle donne, gli adulti a svantaggio dei piccoli, i potenti a svantaggio delle classi povere, non acculturate, non visibili, gli abili a svantaggio dei disabili -oggi diversamente abili- almeno, in questo caso, con il lessico siamo riusciti a colmare il gap – benchè le barriere architettoniche restino ancora utopia in molti casi; e ancora: le barriere che le caste erigono contro le non caste, i popoli di stati potenti avverso popoli meno o non potenti. Potere poi, tutto da discutere: termine, concetto, esercizio e abuso.

E poi? Poi arriva il sorriso di don Tonino.

il suo sorriso tesseva coperte di corolle – per dirla poeticamente. egli già col sorriso versava sidro d’umanità, poi integrava il tutto con gesti meravigliosi. odorose di pane e fiori le sue parole, così tutta la sua condotta.
L’intero suo volto era territorio fiorito.

Don Tonino Bello usava la metafora dei petali, che tanto uso anch’io…è così che diceva: “petali al vento, spreco d’amore”. Che emozione! Grazie, grazie già solo per aver pensato a me, grazie. A tal punto dichiaro e dico che son solo e niente altro che un piccolissimo petalo, tipo quelli dei biancospini – miniature di petali e non faccio che poco, piu’ che altro tento di compormi in corolle d’insieme. Insieme a tutti i petali grandi, belli, odorosi, petali maestri che fortunatamente incontro. Non faccio che porgere la mano per la gioia di operare insieme nell’incontro che è magìa già di per sè, che è dono sacro, dono benedetto che sta persino in ogni sillaba, nell’in, con e tra la gente, insomma fra noi tutti.

Umile e determinata -umile nell’accezione più corretta …da umus terra; determinata com’è la femminilità, abilitata alla maternità. Dunque niente di speciale. Fragile eppure infaticabile; e qui perchè mi rendo conto che la vita è un soffio e che sprecarla sarebbe un delitto. Il cantiere della bellezza e dei diritti umani agiti chiede braccia coerenti, determinate, volitive e volte alla reciprocita’ di cui tanto cantava don tonino bello, tanto diceva il suo sorriso e tanto ancora i suoi comportamenti. il servizio ha dignita’ regale, la liberta’ interiore è l’oro vero. E’ nobile colui che non è asservito ad alcuna eterodirezione, è presente a se stesso e al mondo, questo ci fa fratelli in cristo e piu’ fratelli tra noi. Aderisco pienamente, ovvero mi esercito nella logica della reciprocità – vieppiù oggi che vede spesso la logica impiccata in ogni città, paese,continente, in molte istituzioni e luoghi dove invece dovrebbe trionfare. Trionfare per semplice umanità, termine e concetto omnicomprensivo.
Dedico questo Premio ai “futuri”, ovvero a tutte le bambine e ai bambini che nascono colmi di sapere divino che è dovere di noi adulti tutelare in ogni modo e con tutte le forze. Noi che spesso uccidiamo, anestetizziamo, soffochiamo il tratto di divinità che li sostanzia, solo per aderire alla più miserrima umanità direi materialità, prostrati al denaro che, nella confusione anche lessicale, spesso chiamiamo dio denaro! Troppo poco rispetto si ha della parola!
Umanitas è: se abitata dallo slancio verso l’altro.
Umanitas non è: ove ciò non sia.
Ringrazio e mi inchino a Voi tutti nell’ abbraccio che ci stringa tutti insieme a don Tonino che dall’aula celeste ci sta guardando lieto mentre i Suoi insegnamenti -fatti, gesti concreti e bellissimo lessico- volteggiano lievi e sorridenti…basterebbe metterne in pratica anche solo alcuni per sistemare ogni cosa.”

Foto di Mario Giannini

Introduzione di Sara Lauricella

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