OMOCAUSTO in scena al Teatro Elettra con TRIANGOLO ROSA

WhatsApp Image 2019-03-07 at 18.21.52Ass. Balletto Alchimia presenta

TRIANGOLO ROSA

Teatro Elettra

15/16 e 17 marzo 2019  h. 21/18

Con Gabriele Cantando Pascali e Federico Gatti

Regia di Angelo Curci

Scene Alexandra Busiri Vici

Costumi Alice Sinnl

 

Sinossi

Il 22 marzo 1933 venne aperto a Dachau il primo campo di concentramento di tutta la Germania nazista. I deportati venivano usati come cavie umane per esperimenti “ medici “ ,  sottoposti ad umiliazioni continue, denutrizione e quando per debolezza non potevano lavorare venivano eliminati senza pietà. I trattamenti peggiori erano riservati agli Ebrei e agli omosessuali. L’Olocausto e l’Omocausto non vanno dimenticati.

Una storia vera, una realtà esistita e non raccontata e, di conseguenza, non ricordata. L’Omocausto: uomini ridotti ad uno stato tale di invisibilità portati coraggiosamente in scena da Angelo Curci con le interpretazioni fantastiche di Gabriele Cantando Pascali e Federico Gatti. Due personaggi, due vite, due esseri umani privati di tutto, anche del semplice e normale guardarsi o della meritata pausa lavorativa. Due uomini che trasudano amore, speranza, riscatto, umanità ma che, per questo, devono essere eliminati nel più umiliante e, ancora più terrificante, inutile modo. Due uomini che danno un significato diverso all’essere persone piene d’amore dove perfino un litigio o un’aggressione verbale o una sottomissione diventa Amore. Due uomini che dividono lo stesso sguardo di incredulità e stupore, ma anche rassegnazione,   per quello che accade intorno  rimanendo vive e trovando il modo di essere libere. Il tutto sullo sfondo di quello che è stato il primo campo di concentramento nazista al mondo : Dachau.

“Buongiorno Angelo Curci. Qual è stato il momento in cui ha voluto mettere in scena questo spettacolo?”

Era da tempo che volevo affrontare la regia di questo testo così pregno di significati sull’essere umano in condizioni disumane. Ma ho sempre rimandato per paura: paura di non saper rendere fruibile il messaggio, paura di non saper dirigere nel modo giusto il testo, paura di non saper interpretare con passionalità e corposità il personaggio, insomma avevo paura. Poi l’incontro fortuito e casuale e provvidenziale con due attori grandiosi come Gabriele Cantando Pascali e Federico Gatti  ha annullato tutti i miei timori all’improvviso. E ho capito che era il momento giusto per rappresentare quello che la storia tace e nasconde :Homocausto”. “Qual è il messaggio che vuol dare con questa piece?”: “Ho voluto focalizzare l’attenzione della storia solo su i due personaggi per sottolineare quanto l’amore sia una delle forme più alte di libertà assoluta e personale contro ogni forma di dittatura e sottomissione. Solo l’Amore rende l’uomo libero da repressione e crudeltà. L’Amore di cui si parla in questo testo è pieno di mille sfumature , sfumature che spessissimo sono sottintese, che meritano un’attenzione particolare da parte del pubblico che è chiamato a pensare a quello che non dovrebbe mai più accadere senza se e senza ma. Perché su quel treno che porta a Dachau ci siamo tutti noi, nessuno escluso, con tutto il nostro carico di illusioni, di coscienze, di dolori, di definizioni sessuali ..insomma con tutta la nostra vita che nessuno deve mai e poi mai permettersi di umiliare” .

 

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