SALINA DOC FEST … spettacoli e musica invadono la bella isola mediterranea

san sebastianSalina luogo di fughe e di approdi, crocevia di incontri tra persone che viaggiano con il proprio bagaglio personale e culturale, Isola come metafora di una comunità fluida e in divenire che trae la sua forza dall’isolamento, senza mai diventare isolata. Un luogo – spiega – dove ci si sente accomunati dallo stesso orizzonte culturale di una comunità che dal mare mediterraneo trae la propria cultura e nel mare si riconosce ritrovando un universo comune di valori condivisi. Da qui il tema prescelto: Comunità –  Isolani sì, isolati no!.

Ritrovare il senso della Comunità è il presupposto che ha mosso dalle origini il SalinaDocFest e che quest’anno viene ribadito con forza per ricominciare a raccontare il nostro paese e ricostruire quell’orizzonte comune, che passa attraverso la memoria, lasciataci in eredità dai nostri padri.

Ad aprire il festival il 13 settembre, sara’ Mario Incudine, da quest’anno alla direzione artistica della sezione Spettacoli e Musica del SalinaDocFest, con il celebre “U lamentu pi la morti di Turiddu Carnevale, scritto dal poeta Ignazio Buttitta per il cantastorie paternese Ciccio Busacca, e ispirato alla vita del sindacalista Turiddu Carnevale ucciso dalla mafia nel 1955 e protagonista di Un uomo da Bruciare (1962), il primo lungometraggio dei fratelli Taviani, che sarà proiettato in apertura del festival, in omaggio a  Gian Maria Volonté (protagonista del film) e Vittorio Taviani recentemente scomparso.

Artista poliedrico e straordinario, Mario Incudine, con Gaspare Balsamo e Giovanni Calcagno, porteranno al festival la tradizione dell’arte dei narratori orali e poeti popolari passati attraverso la moderna rivisitazione dei grandi maestri Mimmo Cuticchio e Ciccio Busacca. Gli eroi dei narratori sono gli stessi cavalieri carolingi dell´opera dei pupi, ma non solo. Questi artisti di strada, cantori siciliani, porteranno al SalinaDocFest un “contro-cunto” itinerante in acustica tra le cantine delle Malvasie delle Lipari con Gaspare Balsamo, Giovanni Calcagno e Mario Incudine, che con la chitarra e la voce scandirà i tempi del racconto. Tre narratori orali reintepretano e attualizzano, in maniera fantasiosa e alla luce del presente, il mito di Ulisse e Polifemo rivisitatandolo alla luce della tragedia contemporanea dei viaggiatori migranti. In chiusura del festival il cunto del narratore orale iracheno-palermitano Yousif Latif Jaralla, della scuola di Mimmo Cuticchio, con Roberto Alajmo.

 

Isolani, non isolati! Per ribadire l’importanza del valore della comunità il simbolico gemellaggio con la Valigia dell’Attore diretto da Giovanna Gravina a La Maddalena dove Giovanna Taviani con Renato Scarpa il 29 luglio presenterà Sotto il segno dello Scorpione (1969) dei Fratelli Taviani, mentre a settembre avverrà lo scambio tra i due festival con la presenza di Giovanna Gravina a Salina.

 

Così il SalinaDocFest, entrato nel Calendario dei Grandi Eventi della Regione Sicilia, presenta il tema di quest’anno al centro del XII Concorso Internazionale del Documentario narrativo (Premio Tasca D’Almerita e Premio Signum del Pubblico) con un parterre di nomi internazionali per il Premio RavesiDal testo allo Schermo e il Premio Irritec a un ospite siciliano speciale che presto sarà reso pubblico. Quest’anno la selezione del Concorso del SalinaDocFest, a cura di Antonio Pezzuto per i titoli nazionali, con Ludovica Fales e Stefano Missio per i titoli stranieri, proporrà una selezione di sette film tra i migliori documentari prodotti quest’ anno, dalla forte risonanza internazionale, sul tema prescelto dal Festival “Comunità”, per indirizzare lo sguardo fuori dai nostri confini e dai nostri orizzonti e provare a ripensare all’altro e al diverso da una prospettiva comune.

 

Il SalinaDocFest alla sua dodicesima edizione è cresciuto in questi anni e e trova conferma nei nomi prestigiosi del Comitato Scientifico del festival che, a partire da quest’anno, può contare anche sullo scrittore Roberto Alajmo, il giornalista Francesco D’Ayala, i critici Fabio Ferzetti e Enrico Magrelli, lo sceneggiatore Andrea Purgatori.

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