GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “CEFALONIA IO E LA MIA STORIA” di VINCENZO DI MICHELE “ACCOMPAGNATO DAL NOBILISSIMO LINGUAGGIO DEI SEGNI”

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By Angelo Martini

Grande giornata dedicata alla storia per mantenere vivo il ricordo della memoria, per la presentazione dell’ultimo lavoro dello scrittore Vincenzo di Michele che presenta il suo libro “Cefalonia io e la mia Storia”, al teatro dell’Istituto San Giuseppe Calasanzio di Roma.Toccante il suono del trombettiere dell’Arma dei Carabinieri che intonava il silenzio e a seguire procedeva per l’onore ai caduti. Tanti i cimeli storici esposti, da toccare con mano  della Divisione Acqui provenienti dalla Caserma Pasquali dell’Aquila. Una mostra, questa, organizzata dal colonnello Pietro Piccirilli e ben curata nell’allestimento – dagli elmetti ai fucili, fino alle divise dell’epoca – dagli intraprendenti alpini del 9° Reggimento “L’Aquila” della Brigata Taurinense: Pietro Nola Alfano e Antonio De Bellis.Vincenzo Di Michele, emozionato introduce la sua opera raccontando di come alcune sue vicende personali e familiari fossero strettamente legate a Cefalonia, a cominciare dal Processo ad Alfred Stork – il criminale nazista reo dei fatti di Cefalonia – e dal suo avvocato difensore Marco Zaccaria, il quale è stato premiato dall’autore del libro per aver affrontato in modo onorevole questa triste vicenda.Il maestro fisarmonicista Irmo Marini ci riporta indietro nel tempo accompagnandosi con la sua fisarmonica canta la canzone Mamma, un vero inno dei nostri soldati risonante nelle piazze italiane. Fatti realmente accaduti, tutto reale ed incredibilmente toccante con tanti protagonisti della storia,  premiati i familiari del soldato Carlo Ronci – tra i quali l’avvocato rotale Carla Guiso -, reduce del mare Egeo che per ben sette anni dovette lottare per ritornare in patria e riabbracciare una figlia che mai aveva conosciuto.“Tra i personaggi menzionati nel libro” ricorda Di Michele “non ho potuto fare a meno di citare la mia maestra, suor Maria Laura Mainetti, di Chiavenna, persona veramente umile e di immensa bontà, di cui è in corso il processo di beatificazione”. In tale contesto è stata dunque encomiata suor Beniamina Mariani, autrice della biografia della Beata.Sono stati letti dunque alcuni passi del libro da Mino Caprio, il noto attore e doppiatore del grande e piccolo schermo. Vincenzo racconta molto divertito un aneddoto per introdurre l’amico di sempre  il capitano della Lazio Pino Wilson, anch’egli menzionato nel libro. A far da interprete ai non udenti c’era Laura Santarelli del Tg1 Rai Lis, con gli applausi degli amici dello scrittore: il Maestro presentatore Angelo Martini, l’avvocato il politico Giuseppe Calendino, il reporter Marco Nardo e tanti altri.Una citazione meritevole per Carmine Bellucci, scultore aquilano, che ha voluto dedicare a Vincenzo Di Michele un’incisione su una tavola di legno, a Pietro D’Alfonso, Presidente degli Alpini della Sezione Abruzzi dell’ANA, e a Goffredo Palmerini, giornalista e ricercatore storico.Premio per la nipote del generale Antonio Gandin, il supremo comandante della Divisione Acqui nel settembre ‘43. Al riguardo, l’autore del libro ha voluto rimarcare come la storia deve sempre tenere alto il rispetto della dignità umana e di chi ha pagato con il sacrificio della vita.Il professor Antonio Rebuzzi veniva dunque chiamato in causa poiché menzionato nel libro. Ha commentato Di Michele: “Grazie ai profondi e preziosi racconti di vita del mio amico Antonio,  attinenti ad eventi legati alla spiritualità, dove ho tratto spunto per alcuni miei brani”.Il generale Antonio Vittiglio ha parlato del passato della Divisione Acqui e di come nel presente si debbano tenere saldi e ancorati certi valori. Il generale premiava dunque l’autore con una cornice della Divisione Acqui, in ricordo della giornata commemorativa dedicata alla storia di Cefalonia. Conclusioni del preside dell’Istituto Renzo Santinon e del rettore padre Angelo Celani, con il gran finale toccante  tutti in piedi al suono dell’Inno d’Italia, con in testa gli allievi dell’Accademia Europea Sordi, che con il linguaggio dei segni utilizzato per tutta la presentazione hanno reso l’evento di una bellissima nobiltà unica che rimarrà scolpita indelebile nella nostra storia.

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