ANCHE I NOSTRI CUCCIOLI A 4 ZAMPE SONO SOGGETTI ALLA DISPLASIA: COME PREVENIRLA? – di Sara Lauricella

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L’Ordine dei Veterinari di Roma e Provincia sostiene l’importanza di una corretta prevenzione in fase di adozione o acquisto degli animali.

Alcuni teorici affermano che l’uomo non faccia parte del Regno Animale, ma la natura spesso ci fa vedere il contrario. In questo caso affrontiamo un parallelismo tra i nostri cuccioli umani  ed i cuccioli di cane. Sempre più spesso ci ritroviamo a curare cani (soprattutto di medio-grande taglia) che soffrono di displasia all’anca. Tale patologia può essere prevenuta nei primi mesi di vita, esattamente come accade per i nostri cuccioli umani, con una serie di controlli specialistici per verificare il loro stato di salute e con delle  semplici e piccole cure che possono evitare aggravamenti successivi.  In particolare alcune razze di cani come il Labrador, il Golden Retriever, il Pastore Tedesco, il Rottweiler, il San Bernardo, ed in generale quelle di taglia medio-grande, sono geneticamente predisposte alla displasia dell’anca, che consiste in un’incongruenza dell’articolazione coxo-femorale, in cui femore e bacino non si sviluppano e quindi non si articolano in  modo corretto.

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L’Ordine dei Veterinari di Roma e Provincia, attento alla salute dei nostri animali prima per passione e poi per mestiere, scende in campo per sostenere l’attività preventiva legata ad una diagnosi precoce delle malattie scheletriche ereditarie, che possono essere curate con interventi chirurgici preventivi, che assicurino al cane la possibilità di fare attività fisica senza problemi e di non sviluppare artrosi, in alcuni casi gravemente invalidante.

“Radiografie e visita preventiva eseguite fra i 4 ed i 5 mesi di vita – sostiene Michele d’Amato, Presidente della SIOVET Società Italiana di Ortopedia Veterinaria- possono consentirci di intervenire chirurgicamente con estrema precocità evitando le successive evoluzioni degenerative causa di grave dolore e di alterazioni della capacità motoria del cane”. La displasia non diagnosticata, soprattutto su animali giovani, può infatti evolvere in artrosi:

“Una malattia cronica che – spiega il Dott. Pietro Gulì, consigliere dell’Ordine dei Veterinari di Roma e Provincia – può svilupparsi anche in seguito all’invecchiamento delle articolazioni e quindi essere considerata una patologia senile che necessita di fisioterapia, utilizzo di condroprotettori, farmaci ed infiltrazioni e controllo del peso”. Per questo motivo è opportuno, in fase di adozione o acquisto di un cucciolo, non dimenticare mai l’importanza della prevenzione. La buona salute dei nostri animali dipende, in gran parte da noi … aiutiamoli a vivere bene … loro, per noi, lo fanno già!

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