LA DISABILITA’ CON ORGOGLIO IN TUTTE LE SCUOLE: I GLH E L’ASS. GENITORI TOSTI – di Sara Lauricella

glh    Giunge al quinto anno di attività la campagna di sensibilizzazione/azione  proposta dall’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti Onlus. La campagna è volta a facilitare e sollecitare la creazione e l’attività dei GLH (Gruppo di Lavoro Handicap) al fine di rendere efficace  l’applicazione nelle scuole dell’articolo 15 della legge 104/92, che sancisce l’obbligo nelle scuole di instituire ogni tre anni i “Gruppi di Lavoro” formati da rappresentanti delle varie figure che operano nell’istituto scolastico e da rappresentanti delle famiglie degli alunni e dagli studenti stessi, al fine di  “… collaborare alle iniziative educative e di integrazione predisposte dal piano educativo ….. per l’impostazione e l’attuazione dei piani educativi individualizzati, nonché per qualsiasi altra attività inerente all’integrazione degli alunni in difficoltà di apprendimento”. In parole semplici sono dei gruppi di lavoro che si devono formare per poter far integrare nel tessuto scolastico bambini/ragazzi che hanno delle disabilità o delle difficoltà di apprendimento ed inserimento scolastico e sociale. Sembrerebbe una cosa molto semplice e talmente ovvia da risultare quasi scontata in una società moderna e civile ma il passaggio all’attuazione si rivela spesso farraginoso e difficoltoso per vari tipi di impedimenti,  primi fra tutti quelli culturali. Il GLH, Gruppo di Lavoro sull’Handicap, è una componente importante nel processo di integrazione nella scuola e nella società degli allievi con disabilità. Il  GLH si divide in due categorie: i gruppi di  “istituto” (il GLHI) e quelli “operativi” (il GLHO). I GLHI svolgono compiti a livello di istituto e vi fanno parte rappresentati del corpo scolastico e sanitario insieme a  dei rappresentanti dei genitori da questi scelti,  mentre i GLHO intervengono sull’attività scolastica e formativa di ogni singolo alunno con disabilità mediante la collaborazione continuativa e concreta tra il personale operativo ed i genitori del singolo allievo. Sottolineiamo che i GLHI e i GLHO devono essere convocati, riuniti e verbalizzati. La riunione dei vari attori del progetto di vita dell’alunno redigono un progetto che prende il nome di  Piano Educativo Individualizzato (normalmente abbreviato PEI) che diventerà il documento guida su cui si fonda il percorso inclusivo nel piano di vita dell’alunno in difficoltà. Il vantaggio si intravede in primis per l’alunno, a seguire per la famiglia e poi per la scuola stessa e per i docenti : “quanto più inclusiva sarà la scuola e i suoi docenti, tanto più questi potranno essere premiati sulla base del criterio stabilito dal Comitato di Valutazione”. Quando si riesce a rendere attivo e coerente il processo la disabilità diventa lo specchio del livello di  qualità della scuola  e dei suoi docenti.  La scuola diventa quindi un ponte che prende su di se la formazione del piccolo alunno per poi restituirlo alla società ed alla famiglia da adulto colto, inserito e pronto ad affrontare il mondo lavorativo.  In questa visione le famiglie possono e devono giocare un ruolo primario: l’associazione  “Genitori Tosti in Tutti i Posti” (nata a Verona nel 2011)  si occupa di vigilare, proporre, operare per la piena applicazione della legge sulla formazione ed integrazione scolastica e sociale.   Per contatti: genitoritosti@yahoo.it  Sito: www.genitoritosti.it Pagina web della campagna da cui scaricare il modello di lettera e volantino: http://www.genitoritosti.it/?p=1813

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