LA SCUOLA VA A CASA di RICCARDO … ANZI NO … NON CI VA PIU’

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STORIA DELL’ALUNNO RICCARDO …LA SCUOLA VA A CASA … NO … NON CI VA PIU’ – di Sara Lauricella

Riccardo M. è un RAGAZZO che quando aveva 7 anni e’ stato colpito da una gravissima leucemia e che all’età di 13 anni, causa setticemia, gli sono stati amputati braccia e gambe. Riky e’ un ragazzo speciale, con un’intelligenza ed una capacità di apprendimento speciali e con professori e compagni di scuola speciali: già l’anno scorso si sono attivati insieme per fornire all’alunno in difficoltà (non può frequentare causa immunosoppressione grave e cronica) l’istruzione domiciliare. Nel precedente anno scolastico alcuni prof insieme ad altri alunni hanno aperto un tortuoso percorso burocratico per l’istruzione domiciliare ed i cui finanziamenti previsti sono stati attivati solo a Maggio (a scuola finita). Quest’anno l’ardito gruppetto prof/alunni si sono mossi per tempo e, oltre che a porre in essere un progetto a costo zero per portare ogni lunedì a casa di Riccardo quattro dei suoi compagni di classe per fargli lezione lavorando con slides et similia direttamente nel suo ambiente domestico (con le autorizzazioni dalle famiglie dei suoi compagni) sono riusciti ad ottenere un finanziamento di ben 5.000 euro da una onlus del territorio per potenziare il
collegamento con la casa del ragazzo (tramite LIM della classe) e per integrare i circa 900 euro forniti dallo Stato per l’istruzione domiciliare. Ad oggi il progetto a costo zero fatto dal gruppo scolastico è partito e si è sparsa voce (arrivando fino all’USR che dovrebbe provvedere ad un Attestato di Ringraziamento da consegnare ai compagni del ragazzo speciale che stanno rendendo possibile tutto ciò e che stanno letteralmente facendo rifiorire Riccardo). Ma ad oggi, dopo ben 2 mesi dall’arrivo dei fondi ci giunge
notizia che l’Istituto non sta nominando nessuno per provvedere all’istruzione domiciliare adducendo motivazioni assurde e probabilmente costruite con chissà quale mira e quale speranza, visto che quei soldi, a differenza di altri finanziamenti scolastici, non possono essere spendibili in altro modo. La cosa
più grave è che oltre la mancata istruzione al ragazzo, che ricordiamo essere un suo diritto, si è instaurato nell’alunno, già provato oltrechè dalla malattia anche dalla recente morte del padre, un forte senso di abbandono e di sfiducia nei confronti dello Stato. La mamma ed il resto della famiglia vogliono far sapere che loro ce la stanno mettendo tutta per dare al loro ragazzo le cure e le attenzioni necessarie ad avere una buona istruzione, ma anche la scuola e le istituzioni dovrebbero fare un passo per non vanificare gli sforzi, per utilizzare i fondi per ciò cui sono stati destinati, per dare un segnale che, nonostante le diverse abilità, i ragazzi speciali possono essere istruiti al pari di tutti gli altri. Si potrà riuscire a fare chiarezza in tutto ciò? Si potrà continuare il percorso formativo di un ragazzo desideroso di apprendere e fortemente ricettivo? Solo un passo …un piccolo passo …

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